Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

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Darsi alla bottiglia (o alla pratica busta refill)

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Qualcuno smette di scrivere quando tutte le proprie risorse comunicative vengono, più o meno improvvisamente, assorbite dalla propria vita quotidiana: nuove conoscenze, attività sfibranti, vite altrui piene di problemi. Non è semplicemente tempo che manca, ma è tempo dedicato al comunicare che è già stato speso; e se non si ama la ripetizione, al momento di lasciare qualcosa di scritto ai posteri ci si ritrova in braghe di tela, con tutto ciò che era da dire che è già stato detto.

Qualcuno smette di scrivere perché le cose gli vanno bene; perché in genere scrive per lamentarsi della propria condizione disperata, per frignare un po’ o per farsi coraggio, per lanciare messaggi nel comuniverso o per riflettere. E’ effettivamente più facile comunicare la propria disperazione rispetto alla propria gioia, ed è forse più indicato comunicare la prima e vivere la seconda, evitando il viceversa.

Qualcuno smette di scrivere se le cose gli vanno male. Tutto perde improvvisamente di senso, e scrivere di problemi che vanno solo affrontati sarebbe francamente stupido. Qualcuno torna a scrivere quando le cattive acque sono passate, altri scompaiono per sempre: scrivere ha bisogno di dedizione continua, e se smetti per troppo tempo è difficile ricominciare; oppure il senso della cosa non lo ritrovi mai più.

Qualcuno smette di scrivere perché improvvisamente si rende conto di saper scrivere solo cazzate. Perché non ha più buone idee, oppure perché ha davvero sempre scritto solo quelle, ma non se n’è mai accorto prima. O magari sono buone idee, ma il suo concetto di buona idea è cambiato radicalmente nel corso del tempo.

Qualcuno smette di scrivere perché gli basta usare google per trovare dieci persone che parlano di ciò di cui avrebbe parlato lui; qualcuno meglio, qualcuno peggio, qualcuno in modo simile, qualcuno in modo completamente diverso.

Qualcuno smette di scrivere perché ha smesso di leggere da troppo tempo, e non trova onesto pretendere da altri qualcosa che lui non fa.

Qualcuno non smette di scrivere, ma ha preso l’abitudine di cancellare subito dopo. Comunque smetterà non appena sarà tornato Ulisse.

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April 26th, 2010 at 2:31 am

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Roberto Angelini Live @ Raindogs – 30/01/2010

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Roberto Angelini comincia il concerto in incognito, accucciato su qualche strano marchingegno, che gli si vede solo la nuca per 10 minuti buoni. E siccome la nuca non gliela si vede spesso, c’è voluto del bello e del buono per riconoscerlo. Per fortuna non c’era un’intera band di uomini accucciati ma era solo, ché sarebbe stato ancora più difficile sennò.

Un curioso one-man-show, sicuramente originale per un profano, piacevole da ascoltare nei momenti acustici e interessante nei virtuosismi nell’uso della strumentazione elettronica. Lo stesso Angelini che trovavate in un videoclip tirato a lucido di Gattomatto (canzone che mi divertì molto all’uscita e apprezzo tutt’ora), qui mostra il suo lato artigianale e la tempra del musicista che ha un rapporto intimo con la propria arte.

(il video è in mono, e interrotto a 5 minuti per un limite della fotocamera; non aspettatevi molto dalla visualizzazione a 720p, la ripresa è stata effettuata a 3200 ISO e c’è parecchio rumore).

Qui sotto le foto più passabili che ho scattato durante la serata. Scure come da mia abitudine di fotografo vampiro, ma senza flash il 50 e l’85mm han fatto quello che potevano.

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February 1st, 2010 at 11:59 pm

Inquietanza

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In Google Reader ho una cartella “archivio cancellati”. Contiene i feed di quei blog che non sono più aggiornati da anni, o non esistono più. Perché sì, anche se il blog non esiste più la copia del suo feed rimane nella cache di Google.

Ogni tanto in quella cartella spunta un post non letto, per i più svariati motivi: risveglio del blogger, pastrocchi con la manutenzione di un blog; oggi il caso di un blog su splinder prima cancellato e poi aperto da un altro utente ignaro allo stesso indirizzo.

