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Uscita obbligatoria a Sestri Levante
C’era questa astronave Enterprise precipitata in una galleria che stava combattendo contro una flotta di navi Borg, mentre un team di appassionati informava gli astanti su tutto ciò che c’era da sapere per comprendere l’universo di Star Trek. Le voci in realtà parlavano di un tir ribaltato con mille morti e un cratere nel manto autostradale, ma io non ci credo, tendono sempre a minimizzare. Perciò, c’era questa Enterprise incagliata tra Sestri Levante e Brugnato. E i Borg. E i fan di Star Trek.
Autostrade per l’Inculata informa che bisogna uscire a Sestri Levante. Uno pensa: esco a Sestri, faccio un po’ di strada normale, e rientro alla successiva, dopo l’incidente. Verrà poi fuori che hanno fatto uscire a Sestri perché le due uscite successive, prima dell’incidente, probabilmente non erano in grado di smaltire un traffico autostradale; però, tecnicamente, dopo Sestri si avrebbero avuto altre due occasioni per uscire.
Comunque usciamo a Sestri Levante, e seguiamo le indicazioni per La Spezia. Bricchi*. A salire e a scendere. Ingresso successivo dell’autostrada: “bene, è il nostro… non c’è un cacchio di nome di che posto sia, ma sarà sicuramente Brugnato – se ci hanno fatto uscire a Sestri e l’incidente era tra Sestri e Brugnato…”. Il telepass non fa obiezioni. Scopriamo dopo poco che dire “tra Sestri Levante e Brugnato” è un po’ come dire “tra Torino e Ancona passando per Monaco di Baviera e Kiev”. Otto chilometri di coda.
Sunnyday Joe, detto l’Ottimista, nella sua divisa arancione coi catarifrangenti da supereroe (poteri speciali: morire investito da uno stronzo con la patente nella più completa invisibilità da parte dei media), comunica al mio collega (mentre io ero impegnato a spedire il solito importantissimo sms del cazzo alla mia spammer preferita) che “se riusciamo a liberare la strada per mezzogiorno [erano le 9] sarà già tanto, e non sono nemmeno sicuro che si riesca per stasera”.
Sfortunatamente ci hanno fatto ripartire già un’ora dopo, prima ancora che riuscissimo a capire come si costruisse un tee-pee e che decidessimo quale forma di governo dare alla nostra tribù autostradale improvvisata (anche se gli schieramenti politici erano già chiari: i “faccio come cazzo mi pare a me” contro i “fate come cazzo ci pare a noi”, che se non cogliete la sfumatura, be’, non vivete in Italia).
Segue uno spassoso pomeriggio in cui andavo a chiedere a terzi quali fossero gli indirizzi IP dei nostri server, o in cui scoprivo che avevo perso due ore della già sgocciolante giornata perché un componente (occulto) dell’antivirus aziendale trovava indignevole che volessi porre un programma in ascolto su una porta.
Sento un po’ come se la Morte stesse venendo a prendermi. Temporeggerò. Appunti per una vignetta: Max Von Sydow e la Morte che giocano a Wii Sports, o Counterstrike, o PES.
*=monti, zone montuose. Anche, metaforicamente, territori inesplorati e/o inaccessibili (cfr. posti inculati, Puttanburgo). Es: “Andar per bricchi”, “ma tu abiti lassù sui bricchi, non ci penso nemmeno di venirti a prendere”.
Napoli
Roma Termini, 9 dicembre, ore 20.05
-Escùsa… Roma Termini?
-…?
-Roma Termini?
-Sì…
-Che ora?
-Le otto e cinque.
-Domenica, vero?
-Sì, domenica…
-Comunque Roma Termini…
-Sì.
Sto girando un po’ troppo. Ancùa.
Curiosi di sapere quale sia l’escursione termica tra Bergamo e Napoli? Ve lo dirò quanto prima. E come si dorma nelle cuccette Trenitalia? Avrò presto la risposta. E quanto sarò cadaverico domenica prossima? Avrete libero accesso alla camera ardente.
Mi sono accorto ieri, in modo alquanto buffo (ma non riferibile), del fatto che venerdì prossimo sarà Sant’Ambrogio. Perfetto, io prendo ferie con due mesi di anticipo e non ti becco il weekend in cui mezzo milione di persone avrà modo di vacanzare in giro, rubandomi il posto? Badino a loro, s’azzardino solo. Ah!
