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“L’ultimo giorno”, e speriamo non sia l’ultimo corto!
L’ultimo parto della Meow Productions si apre con una scena di escursione focale dell’inquadratura, che è accademia (e un po’ incerta agli estremi, ma forse non usa oliare gli obiettivi, vero? :D) quanto vogliamo, ma lascia ben sperare per il resto. E la qualità visiva de “L’ultimo giorno”, infatti, è sensibilmente migliore rispetto ai cortometraggi precedenti, oltre che la sperimentazione (registica, essenzialmente) più ardita.
Gli stessi Meowproduttori narrano di come questo corto sia il loro lavoro più ambizioso fino ad oggi, e di come sia stato difficile metterlo insieme. Non stento a crederlo, anche perché questa volta la sceneggiatura di Obi-Fran è una traccia che, per quanto dettagliata, richiede moltissimo alla capacità espressiva (e non solo tecnica) di regista, attori, addetti alla fotografia, e dello staff tutto quanto – così non dimentichiamo nessuno.
Ho trovato nella sceneggiatura qualche sparuta lacuna di implausibilità, o se non altro di mancanza di mordente – un cliché, per dire, rischia di cadere sia nell’una che nell’altra casistica; a queste lacune delle sceneggiature in genere vengono in soccorso gli attori (e il regista) con le proprie capacità, ma questa volta i salvataggi poche volte sono stati toccati dal sacro fuoco dell’ispirazione (più dal lato degli attori che da quello del regista, comunque); per fare un esempio di scambio di battute più banale del necessario, affossato definitivamente dalla poca convinzione attoriale: l’ultimo saluto tra i due amici.
Per finire di toglierci il dente delle cose che non vanno, alcune scene di grande potenziale semplicemente non funzionano. La sceneggiatura le descrive ambiziosamente, sulla carta funzionano, inquadratura e postproduzione le fanno ruggire, ma aldilà delle rimodulazione dovuta alla mancanza di mezzi, l’effetto finale non è all’altezza delle potenzialità espresse: un’aggressione non dovrebbe assomigliare a qualcuno che prima ti vuole abbracciare e poi scivola all’indietro su una banana, specie se deve comunicare il livello di imbarbarimento della civiltà umana nel suo ultimo giorno (e no, questo imbarbarimento non ha trasformato la Terra in un film dei Vanzina, adesso non esageriamo).
Comprendo benissimo che, se è la prova degli attori a lasciarmi meno soddisfatto, il motivo è l’oggettiva difficoltà del loro ruolo in uno scenario estremo come quello dipinto dallo Stefanacci (e dal Matheson, suo discepolo :D): ma, appunto per questo, forse un po’ di lavoro personale in più prima di girare non avrebbe guastato (visto che, immagino, non sarebbe stato possibile fare troppi “ciack” per la stessa scena). Nota a margine: ho trovato molto naturale e fotogenico Obi-Fran (in un ruolo secondario ma non un cameo), ma capisco che non abbia mai parlato di voler fare l’attore per il rischio che gli facciano fare da controfigura a Ewan McGregor.
La regia mi è molto piaciuta. C’è giusto qualche spigolo da arrotondare, ma se è uno spigolo per me, data la mia scarsa autorevolezza, magari è un ipercubo, o un capolavoro assoluto, per un altro. In qualche caso gli attori sono lasciati da soli a sostenere momenti di grande pathos, in cui una mano in più da dietro le macchine da presa non avrebbe fatto male… ma mi rendo conto che di certe cose non sempre ci si accorge subito. Un esempio è la scena della lettera della madre, lievemente asettica.
La fotografia e la postproduzione sono ottime (poi non pretendiamo Deep Impact con i vostri soldini, eh, anzi, esempio sbagliato perché sarebbe uno spreco dei vostri soldini), le musiche all’altezza (bravo Rockin’ Obi!, tra l’altro fanno parte del materiale scaricabile), e nel complesso il corto è coerente e godibile, anche (forse soprattutto… è un po’ quello che mi succede con Kusturica, per dire) alla seconda visione. La sensazione poi è che non sia solo l’ultimo capitolo di una trilogia, ma anche il primo passo verso qualcosa di nuovo, maturo, a cui qui si spera di poter assistere quanto prima.
E adesso, figlioli, correte subito a placare la vostra sete di conoscienza e sollazzo sul nuovo fiammante Meowsito, pieno di cose sbrilluccicose ed interessanti che faranno la gioia dei meowfan. (Un unico appunto: il micio al lato del “frame” copre le ultime lettere a destra, spostategli la lettiera un po’ più in là!).
