Archive for the ‘lettere alla redazione’ Category
Apine e fiorellini
Oggi la mia piccola nipotina di 28 anni mi ha brasato con la fatidica domanda. Beata innocenza.
Immaginatevi un coito tra un uomo e una donna: il petting, il pene che entra nella vagina, la stimolazione meccanica, l’eiaculazione, gli spermatozoi che raggiungono l’ovulo dentro l’utero e lo fecondano; tutte cose che voi bimbi conoscete benissimo; ebbene, tra fiorellini succede esattamente la stessa cosa! Anche se loro spesso hanno bisogno dell’aiuto del vento o delle apine, mentre noi no.
Fig. 1 – stami (foto di pippoapg)
Quelli che vedete nella figura 1 sono stami. Si tratta dell’equivalente floreale di un organo genitale maschile, perché sono portatori del polline, equivalente del liquido seminale.
Fig. 2 – pistillo (foto di eliale76)
Quello che vedete nella figura 2, invece, è il pistillo; nonostante le possibili, facili assonanze, è l’equivalente dell’organo genitale femminile: qui infatti finirà il polline che ingraviderà il fiore. Come fa il polline a balzare dagli stami al pistillo? Ci pensa qualche giocatore di basket? No, bambini: come detto ci pensano il vento, o le apine. Il polline è qualcosa di estremamente leggero, e ben lo sanno gli allergici di quanto il vento sia efficente nel trasportarlo; è anche qualcosa di un pochino appiccicoso: perciò, quando le apine incaricate di fare rifornimento per l’alveare infilano il muso in un fiore maschio, facilmente ne escono fuori tutte impollinate; e quando nella loro ronda si saranno infilate tra i petali di un fiore femmina, tutto ciò che rimarrà da fare ahinoi sarà informare della frittata ormai fatta i genitori della fioressa.
Ma quindi esistono fiori maschi e fiori femmina??? Sìiii! E anche fiori ermafroditi! E il bello è che i fiori ermafroditi non possono autoimpollinarsi, probabilmente a meno di togliersi un paio di costole, e devono perciò anch’essi fare affidamento sulle api, e il vento, e il caso.
E poi cosa succede quando un fiore viene ingravidato? Be’, il risultato finale è sempre questo: in qualche modo saltano fuori dei semi che, raggiunta la terra, daranno vita a una nuova pianta; come questo avvenga nei fatti, però, varia da specie a specie. Ci sono specie che generano frutti, di modo che qualche rappresentante del mondo animale se ne cibi e avvolga i semi con un po’ di fertilizzante a-gratis; altre specie fanno una specie di lancio promozionale di palloncini; altre ancora le ritrovi, secche, ripiene di semi come maracas, che finiranno a terra alla fine del loro ciclo vitale. E’ un mondo meraviglioso.
E così, cari bimbi, ora sapete che la placidità e il candore dei prati in fiore sono in realtà solo apparenti, e che se parlaste il fiorese avreste più d’una occasione, passeggiando in un prato, di intendere qualche urletto di piacere. Sapete anche che le piantine non vengono portate dalle cicogne, e che non nascono sotto i cavoli; a meno che non siano cavoli, s’intende. Avete finalmente anche un pratico dizionario bigottese-mondo reale. Fatene buon uso!
L’inutile opinione del Dottor Iefotte sulla vileggiatura elettorale 2008
Egrimio Dottor Iefotte,
mi chiamo Gilberto e di lavoro faccio l’esemplare di Gilberto nel Museo dei nomi che non sembrano esistere veramente e poi scopri che invece sì di Pavia. Sono uno dei tanti lavoratori precari che vivono in questo Paese, sempre sul chi vive perché da un giorno all’altro qualche personaggio famoso potrebbe chiamarsi Gilberto (ne è passato di tempo da quello buonanima) e improvvisamente non ci sarebbe più bisogno di me; perciò il mio datore di lavoro mi ha assunto con un contratto a progetto, essendo il progetto “prevenire che cada polvere in una zona circoscritta [alle mie suole] del pavimento del museo”.