Figliolo, io ti auguro tanta fortuna ma… hai invaso i miei ricordi. Un po’ di rispetto.

Questo post è ovviamente vieppiù significativo in quanto fatto da un blog candidato a finire in “archivio cancellati” (ed è ovviamente per dare maggior pathos a questo post che non vedete aggiornamenti da tempo immemore, essì).

Parlando invece di blog vivi e vegeti, per chi non avesse avuto occasione segnalo che è online il restyling di Ars Ludica, di cui sono abbastanza soddisfatto (per quanto mi sia limitato a correggere in minima parte un tema già molto buono) e su cui riprenderò a lavorare non appena accetterò il fatto che già gli ho dedicato le mie ferie.

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January 18th, 2010 at 3:05 pm

Non dire gatto se… sei circondato da topolini

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“Vogliono fargli fare la fine di Craxi”, titolava Il Giornale. Mi piace alla mattina dare uno sguardo alla locale bacheca di Forza Italia (non ancora ribattezzata) mentre passo, senza fretta, per recarmi in ufficio: quella sottospecie di incarto per le uova (ci starebbe una citazione di Montanelli) pieno di segni di evidenziatore a prova di elettore del Fu partito mi mette sempre di buonumore.

E’ chiaro che si può parlare di ratti, topi e pantegane che stanno cercando di lasciare la nave prima che affondi; è ancor più chiaro che qualcuno sta addirittura allargando i buchi per essere maggiormente sicuro del naufragio; la cosa invece lampante è che gli unici veri pericoli per il nostro Mediaset Premier sul digitale terrestre vengono dalle sue stesse schiere, o quelle che ha creduto a lungo che fossero sue. E’ stato usato. Perfino un uomo potente come lui può essere usato. Del resto gli uomini passano, ma il potere, magari mutando, resta.

Certo è che non si può abbandonarsi a facili entusiasmi. Berlusconi non è Craxi, ma soprattutto l’Italia di oggi non è l’Italia di ieri. Quell’uomo è in grado di trascinare con sé nel baratro una gran parte del nostro futuro, se non verrà fermato politicamente. Da chi? Stavolta non avremo nemmeno l’illusione di consegnare l’Italia a un partito nuovo e senza macchia: dovremo accontentarci di qualche partito con macchiette qua e là, un po’ liso, un po’ birichino, un po’ meno peggio. Che non farà nulla per rimediare ai danni fatti da costui.

No, PD, non sto parlando di te. Tu tra i topolini sei quello che fu partorito dalla montagna: la tua base elettorale meriterebbe ben di meglio.

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November 27th, 2009 at 11:08 pm

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Stage non retribuito nel campo delle risorse umane

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L’annuncio è lì perennemente e ti rassicura. Ti rassicura sul fatto che se vai a portare il tuo curriculum nel posto in cui lavora chi ha accettato quella forma di schiavismo, e casualmente costui ha un profilo professionale comparabile col (e soprattutto inferiore al) tuo, COL CACCHIO che ti segnala gli impieghi per cui LUI (a onor del vero, in genere LEI) manderà il cv.

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October 16th, 2009 at 10:38 pm

Concorso fotografico a tema “Occhio al particolare”

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Non si è vinto nulla, ma si è partecipato volentieri. La foto vincitrice del primo premio, così come diverse altre, erano proprio carine. Qua le foto di certi due partecipanti (linkerò la pagina dei risultati non appena spunterà).

Written by StM

October 14th, 2009 at 9:30 pm

Il corredo fotografico adatto – 1 – Scelta della fotocamera

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Disclaimer: questo è il post di un principiante. Non è da prendere tutto per oro colato, ma è da leggere per evitare di fare errori basati su percezioni errate delle cose se siete ancora più principianti di me. Purtroppo la mia conoscenza di fotocamere reflex è limitata alle Nikon, quindi gli esempi fatti saranno Nikon-centrici. Non ho nessuna inimicizia nei confronti della Canon :)

