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Il tizio con la G, e quel che leggo
Leggere blog e notizie sta diventando complicato, quasi un mestiere. Ci sono molti modi di farlo, a partire dalla visita di ogni singolo sito fino all’uso di aggregatori e feed reader che dei singoli siti se ne sbattono. Sebbene io vada molto orgoglione del mio sprecato talento per i template (non è vero), sebbene la lettura tramite aggregatori disincentivi i visitatori dalla partecipazione, sebbene qui e sebbene là, da parte mia voglio fare il possibile per dare a ciascun lettore gli strumenti che preferisce per farmi sentire importante (^_^).
Io non amo gli aggregatori. Leggere roba da varie fonti in una specie di grande mescolone, con in genere la seccatura che si pretenda da parte tua la lettura di TUTTO (o la marcatura di tutto come letto), non mi garba. D’altra parte visitare sempre e comunque ogni benedetto blog porta via del tempo, specie se lo si fa alla cieca. Però c’è la soluzione:
Visito quella pagina diverse volte al giorno, scruto i titoli alla ricerca di quelli non ancora letti e, se ne ho voglia, vado pure a leggermeli nella pagina originale.
Purtroppo fino a qualche giorno fa c’era un’unica homepage. Per evitare confusione, ci tenevo solo poche cose alla volta. Poi, finalmente, quello che aspettavo dal giorno in cui l’ho scoperto:

Hanno messo i tab! Ora me lo sto riempiendo e aggiustando per bene :-Q____
Approfitto dell’occasione per farvi una piccola panoramica (non esaustiva) di ciò che abitualmente leggo in ambito blog.
Agli albori del mio interesse per la blogosfera (termine orribile, sì), avevo preso a frequentare il blog di Maya, stupitissimo dall’esistenza di una donzella linara; epperò ultimamente il suo impegno si è sparso un po’ in varie altre iniziative, scrutatevi il blog per sapere quali, e così l’ho persa un po’ di vista. Fortunatamente, da un po’ di tempo è aperto il blog del suo moroso (evito l’utilizzo di uno qualsiasi dei nomignoli che tra loro si scambiano, ma moroso è sicuramente riduttivo… si sono trovati quei due ^_^), ora trasformato addirittura in un “network” di blog a tema – gls è una persona piena di interessi e di talenti, e il suo modo di bloggare è uno dei miei preferiti.
Due persone che ho conosciuto prima che aprissero il blog sono ABS e zeta; una grafomania eclettica e coinvolgente affligge il primo, una vena ironica irresistibile e lucidità intimista affliggono il secondo. Un unico appunto a zeta: forse una scelta dei colori po’ meno cupa gioverebbe, suvvìa ^_^ (e anche la visualizzazione dei post per intero e non solo in riassunto, secondo me – salvo racconti, al limite). Per il resto, due letture consigliate – sempre poi che incontrino il vostro gusto (dopotutto c’è gente di gusti pessimi, in giro).
Passo un attimo a due blog che non si può dire che legga veramente, ma anche questi di persone che conoscevo già prima che si blogdotassero. Uno è quello di Greenwich. Il ragazzo ha carisma, intelligenza e sa scrivere; e tuttavia fo un po’ fatica a seguirlo perché è di umiltà che è carente (bacchettata). L’altro è quello della Madama, santa ragazza che nell’anno passato ha sopportato senza mai lamentarsi tutte le mie lagne di cuore in panne. Devo anche averle promesso un monumento, anche se finora non ho sfornato nulla più che una vignetta fatta in fretta. Mi ha stupito più di una volta imparando cose a tempo record (è stata più veloce di me nell’imparare a fare template, pur non essendo “informatica”). Purtroppo la “vita reale” se l’è un po’ rapita e quindi non la leggo da un po’. Peccato.
Poi viene Obi-Fran. Anche lui lo leggo da parecchio, anche lui lo conoscevo già prima che aprisse il blog. In effetti sto facendo una panoramica di blogger che sento a me vicini, forse perché hanno fatto un percorso simile al mio. O forse sto cercando di farvi conoscere il mio microcosmo. Obi è uno scrittore pieno di idee, e sta imparando ad usare il proprio talento. Tra le altre cose ha seguito un corso di cinema che gli ha permesso di realizzare del materiale promettente che vi invito a visionare.
