Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

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La vera storia vera della vera Befana vera

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(liberamente ispirata alla leggenda, letta su wikipedia)

M – Buongiorno signora, saprebbe indicarci dove possiamo trovare il salvatore?
B – Salvatore il pizzaiolo? Nella pizzeria proprio di fronte. Si chiama anche “da Salvatore”… avete problemi di vista?
M – No, non Salvatore, ma IL salvatore. Abbiamo letto negli astri del suo arrivo, e gli astri ci hanno condotto qui.
B – Guardate, la prossima volta meglio che usate la guida Michelin.
M – Non sa per caso di un bambino nato da queste parti, di recente?
B – So di molti bambini nati di recente… ma forse voi intendete quello della stalla con coro e luminarie…
M – Prego?
B – Ma sì, quello con i pennuti effeminati che gorgheggiano da mane a sera e l’insegna al neon nel cielo che recita “O voi tre che indulgete alle vostre carenze oculistiche, cessate di girare a vuoto, son qui!”. La stalla in fondo alla seconda via a destra. Ricordate di prendere il numerino, che sennò arrivate in fondo e vi ricacciano indietro.
M – Lo faremo sicuramente. Mille grazie! …perché non viene anche lei? Quel bambino sarà il Re dei Re, un evento del genere non capita tutti i giorni!
B – Bella roba… vuol dire che sarà il più pirla di tutti i pirla? Ché non ho mai visto un re che non fosse tale.
M – Anche noi siamo re…
B – Il che non cambia di una virgola la mia dichiarazione.
M – Umpf. Allora non viene?
B – Ci mancherebbe altro. Buona giornata.
M – Addio.

B – …però glieli potevo offrire questi cioccolatini lassativi che mi hanno regalato per Natale. Vediamo un po’ se li ritrovo… loro e il loro re dei re…

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Written by StM

January 6th, 2006 at 3:26 pm

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Chi è l’animale intelligente?

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Io stavo per spegnere la luce e addormentarmi. Giuro. Era ora di smetterla con questa storia di tirare tardi la notte, di alzarsi praticamente all’ora di cena… basta.

Avrei spento la “luce piccola” di lì a cinque minuti. E poi lo vedo. Charlie, ho deciso che lo chiamerò Charlie. Charlie il pipistrello, che chissà dov’era, chissà come c’è finito, sta di fatto che si mette a volteggiare nel cielo della mia stanza. Con un po’ di stupore misto a tenerezza e curiosità, me ne sto imbambolato per due minuti buoni a vederlo squadrare la mia stanza a colpi di ultrasuoni… mi sentivo come giudicato nel mio gusto per l’arredamento, mi aspettavo da parte sua una specie di responso estetico da dedurre dai suoi volteggiamenti. Va ben’.

Io che sono un’anima candida, un buono, uno che per dare un pugno ne deve ricevere due, suppongo: “poverino, non saprà come uscire”. Mi sono dimenticato di dire che sono anche un po’ pirla. Cosa fa un pirla quando formula un’ipotesi? Non si preoccupa di pensare che forse le cose non stanno come crede, NO! Lui prende e agisce subito in base alle sue supposizioni. A un pirla finisce nella stanza un pipistrello? Il pirla apre la finestra.

Stavo appurando il fatto che forse volesse stare ancora un po’ dentro, girellare, magari chiedermi in prestito qualche numero di Rat-Man (ahaha :| ), quando flappeteflappeteflappete, ecchete che entra dalla finestra Boris, l’amico d’infanzia di Charlie. Uuuuu, guarda come volano affiatati… però qui il problema si complica. Mi sa che non ne hanno mica voglia di uscire…

flappeteflappeteflappete.

Miranda, la dolce Miranda. Eccheccazzo. Sono diventato inquilino di una voliera? Fatto sta che ho capito l’antifona, col solito ritardo. Ho provato ad agitare minaccioso una stecca da biliardo (ma non avrei avuto il cuore di colpirli, sebbene i loro riflessi fossero assai lenti* e quindi avrei potuto), a fare la corrida con un lenzuolo… niente. Hanno deciso che stanno qui. Va bene, chiudo la finestra… avete ragione, sì, in effetti fuori fa un po’ freschino.