Cominciamo col dire che non esiste un solo tipo di fotocamera e soprattutto non esiste un tipo di fotocamera che va bene per tutto. Una grossa reflex, una compatta e una fotocamera integrata nel cellulare hanno tutte la loro ragione di esistere, e sta a voi decidere quale usare in base al tipo di utilizzo che intendete farne (bla bla bla, solita pappa pronta). Io ad esempio ho tutti e tre i tipi di fotocamera: la Nikon D90 quando voglio massimizzare la probabilità di fare foto particolari o quando so per certo che nessun’altra fotocamera avrebbe una pur minima utilità (esempio di sera – io odio il flash); la Casio EX-V8 quando non voglio o non posso portarmi dietro casa per fare delle foto per cui mi è sufficiente una qualità discreta (e quando non voglio rischiare che succeda qualcosa di brutto alla ben più costosa reflex); il cellulare quando mi serve riprendere qualcosa al volo, magari per appunti (perché portarsi dietro un foglietto se lo puoi fotografare?) o per una galleria delle curiosità estemporanee.

Volete fare foto stupide in qualsiasi momento vi venga l’ispirazione? Prendetevi un cellulare a buon prezzo che abbia una buona fotocamera integrata: non farà miracoli, ma l’avrete sempre con voi e se vi leggete qualche recensione e individuate un modello che abbia una buona ottica (e un numero qualsiasi di megapixel, perché tanto non servono a un accidente su una fotocamera del genere) potreste rimanere più che soddisfatti.

Non avete mai avuto una fotocamera, né analogica né digitale, volete addentrarvi nel mondo della fotografia, e vi sembra che il vostro cellulare faccia foto schifide? Non state a comprarvi il cellulare da 700 euro, perché il miglioramento di qualità non sarà sensibile come lo sarà lo svuotamento del vostro portafoglio; e non compratevi nemmeno una super reflex da 1200 euro sulla fiducia: compratevi piuttosto una fotocamera compatta da 150 euro e vivete felici.

La vostra compatta digitale comincia a starvi stretta? Badate bene che spesso non svisceriamo a dovere tutte le funzionalità delle macchine che possediamo, ma se siete davvero convinti fate il salto di qualità, spendete questi 400 euro per comprarvi una reflex entry-level con un obiettivo incluso. Se son rose fioriranno, e vi troverete in men che non si dica a comprare fotocamere da 5000 euro.

Venite da una reflex a pellicola? Se avete intenzione di riutilizzare i vostri obiettivi anche sulla digitale (ove possibile), potete rimanere fedeli alla casa madre della vostra vecchia macchina, ma badate bene che il modello che scegliete oltre ad avere lo stesso innesto supporti effettivamente al 100% l’obiettivo (è il caso delle Nikon di fascia bassa, come le D40, D60 e D5000, che non supportano la misura dell’esposizione su obiettivi AI-S e precedenti).

Come decidere quale fotocamera fa per voi? Se siete un Precisini come me, vi succederà di stare a leggere recensioni e guide per giorni e giorni, e a imbestialirvi quando non trovate né l’una né l’altra cosa per un particolare modello. Di seguito alcuni siti dove potete cominciare le vostre ricerche (la maggior parte in inglese). KenRockwell.com, l’enciclopedico sito di Ken Rockwell, che sembra aver provato ogni fotocamera e ogni obiettivo esistenti al mondo; tende ad essere molto entusiasta un po’ di tutto, anche perché valuta le cose poco costose anche in funzione del loro prezzo (ma in fotografia è vero che un miglioramento invisibile agli occhi di un profano può quadruplicare il prezzo di un obiettivo); è comunque un buon posto dove cominciare per farsi passare malsane idee di mutui per comprare una fotocamera (ma riguardo agli obiettivi aspettate di sapere la mia opinione, che mi sono trovato in disaccordo con lui). dpreview.com e imaging-resource.com (in inglese) per recensioni dettagliate e imparziali e qualche guida interessante. Nikon Educational (italiano), per una serie di articoli interessanti sulle tecniche di fotografia (che possono  essere per voi di ulteriore spunto per capire su quale macchina e attrezzatura orientarvi).