Qui sta in gran parte lo zoccolo duro delle mie letture blogghiche. Noterete l’assenza di un quintale di nomi noti, blogstar, gente sfortunata che disturbo quotidianamente commentando il loro blog. Oppure di marchette che ho fatto non troppo tempo fa ^_^’. Be’, diavolo, bisogna scegliere. Non si può rompere le balle più di un tot. Forse ci sarà una seconda parte in futuro, anche perché ora mi sto attrezzando per leggere più efficacemente e quindi di più ^_^
(ai più non sarà sfuggito il fatto che elenco blog di maschietti e poi vado a spammare in quelli delle femminucce)
Piattaforme blog gratuite – paninoramica
Una paninoramica è una panoramica che cerca di strutturarsi come un panino di Clemente Mimun. Buon appetito.
Nella scelta di una piattaforma per cominciare a bloggare, si possono scontrare due scuole di pensiero: quella di colui che vuole esprimersi il più liberamente possibile, e quella di colui che vuole fare più conoscenze possibili. Per farla breve, blogger snob VS blogger intortatore. A seconda che siate del lato luminoso o di quello oscuro (vabbe’ che tutti e due…), la piattaforma che fa per voi cambia.
Se volete un’ottima piattaforma gratuita per blog, ormai Blogger Beta è la scelta decisamente preferenziale. Rispetto al vecchio blogger, vengono introdotti i tag ai post e non occorre più “ripubblicare” il blog dopo ogni (per quanto stupida) modifica alle impostazioni. Rispetto alla versione gratuita di Splinder, il feed rss può anche essere il post completo e non solo un abstract. Rispetto a diverse piattaforme, permette blog multiutente ed è possibile conservare bozze prima di pubblicarle. La personalizzazione dei temi (tra l’altro molto migliorati rispetto a quelli predefiniti che sono stati disponibili fino ad oggi) può essere sia visuale che completamente controllata via codice. Le opzioni del pannello di controllo sono tante e utili. In ultimo, avendo già un account google la creazione di un account blogger e di un nuovo blog è questione di attimi.
Difetti? La comunità. Che non esiste. Su Splinder o iobloggo c’è l’innegabile valore aggiunto di una comunità aggregata in qualche modo piuttosto efficiente, grazie alla quale non di rado capita che vi troviate visitatori nuovi senza pubblicizzarvi più di tanto. E sto parlando delle alternative valide, perché poi possiamo anche sparare sulle croci rosse come Windows Live Spaces, il regno dell’intortatore e dei blog illeggibili (sia dal lato tecnico che, ehm, da quello contenutistico…)… ma lasciamo fare il lavoro sporco alle bombe intelligenti. Qualcuno alzerà la manina: “come sarebbe che su Blogger la comunità non esiste? Dietro c’è Google, quelli del motore di ricerca più usato al mondo, quelli di gmail, di google talk, quelli che si sono pappati Orkut… vuoi che non ci abbiano pensato?”. Certo che ci hanno pensato, caro il mio lettore dotato di manina alzata. Non per nulla mi risulta sia possibile il pingback, il trackback e altre belle cosucce che permettono ai blog di tutto il mondo di essere interconnessi anche se ospitati su servizi differenti. Ma per ora non vedo in azione una vera alternativa alle comunità citate (poi l’idea che siano una cosa necessaria è tutta da dimostrare).
Vedo altre mani alzate. “E gli altri servizi di blogging? Bloggers.it, livejournal.com, wordpress.com…?”. Non li conosco bene tutti, figlioli… però di wordpress.com vi posso dire che è come usare una carrozzeria Ferrari su una due cavalli: non si possono personalizzare i temi predefiniti, se non a pagamento – e anche in questo caso credo che sia possibile modificare solo il css, non la struttura della pagina (per forza: i temi wordpress usano pesantemente php, ed è un pochino, come dire, insicuro permettere a un utente qualsiasi l’accesso a una risorsa pelo pelo potentina come un linguaggio di programmazione completo sul proprio server).
E wordpress installato standalone, su un proprio server? Eh. Se ci sapete fare, potete tirarci fuori di tutto. Ma qui si parlava di piattaforme blog preconfezionate, epperciò non approfondiremo.
Ite ac bloggate.
Maladies textuellement transmissibles…
Che io fossi malato un pochino si sapeva (“malato un pochino” o “si sapeva un pochino”? …non peggioriamo le cose, grazie). Vi voglio parlare di quello che sta assumendo una rilevanza eccessiva nella mia vita: auto-mandarmi messaggi attraverso Google Talk.
