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Tipici modi di suicidarsi rendendosi antipatici
Buttarsi sotto un treno, facendo perdere coincidenze, appuntamenti, ore di lavoro retribuite, a tutti i viaggiatori di quel treno e, se si è fortunati, anche di quelli successivi.
Riempire la stanza di gas, giusto per soffocare, non calcolando che prima o poi qualcuno accenderà la luce.
Tuffarsi nella camomilla altrui appena preparata e ben guarnita di miele. Stronzo di un moscerino.
Amore… “nipotale”…

(sarete curiosi di sapere se raggiungerò mai un qualsivoglia fondo…)
Anche i necrologi muoiono
Si ferma una vecchia pandina bianca, e ne scende un signore un po’ tozzo, un po’ goffo e un po’ occhialuto. Ha messo le “quattro frecce”, che non c’è parcheggio e deve fare di fretta. Tira fuori dal bagagliaio un foglio e un pennello.
Punta verso gli annunci funebri.
[Questi stanno, sicuramente non per caso, proprio di fianco all'ingresso di una casa di riposo: una specie di lager in cui a volte capita di vedere qualche vecchino smunto che tutto sconsolato guarda fuori dal cancello (chiuso a chiave), prima che arrivi una qualche infermiera a riportarlo dentro (brrr).]
Il Signor Morte squadra con occhio esperto il cartellone da sei loculi, già tutti occupati; evidentemente esclude i due più in alto perché senza scala non ci arriva; esamina rapidamente uno ad uno gli altri quattro, come se dovesse comparare i prezzi; infine decide per il fortunato in basso a destra: una pennellata di colla, e un caloroso benvenuto al nuovo arrivato.
Ste e Ali

Chissà se il loro amore allora era grande come il faggio a cui hanno voluto lasciarne testimonianza.
E si ameranno ancora, dodici anni dopo?
(due domande di una crudeltà inaudita…)
(ma chissà, forse trattasi di amicizia… in quel caso ci sarebbe speranza…)
(ma che sto a dì’? Questo ha da essere un post cinico. No way)
(anzi)
…saranno ancora vivi?
De Amicitia (Trilogia “Rendiamoci Antipatici”, Episodio 3)
Uso il termine “amico” con molto scrupolo. Sostengo di avere pochi amici, ma non è che questo debba farvi preoccupare per me: i compagni di, i colleghi di, i conoscenti di, sono molti, molti di più. E’ una mera questione terminologica. Laddove altri usano con leggerezza il termine tutto-compreso “amici”, io preferisco cercare e utilizzare quello più appropriato nel caso specifico.
Il fatto di ritenere di avere o meno un rapporto di amicizia con qualcuno, non implica per me alcun giudizio sul qualcuno in questione: conosco persone pessime che considero mie amiche (approfitto per salutarle tutte xD), e persone squisite che, magari con rammarico, non considero tali. C’è anche da dire che la colpa del nascere di un’amicizia deve essere spesso di entrambi i contraenti, quindi hai un bel dire “sono amico di…” qualcuno che non ti caga. Ma evitiamo ramificazioni patetiche.
Un po’ mi dispiace quando scopro di essere frainteso sul termine “amicizia”. Ma ciascuno è libero di usarlo come gli pare, con l’unico *corribilissimo* rischio di non essere amico mio. E ora che ho fatto come mio solito l’uomo saggio e comprensivo, lasciatemi fare l’antipatico saputello asociale: non è che a volte si è amici più a parole che a fatti, più per poter *ostentare* magnifici rapporti di amicizia che non per goderne? “Io per gli amici ci sono sempre”, “per un vero amico farei qualsiasi cosa”, “so che lui farebbe lo stesso per me”. Sapete cosa sembrano? Sembrano le donazioni annuali che si fanno a qualche associazione benefica non a scopo di lucro per ripulirsi la coscienza. Si sceglie una persona con cui non sia troppo sgradevole accompagnarsi, alternativamente senza problemi (per minimizzare lo sforzo) o piena di problemi (per massimizzare la bella figura), la si chiama “amico/a”, ed ecco lì che abbiamo la bella figura servita con questa società malata che sempre-più-divide-gli-uomini-ma-non-noi-due-che-siamo-pappa-e-ciccia.
Spero di aver chiuso con questo post la settimana della disillusione. Ma voglio rassicurare chi è amico mio che no, questo post non lo riguarda neanche un po’ ;)
La vignetta cinica e triste
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(A questo punto l’autore tenderebbe ad accertarsi di essere ancora amico del suo pubblico…)