Adesso sono annidati da qualche parte sopra all’armadio, fra gli scatoloni della roba vecchia. Possono restare, ma SOLO PER QUESTA NOTTE. E se sento anche solo un *accenno* di flappete, faccio una strage.

E le FAQ del WWF un paio di palle. La luce dovrebbe dar loro fastidio? Come no, Charlie ha iniziato ad agitarsi (e a manifestare la propria presenza) quando ho spento il neon, al che evidentemente non poteva più abbronzarsi la pancia stando attaccato alla plafoniera. La mia diagnosi inappellabile è che siano stati sorpresi dal freddo.

Comunque sono carini ^_^

Spero che, se uno dei tre per caso è un vampiro, questo sia Miranda o_O

Note:
*=evidentemente per il loro appoggiarsi negli spostamenti più agli ultrasuoni che alla luce – come sapete, la velocità del suono nell’aria è di parecchi ordini di grandezza inferiore a quella della luce.

Update – Messieurs et Mesdames, Charlie.

Il pipistrello Charlie poco prima che uscisse

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Written by StM

August 30th, 2005 at 4:09 am

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[satira] Le nuove, formidabili funzioni delle case del futuro

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http://attivissimo.blogspot.com/2005/07/ixt-repubblica-parla-di-longhorn-parte.html

Bisognerà aspettare fino al 2006, ma la nuova generazione di case è in dirittura d’arrivo. Noi giornalisti di “Dittatura” abbiamo ricevuto e entusiasticamente accettato l’invito di Mattonsoft a provarne una in anteprima (perché GIAMMAI scriveremmo un articolo per sentito dire o basandoci su press-kit, noi), e possiamo assicurarvi che senza rimpianto diremo tutti addio alle nostre baracche di legno monofamiliari coi tetti di ondulati di alluminio, plastica o ethernit.

Il segreto del sicuro successo di Mattonsoft parte dal loro più importante segreto industriale, una materia rigida, ignifuga e resistentissima: il suo nome in codice è “mattone”, da cui il nome dell’azienda. Grazie ai “mattoni”, abbiamo potuto toccare con mano come le case Mattonsoft siano infinitamente più sicure e vivibili, perché meno soggette alla furia degli elementi e ai capricci del clima. Pare che i “mattoni” da soli non siano sufficienti a garantire queste caratteristiche, tanto che abbiamo sentito parlare di un elemento additivo ancora più segreto, il cui nome in codice sarebbe “cimento”, ma si tratta di voci non confermate (ma già il nome può farci fantasticare sulle grandi battaglie progettuali combattute in Mattonsoft).

Le novità non si fermano qui. Al momento di entrare in casa, l’addetto alle pubbliche relazioni di Mattonsoft ci ha lasciati andare avanti, con un sorriso enigmatico sulle labbra. Da principio, notando sulla porta d’ingresso (innovazione Mattonsoft ormai acquisita già da tempo anche nelle nostre baracche) una “maniglia”, ho pensato che intendesse farsi beffe della nostra ignoranza, osservandoci mentre invano cercavamo di entrare: dovete sapere, infatti, che una porta chiusa con una “maniglia” della nuova generazione si può aprire solo girando la maniglia stessa, grazie a un meccanismo molto complicato ma veramente funzionale; dal canto mio, essendo (modestamente) esperto del ramo, intendevo stupire l’uomo Mattonsoft aprendo la porta senza battere ciglio. Ebbene, immaginate la mia sorpresa quando, girata la maniglia, non sono riuscito a far ruotare la porta sui suoi cardini! Di fronte al mio sconcerto, il sorriso dell’addetto si è fatto ancora più largo e mi è stato svelato l’arcano: le nuove porte Mattonsoft fanno uso di un dispositivo per il controllo degli accessi, chiamato “serratura”: senza possedere l’unica “chiave” che sblocca la “serratura”, è impossibile entrare! Quest’innovazione viene sicuramente in soccorso di quanti, nelle baraccopoli più grandi, iniziavano a temere per l’incolumità dei propri familiari e la sicurezza dei propri beni: il progresso ci ha portati a vivere a contatto diretto con sempre più persone, ed è ormai impossibile conoscere (e quindi fidarsi di) tutti; dall’altro lato, il progresso ci porta anche, grazie a Mattonsoft, la soluzione ai problemi che crea.

