Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

Archive for the ‘tecnologia’ Category

Le braccia potrebbero non cascare se gli fosse offerta un’alternativa

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(Lega per la difesa delle braccia dalle stronzate che si trovano su internet)

Faccio quotidianamente  ricerche su Google (e di tanto in tanto sulla concorrenza) che ritornano questi generi di risultati:

  • thread senza risposte in forum di ogni nazione del mondo
  • pagine che vendono l’oggetto o il programma che già ho e che mi dà problemi (e che per nessuna ragione al mondo ricomprerei)
  • pagine di Frequently Asked Questions ripiene di domande inutili che hanno casualmente le stesse keyword della mia ricerca
  • thread in forum pieni di cretini con la tastiera che rispondono in teoria, per sentito dire, o in base alla loro esperienza che non ha nulla in comune con la mia o con quella di chi ha aperto il thread
  • post di blog con soluzioni che hanno smesso di funzionare 4 anni fa
  • pagine ricolme di informazioni ma prive di qualsiasi riferimento temporale, che dopo un’ora scopro che sono vecchie di 10 anni

La conoscenza collettiva così com’è al momento non passerebbe neanche l’esame di ammissione all’asilo nido (sempre più competitivi gli asili, eh?).

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February 7th, 2010 at 10:13 pm

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La fissa del miglioramento dell’immagine (LCD inside)

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Può capitare – non dico che capita, ma può capitare – che uno acquisti un monitor per visualizzare delle cose. Visualizzare così come sono.

Ma questo periodo storico è decisamente allergico alla realtà, ANCHE per quel che riguarda i monitor. E così Chiunque Inc. cerca di piazzarti il monitor che MIGLIORA le immagini. Le infighettisce. Le rende esteticamente sbrodolose. Te le fa piacere dippiù.

Il risultato è un po’ quello che succede a prendere una adorabile Ragazza Della Porta Accanto Tutta Acqua e Sapone e vestirla da battona alla FINE della giornata di lavoro, niente di più e niente di meno. A voi così piace di più? A me no.

Acquistare un monitor di questi tempi è una tragedia. Io vi avviso: non lo fate. O l’avete preso più di 1 anno fa, oppure è meglio che aspettate 1 anno. La generazione attuale è tutto un brulicare di specifiche disattese (i millisecondi del tempo di transizione da grigio a grigio non sono quasi mai nemmeno il MINIMO), impostazioni di fabbrica decise da daltonici, genii del marketing che sostengono che un’immagine ipersatura con i colori indistinguibili e la cecità garantita sia veramente una figata, monitor che montano pannelli diversi a roulette russa pur senza cambiare il nome di modello (vedere il Samsung 226BW) confidando che gli utenti che se ne possono avvedere siano una netta minoranza, mancanza di informazioni endemica (non ho trovato eguali in altri campi), e utenti di forum daltonici anche loro che urlano alla meraviglia per una schifezza che perde il confronto con l’LCD in bianco e nero del Gameboy.

Ho fatto un errore grosso come una casa ad appoggiare sulla scrivania il monitor ASUS VW222U e il suo sistema Splendid di prostituzione delle immagini, non disattivabile e solo parzialmente modificabile. Ho avuto giusto la fortuna di acquistarlo in un negozio di gente seria che mi ha promesso la sostituzione. Con un monitor.

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November 30th, 2008 at 6:00 pm

Nerd in vacanza

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Un nerd, in vacanza, piuttosto non si porta le mutande (o, a seconda della persona, LA mutanda), ma deve infilare nel bagaglio *almeno* UN dispositivo che attesti il suo status (di nerd).

Nel mio caso si tratta di infilare in valigia non un banale EEEPC, che ormai è alla portata di tutti; no, devo mettere in valigia Buck, il mio sudatissimo (e lo dico con ragione, visto che due anni or sono gli ho fatto questo) iBook G3. Mentre i newbie da EEEPC hanno vita facile e possono installare sul loro giocattolo qualsiasi cosa desiderino, qui si lotta contro un mondo che rinnega il proprio passato e si ostina a sostenere che un PowerPC G4 800 MHz sia meglio di un G3 alla stessa frequenza; avidi u_u.