Per i miei acquisti di fotografia mi riferisco principalmente a due siti: granbazaar.it, e ilfotoamatore.it. Il primo (con sede a Roma) ha prezzi estremamente concorrenziali, spiegabili con il fatto che vende oggetti di importazione: tenetene conto, perché per la garanzia non potrete riferirvi direttamente al centro di assistenza della casa produttrice ma dovrete passare attraverso il negozio (cosa che io ho sperimentato per la mia Casio EX-V8 che aveva smesso di funzionare e che gli ho inviato per posta; ho purtroppo dovuto aspettare due mesi, ma non è un tempo anormale per una riparazione), e i tempi di spedizione possono essere un po’ lunghetti (anche tre settimane). Il secondo (con sedi a Lugano e qua e là in Toscana) è un ottimo negozio con un’ampia scelta di materiale (io ci compro le pellicole, non ho ancora finito di provarle tutte :P), e con qualche buona offerta ogni tanto. In questo periodo ad esempio (fino al 31/10/2009) c’è la possibilità di acquistare qualsiasi reflex e pagarla in 12 rate a tasso 0; non che io supporti l’indebidamento come sistema di pagamento sempre e comunque, ma qualche volta ci può stare. Un altro sito interessante può essere pixmania e sicuramente ce ne sono degli altri, ma non mi è ancora capitato di acquistarci nulla. Per gli acquisti di seconda mano c’è ovviamente ebay (tenete presente che potete acquistare una ancora dignitosa Nikon D70 a 250-300 euro).

Una reflex è nulla senza un obiettivo

Non è questione di porseli, gli obiettivi, ma di montarli :). Qualcuno mi ha detto che un obiettivo è responsabile della maggior parte della bellezza di una foto: puoi avere anche una fotocamera da due kopeki, l’importante è avere un buon vetro davanti. Più che vero, salvo ovviamente che non abbiate esigenze particolari: se volete fotografare sport, chiaramente non potete usare una fotocamera che fa passare 2 secondi tra una foto e l’altra. Personalmente, ho notato che la Nikon D90 è stato un netto salto di qualità rispetto alla D70 a proposito di qualità dell’immagine alle sensibilità iso più alte: sulla D70 la sensibilità ISO1600 era utilizzabile a malapena, sulla D90 non fa rimpiangere più di tanto quelle più basse.

I buoni obiettivi costano tutti l’iradiddio? No, fortunatamente no. Anzi sono qui per  ammonirvi di non abbandonarvi a spese folli. Nessun obiettivo fa miracoli, e forse non avete poi tutto questo bisogno di quell’obiettivo fighissimo che fa quelle foto straordinarie che avete visto su Flickr: la verità è che nessun obiettivo vi farà diventare istantaneamente bravi fotografi; di più: ci sono persone che fanno foto straordinarie con l’obiettivo, dignitoso ma non prestigioso, che hanno trovato incluso nel pacchetto della fotocamera. Non datevi tanto daffare con il portafoglio: datevi piuttosto da fare con la fotocamera!

Nel prossimo post (che non so quando sarà) cercherò di spiegarvi i perché e i percome del mio piccolo corredo di obiettivi. Nel frattempo, statemi bene :)

Written by StM

September 9th, 2009 at 9:00 pm

Spotorno Comics 2009, o gli affari degli altri

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E’ il secondo anno che vado a Spotorno Comics, e credo ci tornerò volentieri il prossimo anno.

La cosa decisamente interessante di questa manifestazione è che pochissimi sono gli spettatori (io tra questi): dei presenti, c’è ovviamente chi fa le vignette, caricature, ritratti; ma c’è anche, soprattutto, chi se li fa fare. Da un lato del tavolo i fumettisti e disegnatori; dall’altro lato il pubblico, spesso affezionato e ormai “di casa” (e conosciuto per nome dagli artisti), a dare il soffio vitale alla lunga notte delle vignette.

Perché se ti metti in fila perché vuoi una vignetta, quando è il tuo turno non dici semplicemente “dammi una vignetta!”. Racconterai un po’ chi sei, perché sei lì, per chi vuoi che sia fatta la vignetta. Come i ragazzi che l’anno scorso volevano dedicare una vignetta all’amico Fabio che si era comprato la Skoda Fabia praticamente solo per il nome, e Giannotti li aveva accontentati con una vignetta “D’estate a Spotorno, sull’Aurelia tutti in coda…”, con un personaggio che invece orgoglioso e tronfio dichiarava “Io in Skoda!”.