A proposito: ancora le mie suole fanno attrito. Per ora.
Oh, già, il titolo

(Lucca Comics & Games, il crepuscolo cala sul padiglione dei games. Le foto rimanenti della giornata, in fondo, non sono venute così bene. E so quel che dico, non lasciatevi ingannare dalla bassa risoluzione. Scattar foto con un 50mm, fuoco manuale, esposimetro a tre led, luce scarsa pur con una pellicola 800ISO, non è da tutti; per ora).
Qui non si scrive da un po’ perché è un po’ che non si scrive. Non ho trovato di meglio da fare che invecchiare il tema del blog (ma è solo l’inizio della involuzione). Ah, non so se avete visto i tag, sulla sinistra… eh sì, perché con wordpress 2.3 sono spuntati i tag. Probabilmente sfoltirò le categorie, che ormai erano diventate leggendarie per la loro leggiadra leggibilità.
Come si dice, faccio cose, vedo gente; mi faccio gente, vedo cose. Se se. Scrivo post rischiosi, che potrebbero avere un impatto negativo sulla mia vita, ma io che sono un ottimista vedo tutto come un esperimento dai risultati interessanti. Una martellata su un dito è un esperimento; la scoperta di avere corde vocali che reggono acuti che neanche la Callas è un risultato interessante.
Si cerca di tanto in tanto di guarire ferite inferte con affetto; le peggiori, perché non puoi nemmeno incazzartici. E ti ci affezioni pure, in genere. E se ricapitasse mostreresti nuovamente il fianco. Eeeh sì. Che imperfette, adorabili creature, siamo.
Mi sto seguendo con sommo interesse il diario di soggiorno danese della romagnola cinese trapiantata a Bologna (;oD), e se non sapete leggere ci sono pure le figure. Rimango sempre stupito di come qualcuno (congratulazioni :)) sappia raccontare quanto sia bella la vita, con quel suo sguardo asciutto, umile e intelligente. E poi sono come mio solito senza parole per qualcun altro, che se ci penso leggo da un mare di tempo, e che spero si tiri fuori presto da queste faccende di anellidi; non per l’egoistico (ma comprensibile) desiderio di tornare a leggerla, ma perché insomma, in tutto questo tempo si è deciso che le si vuole, come dire, bene :).
A meno che non venga a parlarvi di come si riesce a camminare pur trovandosi a un palmo da terra, un post sull’attrito e la fisica meccanica in generale quindi, non aspettatevi aggiornamenti a breve. Lo dico per disattendermi, come sempre :]
FeRara, eddùe
In realtà FeRara, euno non mi ci portò. E fu tanto di guadagnato :]
Ora ci si riprova. Sono intenzionato ad accorgermi, a metà del traforo del Monte Bianco, di aver sbagliato strada.
Ah, già che ci sono ho un’altra foto che non c’entra niente da postare :]

Qualcosa dev’essermi sfuggito riguardo al settore alberghiero ceco
Ecco, perché mi è tornato in mente proprio or ora che stavo quasi per, Manitù ce ne scampi, andare a dormire ad un’ora decente.
Sarà che ormai sono un viziato, sarà che ho un occhio di riguardo per il rapporto costo/benefici, capita che quando mi muovo io mi piazzi anche nell’albergo quattro stelle, generalmente privilegiando la posizione sopra ogni altro criterio (e se anche costa *un poco* – siam liguri dopotutto – di più, poco male). A Praga è infatti successo così: mi sono infilato nell’Hotel K+K Felix, praticamente su piazza Venceslao.

Quello che ancora non sapevo era che nella stessa via stazionavano non uno ma DUE locali neanche tanto equivoch… equivoc… equivoqui (tiè). Così, mentre alla sera me ne tornavo alla temporanea magione, avevo solo l’imbarazzo della scelta se prediligere il marciapiede dal lato dell’uno o dell’altro locale, mostrandomi, in entrambi i casi, in tutta la mia vulnerabilità di giovincello dall’aspetto un po’ sfigato, solo, ed evidentemente italiano, agli indefessi buttadentro. Mi spiace di non aver contribuito alla loro soddisfazione lavorativa, ognuno è stronzo come può.