Regolarmente, quando tolgo le ragnatele da Buck e faccio alla cieca un bell’update della Debian Lenny che c’è sopra (a fianco di MacOSX Tiger, comunque) smette di funzionare tutto; ma questa è ordinaria amministrazione (e il progetto Debian CI PENSA ai possessori di G3).

Ho invece azzardato su Tiger l’installazione di Skype. Il succo è che, se volete usare Skype su un PowerPC G3, dovete installare la versione 2.6.0.151, l’ultima compatibile con quel processore. La potete trovare qui, mentre qui trovate versioni di Skype ancora precedenti.

E questo penso sarà l’ultimo post da casa mia. Se sarete fortunati ve ne farò ancora uno dall’Italia.

Written by StM

July 26th, 2008 at 4:08 pm

Per l’utilizzatore di telefonia cellulare (Nokia 6290, smart2go/Nokia Maps)

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Il Nokia 6290 è il tipico cellulare “fa tutto quello che fa il modello che costa il doppio, quindi dev’esserci la magagna”. In quasi un anno che lo possiedo di magagne non ne ho trovate tante, se non consideriamo la cover che perde i pezzi. Non la consideriamo, vero? E’ la maledizione del Siemens S55, quello che perdeva i tastini, e che tuttavia mi ha dato tante soddisfazioni. Vaaabbe’. Insomma, la prima cosa che volevo dirvi su questo telefono è che, a causa dei due “tappini” per i connettori di caricabatterie e mini-jack, prima o poi la cover si allenterà e/o si romperà.

La seconda cosa che volevo dirvi è che non è vero che il Nokia 6290 supporta le schede SDHC. Lo trovate scritto nei forum, ma nessuno si è mai preoccupato di provare. Bene. Io ho provato. Non le supporta. Ho inserito una schedina SDHC da 8GB, ed ero lì tutto gioioso che la riempivo di musica e cretinate, quando tutto a un tratto, superata la soglia dei 4GB… tac! Non si riempiva più. Provato sia su windows che su linux, l’effetto era identico: l’unità usb (che poi sarebbe il telefono attaccato con cavo) si disconnetteva. Quindi forse supporterà anche le schede SDHC, ma fino al massimo di 4GB (e quindi forse NO). Oh, be’. Non è che abbia poi così tante cretinate da metterci, dopotutto.

Passiamo a smart2go, altrimenti detto Nokia Maps. Lo vedete questo disegnino a lato che ha richiesto mezz’ora per essere cavato fuori da Pixel (indirizzo alternativo)? E’ tratto da una storia vera. Nokia Maps non è malvagio; ha la voce-guida un po’ floscia, è un po’ macchinoso, ama certi giri dell’oca, non ha mappe aggiornatissime, e ha *almeno un* bug fastidioso/pericoloso; ma no, non è male.

Voce Guida: diciamo, non ci andreste a letto; piuttosto, le consegnereste i compiti.

Macchinosità: bisogna *sempre* dire esplicitamente che il punto di partenza del viaggio è la posizione gps attuale; e bisogna *sempre* scegliere manualmente la modalità 3D per la mappa, ché di default c’è la 2D; non ho trovato un modo di avere un colpo d’occhio comprensibile dell’itinerario, quindi se vi fa passare da Beirut per arrivare dietro casa non potete saperlo.

Giri dell’oca: dopotutto, quale navigatore non ve li fa fare?

Mappe: scaricate due mesi fa, non erano presenti un sacco di rotonde.

Bug: è capitato che non dicesse nulla in corrispondenza di alcune diramazioni, come se fosse logico che si stava proseguendo sempre sulla stessa strada (ma non era così). Ma questo è triviale. Il pezzo forte è questo: ogni tanto vi fa fare le gasse agli incroci. Spiego: se siete in una strada principale, con una corsia di uscita e una di entrata per una strada secondaria, invece di farvi proseguire su quella principale pretende che prendiate l’uscita, e poi facciate la curva a gomito per rientrare subito. Mi è successo due volte: una in una stradina provinciale deserta (e vabbe’), e c’ero praticamente cascato; l’altra in una superstrada, in cui sarebbe stato impossibile rientrare senza avere *almeno* un incidente. Non sarà un caso che vi assilla con i disclaimer…

Che dire quindi di smart2go/Nokia Maps? Che l’ho preferito a TomTom Navigator 6 semplicemente perché era possibile scaricarlo e non era obbligatorio farsi mandare a casa un inutile dvd… e poi costava meno (oh, sì, io i software li acquisto; scioccati?). Se viaggiare è il vostro lavoro, guardate altrove; se pensate che vi servirà giusto una volta ogni tanto, avete un cellulare symbian, e vi siete acquistati per sbaglio un ricevitore gps da 30 euro, non disdegnate l’ipotesi.

