Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

Archive for the ‘software e OS’ Category

“Catooo, sono io, sono a casa!”

with one comment

Se ci penso è proprio così: anch’io ho un servitore personale che mi aspetta a casa infrattato in qualche pertugio, pronto a saltare fuori di sorpresa per darmele di santa ragione.

Si chiama Gentoo Linux.

Le altre persone, le persone normali, installano un sistema operativo sul loro computer perché renda la loro vita più facile, facendo il proprio lavoro in maniera trasparente, silenziosa ed efficiente. Io no. Io arrivo a casa, e invece di godermi la pace domestica mi piazzo davanti al monitor e vedo cosa mi riserva la mia amata distribuzione questa volta: un kernel compilato di fresco a cui nei momenti meno opportuni scopro mancare dei moduli? Oppure un errore che covava da mesi, per via del cambio di una ebuild, e di cui non mi sono accorto per il semplice inutilizzo del programma vittima? O ancora, l’ebrezza di disinstallare incautamente qualche software essenziale per il corretto funzionamento di tutto quanto il sistema? Mai abbassare la guardia!

Il bello è uscirne fuori tutte le volte. Il top è quando si riesce senza passare da Google, o dai forum di supporto di Gentoo. Sebbene gli anni di esperienza si vadano accumulando sulle mie spalle, sono pur sempre un pivello; rimane poi aperta la questione se diventare prima o poi “esperto” abbia più lati positivi che negativi… forse dovrei preferire qualche minimo miglioramento in altre mie capacità, piuttosto che raggiungere l’eccellenza in quelle che, in definitiva, non fregano più di tanto a nessuno.

Va bene. Intanto informo i lettori un po’ gechi e un po’ nerd dello stato della personalizzazione del mio Toshiba Libretto 100CT (il 110CT del link è quasi un gemello): Xubuntu Dapper installata, riconosciuta la risoluzione 800×480 dello schermo, riconosciuta la scheda wi-fi pcmcia, in generale la funzionalità dell’ambiente linux è al 60%; Windows 2000 per ora si limita ad una schermata blu, perché l’ho installato da un altro portatile e allora s’inalbera; devo ancora capire dove piazzare la partizione per l’ibernazione.

C’est tout. Con la speranza che il periodo geco-nerd finisca presto, ché è estate ormai.

Written by StM

June 8th, 2006 at 7:22 pm

Maladies textuellement transmissibles…

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Che io fossi malato un pochino si sapeva (“malato un pochino” o “si sapeva un pochino”? …non peggioriamo le cose, grazie). Vi voglio parlare di quello che sta assumendo una rilevanza eccessiva nella mia vita: auto-mandarmi messaggi attraverso Google Talk.

No, non è la solitudine. La mia contact-list è sempre ricolma di bersagli papabili (ahr ahr ahr), di vittime tremanti che cercano di nascondersi dietro poco credibili messaggi di away (ahr ahr) o DND (ahr).

Non è nemmeno autismo. Per quello bastano le facce spettacolari che faccio (uhu) in giro magari senza rendermene conto, pensando a chissà cosa.

No, prendo appunti.

In Psi c’è il tastino “Show self-contact”, che in questa immagine
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è l’ultimo a destra nella toolbar. Quel tastino rende disponibile l’”autocontatto”, in questo caso quel “stmsat” che vedete. Cosa faccio io quando ho qualcosa da annotarmi? Doppio click su “stmsat”, scrivo quel che devo, e invio. Dove trovo quello che mi sono appuntato? Ma ovviamente nella history delle chat in gmail di cui ho già parlato…

Poi per ritrovare i miei appunti clicco in gmail sull’etichetta “Self”, che mi sono creato in modo che selezioni i messaggi di cui sono il mittente E il destinatario, et voilà. Sono diventato dipendente, è una droga.

Prima di trovare questo sistema usavo le bozze, sempre in gmail – ma non sono così immediate. In futuro mi aspetto un Personal Google Wiki, anche se in effetti c’è già qualcosa di lontanamente parente, sarebbe a dire writely (da poco acquisito da Google). E, ancora dopo, un Google Agenda mi pare obbligatorio.

