Concorso fotografico a tema “Occhio al particolare”
Non si è vinto nulla, ma si è partecipato volentieri. La foto vincitrice del primo premio, così come diverse altre, erano proprio carine. Qua le foto di certi due partecipanti (linkerò la pagina dei risultati non appena spunterà).
Il corredo fotografico adatto – 1 – Scelta della fotocamera
Disclaimer: questo è il post di un principiante. Non è da prendere tutto per oro colato, ma è da leggere per evitare di fare errori basati su percezioni errate delle cose se siete ancora più principianti di me. Purtroppo la mia conoscenza di fotocamere reflex è limitata alle Nikon, quindi gli esempi fatti saranno Nikon-centrici. Non ho nessuna inimicizia nei confronti della Canon :)
Cominciamo col dire che non esiste un solo tipo di fotocamera e soprattutto non esiste un tipo di fotocamera che va bene per tutto. Una grossa reflex, una compatta e una fotocamera integrata nel cellulare hanno tutte la loro ragione di esistere, e sta a voi decidere quale usare in base al tipo di utilizzo che intendete farne (bla bla bla, solita pappa pronta). Io ad esempio ho tutti e tre i tipi di fotocamera: la Nikon D90 quando voglio massimizzare la probabilità di fare foto particolari o quando so per certo che nessun’altra fotocamera avrebbe una pur minima utilità (esempio di sera – io odio il flash); la Casio EX-V8 quando non voglio o non posso portarmi dietro casa per fare delle foto per cui mi è sufficiente una qualità discreta (e quando non voglio rischiare che succeda qualcosa di brutto alla ben più costosa reflex); il cellulare quando mi serve riprendere qualcosa al volo, magari per appunti (perché portarsi dietro un foglietto se lo puoi fotografare?) o per una galleria delle curiosità estemporanee.
Volete fare foto stupide in qualsiasi momento vi venga l’ispirazione? Prendetevi un cellulare a buon prezzo che abbia una buona fotocamera integrata: non farà miracoli, ma l’avrete sempre con voi e se vi leggete qualche recensione e individuate un modello che abbia una buona ottica (e un numero qualsiasi di megapixel, perché tanto non servono a un accidente su una fotocamera del genere) potreste rimanere più che soddisfatti.
Non avete mai avuto una fotocamera, né analogica né digitale, volete addentrarvi nel mondo della fotografia, e vi sembra che il vostro cellulare faccia foto schifide? Non state a comprarvi il cellulare da 700 euro, perché il miglioramento di qualità non sarà sensibile come lo sarà lo svuotamento del vostro portafoglio; e non compratevi nemmeno una super reflex da 1200 euro sulla fiducia: compratevi piuttosto una fotocamera compatta da 150 euro e vivete felici.
La vostra compatta digitale comincia a starvi stretta? Badate bene che spesso non svisceriamo a dovere tutte le funzionalità delle macchine che possediamo, ma se siete davvero convinti fate il salto di qualità, spendete questi 400 euro per comprarvi una reflex entry-level con un obiettivo incluso. Se son rose fioriranno, e vi troverete in men che non si dica a comprare fotocamere da 5000 euro.
Venite da una reflex a pellicola? Se avete intenzione di riutilizzare i vostri obiettivi anche sulla digitale (ove possibile), potete rimanere fedeli alla casa madre della vostra vecchia macchina, ma badate bene che il modello che scegliete oltre ad avere lo stesso innesto supporti effettivamente al 100% l’obiettivo (è il caso delle Nikon di fascia bassa, come le D40, D60 e D5000, che non supportano la misura dell’esposizione su obiettivi AI-S e precedenti).
Come decidere quale fotocamera fa per voi? Se siete un Precisini come me, vi succederà di stare a leggere recensioni e guide per giorni e giorni, e a imbestialirvi quando non trovate né l’una né l’altra cosa per un particolare modello. Di seguito alcuni siti dove potete cominciare le vostre ricerche (la maggior parte in inglese). KenRockwell.com, l’enciclopedico sito di Ken Rockwell, che sembra aver provato ogni fotocamera e ogni obiettivo esistenti al mondo; tende ad essere molto entusiasta un po’ di tutto, anche perché valuta le cose poco costose anche in funzione del loro prezzo (ma in fotografia è vero che un miglioramento invisibile agli occhi di un profano può quadruplicare il prezzo di un obiettivo); è comunque un buon posto dove cominciare per farsi passare malsane idee di mutui per comprare una fotocamera (ma riguardo agli obiettivi aspettate di sapere la mia opinione, che mi sono trovato in disaccordo con lui). dpreview.com e imaging-resource.com (in inglese) per recensioni dettagliate e imparziali e qualche guida interessante. Nikon Educational (italiano), per una serie di articoli interessanti sulle tecniche di fotografia (che possono essere per voi di ulteriore spunto per capire su quale macchina e attrezzatura orientarvi).