Segnalazioni varie e telegrafiche
Habemus Maya, again? Su, su, una sventagliata di commenti di incoraggiamento.
Poi un uso personale di mezzo pubblico. Ho la casa che trabocca di schifezze. Quelle che elencate a questa pagina sono quelle più a rischio bidone, che farmi lo sbattimento di ebay non ne ho più tanta voglia. Fondamentalmente ne ho piene le scatole di mettere avvisi grandi come case e trovarmi gente che mi chiede perché quello che gli ho venduto non è compatibile con quello che hanno, cioè esattamente lo scenario che avevo descritto nell’inserzione; sono stufo della gente che ti chiede di regalare loro le cose (a cui rispondo sempre “no, guarda, il bidone mi viene più comodo”); sono stufo dei maniaci del’albo in condizioni perfette, come fresco di stampa… ho una casa, non una cassetta di sicurezza a microclima; faccio quello che posso, ma essenzialmente io i fumetti li *leggo*, non li uso per testare misuratori di rugosità. E quindi, insomma, spero che quella paginetta lì aiuti me a liberare un po’ casa e nel contempo faccia felice qualcuno di voi. Non siate troppo avidi, però, ho appena fatto spese folli, accidenti a me -_-”’. La pagina sarà aggiornata di tanto in tanto con le entrate e le uscite (probabilmente le entrate più rilevanti verranno anche segnalate qui, ma anche no).
Infine, tanto per fare un post in cui parlo proprio di tutto… ma lo sapete che ho sempre trovato molto carine le trasmissioni con Syusy Blady e Patrizio Roversi sparpagliati ai quattro angoli del pianeta? E non perché in tal modo stanno lontani dall’Italia, tutt’altro! La povera televisione in casa mia è sempre spenta, però stasera è stata casualmente accesa su Evoluti per caso, e devo ammettere di non aver provato nemmeno un attimo di noia (sensazione tristemente frequente nel mio caso, per quel che riguarda la tv)! Certo, lei potrebbe anche lasciar parlare un po’ di più gli altri, che caspiterina mette le parole in bocca anche alle leggende viventi che intervista perché non hanno la sua capacità di emettere 6000 parole al minuto, però sono tizi simpatici, i temi sebbene concentrati sono interessanti, e se anche scappa qualche cazzata ogni tanto, in fondo tutto fa brodo.
Ok, sono in una fase di post-frenzy, ma ne devo fare ancora uno e poi mi calmo, eh. Forse.
UPDATE: mi ero dimenticato di questo. Se un pochino vi piacciono i videogiochi scoppiatevi assolutamente i due podcast di AIO, sono mortali :D
Sitologia musicosa
Qualche segnalazione così, tanto per fare.
Mentre cercavo di procurarmi una canzone sfuggente come la Primula Rossa per mettere insieme un nastrone, sono finito su Audio Lunchbox. Trattasi di sito che vende MP3 privi di DRM, ascoltabili quindi anche sul vostro fornelletto da campeggio o sul vostro trattore. Certo, il catalogo non è sempre entusiasmante ed è consultabile solo per ricerche, ma grazie al sistema a crediti potete fare anche qualche buon affare: per 9.90$ vi portate a casa 40 crediti mensili più 50 di bonus per la prima volta, e molti album costano dai 10 crediti in giù (ovviamente non i più ambiti, per quanto possano essere “indie music”, che possono arrivare a 40 crediti); per quasi ogni singolo pezzo è presente una preview di 30 secondi, quindi sapete quello che comprate; una volta effettuato un acquisto avrete 24 ore per effettuare il download (scadute le quali siete fritti), per singoli file o in uno zip omnicomprensivo diviso per cartelle; il sistema dei crediti prevede un abbonamento a rinnovo automatico, in vari tagli di crediti, col quale non perdete di mese in mese i crediti acquistati, ma potete decidere di disdirlo in ogni momento (alla fine del mese perderete i crediti residui).
Se la maggior parte della musica su Audio Lunchbox è risultata per me oscura, ho tuttavia trovato molto interessante il settore musica classica; va detto però che ricercare autori russi, cechi, austriaci, tedeschi, ha la difficoltà aggiuntiva che lo spelling dei nomi non è univoco nelle lingue straniere, quindi aspettatevi di dover fare qualche trick. Se volete evitarvi queste fatiche ci sono anche autori americani, comunque (senza scomodare Gershwin, potete chiedere di Gottschalk).