Le sto scrivendo per porle una domanda, per avere il suo parere di esperto su un dubbio che, con la mia scarsa cultura e, devo ammettere con vergogna, la mia scarsa propensione ad informarmi costantemente, giorno dopo giorno, su quel che accade nel mondo, non so risolvere da solo. Vede, io come tanti altri in questo paese non capisco mai se le cose stiano andando in meglio o in peggio, se un governo stia facendo bene o male, se le persone che abbiamo votato siano oneste o no, se da tutte le parole che si fanno poi esce effettivamente qualcosa. Da qualche anno non guardo più nemmeno il telegiornale, perché mi sembrava che quando finiva ne sapevo tanto come prima che iniziasse. In questo modo non ho mai un’opinione su nulla, perché nemmeno so che esiste, questo nulla; e quando parlo con qualcuno che invece il telegiornale lo guarda, e sento la sua opinione, magari mi viene voglia di farmi spiegare su che nulla è, questa opinione, perché io non lo conosco; e a quel punto vedo che nemmeno lui me lo sa spiegare, questo nulla, così rimane nulla, con la differenza che lui ci ha sopra un’opinione e io no.
Però con queste elezioni ho deciso di riaccenderla ogni tanto la televisione, per vedermi i telegiornali, almeno quelli, che lo so che sarebbero meglio i giornali, ma io i giornali li associo alle uova, ché se le vai a comprare li usano per incarterle, e io alle uova sono allergico. Anche se ho guardato un po’ di telegiornali non ho capito, Dottore, una cosa: ma io secondo lei chi dovrei votare? Le spiego. Della mia posizione lavorativa le ho già detto: ho superato la soglia dei trent’anni e non ho ancora trovato la stabilità economica sufficiente a pensare di farmi una casa e una famiglia per conto mio. Io non so cosa succede là fuori, ma vedo che i miei colleghi (Elide, Gervasio, Gildo, che saluto… questi sono quelli che conosco di più, perché siamo sistemati in ordine alfabetico) sono nella mia stessa situazione; e se lo sono loro penso che almeno qualcun altro in Italia ci sarà, che ha di questi problemi. E allora mi chiedo: non sono problemi che si possono risolvere andando al governo?
Ma sì, penso di sì. Solo che non sembra. Sono giorni che accendo la televisione e vedo che parlano di aborto. In un paese che sta rapidamente esaurendo le sue possibilità di avere dei genitori in grado di badare ai propri figli, c’è qualcuno che pensa sia necessario discutere i cavilli di una legge di trent’anni fa. C’è questo signore, Giuliano Ferrara, che addirittura ci ha fatto la lista sopra; io ad essere sincero non so a cosa possa servire, ma mi ricorda tanto gli uccellatori che dispongono le reti e poi fanno alzare all’improvviso uno straccio con una cordicina, così gli uccelli scappano spaventati dallo straccio, ma finiscono dritti dentro la rete che sta dall’altra parte. Io non capisco, Dottor Iefotte, ma per fare andare avanti un paese come si fa? Com’è che si è sempre fatto? Si fanno documenti di programmazione abortiva e missionidipacista tutti gli anni? Ma non era una economia in salute la chiave di volta del benessere, come ci diceva un mio professore a ragioneria?
Sono nelle sue mani, Dottore. Io più mi arrabatto e meno capisco se c’è qualcuno che abbia almeno la volontà di risolvere i problemi del Paese. Lei può darmi qualche suggerimento? Forse ho scritto troppo, ma si senta libero di tagliare, giacché in fondo è per avere una sua risposta, e non per rileggere la mia lettera, che le ho scritto.
In fede,
Gilberto Ogivi
Risposta:
Caro Gilberto, la sua lettera è una manna dal cielo! Riempie alla perfezione lo spazio della mia rubrica, senza richiedere da parte mia niente più che un paragrafo di risposta, visto che francamente non ce n’ho per il cazzo neanche questa settimana. Si senta libero di scrivere ancora!