Per i miei acquisti di fotografia mi riferisco principalmente a due siti: granbazaar.it, e ilfotoamatore.it. Il primo (con sede a Roma) ha prezzi estremamente concorrenziali, spiegabili con il fatto che vende oggetti di importazione: tenetene conto, perché per la garanzia non potrete riferirvi direttamente al centro di assistenza della casa produttrice ma dovrete passare attraverso il negozio (cosa che io ho sperimentato per la mia Casio EX-V8 che aveva smesso di funzionare e che gli ho inviato per posta; ho purtroppo dovuto aspettare due mesi, ma non è un tempo anormale per una riparazione), e i tempi di spedizione possono essere un po’ lunghetti (anche tre settimane). Il secondo (con sedi a Lugano e qua e là in Toscana) è un ottimo negozio con un’ampia scelta di materiale (io ci compro le pellicole, non ho ancora finito di provarle tutte :P), e con qualche buona offerta ogni tanto. In questo periodo ad esempio (fino al 31/10/2009) c’è la possibilità di acquistare qualsiasi reflex e pagarla in 12 rate a tasso 0; non che io supporti l’indebidamento come sistema di pagamento sempre e comunque, ma qualche volta ci può stare. Un altro sito interessante può essere pixmania e sicuramente ce ne sono degli altri, ma non mi è ancora capitato di acquistarci nulla. Per gli acquisti di seconda mano c’è ovviamente ebay (tenete presente che potete acquistare una ancora dignitosa Nikon D70 a 250-300 euro).
Una reflex è nulla senza un obiettivo
Non è questione di porseli, gli obiettivi, ma di montarli :). Qualcuno mi ha detto che un obiettivo è responsabile della maggior parte della bellezza di una foto: puoi avere anche una fotocamera da due kopeki, l’importante è avere un buon vetro davanti. Più che vero, salvo ovviamente che non abbiate esigenze particolari: se volete fotografare sport, chiaramente non potete usare una fotocamera che fa passare 2 secondi tra una foto e l’altra. Personalmente, ho notato che la Nikon D90 è stato un netto salto di qualità rispetto alla D70 a proposito di qualità dell’immagine alle sensibilità iso più alte: sulla D70 la sensibilità ISO1600 era utilizzabile a malapena, sulla D90 non fa rimpiangere più di tanto quelle più basse.
I buoni obiettivi costano tutti l’iradiddio? No, fortunatamente no. Anzi sono qui per ammonirvi di non abbandonarvi a spese folli. Nessun obiettivo fa miracoli, e forse non avete poi tutto questo bisogno di quell’obiettivo fighissimo che fa quelle foto straordinarie che avete visto su Flickr: la verità è che nessun obiettivo vi farà diventare istantaneamente bravi fotografi; di più: ci sono persone che fanno foto straordinarie con l’obiettivo, dignitoso ma non prestigioso, che hanno trovato incluso nel pacchetto della fotocamera. Non datevi tanto daffare con il portafoglio: datevi piuttosto da fare con la fotocamera!
Nel prossimo post (che non so quando sarà) cercherò di spiegarvi i perché e i percome del mio piccolo corredo di obiettivi. Nel frattempo, statemi bene :)
Venerdì 27 agosto 2009 a Villanova d’Albenga
Poi sembra che io passo il tempo a criticare le iniziative culturali del territorio, ma forse ce ne sarebbe bisogno. Lasciando stare gli spettacoli obbrobriosi spinti dalle amministrazioni locali che vengono rappresentati secchiate di volte dal capoluogo fino agli estremi margini della provincia senza che nessuno si alzi a dire “scusate, ma fa schifo”, come pure il viceversa delle piccole gemme che nessuno va a vedere semplicemente perché non sono stati stampati manifestini fighi; probabilmente fare i critici in provincia non è possibile, perché basta poco a fare del danno sensibile in caso di stroncature, e quindi me ne sto.