Entrati in casa, siamo stati investiti da una quantità di luce inaspettata, eppure non sentivamo un solo soffio d’aria: le finestre dovevano pure essere chiuse, ma con tutta quella luce non era possibile! L’addetto ci ha fatti allora avvicinare a quella che sembrava una finestra aperta, e ci ha stupiti un’altra volta rivelandoci che d’ora in poi le finestre saranno trasparenti! Grazie ad un nuovo materiale, il “vetro”, sarà possibile contemporaneamente proteggersi dagli spifferi e lasciare entrare la luce solare: addio persiane di legno, improbabili fogli di carta opaca e placebo di ogni genere, una volta provate le finestre trasparenti non vorrete più tornare indietro!

A questo punto, un collega ha domandato come mai la casa da fuori sembrasse molto alta, mentre all’interno lo spazio verticale pareva analogo a quello di una qualsiasi baracca. Una volta di più, l’addetto Mattonsoft ha avuto il piacere di stupirci, accompagnandoci a quelle che ha chiamato “scale”, un’altra loro idea semplice e geniale, un uovo di colombo: una serie di poggiapiedi adiacenti (“gradini”) dall’altezza che si eleva progressivamente, grazie ai quali si riesce a raggiungere l’altezza di due uomini senza fatica; ma ancora più geniale, il fatto che le “scale” conducessero ad un altro “piano”, cioè un’altra casa assolutamente identica alla prima, quella “al piano di sotto”. Dopo averci lasciato pensare agli enormi vantaggi derivanti dal poter mettere una casa sopra l’altra, l’addetto ci ha confidato come siano allo studio case che vadano molto oltre i due “piani”, che forse risolveranno finalmente l’annoso problema della sempre più difficile integrazione con la natura: non più distese e distese di baracche, erette ai danni di numerosi ettari di bosco, ma pochi e isolati “alveari” immersi nel verde.

La visita è proseguita con la visione di alcune diapositive sui progetti futuri di Mattonsoft, che tra le altre cose includono il “riscaldamento” e l’”aria condizionata”, che dovrebbero permettere di avere caldo in casa anche d’inverno (a dire il vero non capiamo il vantaggio rispetto ad una semplice stufa a legna), e incredibilmente di avere fresco in casa anche d’estate. Il tutto pare coinvolga un progetto il cui nome in codice ci risulta essere “lettricità”, ma su cui gli uomini Mattonsoft non si sono voluti sbottonare. Possiamo solo ipotizzare, dato il nome, l’apporto dato al progetto da qualche saggia signora dedita ai consumi letterari.

In conclusione, grazie alle nuove case Mattonsoft, la nostra vita cambierà radicalmente (in meglio), e la migrazione diventerà prima o poi un passo obbligato per mettersi in pari con il progresso: perché aspettare?

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Written by StM

July 21st, 2005 at 5:08 pm

Docenti e cabaret – Algoritmi e programmazione avanzata 2001/2002

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[parlando dei bigliettini all'esame] …piuttosto scriveteli sul soffitto, dove uno non guarda mai: “cosa fai con gli occhi al cielo?” “Eh, prego la Madonna”.

Laboratorio non fa rima con obbligatorio, ma fa rima con consigliato.

Sapete perché le donne alla mattina si stropicciano gli occhi? Non hanno altre palle da grattarsi.

Vado alla CDC. O alla PDS (“di segugio”).

L’algoritmo “vado da Torino a Bari passando per Amsterdam” è il migliore se voglio passare davvero un BUON capodanno.

Funziona meglio se attacchi la spina (va più veloce).

L’inculcamento… I-N-C-U-L-C-A-M-E-N-T-O…

Prima c’erano 5 caramelle, ora ce ne sono 3. 3 è minore di 5… dove sono finite le altre 2? E giù botte.

Prendiamo queste 2 palle. Piccole perché siamo all’inizio della lezione.

Differenza tra palle e coglioni? Le palle si raccontano, i coglioni ci credono.

[parlando di algoritmi di sort] E’ difficile far scalare di 3 posti Giuliano Ferrara; è pericoloso chiedere i documenti al figlio di Totò Riina.