Chiudiamo con due sciocchezzuole. Secondo voi perché il server Google Talk (verificato con netstat) mi risulta essere toolbar.google.com (e non talk.google.com)? E due: avete visto chebbella la barretta per fare ricerche con Google Blogsearch in questo blog (l’ho messa diverso tempo fa, comunque)? Blogsearch non è perfetto, mi pare si sia dimenticato qualcosa, ma rischia anche lui di essere maledettamente comodo.

E anche questo post è stato all’insegna della grande G…

Written by StM

March 17th, 2006 at 7:07 pm

La lenta ascesa di Google Talk (e come connettersi a icq e msn)

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Dopo le varie pulci nell’orecchio messemi a riguardo, a più riprese, dal quasi collega sandr8 (il “quasi” è colpa mia), ho cercato e trovato una bella pagina che permette di tenere traccia di cos’è successo ultimamente nel servizio di messaggistica istantanea di Google:
http://www.bigblueball.com/forums/google-talk-news/

In particolare segnalo: Google Talk si federa con i server jabber. Questo significa che chiunque usi GT può, dal 17 gennaio, parlare con gli utenti degli altri server jabber, e viceversa. Da questa possibilità è derivata quella, molto più succosa, di potersi collegare ai network di icq, msn, yahoo e altri attraverso Google Talk e i “transport” un server jabber d’appoggio: ecco come. Finora purtroppo non ho trovato altri server, oltre a quello indicato nell’articolo, che permettessero il login ai transport da server jabber esterni.

Che diavolo sono i transport jabber?

jabber è un protocollo, NON un programma di messaggistica, pazientemente messo insieme dalla Internet Engineering Task Force. Programmi in grado di usare questo protocollo sono Psi, Gaim, Gajim, per dire solo alcuni di quelli multipiattaforma (altrimenti Kopete, Miranda… e altri elencati qui). Se siete interessati, potete dare un’occhiata a un sottoinsieme dei server jabber pubblici disponibili a questa pagina.

I transport sono dei “contatti” particolari da scorrere tramite la funzione di “service discovery” (così la chiama Psi) e sottoscrivere: al momento della sottoscrizione, vi verrà richiesto di immettere username e password del servizio di messaggistica a cui quel determinato transport fa riferimento (esempio: icq.jabber.linux.it vi logga alla rete di icq, se usate il server jabber jabber.linux.it); dopodiché, lui si preoccuperà di loggarsi al vostro account per voi e di recuperare tutti i vostri contatti che stanno lì; infine, potrete finalmente chattare con i contatti aggiunti come se fossero utenti jabber!

(Molte funzioni dei vari network non sono disponibili – ad esempio il trasferimento di file con utenti msn non è ancora possibile -, mentre altre sono solo un po’ laboriose da eseguire – ad esempio la chat multiutente su msn; ricordatevi che ogni cosa dipende sia dal client che dal server – non tutti i server sono uguali)

Chiarito questo (maddeché, direte voi)… perché dovrei volermi connettere agli altri network usando Google Talk? Perché ultimamente sono spuntate altre novità. Intanto date un’occhiata alla vostra casella gmail: soprattutto se avete l’interfaccia in inglese, è molto probabile che abbiate nel menu a sinistra un nuovo elemento, “Chats”, che vi conserva (se gli specificate voi di farlo) tutte le chiacchierate che effettuate attraverso il network GT. L’utilità della cosa potrà forse sfuggirvi se non avete mai cambiato il vostro programma di messaggistica e se vi connettete sempre dallo stesso computer, ma in tutti gli altri casi mi pare evidente.

Poi che altro? Be’, la possibilità di chattare direttamente da dentro gmail, che non ha equivalenti, come comodità, in altre interfacce web. Questo potrebbe essere MOLTO interessante per chi, per mancanza di client installati o per occlusione di porte ad opera di firewall, non volesse rinunciare a discutere con i propri contatti sparsi per le decine di network di messaggistica.