Segnalazione più stringata ma più divertente, Musicovery, linkatomi da Mikk: ei rulla :O
Lo so che per queste cose ci vorrebbe il tumblprrrrrrr…
…ma io i tumblr ancora non li leggo (anche se ne ho visti di spettacolari, eh), quindi non avrebbe senso scriverne uno. Quando mi evolverò vi farò sapere.
Cuocere la pasta nel microonde. Per i coraggiosi.
Appellino agli amanti delle comic strip
C’è un ragazzo che ha la mia età e ha studiato pure nel mio stesso Politecnico, e nonostante questo disegna delle strip fenomenali. Sto parlando di Tinoshi (che avete già sentito nominare da lei). Sul suo sito potrete navigare (purtroppo in flash :P) in una discreta raccolta di strip, oltre che vederne una nuova più o meno ogni giorno.
Sta per far ristampare una sua raccolta di strisce in una manciata di copie, quindi il mio appello è il seguente: se lo trovate divertente, geniale, assolutamente meritevole di un posto nella vostra affollata libreria (che, tra l’altro, sto pensando di svuotare gettando via annate di fumetti inutili), allora avvisatelo così si saprà regolare sul numero di copie da stampare (vista la mia influenza, magari ne stamperà 201 invece di 200 ^^”’).
Letture che dovreste dare/fare/prendere/boh invece di perdere tempo qui
Quello di Daniele Luttazzi è un blog atipico (sto scherzando, che poi mi chiedete cosa sia un blog “tipico” e mi butto dal balcone per non rispondere). E’ passato dalle fasi Shockwave Flash, html e commenti per i registrati, niente più commenti. Devo ammettere di trovare condivisibile la sua ultima scelta, per qualcuno nella sua posizione (mentre non mi è chiaro invece cosa intenda Mantellini con “umiltà“).
Forse trovo facile ammirare Daniele perché non sono un personaggio pubblico e non mi ha quindi trovato ancora niente che non vada. Direttamente, almeno. Indirettamente aveva fatto un post, che non ritrovo, a proposito dei whiner che gli avevano scritto per convincerlo ad abbandonare quel cazzo (scusate) di flash (scusate di nuovo), e non c’era andato poi così leggero. Se non s’è capito io sono stato uno di costoro, ma perlomeno avevo aggiunto la mirabolante segnalazione tecnica che in realtà il flash non è che sia questa garanzia di incopiabilità, a stare a sentire l’about:cache di Firefox (hint). Vabbe’.
Comunque, di tanto in tanto su quel blog spuntano report sulle piccolezze di questo o quel personaggio pubblico; e di tanto in tanto tra questi personaggi pubblici ne capita qualcuno che apprezzo. Così è capitato anche al ligure Fabio Fazio, ahimé, e se comincia il circo giornalistico del virgolettato creativo la cosa non finirà mai più.
Non avevo invece problemi di stima da preservare riguardo a Fassino, e perciò questo post (linkato pure da Mantellini nel suo post segnalato più su) è interessante per un altro motivo, e cioè perche espone quella che è anche la mia opinione a riguardo del PD (qual gioioso acronimo). Non volendo scomodarmi più di tanto, e avendo perso un po’ di allenamento nel parlare di politica, mi limito a suggerirvi la lettura del capitolo “Democratici difettosi in partenza” in Stupid White Men di Michael Moore (stagionato, eh, ma ancora valido), in cui l’autore quasi sostiene (con esempi a supporto) che tra repubblicani e democratici siano meglio i repubblicani, perché almeno sai cosa voti, mentre i democratici tendono ad essere tali solo a parole. Il che mi ricorda qualcosa, ma non mi ricordo esattamente cosa (no, dai, abbiamo avuto solo antipasti, finora).
Pettirossi
Tutta la mia solidarietà ai pettirossi londinesi (amici di questo qui), e non dico per dire: il problema della vocina debole affligge anche me.
Succede anche a Casa Google
Oggi vedo la scrittina rossa “new Features!” in gmail, vado a vedere, e trovo la possibilità di scaricare posta da altri server via pop3. CaFFofiHata (© Glasco), penso. Configuro il mio account di posta su email.it, che tanto leggo una volta a settimana, vedo che la cosa funziona, e bon.
Oggi verso le 16 riapro gmail via web dopo un’oretta che ero stato lontano dal computer, e… non si carica la pagina. Loading loading loading. E ogni tanto un
Oops… the system was unable to perform your operation (error code 767). Please try again in a few seconds.
