Nerd in vacanza

StM - Saturday, 26 July 2008, 16:08 - IT and me, geek, acaro e nerd, software e OS

Un nerd, in vacanza, piuttosto non si porta le mutande (o, a seconda della persona, LA mutanda), ma deve infilare nel bagaglio *almeno* UN dispositivo che attesti il suo status (di nerd).

Nel mio caso si tratta di infilare in valigia non un banale EEEPC, che ormai è alla portata di tutti; no, devo mettere in valigia Buck, il mio sudatissimo (e lo dico con ragione, visto che due anni or sono gli ho fatto questo) iBook G3. Mentre i newbie da EEEPC hanno vita facile e possono installare sul loro giocattolo qualsiasi cosa desiderino, qui si lotta contro un mondo che rinnega il proprio passato e si ostina a sostenere che un PowerPC G4 800 MHz sia meglio di un G3 alla stessa frequenza; avidi u_u.

Regolarmente, quando tolgo le ragnatele da Buck e faccio alla cieca un bell’update della Debian Lenny che c’è sopra (a fianco di MacOSX Tiger, comunque) smette di funzionare tutto; ma questa è ordinaria amministrazione (e il progetto Debian CI PENSA ai possessori di G3).

Ho invece azzardato su Tiger l’installazione di Skype. Il succo è che, se volete usare Skype su un PowerPC G3, dovete installare la versione 2.6.0.151, l’ultima compatibile con quel processore. La potete trovare qui, mentre qui trovate versioni di Skype ancora precedenti.

E questo penso sarà l’ultimo post da casa mia. Se sarete fortunati ve ne farò ancora uno dall’Italia.

Per l’utilizzatore di telefonia cellulare (Nokia 6290, smart2go/Nokia Maps)

StM - Friday, 18 April 2008, 0:00 - geek, acaro e nerd, il criticone

Il Nokia 6290 è il tipico cellulare “fa tutto quello che fa il modello che costa il doppio, quindi dev’esserci la magagna”. In quasi un anno che lo possiedo di magagne non ne ho trovate tante, se non consideriamo la cover che perde i pezzi. Non la consideriamo, vero? E’ la maledizione del Siemens S55, quello che perdeva i tastini, e che tuttavia mi ha dato tante soddisfazioni. Vaaabbe’. Insomma, la prima cosa che volevo dirvi su questo telefono è che, a causa dei due “tappini” per i connettori di caricabatterie e mini-jack, prima o poi la cover si allenterà e/o si romperà.

La seconda cosa che volevo dirvi è che non è vero che il Nokia 6290 supporta le schede SDHC. Lo trovate scritto nei forum, ma nessuno si è mai preoccupato di provare. Bene. Io ho provato. Non le supporta. Ho inserito una schedina SDHC da 8GB, ed ero lì tutto gioioso che la riempivo di musica e cretinate, quando tutto a un tratto, superata la soglia dei 4GB… tac! Non si riempiva più. Provato sia su windows che su linux, l’effetto era identico: l’unità usb (che poi sarebbe il telefono attaccato con cavo) si disconnetteva. Quindi forse supporterà anche le schede SDHC, ma fino al massimo di 4GB (e quindi forse NO). Oh, be’. Non è che abbia poi così tante cretinate da metterci, dopotutto.

Passiamo a smart2go, altrimenti detto Nokia Maps. Lo vedete questo disegnino a lato che ha richiesto mezz’ora per essere cavato fuori da Pixel (indirizzo alternativo)? E’ tratto da una storia vera. Nokia Maps non è malvagio; ha la voce-guida un po’ floscia, è un po’ macchinoso, ama certi giri dell’oca, non ha mappe aggiornatissime, e ha *almeno un* bug fastidioso/pericoloso; ma no, non è male.

Voce Guida: diciamo, non ci andreste a letto; piuttosto, le consegnereste i compiti.