UPDATE: Se volete configurare il vostro client preferito per usare Google Talk, vi agevolo un paio di link:
http://www.google.com/talk/otherclients.html
http://psi-im.org/wiki/Google_Talk_HowTo

UPDATE2: Riporto dai commenti una lista di server jabber e vari transport:
http://www.chrome.pl/knownservers

Written by StM

February 19th, 2006 at 4:02 pm

Ottimismo

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Qualcosa ho perso, nel 2005. Vero. Ma non è nulla in confronto a ciò che ho trovato, o ritrovato; e v’è sempre un rimedio per tutto. 2005 promosso, contro ogni pronostico. Bravo.

Ora speriamo bene per il 2006…

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Written by StM

January 1st, 2006 at 6:57 pm

Due segnalazioni

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Numero uno. E’ già nella barra destra da un po’, ma non credo abbia fatto molta scena: è online la nuova e fiammante blogzine Ars Ludica. La qualità degli articoli vi farà scoppiare la testa, accorrete!

Ah, il layout è colpa mia, mentre l’header è merito di Karat45 :D

Dovrei scriverci, prima o poi, un paio di articoli (uno lo devo solo rivedere e postare, prima o poi), ma ve la consiglio soprattutto per l’opera dei miei esimi “colleghi” (me indegno…). Di cosa parla? Di videogiochi… ma non (solo) come un “bene di lusso”, una merce, una contropartita ludica a una manata di euro (o di bps…), bensì come opera dell’ingegno umano, come fenomeno culturale, come arte, come spunto per conoscere noi stessi. Ah, e poi ci imbottiamo di floppy da 5,25 pollici e ci facciamo esplodere da Giocheria, seminando il terrore e vecchie perle videoludiche del Commodore 64. Scherzo. Consideriamo anche lo Spectrum.

(insomma, dai, se lo visitate fate prima…)

Numero due. Appunto, OpenOffice 2.0. E’ uscita la versione definitiva. Doveva uscire il 13, in onore del quinto anniversario del progetto OpenOffice.org (pare che in quella data, nel 2000, la Sun abbia rilasciato il sorgente), ma per via di qualche bugfix necessario l’hanno fatta slittare ad oggi. Prime impressioni? Il look è diverso, questo già lo sapevamo: doveva scrollarsi di dosso quell’aspetto stantìo che aveva (a meno di usare build personalizzate, per esempio quelle che usavano le gtk), e adesso… sì, visivamente si integra *un po’* meglio con windows (ho scaricato solo questa versione, per ora), anche se in fin dei conti l’importante è il resto.

Com’è il resto? Boh? So solo che FINALMENTE l’installazione per sistemi multiutente si può fare per via grafica (senza digitare “setup -net”), OpenOffice Base mi intriga (mai apprezzato molto Access, vedremo se questo prenderà una via migliore), l’avvio di una qualsiasi applicazione non sembra causare agonia al processore *più di tanto* (ma il primo avvio è sempre esoso).

Al momento solo in lingua inglese (l’ultima release stabile in italiano è la 1.1.4).

Written by StM

October 20th, 2005 at 7:47 pm

[satira] Le nuove, formidabili funzioni delle case del futuro

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http://attivissimo.blogspot.com/2005/07/ixt-repubblica-parla-di-longhorn-parte.html

Bisognerà aspettare fino al 2006, ma la nuova generazione di case è in dirittura d’arrivo. Noi giornalisti di “Dittatura” abbiamo ricevuto e entusiasticamente accettato l’invito di Mattonsoft a provarne una in anteprima (perché GIAMMAI scriveremmo un articolo per sentito dire o basandoci su press-kit, noi), e possiamo assicurarvi che senza rimpianto diremo tutti addio alle nostre baracche di legno monofamiliari coi tetti di ondulati di alluminio, plastica o ethernit.