Quando però i manifestini, anche se non fighi, ci sono (e tappezzano tutta Villanova d’Albenga); quando gli annunci su buona parte dei “siti che contano” della provincia sono stati fatti; quando sia manifestini che annunci, però, riportano come data “Venerdì 27 agosto 2009″ (oggi, per vostra informazione, è domenica 30 agosto); quando tutto ciò avviene, i fan della Rowling sentono un pizzicorino sotto il naso e vanno in estasi; alle altre persone invece girano i coglioni.

Probabilmente i villanovesi non volevano gente da fuori. Hanno il loro calendario nazionale che è sfasato di un giorno rispetto a quello del resto del mondo cristiano, e tra loro parlano in codice. L’annuncio è stato riportato così com’era su tutti i siti provinciali perché i villanovesi all’estero (tipo, a Savona, o ad Alassio) lo sapessero e potessero ritornare per l’occasione. Ma che gli stranieri si attaccassero, corpo di bacco.
Ora, il povero singolo cittadino straniero (tipo, di Altare) ha certamente una possibilità, e cioè quella di chiamare in comune a Villanova e farsi rivelare da qualche delatore (che sarà poi purtroppo fucilato per alto tradimento dai suoi connazionali) *quando* sarebbe venerdì 27 agosto nel calendario cristiano; purtroppo può venirgli in mente troppo tardi e sentirsi rispondere dal fax. Ma lo straniero ha visto su uno dei tanti siti che si parla di “venerdì 28 agosto”… avranno chiamato loro, pensa lo straniero, e hanno corretto! Bravi, grande prova di giornalismo investigativo!
Così vai a Villanova, tanto non c’eri mai stato e così vedi un po’ com’è (ehi, è carina!), e ti dicono che “stasera non so, ma ieri sera il teatro c’era perché l’ho visto passando in piazza”.
Sigh.
Spotorno Comics 2009, o gli affari degli altri
E’ il secondo anno che vado a Spotorno Comics, e credo ci tornerò volentieri il prossimo anno.
La cosa decisamente interessante di questa manifestazione è che pochissimi sono gli spettatori (io tra questi): dei presenti, c’è ovviamente chi fa le vignette, caricature, ritratti; ma c’è anche, soprattutto, chi se li fa fare. Da un lato del tavolo i fumettisti e disegnatori; dall’altro lato il pubblico, spesso affezionato e ormai “di casa” (e conosciuto per nome dagli artisti), a dare il soffio vitale alla lunga notte delle vignette.
Perché se ti metti in fila perché vuoi una vignetta, quando è il tuo turno non dici semplicemente “dammi una vignetta!”. Racconterai un po’ chi sei, perché sei lì, per chi vuoi che sia fatta la vignetta. Come i ragazzi che l’anno scorso volevano dedicare una vignetta all’amico Fabio che si era comprato la Skoda Fabia praticamente solo per il nome, e Giannotti li aveva accontentati con una vignetta “D’estate a Spotorno, sull’Aurelia tutti in coda…”, con un personaggio che invece orgoglioso e tronfio dichiarava “Io in Skoda!”.
Chi cerca una vignetta si ritrova a raccontare la propria vita in una manciata di secondi, fino a qualche minuto: dove vive, che lavoro fa, se è sposato, se ha figli, per che squadra tifa; si ritrova a dire quello che in quel momento gli sembra più importante, più caratterizzante del proprio essere. Una cosa che a me fa quasi andare nel panico, uno dei motivi per cui non ho ancora deciso di affrontare la coda per prendere la mia, di vignetta. Avrei finito per dire che sono un programmatore, e con la fotocamera in mano sarebbe stato evidente che mi piace fare fotografie; non avrei potuto nascondere di essere innamorato (per via dei cuoricini che svolazzano tutto intorno)… e avrei ricevuto una vignetta geniale (come ne ho viste tante) che mi avrebbe colto in pieno anche a partire da quei tre dati su di me messi in croce. Quasi il timore di vedermi rubata l’anima.
Un altro motivo per cui non mi sono ancora messo in coda per la mia vignetta è che ho trovato troppo interessante, e bello, farmi gli affari degli altri. Ascoltare le storie del pubblico, gli aneddoti dei disegnatori, cogliere nell’obiettivo attimi di concentrazione o di intimità. Essere spettatore anche nel momento in cui essere spettatore dovrebbe essere l’eccezione e non la norma. Ma forse è proprio questa mia inclinazione ad avermi fatto affezionare alla fotografia :)
La festa è finita?