No, non è la solitudine. La mia contact-list è sempre ricolma di bersagli papabili (ahr ahr ahr), di vittime tremanti che cercano di nascondersi dietro poco credibili messaggi di away (ahr ahr) o DND (ahr).
Non è nemmeno autismo. Per quello bastano le facce spettacolari che faccio (uhu) in giro magari senza rendermene conto, pensando a chissà cosa.
No, prendo appunti.
In Psi c’è il tastino “Show self-contact”, che in questa immagine
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/psi_self_contact.gif)
è l’ultimo a destra nella toolbar. Quel tastino rende disponibile l’”autocontatto”, in questo caso quel “stmsat” che vedete. Cosa faccio io quando ho qualcosa da annotarmi? Doppio click su “stmsat”, scrivo quel che devo, e invio. Dove trovo quello che mi sono appuntato? Ma ovviamente nella history delle chat in gmail di cui ho già parlato…
Poi per ritrovare i miei appunti clicco in gmail sull’etichetta “Self”, che mi sono creato in modo che selezioni i messaggi di cui sono il mittente E il destinatario, et voilà. Sono diventato dipendente, è una droga.
Prima di trovare questo sistema usavo le bozze, sempre in gmail – ma non sono così immediate. In futuro mi aspetto un Personal Google Wiki, anche se in effetti c’è già qualcosa di lontanamente parente, sarebbe a dire writely (da poco acquisito da Google). E, ancora dopo, un Google Agenda mi pare obbligatorio.
Chiudiamo con due sciocchezzuole. Secondo voi perché il server Google Talk (verificato con netstat) mi risulta essere toolbar.google.com (e non talk.google.com)? E due: avete visto chebbella la barretta per fare ricerche con Google Blogsearch in questo blog (l’ho messa diverso tempo fa, comunque)? Blogsearch non è perfetto, mi pare si sia dimenticato qualcosa, ma rischia anche lui di essere maledettamente comodo.
E anche questo post è stato all’insegna della grande G…
La lenta ascesa di Google Talk (e come connettersi a icq e msn)
Dopo le varie pulci nell’orecchio messemi a riguardo, a più riprese, dal quasi collega sandr8 (il “quasi” è colpa mia), ho cercato e trovato una bella pagina che permette di tenere traccia di cos’è successo ultimamente nel servizio di messaggistica istantanea di Google:
http://www.bigblueball.com/forums/google-talk-news/
In particolare segnalo: Google Talk si federa con i server jabber. Questo significa che chiunque usi GT può, dal 17 gennaio, parlare con gli utenti degli altri server jabber, e viceversa. Da questa possibilità è derivata quella, molto più succosa, di potersi collegare ai network di icq, msn, yahoo e altri attraverso Google Talk e i “transport” un server jabber d’appoggio: ecco come. Finora purtroppo non ho trovato altri server, oltre a quello indicato nell’articolo, che permettessero il login ai transport da server jabber esterni.
Che diavolo sono i transport jabber?
jabber è un protocollo, NON un programma di messaggistica, pazientemente messo insieme dalla Internet Engineering Task Force. Programmi in grado di usare questo protocollo sono Psi, Gaim, Gajim, per dire solo alcuni di quelli multipiattaforma (altrimenti Kopete, Miranda… e altri elencati qui). Se siete interessati, potete dare un’occhiata a un sottoinsieme dei server jabber pubblici disponibili a questa pagina.
I transport sono dei “contatti” particolari da scorrere tramite la funzione di “service discovery” (così la chiama Psi) e sottoscrivere: al momento della sottoscrizione, vi verrà richiesto di immettere username e password del servizio di messaggistica a cui quel determinato transport fa riferimento (esempio: icq.jabber.linux.it vi logga alla rete di icq, se usate il server jabber jabber.linux.it); dopodiché, lui si preoccuperà di loggarsi al vostro account per voi e di recuperare tutti i vostri contatti che stanno lì; infine, potrete finalmente chattare con i contatti aggiunti come se fossero utenti jabber!