Il segreto del sicuro successo di Mattonsoft parte dal loro più importante segreto industriale, una materia rigida, ignifuga e resistentissima: il suo nome in codice è “mattone”, da cui il nome dell’azienda. Grazie ai “mattoni”, abbiamo potuto toccare con mano come le case Mattonsoft siano infinitamente più sicure e vivibili, perché meno soggette alla furia degli elementi e ai capricci del clima. Pare che i “mattoni” da soli non siano sufficienti a garantire queste caratteristiche, tanto che abbiamo sentito parlare di un elemento additivo ancora più segreto, il cui nome in codice sarebbe “cimento”, ma si tratta di voci non confermate (ma già il nome può farci fantasticare sulle grandi battaglie progettuali combattute in Mattonsoft).

Le novità non si fermano qui. Al momento di entrare in casa, l’addetto alle pubbliche relazioni di Mattonsoft ci ha lasciati andare avanti, con un sorriso enigmatico sulle labbra. Da principio, notando sulla porta d’ingresso (innovazione Mattonsoft ormai acquisita già da tempo anche nelle nostre baracche) una “maniglia”, ho pensato che intendesse farsi beffe della nostra ignoranza, osservandoci mentre invano cercavamo di entrare: dovete sapere, infatti, che una porta chiusa con una “maniglia” della nuova generazione si può aprire solo girando la maniglia stessa, grazie a un meccanismo molto complicato ma veramente funzionale; dal canto mio, essendo (modestamente) esperto del ramo, intendevo stupire l’uomo Mattonsoft aprendo la porta senza battere ciglio. Ebbene, immaginate la mia sorpresa quando, girata la maniglia, non sono riuscito a far ruotare la porta sui suoi cardini! Di fronte al mio sconcerto, il sorriso dell’addetto si è fatto ancora più largo e mi è stato svelato l’arcano: le nuove porte Mattonsoft fanno uso di un dispositivo per il controllo degli accessi, chiamato “serratura”: senza possedere l’unica “chiave” che sblocca la “serratura”, è impossibile entrare! Quest’innovazione viene sicuramente in soccorso di quanti, nelle baraccopoli più grandi, iniziavano a temere per l’incolumità dei propri familiari e la sicurezza dei propri beni: il progresso ci ha portati a vivere a contatto diretto con sempre più persone, ed è ormai impossibile conoscere (e quindi fidarsi di) tutti; dall’altro lato, il progresso ci porta anche, grazie a Mattonsoft, la soluzione ai problemi che crea.

Entrati in casa, siamo stati investiti da una quantità di luce inaspettata, eppure non sentivamo un solo soffio d’aria: le finestre dovevano pure essere chiuse, ma con tutta quella luce non era possibile! L’addetto ci ha fatti allora avvicinare a quella che sembrava una finestra aperta, e ci ha stupiti un’altra volta rivelandoci che d’ora in poi le finestre saranno trasparenti! Grazie ad un nuovo materiale, il “vetro”, sarà possibile contemporaneamente proteggersi dagli spifferi e lasciare entrare la luce solare: addio persiane di legno, improbabili fogli di carta opaca e placebo di ogni genere, una volta provate le finestre trasparenti non vorrete più tornare indietro!

A questo punto, un collega ha domandato come mai la casa da fuori sembrasse molto alta, mentre all’interno lo spazio verticale pareva analogo a quello di una qualsiasi baracca. Una volta di più, l’addetto Mattonsoft ha avuto il piacere di stupirci, accompagnandoci a quelle che ha chiamato “scale”, un’altra loro idea semplice e geniale, un uovo di colombo: una serie di poggiapiedi adiacenti (“gradini”) dall’altezza che si eleva progressivamente, grazie ai quali si riesce a raggiungere l’altezza di due uomini senza fatica; ma ancora più geniale, il fatto che le “scale” conducessero ad un altro “piano”, cioè un’altra casa assolutamente identica alla prima, quella “al piano di sotto”. Dopo averci lasciato pensare agli enormi vantaggi derivanti dal poter mettere una casa sopra l’altra, l’addetto ci ha confidato come siano allo studio case che vadano molto oltre i due “piani”, che forse risolveranno finalmente l’annoso problema della sempre più difficile integrazione con la natura: non più distese e distese di baracche, erette ai danni di numerosi ettari di bosco, ma pochi e isolati “alveari” immersi nel verde.

