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Venerdì 27 agosto 2009 a Villanova d’Albenga
Poi sembra che io passo il tempo a criticare le iniziative culturali del territorio, ma forse ce ne sarebbe bisogno. Lasciando stare gli spettacoli obbrobriosi spinti dalle amministrazioni locali che vengono rappresentati secchiate di volte dal capoluogo fino agli estremi margini della provincia senza che nessuno si alzi a dire “scusate, ma fa schifo”, come pure il viceversa delle piccole gemme che nessuno va a vedere semplicemente perché non sono stati stampati manifestini fighi; probabilmente fare i critici in provincia non è possibile, perché basta poco a fare del danno sensibile in caso di stroncature, e quindi me ne sto.
Quando però i manifestini, anche se non fighi, ci sono (e tappezzano tutta Villanova d’Albenga); quando gli annunci su buona parte dei “siti che contano” della provincia sono stati fatti; quando sia manifestini che annunci, però, riportano come data “Venerdì 27 agosto 2009″ (oggi, per vostra informazione, è domenica 30 agosto); quando tutto ciò avviene, i fan della Rowling sentono un pizzicorino sotto il naso e vanno in estasi; alle altre persone invece girano i coglioni.

Probabilmente i villanovesi non volevano gente da fuori. Hanno il loro calendario nazionale che è sfasato di un giorno rispetto a quello del resto del mondo cristiano, e tra loro parlano in codice. L’annuncio è stato riportato così com’era su tutti i siti provinciali perché i villanovesi all’estero (tipo, a Savona, o ad Alassio) lo sapessero e potessero ritornare per l’occasione. Ma che gli stranieri si attaccassero, corpo di bacco.
Ora, il povero singolo cittadino straniero (tipo, di Altare) ha certamente una possibilità, e cioè quella di chiamare in comune a Villanova e farsi rivelare da qualche delatore (che sarà poi purtroppo fucilato per alto tradimento dai suoi connazionali) *quando* sarebbe venerdì 27 agosto nel calendario cristiano; purtroppo può venirgli in mente troppo tardi e sentirsi rispondere dal fax. Ma lo straniero ha visto su uno dei tanti siti che si parla di “venerdì 28 agosto”… avranno chiamato loro, pensa lo straniero, e hanno corretto! Bravi, grande prova di giornalismo investigativo!
Così vai a Villanova, tanto non c’eri mai stato e così vedi un po’ com’è (ehi, è carina!), e ti dicono che “stasera non so, ma ieri sera il teatro c’era perché l’ho visto passando in piazza”.
Sigh.
“Mi spiace signor Presidente, non la posso processare”
Da qui:
«Mi offende solo il fatto che si pensi che io possa approfittare delle norme appena varate dal Senato e chiederò ai miei legali di non usufruirne»; «Mi si accusa di cose che non esistono: lo giuro sui miei cinque figli»
Scenario: Berlusconi seduto al banco degli imputati che prega in ginocchio Ghedini di non essere troppo cattivo coi giudici. Qualche occhionata ai medesimi (seduti alla cattedra) che implora “processatemi, ve ne prego”. I giudici inflessibili che dicono “No! La legge è chiara, questo processo va sospeso”. “Ghedini! Fai qualcosa! Loro DEVONO processarmi, non può finire così… mi son fatto passare per furfante tutta la vita e ora mi si vuole negare un giudizio equo? Per cosa ho vissuto, allora, PER COSA?”.
Exeunt i giudici.
Ghedini: Chiedi loro del fazzoletto che gli hai regalato.
Silvio: Eh? Ghedì’, che cazzo stai a dì’?
Exit Iago.
Silvio: Ghediniiii…
Sipario