Tornando all’hotel. Sono evidentemente italiano se rido di messaggi come quello che vedete in foto, abituato poi come sono ad hotel in cui non bagnare per terra è fisicamente irrealizzabile (mi sovviene un certo hotel di Milano a due stelle, un certo altro di Bologna a tre). Comunque il bagno e la stanza sono promossi, assenza del bidet a parte.
La colazione è ordinaria, e per la parte dolce è decisamente deludente (dei bomboloni e delle sfoglie ci sono le controfigure); la parte salata non l’ho esaminata, visto che se mangio carne alla sera non mi va di replicare al mattino.
E veniamo a quello che veramente mi sfugge. La prima mattina, mentre ancora temporeggiavo nel letto, sento bussare, alzo la testa dal cuscino, la porta si apre. “Uh… hello?”, domando. “Sorry… you didn’t answer…”, mi dice la signora/ina, e richiude la porta. Stocazzo iudidentansuer, se permetti. Che maniera è? Rifare le camere alle NOVE? Comunque io sono un ragazzo tranquillo, sarà stato un banale errore, lo dimentico dieci minuti dopo; esco, rientro a sera. Letto come l’avevo lasciato, asciugamani bagnati: non sono passati a fare la stanza. Capisco il perché la mattina dopo, uscendo: la signora/ina aveva appeso il cartellino “Don’t disturb” fuori dalla porta (che, peraltro, non avrei potuto mettere io perché nella stanza non esisteva). Stocazzo dontdisturb, se permetti. Uscendo lo giro, “Please service my room”, e ok. Alla sera non lo ritrovo, ma la stanza è rifatta.
Ci credereste? La mattina dopo qualcuno entra DI NUOVO, forse mentre mi sto lavando i denti (stavolta nemmeno il disturbo di bussare). Esce subito, accorgendosi della mia presenza. Ma ditemi voi. Magari qualcosa mi sfugge; magari sono un gretto turista che non comprende le usanze dei paesi che visita; magari veniva a darmi il bacino del buon risveglio; però, insomma, è la prima volta che mi capita una cosa del genere, e mi pare decisamente STRANA.
Segnalazioni varie e telegrafiche
Habemus Maya, again? Su, su, una sventagliata di commenti di incoraggiamento.
Poi un uso personale di mezzo pubblico. Ho la casa che trabocca di schifezze. Quelle che elencate a questa pagina sono quelle più a rischio bidone, che farmi lo sbattimento di ebay non ne ho più tanta voglia. Fondamentalmente ne ho piene le scatole di mettere avvisi grandi come case e trovarmi gente che mi chiede perché quello che gli ho venduto non è compatibile con quello che hanno, cioè esattamente lo scenario che avevo descritto nell’inserzione; sono stufo della gente che ti chiede di regalare loro le cose (a cui rispondo sempre “no, guarda, il bidone mi viene più comodo”); sono stufo dei maniaci del’albo in condizioni perfette, come fresco di stampa… ho una casa, non una cassetta di sicurezza a microclima; faccio quello che posso, ma essenzialmente io i fumetti li *leggo*, non li uso per testare misuratori di rugosità. E quindi, insomma, spero che quella paginetta lì aiuti me a liberare un po’ casa e nel contempo faccia felice qualcuno di voi. Non siate troppo avidi, però, ho appena fatto spese folli, accidenti a me -_-”’. La pagina sarà aggiornata di tanto in tanto con le entrate e le uscite (probabilmente le entrate più rilevanti verranno anche segnalate qui, ma anche no).
Infine, tanto per fare un post in cui parlo proprio di tutto… ma lo sapete che ho sempre trovato molto carine le trasmissioni con Syusy Blady e Patrizio Roversi sparpagliati ai quattro angoli del pianeta? E non perché in tal modo stanno lontani dall’Italia, tutt’altro! La povera televisione in casa mia è sempre spenta, però stasera è stata casualmente accesa su Evoluti per caso, e devo ammettere di non aver provato nemmeno un attimo di noia (sensazione tristemente frequente nel mio caso, per quel che riguarda la tv)! Certo, lei potrebbe anche lasciar parlare un po’ di più gli altri, che caspiterina mette le parole in bocca anche alle leggende viventi che intervista perché non hanno la sua capacità di emettere 6000 parole al minuto, però sono tizi simpatici, i temi sebbene concentrati sono interessanti, e se anche scappa qualche cazzata ogni tanto, in fondo tutto fa brodo.