Written by StM

April 18th, 2008 at 12:00 am

Don’t you dare (Windows XP comincia a mostrare i suoi anni)

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Il mission statement del weekend era “cambiamo il disco fisso al portatile nel solito modo indolore di trasferire le partizioni quasi pari-pari dal vecchio al nuovo”. Da 120 a 250 GB in un pomeriggio (credevo).

Linux: crea partizioni, cp -ax diqquì allà, vi grub.conf, vi fstab, grub root setup, traghettamento completato.

Windows: crea partizione, carica linux, dd if=diqquì of=dillà, carica windows, partition magic ridimensiona partizione, prova l’avvio. Stop 0x0000007B, riavvio immediato (ho dovuto fare una fotografia -.-). Mastruzzi che non ricordo, forse riduco al minimo la dimensione della partizione, eventually scompare il BSOD; però si lamenta che non trova %SYSTEM_ROOT%. Modifico boot.ini; a-ah!, il login; user, password… connessione… disconnessione in corso. Non c’è verso di fare il login. Disco di XP, ripara installazione… neanche la riconosce. Orpo. Butto via tutto, ricominciamo da zero; faccio in modo che la partizione windows si chiami allo stesso modo del disco di partenza (multi(0)disk(0)cippa(0)lippa(0)partition(2), notazione ARC), la faccio piccola, sempre fat32, molto al di sotto del limite di 128GiB/137GB (limite delle interfacce Ultra-ATA prima della 100, e di XP prima del SP1); mi ricordo anche che la memoria virtuale era su un altro disco e la riconfiguro su quello principale. Evviva, login! Bravo, installa i driver del nuovo disco, riavvia… logi… ah. Again, disconnessione immediata al login. Converto in ntfs – nada. Riprovo i passi tali e quali, stavolta non va. Ripara installazione – stavolta la vede, ma pernacchia. Nuova installazione – vede un disco vuoto, non considera quelle 3-4 partizioni da me già create. Ricominciamo da capo.

Alla fine credevo di esserci riuscito. Nuova installazione di windows xp in una partizione ntfs da 100 GB (lo sapevate che XP non permette di formattare partizioni fat32 più grandi di 32 GB, solo perché gli stanno antipatici i cluster grossi?), che tanto ormai linux ci scrive tranquillo con ntfs-3g; poi una partizioncina per i dati, un po’ più in là; forse troppo in là, perché non me la vede mica più. Poi la meraviglia di scrivere una cosa in una partizione da windows e non trovarla leggendola da linux, e viceversa; chissà dove cavolo sono andati tutti quei GB che io ho copiato ma che non ci sono più… tremo al solo pensiero. Ah, l’informatica, mon amour. Ma lo so, è colpa mia: oso pensare all’upgrade di un computer vecchio 5 anni invece di comprarne uno nuovo; me le merito tutte.

(quanto descritto sopra è un riassunto a ritagli di circa due giorni della mia vita; e meno male che tra una bestemmia e l’altra mi hanno tenuto compagnia i Watchmen)

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March 4th, 2008 at 12:31 am

Software, errori strambi (2) – Operazioni Pianificate di Windows 2003 Server

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Lo dico solo per mettervi in guardia. Così magari non perdete quella mezz’ora-un’ora nel confessionale a domandarvi dove, dove, dove avete peccato nel vostro codice.

E poi mi è molto piaciuto il successone di pubblico del post precedente della serie, hai visto mai che riusciamo ad attirare un altro po’ di gente che non si sa con chi ce l’ha e perché, ma lo manifesta con cazzuta tenacia?