La visita è proseguita con la visione di alcune diapositive sui progetti futuri di Mattonsoft, che tra le altre cose includono il “riscaldamento” e l’”aria condizionata”, che dovrebbero permettere di avere caldo in casa anche d’inverno (a dire il vero non capiamo il vantaggio rispetto ad una semplice stufa a legna), e incredibilmente di avere fresco in casa anche d’estate. Il tutto pare coinvolga un progetto il cui nome in codice ci risulta essere “lettricità”, ma su cui gli uomini Mattonsoft non si sono voluti sbottonare. Possiamo solo ipotizzare, dato il nome, l’apporto dato al progetto da qualche saggia signora dedita ai consumi letterari.

In conclusione, grazie alle nuove case Mattonsoft, la nostra vita cambierà radicalmente (in meglio), e la migrazione diventerà prima o poi un passo obbligato per mettersi in pari con il progresso: perché aspettare?

Written by StM

July 21st, 2005 at 5:08 pm

Mele, girali e e-zines

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We may start to think the same, but we still *look* different!

http://www.apple.com/pr/library/2005/jun/06intel.html
http://apple.slashdot.org/article.pl?sid=05/06/06/1752234

E’ finita. Se ne vociferava da tantissimo tempo (1-2 anni), e alla fine è vero: Apple abbraccia Intel e l’architettura x86. Come potranno ancora dire “think different”, se il cervello del computer sarà lo stesso dei pc?

Debian ha rilasciato Sarge

http://www.debian.org/releases/stable/

Non ci si credeva più, sono in ritardo di una settimana rispetto alle previsioni, ma habemus sargem. E così adesso Debian tornerà ad essere un’opzione quando si avrà da consigliare a qualcuno una distribuzione linux.

Ludere iucundi

Uscito il secondo numero di Ars Ludica, e-zine dedicata al mondo dei videogiochi un po’ diversa dal solito (per rendervene conto vi basterà guardare l’elenco dei titoli recensiti).

Written by StM

June 7th, 2005 at 12:38 am

Why on earth am I using Linux?

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Mi alleno un po’ a rispondere alla domanda, reggetemi un momento l’asciugamano… grazie.

1) Perché finita l’installazione ho già quasi tutto il software che mi serve per l’utilizzo quotidiano. Nel senso che ci sono il browser, il client di posta elettronica, vari editor di testi, programmi di videoscrittura, fogli di calcolo, ambienti di sviluppo… e non sono software qualsiasi ma sono proprio quelli che voglio io. Non sono un Internet Explorer, un notepad (cribbio, perché è sempre così inutile?) o un Outlook Express, per intenderci. Il bello, appunto, è che con la maggioranza delle distribuzioni ci si ritrova già un sacco di roba installata/installabile.

2) In alcune particolari distribuzioni, installare nuovo software o aggiornare quello presente è la cosa più facile del mondo. In Gentoo Linux, ad esempio, c’è questa cosa che si chiama Portage: voi avete una sorta di database di software che potete aggiornare di tanto in tanto con ‘emerge sync’; in questo database potete fare ricerche di software specifici (‘emerge search nomesoftware’) oppure in base a parole chiave nelle descrizioni dei software (‘emerge –searchdesc parola’); infine, se avete trovato quello che vi serve, lo installate con ‘emerge nomesoftware’ – provvederà il programma ad andarsi a scaricare i file necessari; se volete aggiornarvi TUTTO il software installato, il comando è uno ed è ‘emerge -uD world’. Senza andare come pellegrini di sito in sito, si fa tutto dalla propria shell.