Dott. Casimiro Iefotte, dissapienzologo.
“Ho visto filmati porno su internet. Come faccio a toglierli dal pc?”
Caro lettore,
il problema della resistenza dei filmati porno anche ai candeggi più aggressivi è noto e diffuso tra tutti i navigatori un po’ esuberanti. Pulite dal mobilio e la tastiera le tracce di bava, sudore, umori assortiti, rimane da sistemare il fetido nemico digitale. Di per sé non evidente ad occhi inesperti, il corpo del reato può restare nascosto per mesi; sopravvivere al vostro pentimento, redenzione, e abbonamento a un settimanale cattolico; e colpirvi quando meno ve lo aspettate, preferibilmente nel momento in cui volete far vedere le foto delle vacanze scattate con la nuova digitale a tutta la famiglia riunita per il pranzo di Natale. A seconda della natura dei vostri famigliari, comunque, la cosa potrebbe avere il positivo effetto collaterale di rassicurarli sul fatto che davvero sappiate godervi le vacanze.
Senza porre ulteriore tempo in mezzo, vediamo come si può rispondere a questa domanda. Intanto: sei davvero sicuro, caro lettore, che rimuovere ogni traccia dal tuo pc sia ciò che vuoi? Mi spiego: se sei un ragazzino, i tuoi genitori già sanno che ti spippoli, quindi perché faticare? E se sei un genitore, tuo figlio ha sicuramente già trovato quello che hai scaricato, quindi perché faticare, pure tu?
Ma se l’eliminazione delle tracce è davvero ciò che vuoi, bene, ci sono metodi più o meno brutali. Li elenco qui in ordine decrescente di brutalità ed efficacia.
1) Compra un nuovo pc. Pro: il nuovo pc sarà intonso. Contro: il vecchio pc ti verrà chiesto da tuo cugino, visto che il suo è un Altair.
2) Formatta il disco 25 volte ad ogni navigazione a luci rosse. Pro: dei dati non rimarrà traccia, almeno scovabile con mezzi normali. Contro: di tutti i dati.
3) Elimina i file scaricati direttamente sull’hard disk dalle cartelle in cui si trovano, e nel browser elimina cookies, cache, cronologia. A questo punto il trick che distingue il dilettante dal professionista: svuota anche il cestino. Pro: è quello che fanno tutti i minimamente paranoici, e se il tuo computer non finisce nelle mani della CIA sei abbastanza tranquillo. Contro: immagino tu non abbia capito un cazzo.
4) Metodo Dupin: per nascondere le cose, mettile sotto gli occhi di tutti. Sfondi del desktop piastrellati di vagine il cui effetto finale fa molto “tappezzeria della camera dei bimbi”; filmati il cui nome passa da “***** gigantesco ******* il **** di una *****.avi” a “Riaperto il traforo del Frejus.avi” (questa è VERA! Mi sono capottato quando ho innocentemente aperto il filmato xD); bookmark hardcore occultati sapientemente sotto i nomi di giornali noiosissimi che nessuno sano di mente vorrebbe mai leggere (ma a questo riguardo ti consiglierei di fare un’analisi, anche sommaria, dei componenti della tua famiglia). Pro: tecnica elegante. Contro: le cose non le ritrovi più; e un desktop di vagine credo sia veicolo di un messaggio subliminale un po’ troppo marcato.
5) Metodo fottenulla. Metti le cose dove cavolo ti pare. Forse nessuno le troverà. Se sembrerà che hai qualcosa da nascondere, sarà proprio allora che indagheranno su di te. Invece mettiti il cuore in pace, e vedrai che ti andrà bene. Pro: minimo sbattimento. Contro: il disinteresse spesso è un’aggravante.
Bene, caro lettore, spero di esserti stato d’aiuto. Adesso, se immetterai di nuovo quella stringa lì nel motore di ricerca, potresti trovarmi come primo risultato. Contento?