Credo, spero, che l’errore non sia davvero riproducibile, e che abbia solo bisogno di un esorcismo.

Operazione pianificata impostata per essere eseguita ogni 3 minuti. Il file si chiama start.bat, lancia un’applicazione java. Disabilito l’operazione pianificata, e risulta disabilitata. Faccio alcuni test ed eseguo a mano l’applicazione, osservando però che, invece di fare un inserimento di record nel database, ne fa N. Gratta e gratta il capo, non scopro che l’operazione pianificata stava *funzionando comunque*, anche se *disabilitata*? Soluzione: rinominare il file start.bat con un nome qualsiasi. Anche se il riavvio del computer può aiutare.

Giusto per avvisarvi di non dare mai nulla per scontato. I programmatori, è vero, hanno un po’ troppo il vizio di dare la colpa al computer quando invece è tutta loro, ma non sempre hanno davvero torto.

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November 29th, 2007 at 7:40 pm

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Ordinare cose a caso e passarla liscia

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L’unità DVD del mio Acer Travelmate 803LMI, dopo 4 anni (ma anche dopo 2 e mezzo, a dire il vero), aveva cominciato a dare segni di cedimento. In particolare si rifiutava di leggere tutti i miei dvd porno preferiti, e capite bene che era inaccettabile (non è vero, non mi leggeva i dvd con i miei cartoni preferiti, ma non posso dirlo per via della mia reputazione). Così di tanto in tanto ho fatto ricerche per trovare un sostituto, forte della Tecnologia Acer Mediabay, che a quanto avevo capito pareva uno slot standard su tutti i prodotti Acer per lettori cd, dvd, floppy, e fors’anche batterie di riserva. La settimana scorsa l’ho trovato, il sostituto, e l’ho ordinato. Fa mica nulla se è per il TM6410/TM6460, no? Tanto c’è l’Acermediabei.

Oggi arriva il mio bel masterizzatore dvd dual layer nuovo, apro, sembra proprio come il mio, estraggo l’unità dal portatile… uhm…

I connettori sono uguali, ma sono posizionati diversamente. Ruotati di 180 gradi l’uno rispetto all’altro, e traslati di 1 cm. Detto con la massima modestia, ho immediatamente compreso il valido motivo di questa essenziale scelta di progettazione. Mi è passato di mente, però.

Prima che gli organi riproduttivi cominciassero a flottare a mezz’aria per il movimento rotatorio, ho torturato il nuovo acquisto con un cacciavite, facendomi confessare quasi subito (ah!, il vigliacco) che in realtà sotto un solo strato di adattatori l’interfaccia comune C’ERA. E’ bastato quindi scambiare tali adattatori tra l’unità vecchia e la nuova, buttare tale unità dvd nello slot, e perlomeno su linux (su windows vedrò a novembre quando lo avvierò) ha funzionato subito senza patemi. Evviva.

(se qualcuno volesse mai il cimelio che ha permesso a StM di vedere tanti carton… ehm volevo dire porno, consideratelo messo all’asta)

Written by StM

October 9th, 2007 at 7:39 pm

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Anniversari e punti della situazione

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A volte gli anni passano che sembrano una scheggia, ma se ci ripensi scopri che tutto sommato di cose ne sono successe.

Non vi preoccupate, ho sott’occhio il calendario, SO che non siamo a dicembre.

Sul fronte internettiano, poco più di un anno fa ho traghettato il mio vecchio blog in questo spazio web, lottando tenacemente con le responsabilità legate al suo accudimento. Nei mesi seguenti ho lavorato, insieme ad altri volenterosi dello staff (in questa fase preliminare soprattutto Emack), per il lancio, avvenuto a febbraio, di quello che diverrà presto il sito preferito di milioni di italiani (in attesa che lanciamo le traduzioni in altre lingue, ovviamente): Ars Ludica, di cui già esisteva un blog su Splinder e un forum su tgmonline, ma a cui questa sistemazione andava ormai stretta.