3) Anche se all’inizio il filesystem UNIX-like mi aveva lasciato perplesso, ora ne ho capito il senso e mi piace. Il centro del vostro mondo è la HOME, la cartella /home/nomeutente; quello che c’è fuori non vi deve interessare, sono solo binari e librerie, i vostri schiavi. Nella HOME invece trovate i vostri documenti e le vostre impostazioni per ogni applicazione (ma le cartelle con le impostazioni sono di norma non visualizzate e quindi non disturbano). La cosa più bella, per un utente proveniente da Windows, è scoprire che, se le cartelle HOME sono in una partizione separata (che è grossomodo lo standard di ogni installazione linux), potete rasare via tutto il sistema, cambiare distribuzione, aggiornare software, eppure trovarvi al riavvio tutti i vostri documenti e tutte le vostre impostazioni dei vari programmi intatti. Senza bisogno di stare di nuovo a sbattervi per riconfigurare tutto, cosa non sempre possibile in windows (se non sbaglio, al limite bisogna ricordarsi di esportare le impostazioni prima di rasar via, non basta salvare la cartella C:\Documents and Settings\Username).

4) C’è anche un motivo pragmatico e contingente: con windows ho problemi hardware fastidiosi. Ellosò, la cosa vi scioccherà: non era linux quello con i problemi hardware? Certo, certo, non è sempre tutto rose e fiori. Dico solo che nel MIO specifico caso linux batte windows 1 a 0. In dettaglio, il driver del cavo usb che uso per collegare il cellulare al pc e navigare via gprs funziona nel seguente modo: collegare cavo e cellulare, avviare la connessione, ricevere errore, staccare il cavo, riattaccare il cavo, riavviare la connessione, navigare; il tutto con la paranoia di sapere che, se vengo sconnesso dalla rete in maniera poco ortodossa, per windows il cavo rimarrà una “periferica occupata” e l’unica maniera per riconnettermi sarà riavviare il sistema.

5) Ovviamente il costo nullo per l’acquisto mi ha sempre reso linux molto simpatico. Ho una licenza di Windows XP Professional e sono contento di averla, infatti ho preso il portatile senza pormi problemi di “Microsoft Tax Refund”. Tuttavia ho sempre ODIATO la procedura di attivazione della copia, perché obbliga a possedere una connessione internet o una linea telefonica: ho sempre paventato lo scenario di trovarmi da qualche parte senza connessione, senza cd di installazione di windows XP, e con windows XP che per qualche oscuro motivo si dimentica di essere stato attivato e come unico prompt mi dice “attiva questa copia/spegni il computer”. Se avessi solo Windows XP, su questa macchina, sentirei di viaggiare con una bomba ad orologeria. L’esempio calzante è un cane trovato per strada, che per un mese che è stato con te si è comportato bene… ma chissà in futuro se non farà fuori il lattaio.

6) C’è dell’ottimo software, che gira su linux. A partire dai desktop environment, abbastanza vari e personalizzabili per tutte le esigenze; passando per i software tradizionali di browsing, mailing, office; per arrivare ai mini-tool, grafici o testuali, per fare quasi qualsiasi cosa (ma non dite che ho citato grip e dvdrip). Ah, ovviamente i pazzi come me starebbero ore a declamarvi le doti di editor di testi (sì, avete sentito bene) come vi (leggasi “vi ai”, o come dice qualcuno maccheronicamente “vu ai”), ma il mio lato sano di mente suggerisce che non ve ne impippi nulla.

Fin qui i motivi apprezzabili anche da un utente “normale”. Ora veniamo a quelli malati di informatite.

7) La shell. Windows non ha una modalità testuale degna di questo nome. Se a Windows si incricca l’interfaccia grafica, siete panati. In GNU/Linux, via shell potete fare TUTTO. Anche visualizzare immagini e filmati porno in ascii-art, credo (-_-””); anzi, a dire il vero c’è mplayer che usando il framebuffer permette di visualizzare filmati perfettamente anche senza avviare il server X… ma sto parlando pornotecnico, la mia immagine pubblica così sbiadisce. Bon, niente, sappiate solo che a me avere la “sciell” piace. Se un giorno metteranno anche in windows una cosa seria come la BASH, con tanto di completamento automatico programmabile, riconsidererò l’opzione Microsoft.