Ritorni dalle ferie e ti ritrovi ad aspettarti dei casini che non hai combinato tu ma che devi mettere a posto tu, perché sono tutti al mare (compresi i cervelli di taluni individui delle controparti che invece sono, solo apparentemente, rimasti al lavoro).
Nelle settimane in cui potevi andare al mare, non sei quasi mai andato al mare. Non è che facesse tutto ‘sto caldo, dopotutto. Ritorni in ufficio e vedi il condizionatore che si è installato un condizionatore perché ha caldo.
Bentornato. Eh sì.
Riassunto delle puntate precedenti
L’antipostite è una brutta malattia. Si presenta nei soggetti possessori di blog di qualsiasi età, ma preferibilmente in coloro che ne siano dotati da più di due-tre anni. La sintomatologia include il pensare che ogni tema di cui si potrebbe parlare sia una cazzata, guardare una galleria di foto pubblicabili e pensare che andrebbero un minimo ritoccate in verità, avere sonno nei momenti tradizionalmente più propizi per la creazione dei post, percepire di avere troppe altre cose da fare, non essere nemmeno più tanto un lettore di blog altrui. Se qualcuno conosce la cura, si faccia vivo.
- S. dice che i tizi che hanno fatto quel programma che è in uso dall’84 non sono sembrano molto collaborativi.
- Cosa vuol dire che non sembrano collaborativi?
- Non lo so. Magari sono semplicemente morti.
La vita mi ha sorriso, in questi ultimi mesi. Ho cercato in tutti i modi di rovinarmi economicamente, ma mi sono stufato prima io del mio conto corrente. Sono riuscito a far diventare la mia scrivania ancora più nerd (adesso i monitor che ci sono sopra sono 4). Mi sono state fatte passare delle cazzate immani. Sono innamorato. Mi dicono che devo essere contento se ho tanto lavoro in questi tempi di crisi… felicissimo :) :) :), oggi è il mio primo giorno di ferie e mi aspetto *almeno* una telefonata da un momento all’altro, mentre quando ho fatto un’altra settimana di ferie qualche tempo fa ho passato metà del tempo a rispondere a mail; sì, magari ero in giro per i cavoli miei e rispondevo da cellulare, ma ‘nzomma.
La vita è stata anche antipatica, però. Molto antipatica. Si deve far perdonare qualcosa di grosso. Vita, fammi un cenno quando dobbiamo giocare al superenalotto, eh.
Verboten!
E’ stato solo alla terza esperienza austriaca che mi sono reso conto di una certa fuoricomeunpoggiolità dei crucchi in seconda a riguardo delle modalità di espletazione delle funzioni escretorie.
Tutti voi saprete che il bidet non è generalmente garantito (fu uno schock scoprirlo nel fiore dei miei 19 anni); quello che forse non sapete, giacché potrebbe non essere notato in un albergo, è che nei luoghi pubblici il water è lì solo per sedersi (ho visto esposto il secondo divieto in alto a destra nell’immagine in un autogrill vicino a Villach), mentre chi vuole fare la pipì in piedi deve utilizzare gli orinatoi “non privati”.
La natura di tali orinatoi comuni è alle volte analoga a quella a cui siamo abituati anche noi italiani (un accrocchio di ceramica per ciascuno), ma altre volte arriva ad essere molto più romantica, un’unica vascona con fontanella in cui tutti possono fare pipì allegramente insieme, unico limite la larghezza degli utenti (faccio ammenda per non aver immortalato la cosa).
Scusate assai, ma mettiamo che a me dia fastidio orinare in pubblico (anche senza arrivare agli estremi di quell’orinatoio che ho visto nel bel mezzo di una piazza di Amsterdam, in cui la privacy era garantita giusto per il pene e poco più)… che devo fare? Mi direte voi: se è vietato fare la pipì in piedi, siediti su quei maledetti wc, sporco maschilista! (tra l’altro, dato il funzionamento del WC Ghost, che suona se si alza la tavoletta, direi che sono tutti contenti se faccio pipì in piedi con la tavoletta abbassata, giusto?)