Ci siamo sbagliati in due: io non ho trovato lo statino, e lui l’ha messo da un’altra parte.

Perché i carabinieri vanno in giro in tre? Uno sa leggere, l’altro sa scrivere, e il terzo ama stare con uomini di cultura.

Ogni tanto mettete un po’ di cicli for che non servono a nulla, poi vi fate pagare e ottimizzate.

[canticchiando] Com’è bello giocare con le forbici… com’è bello giocare con lo scotch.

Come si fa a riconoscere uno che telefona alla moglie? “Sì… sì… sì…”.

La cosa più stronza è “Sì… sì… sì…” “Cosa ti ho detto?”. L’ideale è un buffer da 10 secondi.

Al Pronto Soccorso, a meno che non vogliate acquisire priorità tagliandovi i polsi, per passare davanti al vecchietto catarroso…

Approccio “culo in alto”, bottom-up.

Alzo un po’ la luce, così vi sveglio… ah, sono tutte sagome di cartone!

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Written by StM

May 10th, 2005 at 6:37 pm

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Ritrovamenti – una mia vecchia produzione

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Una parodia dell’elenco di licenze non libere sul sito del progetto GNU, che avevo scritto tempo fa. Se l’idea vi piace sentitevi liberi di ampliare l’elenco, ma per cortesia datemi credito per quello che già c’è, ok?

Tipiche licenze non libere

CTYL (Curse To You License)
Licenza che da tutte le libertà canoniche della GPL a quasi tutti. Già, QUASI, perché nel malaugurato caso in cui siate i killer pagati per uccidere il creatore del software NON avete i diritti per utilizzare il medesimo. E’ dunque chiaro come questa licenza non possa essere catalogata come licenza libera: viene pregiudizialmente impedita a qualcuno una delle libertà fondamentali riguardo al software.

NGL (No Goto License)
L’utente ha il diritto di usare, copiare, ridistribuire, e modificare il software. A patto che usi solo programmazione strutturata. Licenza non libera, quindi, perché discrimina l’utilizzo del simpatico goto.

SBL (Strict Believer License)
Potete fare quello che volete con il software. A condizione che non vi siate mai toccati i genitali se non per la minzione, che non desideriate il software d’altri e che prima di ogni riga di codice inseriate un commento che recita “Io ti ringrazio, o Dio, per questa riga di codice che mi hai dato”; non vale il copia e incolla, dio vi vede! Licenza paradisiaca, certamente, ma non libera.

PSFL (Prefer Sex First License)
In contrasto con la SBL, la PSFL obbliga il programmatore, ogni volta che costui si appropinqui alla tastiera, ad una seria riflessione se non sia meglio farsi “quattro salti” piuttosto che pigiare dei tasti. Oltre ad essere una licenza non libera, è anche deleteria per lo sviluppo di software (chi, dopo una seria riflessione, preferirebbe pigiare i tasti?).

RL (Random License)
Licenza problematica. Essendo generata casualmente, potrebbe capitarvene una buona ma anche una cattiva. Da evitare.

GTBL (Go To Bed License)
Intesa a mortificare lo spirito del programmatore, questa licenza sembra osservare che meglio sarebbe per costui lasciare perdere il codice ed andare a letto. C’è una soluzione, e sarebbe programmare stando sul materasso – ove si avrebbero tutte le libertà tipiche delle licenze libere; ciò non toglie che questa limitazione faccia catalogare questa licenza come non libera.

YYSNL (Ya, Ya, Shub-Niggurath License)
Sacrificare il proprio codice a Cthulu. Non è che sia questa gran libertà, ma non vogliamo impicciarci. Onore al grande Cthulu.

WYSINRL (What You See Is Not Real License)
Conosciuta anche come “Matrix License”. Licenza non libera, Signor Anderson.

OMGMHIBL (Oh, My God, My Husband Is Back License)
Potete programmare basandovi sul codice altrui, ma attenti se costui rincasa prima: verrete rinchiusi nell’armadio finché egli non si distrarrà e potrete svicolare via. A voi la scelta, certo software potrebbe valere la pena – ma è nostro compito ribadire che trattasi di licenza non libera.

Licenza
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Written by StM

April 22nd, 2005 at 12:26 am