Di tutto questo mi vien da fare bilanci tutto sommato positivi. Bluehost si è rivelato finora un servizio di hosting generalmente affidabile (con qualche misterioso downtime che però raramente ha superato la manciata di minuti al mese), con un helpdesk competente, rapido ed efficente. WordPress ha un po’ le sue idiozie di default, ma ne sto scoprendo le enormi potenzialità anche come Content Management System, grazie alla sua personalizzabilità estrema (se qualcosa che fa non vi va bene, la potete “sovrascrivere”). Gallery è rimandato a settembre… ehi, siamo a settembre! E’ un ottimo software, e credo che gli sviluppatori si stiano muovendo verso una doverosa semplificazione (grazie a un sistema di plugin); purtroppo attualmente rimane macchinoso e non ho ancora trovato un tema già fatto che mi vada bene (e non mi metto a farne uno nuovo). SMF è un ottimo motore per forum, con l’unica pecca di temi poco flessibili (un po’ troppe cose cablate dentro).

Il progetto Ars Ludica è promosso a pieni voti. Dico, per ciò che esula dalle mie (in genere meramente tecniche) competenze. Lo staff è straordinario, partendo da un Joe che praticamente è pappa e ciccia con le celebrità videoludiche (xD), passando per penne di grande calibro come Karat45 e d3ltr33, fantasisti come GanJo e ABS (che è anche un professionista pubblicizzatore nella blogosfera), tuttofare di grande intelligenza e abili PR come il già nominato Emack. Per dire solo quelli che hanno molto scritto per il blog, giacché altre persone di cotanto calibro si trovano anche semplicemente passeggiando per il forum. Insomma, è una bella sensazione sapere di far parte di qualcosa con così tanto potenziale, e che pur lentamente si è visto sempre in crescita.

Perciò ecco, il bilancio di quest’anno, internettianamente parlando, è positivo. Forse dovevo dirvelo, all’inizio, che non avevo intenzione di parlare degli altri fronti? ;)

Written by StM

September 23rd, 2007 at 3:01 pm

Irish songs – cosa c’è di difficile nel capire la differenza tra autore e produttore?

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Nel 1998 Goran Bregovic, con le migliori intenzioni, produce un album di canzoni irlandesi. Produce nel senso di: tira fuori i soldi per (eventualmente) registrare e sbattere su qualche migliaio di CD delle canzoni. Sottolineiamo il concetto: qualcuno suona quelle canzoni, ma NON LUI. Lui se ne sta in poltrona ad ascoltare.

Bene.

…in pratica online è impossibile capire chi sono autori ed esecutori delle singole canzoni. Sono tutte etichettate come “by Goran Bregovic”. Quelle canzoni sono di Bregovic come lo sono questo paio di palle – e no, non sto tenendo in mano le palle di Goran; nemmeno le mie se è per questo; era per dire. Cercate su Google, su Amazon, sui database di cd, su emule, su ogni singolo tag ID3 dei file spiratozzi che potete trovare: Author: Goran Bregovic.

Ma vi spuntasse un kalashnikov dal water la prossima volta che vi ci sedete sopra (e che possiate non trovarlo piacevole).

Il mio spirito filologico ha avuto un moto d’orgoglio e ha deciso di raddrizzare i torti. Credo di aver identificato correttamente 13 autori/esecutori su 15. Se voi ne sapete più di me, o se possedete il cd originale (*e* in tale cd sono presenti queste informazioni, cosa di cui un po’ dubito), segnalate senza por tempo in mezzo.

01 – The Chieftains – Ev chistr ‘ta, laou! (Cider-drinking song)
02 – Blair Douglas – The landlord’s walk
03 – Richard Souther - Worship
04 – The Chieftains/La Bottine Souriante – Le lys vert
05 – Loreena McKennitt – Stolen child
06 – Blair Douglas – Nelson Mandela’s welcome to the city of Glasgow
07 – The Chieftains/The Rankins – An innis aigh
08 – The Chieftains – Daos-tro fisel (Dance from Fisel country)
09 – David Arkenstone – Stormcry
10 – [The Crickard Brothers] - Farewell to Ireland
11 – The Chieftains – Marches (From the Vannes country)
12 – Mary Jane Lamond – A mhairi bhoidheach
13 – Davy Spillane – Callow lake
14 – The Chieftains/Ashley Macisaac – My home; The contradiction; Julia Delaney
15 – Loreena McKennitt – Lullaby