Partiamo dal presupposto convenzionale che io sia normodotato (mentre voi tutti sapete che sono basso e siete al corrente della regola della elle). Vi giuro, ci ho provato: usciva fuori; e onestamente rischiare di toccare l’antiigenico interno del water con le mie mucose non mi sconfinferava. I wc che utilizzano là, peraltro privi di tavoletta, sono lunghi abbastanza per fare giusto una sola cosa, oppure vanno bene per le donne; per gli uomini c’è da soffrire. Quindi complimentoni al geniale piano riuscito di qualche femminista che vende gabinetti mal fatti; peraltro potrebbe essere socia di chi ha inventato questo (che, per mia fortuna, non ho dovuto sperimentare).
Nel bagno di un bar di Sanremo una volta ho letto questi due messaggi agli utenti, uno per genere: “sms per soli uomini: centrare il buco!”; “sms per sole donne: non poggiare i piedi sulla tavoletta!”. Ognuno ha il suo modo, a volte strambo, di concepire la pipì. Una volta che abbia messo in atto qualche accortezza per evitare di farlo pesare ad altri, gliela vogliamo lasciar fare? Please?
Addio gallery
Ho terminato di trasferire tutte le foto da gallerie.sottosuolo.org (che ora scomparirà) a questo blog. Non proprio tutte, ho approfittato per togliere le meno interessanti; ma ne dovreste trovare ancora di deprimenti, se ben cercate.
Alcune gallerie di foto sono finite come sotto-pagine della pagina Gallerie (vedere menu laterale, sezione Pagine), mentre altre, temporalmente collocabili, sono state piazzate in post ad-hoc che potete trovare in date plausibili ma di gusto chiaramente revisionista. Potete sfogliare quasi tutte le foto qui presenti cliccando sulla categoria “fotografismi” (per ora questo è l’url).
Per concludere vi regalo questo disegnetto schìfido fatto chissà quando che non avrebbe più una collocazione appropriata. Contenti?

State attentini alle connessioni internet da cellulare Wind all’estero
Premessa semplice e chiara: varco il confine con l’Austria nel pomeriggio del 4 marzo 2009; faccio una manciata di kB di traffico gprs, tariffati 1,25 centesimi l’uno, controllo il credito e trovo circa 15 euro in meno. Operatore Orange AT. Faccio altro traffico gprs/umts in giornata e non succede niente (i previsti pochi centesimi tariffati). La mattina del 5 marzo, a Vienna, faccio un’altra manciata di kB di traffico umts con t-mobile e scompaiono circa 40 euro. Nei successivi 6 giorni ogni tanto faccio traffico dati ma non succede niente.
Per la cronaca: faccio traffico dati per spedire sms via internet, che certo costa MENO di 50 centesimi l’uno, anche così. A tal proposito segnalo JackSMS che saprà interessarvi (se usate l’operatore vyke o poivy potete mandare sms a 5 centesimi più, a dir tanto, 5 centesimi di traffico gprs – dall’estero, molto meno dall’Italia).
Comunque, tornato in Italia chiedo conto alla Wind di cosa sia successo, anche perché quei 50-60 euro in meno non appaiono nel dettaglio del traffico. Qui la faccio breve, ma ci sono volute 4 telefonate al 155 e diversi “non mi prenda per un imbecille” per avere un riaccredito di 40 euro (che sto aspettando), e ce ne vorrà almeno un’altra per avere i 15 euro rimanenti perché Cinzia era un po’ distratta e se li è fumati nell’ultima (già, perché ne hanno fatta un’altra, prima, che non si sa a cosa è servita) segnalazione di anomalia.
Loro non sanno cosa è successo. Ma i soldi me li ridanno. Perciò io posso tornare in Austria bello tranquillo, eh??? Io e i miei 500 euro di ricarica, ca nun se sa mai.
Vienna, marzo 2009
Ho litigato con gallery e deliberato che gallerie.sottosuolo.org andrà prima o poi a morire. Doveva succedere. Certo potrei dare una seconda chance all’uscita di gallery 3, ma come dire, anche no. WordPress richiede ancora qualche click di troppo per alcune cose, ma per il resto fa né più né meno che ciò di cui ho bisogno.
Trovate l’intruso nelle foto.




























































