Macchinosità: bisogna *sempre* dire esplicitamente che il punto di partenza del viaggio è la posizione gps attuale; e bisogna *sempre* scegliere manualmente la modalità 3D per la mappa, ché di default c’è la 2D; non ho trovato un modo di avere un colpo d’occhio comprensibile dell’itinerario, quindi se vi fa passare da Beirut per arrivare dietro casa non potete saperlo.

Giri dell’oca: dopotutto, quale navigatore non ve li fa fare?

Mappe: scaricate due mesi fa, non erano presenti un sacco di rotonde.

Bug: è capitato che non dicesse nulla in corrispondenza di alcune diramazioni, come se fosse logico che si stava proseguendo sempre sulla stessa strada (ma non era così). Ma questo è triviale. Il pezzo forte è questo: ogni tanto vi fa fare le gasse agli incroci. Spiego: se siete in una strada principale, con una corsia di uscita e una di entrata per una strada secondaria, invece di farvi proseguire su quella principale pretende che prendiate l’uscita, e poi facciate la curva a gomito per rientrare subito. Mi è successo due volte: una in una stradina provinciale deserta (e vabbe’), e c’ero praticamente cascato; l’altra in una superstrada, in cui sarebbe stato impossibile rientrare senza avere *almeno* un incidente. Non sarà un caso che vi assilla con i disclaimer…

Che dire quindi di smart2go/Nokia Maps? Che l’ho preferito a TomTom Navigator 6 semplicemente perché era possibile scaricarlo e non era obbligatorio farsi mandare a casa un inutile dvd… e poi costava meno (oh, sì, io i software li acquisto; scioccati?). Se viaggiare è il vostro lavoro, guardate altrove; se pensate che vi servirà giusto una volta ogni tanto, avete un cellulare symbian, e vi siete acquistati per sbaglio un ricevitore gps da 30 euro, non disdegnate l’ipotesi.

Don’t you dare (Windows XP comincia a mostrare i suoi anni)

StM - Tuesday, 4 March 2008, 0:31 - geek, acaro e nerd, software e OS

Il mission statement del weekend era “cambiamo il disco fisso al portatile nel solito modo indolore di trasferire le partizioni quasi pari-pari dal vecchio al nuovo”. Da 120 a 250 GB in un pomeriggio (credevo).

Linux: crea partizioni, cp -ax diqquì allà, vi grub.conf, vi fstab, grub root setup, traghettamento completato.

Windows: crea partizione, carica linux, dd if=diqquì of=dillà, carica windows, partition magic ridimensiona partizione, prova l’avvio. Stop 0×0000007B, riavvio immediato (ho dovuto fare una fotografia -.-). Mastruzzi che non ricordo, forse riduco al minimo la dimensione della partizione, eventually scompare il BSOD; però si lamenta che non trova %SYSTEM_ROOT%. Modifico boot.ini; a-ah!, il login; user, password… connessione… disconnessione in corso. Non c’è verso di fare il login. Disco di XP, ripara installazione… neanche la riconosce. Orpo. Butto via tutto, ricominciamo da zero; faccio in modo che la partizione windows si chiami allo stesso modo del disco di partenza (multi(0)disk(0)cippa(0)lippa(0)partition(2), notazione ARC), la faccio piccola, sempre fat32, molto al di sotto del limite di 128GiB/137GB (limite delle interfacce Ultra-ATA prima della 100, e di XP prima del SP1); mi ricordo anche che la memoria virtuale era su un altro disco e la riconfiguro su quello principale. Evviva, login! Bravo, installa i driver del nuovo disco, riavvia… logi… ah. Again, disconnessione immediata al login. Converto in ntfs - nada. Riprovo i passi tali e quali, stavolta non va. Ripara installazione - stavolta la vede, ma pernacchia. Nuova installazione - vede un disco vuoto, non considera quelle 3-4 partizioni da me già create. Ricominciamo da capo.

