Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

Archive for the ‘pillole’ Category

Dimmi, ti ascolto. In emmepitre.

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Dice la sorella di un gran figo d’un blogger (che tra l’altro scrive qui, in questa folla autoriale che tanto vi sollazza col suo sovrannumero) che oggidì, per necessità o per vizio, s’usa ascoltare gli altri in mp3. Sarebbe a dire sfrondando tutto ciò che non è udibile, e per traslazione, tutto ciò di cui non ci frega un beneadorato baccello.

Credo abbia ragione.

E lo credo perché io sono tutti quei megabyte di differenza che separano un .mp3 da un .wav, metaforicamente parlando. Arriva un tizio qualsiasi e mi convolve, fourierizza e filtra: voilà, non rimane più nulla, rimango bello che fraunhoferizzato.

Il problema, ovviamente, non è il tizio qualsiasi, ma sono le persone che hai o vorresti avere vicino, e che ti rendi conto non ti capiscono; pensi di avere qualcosa di sbagliato, ma poi trovi qualcuno che invece sembra capirti a rimescolare le carte; e tuttavia ti viene il dubbio che sia più merito suo che accettabilità tua; e però; e quindi; e insomma.

Visto che fino a 4000 caratteri costa uguale, approfitto di questo spazio per richiedere una consulenza medica: dove si trova, e come si mette in rilievo la vena comica? Perché la mia non la trovo più. Sarò ingrassato.

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Written by StM

June 1st, 2007 at 12:51 am

Teoria cellulare

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Si parla di uova e di galline. Il gestore telefonico influenza le amicizie che uno si sceglie, o uno si sceglie le amicizie e poi scopre che usano il suo stesso gestore telefonico?

(c’è anche la terza via, e cioè chi ha una scheda per ogni operatore, per facilitare le operazioni di acchiappanza)

Il copioso numero di numeri Wind nella mia rubrica (a cui spammo volentieri) richiederebbe comunque una spiegazione, a fronte di una preponderanza, in generale, di numeri TIM. Non, ripeto NON è previsto che ora salti fuori qualcuno e mi commenti “eh, ma è perché sei parsimonioso“.

Son questioni.

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May 24th, 2007 at 10:39 pm

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I nuovi newbie nel campo della ristorazione

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Sono coloro che sanno usare forni elettrici, forni a legna, forni a gas, la nuda fiamma (se son proprio virtuosi, i becchi Bunsen), la piastra, la griglia, il tandoor, il sole a picco sui cofani delle automobili, il girarrosto, la sella dei cavalli, le “cotture chimiche”, gli specchi ustori.

Ma non sanno usare il microonde.

Ti somministrano piatti squisiti che hanno un unico, transitorio e trascurabile problema: le parti asciutte sono tiepide, mentre quelle umide/liquide ustionano di vari gradi. Tanto per non nascondere il fatto che li hanno riscaldati o scongelati poc’anzi. Tu testi con la lingua e trovi tiepido; abbandoni gli indugi e addenti con voluttà; tempo 3 picosecondi ti ritrovi catapultato nella barzelletta della Rana Dalla Bocca Larga.

Senza integralismi sulle pratiche accettabili e quelle che non lo sono (il piatto riscaldato è il male? Mah, fate voi), sarei molto curioso di dare una sbirciatina nelle cucine dei ristoranti qua e là, per capire come se la sfangano, tutte le volte, questa missione di portare 2N+1 piatti diversi a N persone, magari con tempi di attesa che non superano i 10 minuti.

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May 23rd, 2007 at 11:18 pm

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Effetti collaterali della destinazione del TFR

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Caro Datore di Lavoro,

ho deciso di lasciare il mio TFR in azienda, e quindi di non destinarlo a fondi pensione, perché evidentemente ho intenzione di scapparmene presto col malloppo. Ma tu, caro Datore di Lavoro, continua pure a darmi fiducia, investire su di me, e fingere che ci siano altri buoni motivi per prendere questa decisione.

Con immutata stima

Il Tuo Dipendente

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May 17th, 2007 at 8:23 pm

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“Di chi è questo?”

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-E’ mio!

-E’ mio!

-E’ mio!

Riferimento per i giovani e/o per i scarsamente televisivi: spot dei profilattici Control.

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May 16th, 2007 at 9:41 am

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Gli amici degli amici degli amici

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Mentre racconto i fatti degli altri (non i fatti PRIVATI degli altri, sciocchini :*) succede spesso che a loro mi riferisca con “un mio amico”, “una mia amica”; così creo nell’ascoltatore una confusione di centinaia di amici senza volto; e dire che non ce n’è uno diverso per ogni aneddoto, ma sarebbe irrealizzabile, non per gli Ent ma almeno per noi umani, riferirsi ad una persona soltanto in base a tutte le cose che si sono dette di lei (“il mio amico a cui è successo #2, che ha fatto #15, che è amico di #18, che ha frequentato #53, l’anno scorso bla bla bla…”). Immagino semplificherebbe, se usassi dei nomi…

Update: e non dite che spammo, è un paragrafo solo. Incomprensibile (domani non lo capirò più nemmeno io), ma uno solo.

