Smemoratezze dal sottosuolo

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Qualcosa dev’essermi sfuggito riguardo al settore alberghiero ceco

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Ecco, perché mi è tornato in mente proprio or ora che stavo quasi per, Manitù ce ne scampi, andare a dormire ad un’ora decente.

Sarà che ormai sono un viziato, sarà che ho un occhio di riguardo per il rapporto costo/benefici, capita che quando mi muovo io mi piazzi anche nell’albergo quattro stelle, generalmente privilegiando la posizione sopra ogni altro criterio (e se anche costa *un poco* – siam liguri dopotutto – di più, poco male). A Praga è infatti successo così: mi sono infilato nell’Hotel K+K Felix, praticamente su piazza Venceslao.
Please put the shower curtain inside the bath tub
Quello che ancora non sapevo era che nella stessa via stazionavano non uno ma DUE locali neanche tanto equivoch… equivoc… equivoqui (tiè). Così, mentre alla sera me ne tornavo alla temporanea magione, avevo solo l’imbarazzo della scelta se prediligere il marciapiede dal lato dell’uno o dell’altro locale, mostrandomi, in entrambi i casi, in tutta la mia vulnerabilità di giovincello dall’aspetto un po’ sfigato, solo, ed evidentemente italiano, agli indefessi buttadentro. Mi spiace di non aver contribuito alla loro soddisfazione lavorativa, ognuno è stronzo come può.

Tornando all’hotel. Sono evidentemente italiano se rido di messaggi come quello che vedete in foto, abituato poi come sono ad hotel in cui non bagnare per terra è fisicamente irrealizzabile (mi sovviene un certo hotel di Milano a due stelle, un certo altro di Bologna a tre). Comunque il bagno e la stanza sono promossi, assenza del bidet a parte.

La colazione è ordinaria, e per la parte dolce è decisamente deludente (dei bomboloni e delle sfoglie ci sono le controfigure); la parte salata non l’ho esaminata, visto che se mangio carne alla sera non mi va di replicare al mattino.

E veniamo a quello che veramente mi sfugge. La prima mattina, mentre ancora temporeggiavo nel letto, sento bussare, alzo la testa dal cuscino, la porta si apre. “Uh… hello?”, domando. “Sorry… you didn’t answer…”, mi dice la signora/ina, e richiude la porta. Stocazzo iudidentansuer, se permetti. Che maniera è? Rifare le camere alle NOVE? Comunque io sono un ragazzo tranquillo, sarà stato un banale errore, lo dimentico dieci minuti dopo; esco, rientro a sera. Letto come l’avevo lasciato, asciugamani bagnati: non sono passati a fare la stanza. Capisco il perché la mattina dopo, uscendo: la signora/ina aveva appeso il cartellino “Don’t disturb” fuori dalla porta (che, peraltro, non avrei potuto mettere io perché nella stanza non esisteva). Stocazzo dontdisturb, se permetti. Uscendo lo giro, “Please service my room”, e ok. Alla sera non lo ritrovo, ma la stanza è rifatta.

Ci credereste? La mattina dopo qualcuno entra DI NUOVO, forse mentre mi sto lavando i denti (stavolta nemmeno il disturbo di bussare). Esce subito, accorgendosi della mia presenza. Ma ditemi voi. Magari qualcosa mi sfugge; magari sono un gretto turista che non comprende le usanze dei paesi che visita; magari veniva a darmi il bacino del buon risveglio; però, insomma, è la prima volta che mi capita una cosa del genere, e mi pare decisamente STRANA.

Written by StM

August 30th, 2007 at 12:14 am

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Praga, Veletrzni Palac

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Nel palazzo delle fiere di Praga si trova un interessante museo di arte moderna e contemporanea. Ho scattato alcune foto all’interno (senza flash o treppiede, in quanto proibiti) che sarebbero consentite unicamente per uso personale, quindi pubblicandole infrango qualche regola… però prima di denunciare chiedete la rimozione con le buone, grazie! :D

Written by StM

August 14th, 2007 at 10:52 pm

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How to be a complete dummy in Prague

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Innanzitutto devo dire una cosa: scegliete molto bene la vostra guida alla città. Prendiamo ad esempio la guida Mondadori: ha la carta patinata, non va bene. Invece la guida Lonely Planet è PERFETTA: carta porosa ma delicata, non appena avrete letto qualche riga tale proprietà si rivelerà SUBITO utile se non avrete carta igienica nei paraggi.

(traduzione: se possibile evitate la guida Lonely Planet di Praga; è inaccettabile tenere il segno in TRE pagine per avere UNA informazione, come può essere la posizione di un determinato locale; varie informazioni sono alquanto approssimative; ormai ho capito che sulle Lonely Planet anche un cesso pubblico può essere una perla di rara incantevole bellezza che scintilla in contrasto col pervasivo sostrato di squallore suburbano – che poi io effettivamente come prima foto abbia ripreso un cesso pubblico non è pertinente al discorso)

Poi non ho capito bene perché mi sono perso un paio di volte girando coi tram; forse quei manifestini in ceco alle fermate volevano dire “ehi, abbiamo cambiato tutta la fottuta viabilità, ma non vogliamo farlo sapere agli stranieri”. Per ripicca mi ritengo in diritto di affermare che fermate da cui passano una DOZZINA di tram, con ciascuno un percorso e una destinazione diversa, e il fatto che taluni di essi sembrano diretti da una parte ma poi ti fanno una serie dispari di inversioni a U, be’, è troppo sadico per una nazione che voglia definirsi civile. Ecco.

stm_a_praga_issue_1.jpg

Praga in agosto è una provincia italiana. Il 30% delle persone che ho visto erano senza dubbio alcuno italiane. Famiglie intere, per dire. Poi non è che io odii il mio paese (un po’ sì), ma facevo fatica a sentirmi in Repubblica Ceca con nelle orecchie favelle di ben altri (e noti) luoghi; anche se poi devo ammettere di avere apprezzato la generosa compagnia concessami dai figli di uno dei più amabili popoli della Penisola, perciò in fondo la mia è solo una lamentela a metà. Ma se mai vi tornerò, cercherò di scegliere un altro periodo :P.

In quattro giorni intensi ho imparato sulla fotografia più di quanto abbia imparato in quattro anni (da quando cioè mi gingillo con delle fotocamere). Non male. Non è che i risultati abbiano già raggiunto chissà quali vette di eccellenza, ma come si dice, capire i propri limiti è un buon punto di partenza per superarli ;). Qua sotto trovate una selezione generica di foto del viaggio, mentre nei prossimi giorni probabilmente pubblicherò il corpus più imponente (e interessante, devo dire, anche perché vi ho poco merito) delle foto scattate, quello riguardante Palazzo Veletrzni… ma siccome tali foto sarebbero per uso personale (già tanto che le lascino scattare, no?), sarà quantomeno protetto da password (a disposizione dei miei lettori, s’intende).

Written by StM

August 13th, 2007 at 3:39 am

Posted in disegni,fotografismi

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