Chi cerca una vignetta si ritrova a raccontare la propria vita in una manciata di secondi, fino a qualche minuto: dove vive, che lavoro fa, se è sposato, se ha figli, per che squadra tifa; si ritrova a dire quello che in quel momento gli sembra più importante, più caratterizzante del proprio essere. Una cosa che a me fa quasi andare nel panico, uno dei motivi per cui non ho ancora deciso di affrontare la coda per prendere la mia, di vignetta. Avrei finito per dire che sono un programmatore, e con la fotocamera in mano sarebbe stato evidente che mi piace fare fotografie; non avrei potuto nascondere di essere innamorato (per via dei cuoricini che svolazzano tutto intorno)… e avrei ricevuto una vignetta geniale (come ne ho viste tante) che mi avrebbe colto in pieno anche a partire da quei tre dati su di me messi in croce. Quasi il timore di vedermi rubata l’anima.

Un altro motivo per cui non mi sono ancora messo in coda per la mia vignetta è che ho trovato troppo interessante, e bello, farmi gli affari degli altri. Ascoltare le storie del pubblico, gli aneddoti dei disegnatori, cogliere nell’obiettivo attimi di concentrazione o di intimità. Essere spettatore anche nel momento in cui essere spettatore dovrebbe essere l’eccezione e non la norma. Ma forse è proprio questa mia inclinazione ad avermi fatto affezionare alla fotografia :)

La festa è finita?

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Ritorni dalle ferie e ti ritrovi ad aspettarti dei casini che non hai combinato tu ma che devi mettere a posto tu, perché sono tutti al mare (compresi i cervelli di taluni individui delle controparti che invece sono, solo apparentemente, rimasti al lavoro).

Nelle settimane in cui potevi andare al mare, non sei quasi mai andato al mare. Non è che facesse tutto ‘sto caldo, dopotutto. Ritorni in ufficio e vedi il condizionatore che si è installato un condizionatore perché ha caldo.

Bentornato. Eh sì.

Written by StM

August 19th, 2009 at 9:59 pm

Riassunto delle puntate precedenti

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L’antipostite è una brutta malattia. Si presenta nei soggetti possessori di blog di qualsiasi età, ma preferibilmente in coloro che ne siano dotati da più di due-tre anni. La sintomatologia include il pensare che ogni tema di cui si potrebbe parlare sia una cazzata, guardare una galleria di foto pubblicabili e pensare che andrebbero un minimo ritoccate in verità, avere sonno nei momenti tradizionalmente più propizi per la creazione dei post, percepire di avere troppe altre cose da fare, non essere nemmeno più tanto un lettore di blog altrui. Se qualcuno conosce la cura, si faccia vivo.

- S. dice che  i tizi che hanno fatto quel programma che è in uso dall’84 non sono sembrano molto collaborativi.

- Cosa vuol dire che non sembrano collaborativi?

- Non lo so. Magari sono semplicemente morti.

La vita mi ha sorriso, in questi ultimi mesi. Ho cercato in tutti i modi di rovinarmi economicamente, ma mi sono stufato prima io del mio conto corrente. Sono riuscito a far diventare la mia scrivania ancora più nerd (adesso i monitor che ci sono sopra sono 4). Mi sono state fatte passare delle cazzate immani. Sono innamorato. Mi dicono che devo essere contento se ho tanto lavoro in questi tempi di crisi… felicissimo :) :) :), oggi è il mio primo giorno di ferie e mi aspetto *almeno* una telefonata da un momento all’altro, mentre quando ho fatto un’altra settimana di ferie qualche tempo fa ho passato metà del tempo a rispondere a mail; sì, magari ero in giro per i cavoli miei e rispondevo da cellulare, ma ‘nzomma.

La vita è stata anche antipatica, però. Molto antipatica. Si deve far perdonare qualcosa di grosso. Vita, fammi un cenno quando dobbiamo giocare al superenalotto, eh.

Written by StM

August 3rd, 2009 at 11:52 am