(Molte funzioni dei vari network non sono disponibili – ad esempio il trasferimento di file con utenti msn non è ancora possibile -, mentre altre sono solo un po’ laboriose da eseguire – ad esempio la chat multiutente su msn; ricordatevi che ogni cosa dipende sia dal client che dal server – non tutti i server sono uguali)
Chiarito questo (maddeché, direte voi)… perché dovrei volermi connettere agli altri network usando Google Talk? Perché ultimamente sono spuntate altre novità. Intanto date un’occhiata alla vostra casella gmail: soprattutto se avete l’interfaccia in inglese, è molto probabile che abbiate nel menu a sinistra un nuovo elemento, “Chats”, che vi conserva (se gli specificate voi di farlo) tutte le chiacchierate che effettuate attraverso il network GT. L’utilità della cosa potrà forse sfuggirvi se non avete mai cambiato il vostro programma di messaggistica e se vi connettete sempre dallo stesso computer, ma in tutti gli altri casi mi pare evidente.
Poi che altro? Be’, la possibilità di chattare direttamente da dentro gmail, che non ha equivalenti, come comodità, in altre interfacce web. Questo potrebbe essere MOLTO interessante per chi, per mancanza di client installati o per occlusione di porte ad opera di firewall, non volesse rinunciare a discutere con i propri contatti sparsi per le decine di network di messaggistica.
UPDATE: Se volete configurare il vostro client preferito per usare Google Talk, vi agevolo un paio di link:
http://www.google.com/talk/otherclients.html
http://psi-im.org/wiki/Google_Talk_HowTo
UPDATE2: Riporto dai commenti una lista di server jabber e vari transport:
http://www.chrome.pl/knownservers
Google groups, search history, soprattutto *Talk*. E fuffate varie.
Google groups ora ha la possibilità di login e di posting di default (non bisogna più andare su groups-beta). Ho appurato che non è ancora possibile inserire signature, ma c’è una pagina di feature-request in cui ho già fatto il mio dovere (la signature è una delle scelte predefinite quando clickate “Make a suggestion”).
Passiamo alla search history. O meglio… alla pagina google personalizzata, accessibile da qui (altra cosa che ho scoperto sbirciando nelle statistiche degli accessi… maledettamente utili!). Tale pagina sta diventando il mio raccatta-feed, poiché con la banda stretta ciò mi è MOLTO conveniente: Google si smazza i feed al completo, e mi sputa una paginetta html da una sessantina di kb con il numero di entries per feed che voglio io, da 1 a 9; purtroppo non tutti i feed che vorrei seguire vengono pappati senza problemi (ad esempio Punto Informatico dà errore), ma ho snellito parecchio il caricamento di firefox (già, per avere un feed-reader multipiattaforma mi riducevo ad usare il browser). Mi piacerebbe avere i feed in più pagine a seconda dell’argomento (news, blog, altro), ma per ora già questo mi toglie un peso.
E quindi, la search history di cui al titolo? Lo ammetto, ancora non l’ho usata. Ma faceva figo citarla.
Google talk. Ovvero jabber, privato di diverse funzioni, con l’aggiunta della possibilità di chiamata voce pc-to-pc e di un client sciccoso.
Per collegarvi a Google Talk potete usare il software di Google oppure un qualsiasi client che supporti jabber (in quest’ultimo caso avrete qualche funzionalità in meno, sia rispetto a GT che rispetto al jabber tradizionale). Il nick? Quello del vostro account gmail. Per altre informazioni vi rimando al sito, come sempre, nello stile google, ricco di documentazione utile. Vi avviso che non ho provato il software di Google, e ho fatto solo qualche prova a contact list praticamente vuota in Kopete e Gaim. La maggior parte di quello su cui vo a ragionare è derivato dalla lettura di articoli e forum.
Cosa c’è da migliorare in Google talk, altrimenti si attaccano che lascio jabber (bravo, vantatene):
-Possibilità di discutere con utenti che si collegano ad altri server (esempio, in jabber utente@jabber.org e utente@jabber.com si collegano a due server diversi ma possono parlare tra loro).
-Possibilità di parlare con utenti di altri protocolli di messaggistica (in jabber questo è ottenuto con il transport).
(le due cose qua sopra pare verranno realizzate… si è sentito parlare di whitelist, almeno per quel che riguarda i server)
-Multiconferenza (parlare con più persone contemporaneamente… per ora ci sono workaround amatoriali, ad esempio degli utenti-multiconference bot).