Alla fine credevo di esserci riuscito. Nuova installazione di windows xp in una partizione ntfs da 100 GB (lo sapevate che XP non permette di formattare partizioni fat32 più grandi di 32 GB, solo perché gli stanno antipatici i cluster grossi?), che tanto ormai linux ci scrive tranquillo con ntfs-3g; poi una partizioncina per i dati, un po’ più in là; forse troppo in là, perché non me la vede mica più. Poi la meraviglia di scrivere una cosa in una partizione da windows e non trovarla leggendola da linux, e viceversa; chissà dove cavolo sono andati tutti quei GB che io ho copiato ma che non ci sono più… tremo al solo pensiero. Ah, l’informatica, mon amour. Ma lo so, è colpa mia: oso pensare all’upgrade di un computer vecchio 5 anni invece di comprarne uno nuovo; me le merito tutte.

(quanto descritto sopra è un riassunto a ritagli di circa due giorni della mia vita; e meno male che tra una bestemmia e l’altra mi hanno tenuto compagnia i Watchmen)

Raptus anarcoide

StM - Saturday, 19 May 2007, 13:42 - belinate, disegni, geek, acaro e nerd

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(sì, sì, lo so, non farò mai il tagger, non farò)

L’antro del tenutario

StM - Thursday, 3 May 2007, 22:16 - fotografismi, geek, acaro e nerd, nosce te ipsum

Qui è dove (forse) tornerò tra 6 giorni (e mi vien nostalgia pensando che a casa mia non ci sono dei coglioni che sbattono le porte anche a tarda notte - e nemmeno i coglioni che frullano, a ben vedere):

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In alto a sinistra, Buck, il mio ibook G3 (sistemazione MOLTO temporanea); sotto, il monitor 14″, le casse e la PS2 (dietro, non visibile, la vga box) messi insieme alla bell’e meglio (per le casse ho scelto una sistemazione inefficente; ho effettuato modifiche dopo aver scattato la foto); in alto, al centro, parte della mia fumetteria (colonnina dei Nathan Never, Magico Vento e Dampyr); di fianco, un quadro che mia madre mi donò; nell’angolo in alto a destra, spunta l’ingegnoso scaffale baffuto obliquo IKEA (ne ho due); sotto al quadro, scanner, tavoletta grafica, cianfrusaglie; al centro, ovviamente, Machiavelli (che mi dicono sia nato oggi), mio fedele compagno dal 2003 (al momento della foto facevo prendere un po’ d’aria a Windows XP). Sullo sfondo, tapezzeria con personaggi Disney e vari reperti di ere geologiche precedenti, mai rimossi.

Considerate che questa è la scrivania più libera che io abbia mai avuto da una diciottina d’anni a questa parte (e tengo a precisare che raramente in vita mia ho studiato/letto alla scrivania, a meno che ciò non significasse usare il computer, prediligendo invece posizioni improbabili su supporti che nemmeno Eta-Beta considererebbe comodi).

Da oggi…

StM - Saturday, 14 April 2007, 8:03 - diario, geek, acaro e nerd

…a quanto ne so i genitori possono (non è che devono, ma possono) darmi dei gran calci nel popò (o gonfiarmi di schiaffi, a seconda) casomai andassi a chiedere loro di mantenermi; non posso più fare la CONVENIENTISSIMA (!!!) (!) carta verde di trenitalia (quanti barili di petrolio viene, adesso?); i biglietti per l’interrail (che non ho mai fatto in vita mia, e che volevo fare prima di cominciare a perdere capelli :P - ho già in mente la meta e la compagnia, ehm, mancano solo le ferie in primavera o in autunno ;_;) costano di più; più in generale (e tanto per non sembrare il solito venale che pensa solo ai soldi), credo di avere ormai abbattuto l’ultimo muro anagrafico che separa la gioventù dalla vita adulta.