Secondi, ahimé, un paio di palle, visto che a distanza di 3 ore ancora non funziona. Ma è una cosa localizzata, e se mi lasciate scommettere due lire, legata magari proprio a quelle nuove funzionalità testè aggiunte, visto che anche la loro attivazione era a scaglioni (come sempre succede con gmail).
L’accesso via pop3 alla casella di posta non dà errore ma non recupera nulla, anche se un gruppetto di mail da recuperare ci sarebbe. Altri due account gmail non mi stanno dando problemi di sorta. Solo giusto il *principale*.
Ora sapete che per un po’ dovrete fare a meno di me; se il problema dovesse persistere provvederò a farmi una nuova casella di posta e tanti saluti Google, che problema c’è? (chissenefrega dei 100 MB di mail accumulati in 2 anni, dico bene?)
(a chi si domandasse perché mi ostino ad usare gmail, google talk eccetera nonostante i problemini che hanno cominciato a sorgere da un mese in qua: ci voglio sperare, perché non ci sono in circolazione servizi che mi permettono di fare le stesse cose tutte insieme :( )
Disattivo il pilota automatico
Rieccomi in plancia per un po’, a perdere le serate a fare nulla invece che a fare niente. Spero non vi abbiano offeso gli ultimi tre post, che erano col pilota automatico… sapete com’è, li avevo scritti uno di fila all’altro ma postarli insieme pareva brutto :(
Eppoi mentre stavo in faccende lavorative affacendato, puCCioppo non tenevo tempo per fare molto altro che sguazzare nel giovane forum di Ars Ludica, leggere di fretta qualcheduno dei miei blog preferiti, ricevere e rispondere alle letterine dei letti (essì, io punto a ricevere lettere da coloro che leggo, non dai lettori – incidentalmente qualche lettore ogni tanto scrive, essì – sicuramente cercava qualcun altro), disturbare/farmi disturbare via IM (con tutto lo sbattimento che Google Talk sta causando a me e ad altri con utenti che sono online ma non li vedi, utenti che vedi correttamente online ma a cui non riesci a spedire messaggi, e tutta ‘sta bea roba)… insomma, come vedete ero presissimo e non riuscivo proprio a fare altro che lavorare, praticamente. Altro che postare sul blogghe.
E a proposito del Giovane Forum… perdindirindina, sta esplodendo. Non di utenti, ma di discussioni interessanti. E quando un forum diventa troppo vivo comincia a mettermi soggezione, non ci sto più dietro. Perciò in realtà non dovrei stare qui a pubblicizzarlo, sennò voi vi iscrivete tutti e mi fate venir matto. Insomma, vado contro il mio stesso interesse. Eggià. Mi raccomando, eh. Non seguitelo, e non iscrivetevi(ci).
Dico sul serio.
Due ritorni
E’ tornata CuloDritto, prima di tutto, cosicché i sederi un po’ stortarelli potranno tornare a tremare come meritano. Epperò ha avuto qualche problemino nell’import, i permalink si sono un po’ sbagasciati :( (lo stesso permalink è stato associato a più post). Se qualcuno che attualmente ha più tempo di me e conosce più a fondo wordpress volesse darle una mano, gliene sarei grato innanzitutto io che ancora devo finire di leggere i suoi archivi.
A breve torneranno i Gravatar. Dice il 15 febbraio, dice. I gravatar sono i Globally Recognized Avatar, ovvero avatar (immaginette) associate al vostro indirizzo e.mail piuttosto che a faticose registrazioni e configurazioni sito per sito. Voi andate su gravatar.com (quando avrà riaperto), vi fate un account, vi scegliete un’immagine e la caricate, associandola ad uno dei vostri indirizzi e.mail; da quel momento in poi, su ogni sito o blog che li supporta, troverete la vostra immaginetta seguirvi ogni volta che lasciate un commento con quell’indirizzo di posta.
Come è fatta l’associazione e.mail->immagine? In prima istanza basterebbe mettere l’immagine ad una URL contenente il vostro indirizzo, tipo http://blabla.com/mio@indirizzo.email/avatar, ma questo renderebbe il vostro indirizzo visibile; su gravatar.com si adotta invece l’approccio del previo oscuramento; il mio gravatar, per esempio, si trova a questa URL:
http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=062e82a4b68528b8bfdcf3aff09b55d4
dove quello che segue “gravatar_id=” non è altro che l’hash md5 del mio indirizzo di posta. Per sapere cosa sia un hash, NON chiedete al vostro pusher ma a lei, come sempre.