Ok, sono in una fase di post-frenzy, ma ne devo fare ancora uno e poi mi calmo, eh. Forse.
UPDATE: mi ero dimenticato di questo. Se un pochino vi piacciono i videogiochi scoppiatevi assolutamente i due podcast di AIO, sono mortali :D
Praga, Veletrzni Palac
Nel palazzo delle fiere di Praga si trova un interessante museo di arte moderna e contemporanea. Ho scattato alcune foto all’interno (senza flash o treppiede, in quanto proibiti) che sarebbero consentite unicamente per uso personale, quindi pubblicandole infrango qualche regola… però prima di denunciare chiedete la rimozione con le buone, grazie! :D
How to be a complete dummy in Prague
Innanzitutto devo dire una cosa: scegliete molto bene la vostra guida alla città. Prendiamo ad esempio la guida Mondadori: ha la carta patinata, non va bene. Invece la guida Lonely Planet è PERFETTA: carta porosa ma delicata, non appena avrete letto qualche riga tale proprietà si rivelerà SUBITO utile se non avrete carta igienica nei paraggi.
(traduzione: se possibile evitate la guida Lonely Planet di Praga; è inaccettabile tenere il segno in TRE pagine per avere UNA informazione, come può essere la posizione di un determinato locale; varie informazioni sono alquanto approssimative; ormai ho capito che sulle Lonely Planet anche un cesso pubblico può essere una perla di rara incantevole bellezza che scintilla in contrasto col pervasivo sostrato di squallore suburbano – che poi io effettivamente come prima foto abbia ripreso un cesso pubblico non è pertinente al discorso)
Poi non ho capito bene perché mi sono perso un paio di volte girando coi tram; forse quei manifestini in ceco alle fermate volevano dire “ehi, abbiamo cambiato tutta la fottuta viabilità, ma non vogliamo farlo sapere agli stranieri”. Per ripicca mi ritengo in diritto di affermare che fermate da cui passano una DOZZINA di tram, con ciascuno un percorso e una destinazione diversa, e il fatto che taluni di essi sembrano diretti da una parte ma poi ti fanno una serie dispari di inversioni a U, be’, è troppo sadico per una nazione che voglia definirsi civile. Ecco.

Praga in agosto è una provincia italiana. Il 30% delle persone che ho visto erano senza dubbio alcuno italiane. Famiglie intere, per dire. Poi non è che io odii il mio paese (un po’ sì), ma facevo fatica a sentirmi in Repubblica Ceca con nelle orecchie favelle di ben altri (e noti) luoghi; anche se poi devo ammettere di avere apprezzato la generosa compagnia concessami dai figli di uno dei più amabili popoli della Penisola, perciò in fondo la mia è solo una lamentela a metà. Ma se mai vi tornerò, cercherò di scegliere un altro periodo :P.
In quattro giorni intensi ho imparato sulla fotografia più di quanto abbia imparato in quattro anni (da quando cioè mi gingillo con delle fotocamere). Non male. Non è che i risultati abbiano già raggiunto chissà quali vette di eccellenza, ma come si dice, capire i propri limiti è un buon punto di partenza per superarli ;). Qua sotto trovate una selezione generica di foto del viaggio, mentre nei prossimi giorni probabilmente pubblicherò il corpus più imponente (e interessante, devo dire, anche perché vi ho poco merito) delle foto scattate, quello riguardante Palazzo Veletrzni… ma siccome tali foto sarebbero per uso personale (già tanto che le lascino scattare, no?), sarà quantomeno protetto da password (a disposizione dei miei lettori, s’intende).













































































