-Mi secca divulgare il mio nome: dovrei poter scegliere quando farlo, no? Invece, se avete messo il vostro vero nome nell’account gmail (anche se poi spedite email con un nick), e usate quell’account per accedere a google talk, il vostro nome è visibile nel vostro biglietto da visita elettronico. Non sono ancora riuscito a cambiare via client il biglietto da visita.
-Funzionalità avanzate di ricerca, nonché di blocco degli utenti indesiderati (e queste cose mancano anche in jabber, ma né le whitepages di icq né le member pages di msn fanno un servizio tanto migliore, dispersive come sono).
-Invio file?
-Messaggeria offline?
(queste col punto interrogativo non sono sicuro che manchino, ne ho solo letto)
Cosa mi attira:
-Il salvataggio delle conversazioni server-side.
-Forse, grazie all’apporto di Google, jabber come protocollo riceverà maggiore attenzione e quindi si avrà uno sviluppo più veloce nelle applicazioni client (e forse anche nel protocollo in sé, ma non sempre è un bene).
Approfitto dell’occasione per dire cosa non mi piace di MSN, che è sempre gustoso (tanto per dire che se non fosse che lo usano tutti per me NON sarebbe un’opzione):
-Sarà che uso client non ufficiali, ma ci mette un’eternità a loggarsi e a volte non si logga proprio
-NON SI POSSONO MANDARE MESSAGGI OFFLINE!!!
-Non si può rifiutare di essere addati ad una chat di gruppo
-Non esistono chatroom, bisogna per forza essere invitati e hostati da qualcuno (e se vi scollegate vi devono reinvitare tutte le volte)
(a questo punto, conosco ALMENO due persone che direbbero: usa IRC)
Già che ci sono, vi dico che odio Microsoft Passport, perché non è possibile che OGNI volta che cambi pagina, in un sito che lo richiede, debba DI NUOVO fare il controllo. E’ snervante. Anche qui Google, con il suo login unico per molti servizi che tanto assomiglia al passport, dà la polvere a Microsoft.
Uhm. e tanto per fare un post che parla un po’ di tutto. Si stanno alzando voci preoccupate da tutte le parti riguardo allo spadroneggiare apparentemente inarrestabile di Google. Una nuova Microsoft? Permettetemi di dissentire. Per ora, con Google non vedo problemi di antitrust, di concorrenza sleale, e soprattutto non vedo CATTIVI PRODOTTI VENDUTI COME BUONI (Ballmer che pubblicizza Windows 1.0… spettacolare… c’è Reversi, ma tu capisci?). La scelta, sempre per ora, è nelle mani degli utenti: non vuoi usare www.google.it? E allora usa search.msn.it, chi te lo impedisce? Non vuoi usare Google Talk? Va bene, tanto mica è preinstallato, lui.
Il fatto è che tutti si cagano sotto perché Google raccoglie nel suo team alcune delle migliori menti del pianeta (o perlomeno della Sylicon Valley), e non parla il marketese. E’ una bestemmia semovente alla sacra religione della presa per il culo dell’utente da spennare. Il suo potenziale di pericolosità aumenta di giorno in giorno, non lo nego, e al primo passo falso sarò ne la resistance con voi. Per ora mi limito a guardare, e a compiacermi di quel che vedo.
Magari stiamo diventando troppo dipendenti da Google…
…ma per la miseria, sanno il fatto loro. In tempi di Altavista, quando i risultati delle ricerche diventavano obsoleti sempre più velocemente, e sempre più facilmente il motore veniva abbindolato da trucchetti messi in atto da siti di vario genere (per cui bisognava sempre saltare 10 pagine di risultati per sperare di beccare quelle buone), se ne escono fuori con il miglior motore di ricerca di sempre. Ricordo di aver cominciato ad usarlo intorno al 2000: pagina essenziale, caricamento quasi istantaneo anche per connessioni modem, risultati pertinenti… sembrava fantascienza.
L’anno scorso se ne escono con la posta elettronica obesa, spiazzando tutti e generando ilarità sull’esagerazione del gigabyte… “ma a chi servirà mai tutto questo spazio?”. Ora tutti quanti hanno capito che un servizio del genere può migliorare radicalmente la vita del navigatore. Meno timore di perdere il proprio database di messaggi offline, meno preoccupazioni nello spedire e ricevere messaggi con allegati, mailbox piene (magari di spam) per chi guarda la propria casella solo una volta ogni tanto che diventano finalmente un miraggio, funzioni di ricerca tra i messaggi che possono togliere le castagne dal fuoco molto velocemente (“quando cavolo mi aveva detto che faceva il compleanno?”), meno preoccupazioni se si devono utilizzare programmi di posta su più computer diversi o se ci si deve limitare ad appoggiarsi alla webmail… eccetera. Direi che già queste cose bastano.