8) GNU/Linux è un sistema operativo da sviluppatori. Io non so se definirmi sviluppatore: in potenza non sono un malvagio programmatore, ma in atto faccio veramente poco. Tuttavia, avere un sistema operativo che permetta di compilare “out-of-the-box” sorgenti C e C++ (minimo sindacale), che permetta di avviare “script” o per meglio dire programmi in Perl e Python, che consenta di creare script molto complessi con la bash (la shell) o awk (un programma-filtro molto flessibile)… insomma, a me garba, garba molto. Vi faccio un esempio MINIMO di una cosa che in GNU/Linux si può fare in un attimo e che in windows non saprei fare senza cercare software appositi? Avete una cartella con 100 file .txt che volete per qualche motivo visualizzare tutti insieme *nella stessa pagina*, senza salvare un nuovo file: in windows potete forse fare ancora “type *.txt | more”, se Microsoft non ha pensato bene di eliminare qualche altro programma utile (ha eliminato l’editor testuale, sono impazziti?), ma in tal modo non potrete tornare indietro una volta che avrete fatto scorrere una riga; in GNU/Linux fate “cat *|less” e potrete scorrervi beatamente su e giù (non siate maliziosi) tutti i file in una paginata sola. Ma, come ho detto, questo è un esempio minimo. Vi taccio gli esempi più avanzati perché faccio davvero fatica a pensare a quello che manca in windows, oltre una certa soglia.

9) GNU/Linux è fatto per la rete. Ci sono tools potentissimi per la configurazione, la protezione e la diagnosi di una rete. Io non ho queste grandi reti da gestire, ma sapere di poter cambiare ad-hoc le impostazioni di una interfaccia di rete con un solo comando, magari memorizzandolo per non doverlo reinventare in futuro… be’, fa certo più piacere che smanettare e litigare con un tool di configurazione interamente grafico che vuole fare tutto lui senza sapere le cose.

10) Esistono piccole cose da far solluccherare. Una, ad esempio, sono i link simbolici: dei file particolari che fanno in modo che, quando si esegue un’azione su di loro, loro la reindirizzano al file o alla cartella a cui puntano; e non sono l’equivalente dei .lnk di windows, perché le applicazioni vedono i link come file o directory a tutti gli effetti, non come degli oggetti “da cliccare”; non si vive di soli click, a questo mondo.

Concludo dicendo che il motivo-jolly tipico, “Linux è più stabile”, è una puttanata, quindi vorrei dissociarmi dall’affermazione per non essere preso per un maniaco col prosciutto sugli occhi. Se sia più stabile o meno stabile non lo so, non mi è mai capitato di tenere un computer acceso per più di una settimana con linux e per più di 24 ore con windows, quindi non posso fare confronti. In definitiva uso linux perché lo so usare, e lo so usare perché ho avuto voglia di imparare ad usarlo; sul perché abbia avuto questa voglia, ho da supporre che intuissi l’elenco qua sopra.

Written by StM

April 9th, 2005 at 5:02 pm

Live bookmarks, ovvero come sOpportare questo blog.

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Sì, con la “o”. Mi rendo conto di quanto un blog con gli interventi a fisarmonica sia snervante. Fisarmonica? Sì, niente per settimane e poi 2-3 post nel giro di un paio di giorni.

A proposito, io avrei dovuto imparare a suonare la fisarmonica, poteva diventare una cosa di famiglia. Però bisognava anche avercene una… vabbe’, ho il contentino dell’armonica suonata una volta l’anno. Bon.

Ehm, no, dicevo, per sopportare questo blog una possibilità è fare uso del “rss feed” che trovate in basso a destra (scrollatevi tutta la pagina, da bravini…). Cos’è? E’ una visualizzazione in xml del contenuto della pagina. Sì, ma non cliccateci sopra per visualizzarla nel browser, così non serve. Occorrente, per quel che ne so: Firefox, oppure Thunderbird. Tanto per dire due software che potreste avere molto probabilmente già installati.