Dando retta a questa pagina, tra gli autori dovrebbe essere presente anche un certo Richard Sonther, che però non ho trovato associato a nessuna canzone. Se ne sapete di più dite. “Worship” mi è completamente oscuro. Di “Farewell to Ireland” ho trovato diverse versioni, ma vai a sapere chi l’ha eseguita in questa compilation. Da notare come diverse canzoni vedano i Chieftains impegnati in tandem con altri autori… credo abbiano registrato un intero cd in collaborazione con autori di qualche posto, ma ho perso l’informazione; ciò comunque potrebbe essere segnale di qualche errore o svista più nascosti.

Questo post è ovviamente di scarsa utilità visto che il cd non è nemmeno questa diciottesima meraviglia del mondo, però il pressapochismo mi fa flottare i genitali, ecco, e quando s’ingrandisce nella cassa di risonanza della rete ancora di più.

UPDATE: ho avuto qualche dritta (il 1/1/2010) da un editor di MusicBrainz, che ha compilato questa pagina. E per la 10 mi fido di Bigandre23 nei commenti :) (toglierò le quadre appena sentirò questi Crickard Brothers).

Written by StM

August 25th, 2007 at 2:07 pm

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Considerazioni sistematiche e operative

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Nel 1995 Microsoft produsse una schifezz… pardon, produsse Windows 95. Intendiamoci, a posteriori non vedo in che altro modo avrebbe potuto fare: se prima di altri due anni e mezzo non sarebbe uscito un sistema operativo degno di questo nome, insomma, non è che potesse stare con le mani in mano per tutto quel tempo; e allora tirò fuori quel che poteva.

A Cesare quel che è di Cesare: Windows 95 non era peggio di Windows 3.1. Era solo paurosamente più pesante senza particolari contropartite positive. Ci dicevano che sarebbe stata la futura piattaforma multimediale e di gioco, e noi che ci ostinavamo ad avviare il computer su dos, e al limite lanciare “win”, non capivamo. Uscirono i primi giochi “per windows”. E ridemmo. Poi vennero le DirectX. E ridemmo ancora. Ma non per molto. Qualcuno s’era inventato queste cose, le schede acceleratrici treddì, che davano agli sviluppatori due scelte: scrivere una versione dei loro giochi per ciascuno dei modelli di schede, come è in effetti accaduto per i giochi dos ancora pubblicati nel periodo di transizione, oppure scriverli usando le API delle DirectX, che avrebbero fatto da interpreti per l’hardware sottostante (le librerie DirectX hanno trovato, nel corso degli anni, maggiori favori rispetto alle opengl, mi viene detto, per una maggiore semplicità di utilizzo da parte degli sviluppatori – andata migliorando ad ogni release -, ove ovviamente la trasposizione multipiattaforma non fosse un’esigenza).

Windows 98 fu uno dei sistemi operativi di Microsoft, se non più amati, meno osteggiati (tralasciando frivolezze come l’antitrust riguardo all’inclusione di Internet Explorer 4 nel sistema operativo, che a posteriori ci ha “donato” la gratuità di tutti i browser ma anche qualche dubbio sull’efficacia dell’antitrust nel mercato dell’information technology). In uno scenario perennemente connesso il suo utilizzo è ormai impensabile, ma all’epoca aveva il suo perché. Windows 2000 univa la robustezza del kernel di Windows NT e la multimedialità del ramo iniziato da Windows 95: un sogno proibito diventava realtà. Pur con qualche passo indietro rispetto alla spartana fruibilità di Windows 2000, Windows XP si presentava, e col tempo è diventato, la migliore piattaforma possibile per il mondo windows per quel che riguarda l’utenza consumer. E lo devo dire, XP è oggettivamente un buon prodotto.

Nel 2007 Microsoft è saltata fuori con un’altra schifezza, Windows Vista. Intendiamoci, doveva farlo: l’ultimo sistema operativo consumer l’ha tirato fuori nel 2001, e non sei credibile sul mercato se non vendi alla gente cose di cui non ha bisogno (“ma ne avrà bisogno una volta che le avrà provate”). Windows Vista è un salto generazionale così come lo fu a suo tempo Windows 95, con tutti i possibili problemi di transizione del caso (hardware e software non supportati in primis). Il guaio è, questa volta, che non è più da solo. Windows 95 era virtualmente privo di concorrenza; Windows Vista di concorrenti ne ha almeno tre, e uno di questi è il suo stesso predecessore.