In tutto ciò, in tutto questo sbocciare di maturità e senno, non so come spiegare questo fatto di un monitor 14″ del ‘92 (grande annata), delle casse 25W (elettrici, temo) appiccicatevi ai fianchi con lo scotch, una vga box, e una playstation 2 nuova di zecca attaccata alla vga box (e un controller attaccato alla ps2, va da sé). Boh? Non so proprio. Va detto comunque che Okami è spassoso anche così (diventerò cieco, divertendomi) (uhm, detta in tal maniera sembra che intendo un’altra cosa) (credenze popolari, tzè).

Il blog è un rigurgito (democratico) postato sul lavoro

StM - Saturday, 3 February 2007, 0:33 - diario, estensioni digitali, geek, acaro e nerd, pensieri, segnalazioni

Il lavoro è quella cosa che fai per ottenere in cambio del denaro (ottica capitalista).

Oppure il lavoro è quella cosa che fai perché la sai fare, e c’è bisogno che qualcuno la faccia (ottica priva di diottrie).

Parla un tizio che sta davanti ad un computer 8 ore, poi torna a casa e ce ne passa davanti altre 4-5. Lo sapevate già, ma ho voluto ribadire. E non dico che quelle 4-5 io, propriamente, mi diverta: no! Io mi siedo davanti al computer la sera e, per rilassarmi, mi metto a fare template wordpress, pasticcio con linux, leggo cose da nerd, e presto (forse) mi metterò lì a studiare qualcosa di nuovo. Penserete voi: non abitassi in Valbormida potrebbe anche essere che faresti altro, eh? Eh. Sorvoliamo.

Le 8 ore di cui sopra sono lavoro; le altre 4-5 no. Eppure anche nelle 8 ore imparo delle cose che mi fa piacere imparare, che mi arricchiscono (e in effetti se non fosse così avrei già cambiato aria, non badate al precedente decalogo che è solo un Worst Case), e a volte ho anch’io le mie eccitanti scariche d’adrenalina (non lo direste mai di un programmatore, eh? Eppure capita.). Tuttavia continuo a vedere quella parte della mia vita come… non facente parte della mia vita. “Io non sono il mio lavoro” nella sua accezione più pura. Un po’ oltre il semplice “non mischiare vita privata e lavoro”.

C’è da dire il fatto che per me la semplice discussione tecnica, che sia di programmazione, sistemi operativi, internet e via dicendo, pur potendo ruotare attorno a ciò che faccio tutto il tempo in ufficio, non è per me “parlare di lavoro”. Sono un appassionato di queste cose da ben prima l’aver realizzato che un giorno o l’altro avrei dovuto “guadagnarmi la micca”; questo sì che fa parte della mia vita.

Invece quando mi trovo a parlare con una persona (altrimenti) interessante di cose di cui, francamente, mi frega tanto quanto della vita sessuale del platano tibetano… ci sto un po’ male, ecco. Non sarà nemmeno giusto che io me ne freghi del background lavorativo fino a questo punto (ma ammetto di trovare gustosi gli aneddoti), né ho diritto di lamentarmi visto che con poche persone riesco a smuovere le discussioni dalle sabbie mobili (avete presenti le discussioni sul tempo? Ecco). Però boh, si fa per dire. E’ un periodo in cui mi si stanno incrociando orde di eventi che mi mettono a dura prova un giorno sì e uno no, ma chissà che non mi riservino qualche soddisfazione? Nel frattempo hanno sicuramente avuto un impatto devastante su voi amatissimi lettori, che vi trovate con pochi post e quei pochi da amaro in bocca. Sono dispiaciutissimo :*

A tal proposito. Sapete cosa ho fatto nei mesi scorsi nelle famose 4-5 ore serali? Io e gli altri abbiamo messo su questo (il logo è di Carlo Piscicelli):

Ars Ludica

Dato lo sforzo profuso, sono convinto che rullerà in ragione cubica del numero di redattori e in ragione quadratica del numero di utenti del forum. Sì sì. Se volete, potete anche leggervi il mio commovente post di addio a Splinder. Soprattutto, ora che ’sto cavolo di template è praticamente finito (meno male che quello del forum se l’è smazzato Emack) e tutto è quasi completamente configurato, mi auguro di poter contribuire maggiormente ai contenuti.