Be’, poi Google se ne inventa di tutti i tipi, dalle news (purtroppo non sempre utili, sembra di leggere l’Unità – e allora tanto vale andare direttamente sul sito dell’Unità) alle mappe (anche della Luna), dalla ricerca delle immagini a quella dei prodotti… ma la terza cosa della quale rischio davvero di diventare dipendente, dopo il motore di ricerca e gmail, è Google groups (beta).
La fatica di trovare un newsserver decente è sempre stata una piaga: o ci voleva il provider giusto, o era comunque in sola lettura, o disponeva di un archivio ridicolo, o era lento da morire, o aveva un limite irrisorio di connessioni, o, o, o. Poi un giorno (San) Jack Malmostoso mi segnalò l’esistenza di individual.net, che offriva un buon servizio e per giunta gratuito, e ho potuto riprovare l’ebrezza di spammare un po’ anche in Usenet. Giusto in tempo, poiché da questo aprile ANCHE quel newsserver è diventato a pagamento. Fortuna ha voluto che nel frattempo fossi passato a Wind per la connessione internet, ed ho perciò potuto usare fino a poco tempo fa il server powernews.libero.it. Per la mia solita mania di voler condividere le caselle di posta tra windows e linux, però, mi ritrovavo costretto ad utilizzare un programma che, soprattutto come newsreader (ma un pochino anche per il resto), è eufemisticamente “best effort” e nulla più: Thunderbird; lo so, lo so, altrove nel mio sito ve lo consiglio, perché è semplice, abbastanza completo e sotto costante sviluppo, ma non è certo esente da difetti. Orbene, un giorno mi sono detto che non aveva (più) senso il meccanismo dei newsgroup per cui ti scarichi un tot di header al buio, senza sapere se ne scarichi abbastanza o se ne scarichi troppi; e, con Thunderbird, scaricarne pochi equivale a rimanere fregato, perché poi come si fa a scaricare i rimanenti? Dunque, proprio quando ragionavo su tali grandi dilemmi capitai per caso, in una googliana ricerca, su un misterioso groups-beta.google.com… che roba era? Che roba non era?
Google groups già aveva acquisito lo storico archivio di DejaNews, ed è perciò che vi possiamo fare ricerche e ritrovare messaggi vecchi di anni (ho ritrovato i miei primi post! :’( ). Adesso, finalmente, la nuova versione non è più read-only ma permette di postare! Vi elenco i vantaggi di cui ho potuto già beneficiare:
1) niente più problemi di newsserver;
2) overhead ridotto (volendo, vengono visualizzati in prima pagina i thread più attivi e non quelli aperti più di recente);
3) visione “flat” dei thread, onde eliminare quel paio di secondi di attesa nell’apertura di messaggi singoli;
4) funzione di ricerca e archivio (e passare dei link per far leggere ad altri cose che ci hanno colpito è sicuramente molto comodo);
5) vi vengono automaticamente tenuti d’occhio i thread a cui avete partecipato, e potete scegliere di farvene tenere d’occhio degli altri.
Eventuali svantaggi:
1) scaricamento dell’intero newsgroup per la visualizzazione offline impossibile;
2) non c’è una cartella “outbox”, ma visto che tutto quanto inviate rimane archiviato per sempre online non avrebbe senso;
3) l’interfaccia web potrà forse competere con Thunderbird, ma non con un qualsiasi newsreader un pochino più evoluto;
4) non sono accessibili newsgroup di binari;
5) non è possibile mascherare il proprio indirizzo e.mail; questo mi secca davvero, tant’è che ho già ricevuto una mail dal mio amico (?) Neateye che si lamentava della cosa dicendomi “Call out Gouranga be happy!!! Gouranga Gouranga Gouranga …. That which brings the highest happiness!!”. No, scherzo, questo mi pare spam derivato da una generazione automatica di indirizzi (ho un nickname che si presta…), ma temo che prima o poi lo spam nella mia casella gmail s’impennerà.
Be’, non resta altro, per ora, che lasciarsi pigliare nell’abbraccio amorevole di Mà Google…