Update2: credo sia il post a cui ho fatto più revisioni. E questa non sarà l’ultima.

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March 30th, 2007 at 8:22 pm

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Esperienze lavorative diverse in ambito IT

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PI: Lavoro IT, non è questione di diritto

a confronto con

PI: Lavoro nell’IT, 23 anni e già una carriera

(il primo articolo è stato scritto come reazione al secondo)

Il nodo da sciogliere è se desiderare di avere una vita gratificante al di fuori del lavoro sia da pelandroni o no. Io dico di no.

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March 13th, 2007 at 8:21 pm

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E’ molto semplice

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Perché è diverso rubare un film da un negozio che scaricarne uno illecitamente?

A dispetto di quanto sosteneva il mio spot preferito, se rubi un dvd in un negozio stai danneggiando il negoziante, l’eventuale catena di distribuzione, e hai sottratto qualcosa la cui produzione ha avuto un costo materiale effettivo (supporto, custodia, trasporto, costi di magazzino, tasse). Se scarichi un film tutto questo non accade. Ed è tutto da dimostrare che se non scarichi allora compri.

Sempre a dirci cose nuove, eh?

(banalità suscitate da indagini banali)

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January 26th, 2007 at 10:39 am

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Insanità mentali e latine

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Iuvenes

E stato uno shock quando ho scoperto di non essere stato l’unico, da bambino, ma ehm, anche più tardi, a dirigere di tanto in tanto i miei passi in base alla disposizione delle piastrelle – per calpestare, o evitare, gli spazi tra una e l’altra. Lo è stato meno il vedere la cosa trattata come un disturbo psichico parente dell’autismo. Che mi frega a me se sono o avrei potuto essere autistico? Mi secca di non aver pensato una cosa diversa dagli altri!

Amantes, amentes

Qualche giorno fa ho letto una lettera d’amore. Vera, ma io non ero né il mittente né il destinatario (eccimancherebbe -.-). Chi la scriveva ostentava e sbandierava senza pudore la propria follia, tanto che si capiva una volta di più la canzoncina della cornacchia bella.

La sapete la canzoncina della cornacchia bella?

NON LA SAPETE??? o_O

Pronti qua (versione riassunta, custom e cantabile su questo motivo – scusate lo scarso allenamento):

O belle, belle belle signorine venite qua
Ad ascoltar la storia della cornacchia del Canadà,
O belle, belle belle signorine venite qua
Ad ascoltar la storia della cornacchia del Canadà.

E la cornacchia bella se ne stava su di un pino
E sotto c’era il corvo che faceva l’occhiolino
Ma la cornacchia bella se ne rideva di quell’amor
Perché era innamorata di Peppino il cacciator.

Un dì che il matrimonio era bello e combinato
E la cornacchia bella se ne stava su di un prato
Peppino il cacciatore per il corvo la scambiò
e con un colpetto solo uno solo l’ammazzò.

(esiste anche la versione completa, cercate “cornacchia bella” o “cornacchia del Canadà”)

Ebbene, questo fatto di leggere una lettera d’amore mi ha ricordato: “oppbacc’, quant’è che non ne scrivo? E non ne leggo, di dirette a me? -.-”.

Ehe -.-

Inventio, elocutio, dispositio, sticatio

Come fai a scrivere una cosa interessante al giorno? Come? Fosse anche l’unica cosa che fai. Dice: si studia. Studi studi studi, e poi scrivi, e poi ancora studi. Claro. Limpio. Ma diamo un’occhiata agli editorialisti, agli opinionisti… lo fanno veramente? A leggere l’aria fritta che scrivono, sorgono leciti dubbi. Abbiamo davvero bisogno di così tante opinioni, e di così poche nozioni?

L’aria fritta, nel mio caso, si nota anche senza che io faccia un post al giorno, quale che sia la lunghezza del medesimo. E’ triste, perché magari uno ci spera, di avere delle qualità particolari, di avere una valvola di sfogo creativa, di essere fuori dal coro. Uno è lì che consuma la sua esistenza grigia, dicendosi però “ehi, ma io non sono uno qualsiasi, guarda cosa so fare” (a cominciare da quando, bimbini, indicavamo con orgoglio il contenuto del nostro vasino appena utilizzato). Ma alla fine nel coro o ci si è tutti o non ci si è nessuno. I solisti sono sempre pochi – e chi non va a tempo, chi stona, non è *originale* – ha solo da prendere dei calci nel culo.

No?

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Written by StM

October 5th, 2006 at 10:21 pm

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Originale presa per il cuculo

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Testo: “Però, sei originale!”

Traduzione: “Non ti capisco; per me potresti anche morire”.

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Written by StM

September 26th, 2006 at 11:34 pm

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