In Firefox esistono delle cose che si chiamano Live Bookmarks, mentre in Thunderbird si chiamano le cose con il loro nome, c’è un RSS Reader.

Vi spiego in due parole (in pratica traduco dai link qui sopra) come si fa con questo blog in particolare, visto che ad esempio non è automaticamente riconosciuto da Firefox (se andate su Slashdot.org, ad esempio, è tutto molto più facile: in basso a destra del browser appare una immaginetta cliccabile, segno che il rss feed è stato riconosciuto e si può aggiungerlo direttamente ai segnalibri).

Intanto segnatevi il link del RSS Feed:
http://stm.sottosuolo.org/feed

Modalità per Firefox
Cliccate su Bookmarks->Manage Bookmarks (o equivalente italiano).
Nella nuova finestra cliccate File->New Live Bookmark.
Nel campo “name” mettete “Il più bel blog del mondo”, sennò non funziona, e nel campo “Feed Location” mettete l’indirizzo di cui sopra.
Dopo qualche istante, quel vostro bookmark diventerà un menu a tendina che mostrerà i titoli delle ultime 20 entry del blog, cliccabili a piacimento per aprirne il testo completo.

Modalità per Thunderbird
La modalità per Thunderbird è un pochino più originale, ma anche più logica.
Se già non lo avete, create un nuovo account RSS News & Blogs. Per farlo: File->New->Account…
Fate click destro sull’account testé creato, e scegliete “Manage Subscriptions”. Qui cliccate su “add” e inserite il link di cui sopra.
Dopo qualche istante Thunderbird avrà scaricato le intestazioni, e ve le visualizzerà allo stesso modo in cui visualizza le e-mail. Cliccando su una a caso di queste, il programma si andrà a pigliare dal sito il post scelto e ve lo presenterà nella sua forma nativa.

Ok, ok, capisco la contentezza, ma non gioite troppo perché fare salti così alti può nuocere alla zucca.

A rileggerci!

Written by StM

January 4th, 2005 at 3:00 pm

Ok, ok, 3 settimane sono troppo.

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Non è che mi manchino le idee. Mi mancano le idee buone. E’ diverso, diversissimo.

Ad esempio avevo la filippica sull’abuso della messaggistica istantanea, riferendomi in particolare a chi travisa lo status “online” con lo status “C’ho un cazzo da fa’”, ma poi ho pensato che forse qualcuno che invece mi fa piacere sentire si sarebbe potuto offendere e allora ho lasciato perdere.

Poi avevo un’interessantissima riflessione sui download in generale, implicazioni politico-religiose, cultura e società, ma vi cito solo una battuta da chat che ho letto so-dove ma non-ho-voglia-di-andare-a-vedere: “watching a download progress bar is better than sex”.

Avevo anche da dare l’addio all’adsl (finiti i mesi gratuiti)… ma prima di farlo voglio vedere quanto mi verrà a costare spedire indietro il router. Spero davvero di non aver valutato male quella spesa, tempo fa (cribbio, se me lo fanno spedire via Bartolini sarà un salasso). Comunque a parte i miei 10 download non terminati forse è un bene rimanere a banda stretta. In fondo è utile solo in un limitato numero di casi. Negli altri è solo una scusante per perdere tempo. E per alimentare la pigrizia.

Insomma, morte all’adsl (come disse la volpe – che curiosa connessione tra la favola e il mondo dei browser – dell’uva)

Ah, sempre in tema di cose inutili… ho abbandonato mozilla in favore della combo firefox/thunderbird (questo installato anche sotto windows, condividendo le mailbox con linux). E sto dando un’occhiata anche a Evolution. Perché? Perché mi serve? Ma neanche per sogno, il mio feticismo del software mi porta a studiare anche le cose che non mi servono eppure sono fatte bene.

Fatemi spremere bene le meningi… più cose inutili dico adesso e meno me ne rimarranno in futuro. Ah, le feste…

Quali feste?

Poi… ngh… niente, non esce niente.

Insomma, come primo post dell’anno non c’è male. Veramente.

Written by StM

January 2nd, 2005 at 5:51 pm