La Apple ha poi buon gioco a consigliare di lasciare perdere tutta la fatica di passare a Vista (è proprio una sua linea di campagna pubblicitaria): fate prima a passare a MacOS X, sistema operativo a prova di utonto ma al contempo pieno di potenzialità. Non le si può dar torto: l’os della Apple è il sistema operativo più trasparente che io abbia mai usato. C’è, ma per quanto ci siano chicche ed effettini grafici, non si vede. Perché ti ricordi del sistema operativo solo quando ti causa grane o ti infastidisce; ma con Mac OS X questo accade di rado. O almeno questo è ciò che capita a me quelle poche volte che lo uso su Buck (il mio ibook G3). Se poi siete dei videogiocatori, il passaggio di Apple all’architettura x86 non ha prodotto solo la conseguente installabilità di Windows, ma anche Cider, creato della TransGaming, che dovrebbe facilitare di molto la vita agli sviluppatori che vogliano produrre titoli multipiattaforma.

Infine c’è il mondo di Linux. Da quando qualcuno s’è inventato Xgl, qualcun altro aiglx, e tutti quanti ci si è messi a far ruotare cubi su compiz, beryl, o compiz-fusion (la reunion dei due progetti), l’esplosione di newbie famelici dell’ambìto effetto Minority Report è stata incontenibile. Mentre io continuavo a farmi gli affari miei in 2D, sicuro che prima o poi sarebbe saltata fuori una soluzione da minimo sbattimento (infatti… preconfigurazioni a parte, con gentoo: 10 minuti; con debian: 5 minuti), individui privi di scrupoli piallavano installazioni di windows e gridavano al cielo che da quel momento innanzi sarebbero stati [invasati] sacerdoti del Cubo Rotante. Le distribuzioni consumer-oriented hanno quindi strizzato l’occhietto ai devoti, probabilmente vendendo l’anima al diavolo per produrre release che permettessero il culto del nuovo idolo out-of-the-box.

E’ quasi tutta solo questione di stile, ma va riconosciuto a Suse prima (ora Novell) e a Ubuntu poi il merito di aver prodotto distribuzioni belle a vedersi (RedHat/Fedora hanno stile, ma hanno pur sempre mantenuto un certo look serioso), che non sfigurano dinanzi ai più o meno stilosi desktop di XP (ma per favore nuclearizzate il tema blu-cieco predefinito) e MacOS X. Io però sono un po’ bastardello e non mi abbandono alla riconoscenza, quindi se chiedete a me vi consiglio decisamente di lasciar perdere Ubuntu ed installare Debian, invece; parere formulato soprattutto dopo aver scoperto che in casa Ubuntu hanno abbandonato, per le nuove release, il supporto all’architettura powerpc (e quindi al mio povero Buck). Certo, mi direte, c’è la Dapper (Ubuntu 6.06) che ha il Long Term Support fino al 2009… grazie tante, proprio quello che mi serve un parco software immutato per altri 2 anni, se già mi serve aggiornare quello che ho ora.

Pareri personali a parte, è un fatto che grandi case produttrici di computer hanno cominciato, per ora solo negli Stati Uniti, a vendere PC con un sistema gnu/linux preinstallato. E non credo che sia una moda passeggera, perché in fondo sono anni che c’è gente che prova immotivatamente a mettere linux financo nei vibratori, e si sapeva che prima o poi sarebbe capitata la volta giusta; se sentite a me, probabilmente la volta giusta è questa (nel mentre linux sta provando a sbarcare, e a sdoganarsi, sui cellulari; forse ce la farà, forse no).

Tutto questo per dire che il successore di Vista, sono convinto, fra 3 anni sarà sicuramente un sistema operativo finalmente degno, come fu Windows 98 rispetto a Windows 95; ma a quel punto, temo, potrebbe essere troppo tardi.

Written by StM

July 24th, 2007 at 11:27 pm