Ah… poi se siete fan di Riccardo Cocciante, accorrete in suo soccorso qui, che lo si sta distruggendo :(

Bug-buddy

StM - Monday, 29 January 2007, 1:35 - belinate, geek, acaro e nerd

“Informations about the crash have been collected. Please report the bug explaining what you were doing.”

“Well… I was drinking tea. Why do you ask?”

Software, errori strambi (1) - Windows XP SP2

StM - Tuesday, 5 December 2006, 15:04 - geek, acaro e nerd, software e OS

Aprite una cartella remota (condivisa) dentro il vostro Esplora Risorse, piazzateci dentro un eseguibile e un file .zip, selezionateli entrambi e cliccate su uno dei due col tasto destro.

rilevato_difetto_non_meglio_specificato.gif

“E’ stato rilevato un difetto non meglio specificato nel sistema di protezione di questa pagina. Continuare?”

Se rispondete “Sì”, vi apre il menu contestuale e tutto funziona come al solito.

Per chi non lo sapesse, tra l’altro, l’arguta protezione di windows di default chiede conferma anche prima di aprire pericolosi file .txt che si trovino su cartelle condivise.

E voialtri linari e maccari piantatela di sghighazzare, non crederete mica di essere immuni?

Estensioni digitali

StM - Tuesday, 14 November 2006, 1:41 - digitalismi, estensioni digitali, geek, acaro e nerd, pensieri

Ci pensavo giusto stasera mentre sboroneggiavo in treno col portatile e la solita connessione gprs. Sentivo crescere in me una certa inquietudine. Ero lì nel posto solitario dell’Eurostar, quello da asociali senza nessuno a fianco (quindi perfetto per me); e pensavo: ci vorrebbe uno specchietto retrovisore per vedere se c’è qualcuno che sbircia, là dietro. Perché da dietro si poteva vedere sia lo schermo che la tastiera. Ed era soprattutto la visibilità della tastiera a turbarmi - e se qualche mente particolarmente sveglia ma particolarmente stronza avesse cercato di carpirmi le password che, sempre, capita di dover mettere qua o là durante l’utilizzo di un elaboratore “moderno”? Proprio me turba ’sta roba, perdiana. Ciò. Fischia.

Il baricentro del turbamento è questo: quando parlo di questo sito, dei miei account di posta, messaggistica, telefonia, mi ci riferisco sempre come a “estensioni digitali” - perché è vero, sono un’estensione delle mie capacità comunicative. Il problema sorge col fatto che senza il corpo fisico la mia identità elettronica è facilmente falsificabile - rubando password, sottraendo computer, facendo uso di miei computer incustoditi, cammuffando la voce, eccetera eccetera; e non dite che in futuro saremo in botti di ferro grazie all’uso di keyword come “dna”, “iride”, “impronte digitali”, perché la prima cosa è facilmente ottenibile, la terza riproducibile, la seconda probabilmente non definitivamente sicura.

Insomma, per qualcuno la cui vita digitale è intensa, il problema di essere sempre riconoscibile diventa rilevante; ché non viviamo nel mondo dei cuochi Barilla, qualche pezzo di busa con cattive intenzioni lo trovi sempre.

Quindi? Al rischio di furto d’identità c’è forse soluzione?

E chi lo sa. Chi lo sa. Sono un diffidentone, io, ma non si può mica fare tutte le volte che un amico ti spamma un po’ in messenger un test per verificare che lui sia davvero lui. Eh. Non vedo una soluzione, no. Salvo, forse, imparare a non preoccuparsi e ad amare la bomba.