Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

Archive for the ‘oblòg’ Category

Due ritorni

with 5 comments

E’ tornata CuloDritto, prima di tutto, cosicché i sederi un po’ stortarelli potranno tornare a tremare come meritano. Epperò ha avuto qualche problemino nell’import, i permalink si sono un po’ sbagasciati :( (lo stesso permalink è stato associato a più post). Se qualcuno che attualmente ha più tempo di me e conosce più a fondo wordpress volesse darle una mano, gliene sarei grato innanzitutto io che ancora devo finire di leggere i suoi archivi.

A breve torneranno i Gravatar. Dice il 15 febbraio, dice. I gravatar sono i Globally Recognized Avatar, ovvero avatar (immaginette) associate al vostro indirizzo e.mail piuttosto che a faticose registrazioni e configurazioni sito per sito. Voi andate su gravatar.com (quando avrà riaperto), vi fate un account, vi scegliete un’immagine e la caricate, associandola ad uno dei vostri indirizzi e.mail; da quel momento in poi, su ogni sito o blog che li supporta, troverete la vostra immaginetta seguirvi ogni volta che lasciate un commento con quell’indirizzo di posta.

Come è fatta l’associazione e.mail->immagine? In prima istanza basterebbe mettere l’immagine ad una URL contenente il vostro indirizzo, tipo http://blabla.com/mio@indirizzo.email/avatar, ma questo renderebbe il vostro indirizzo visibile; su gravatar.com si adotta invece l’approccio del previo oscuramento; il mio gravatar, per esempio, si trova a questa URL:

http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=062e82a4b68528b8bfdcf3aff09b55d4

dove quello che segue “gravatar_id=” non è altro che l’hash md5 del mio indirizzo di posta. Per sapere cosa sia un hash, NON chiedete al vostro pusher ma a lei, come sempre.

Share on Twitter

Written by StM

February 10th, 2007 at 8:28 pm

Posted in oblòg,segnalazioni

Tagged with

Uno sguardo dal basso

with 6 comments

Saltando di palo in frasca su last.fm, ho scoperto la galleria su flickr di confusedvision (sarebbe uno dei miei “vicini” musicali, anche se in realtà con neanche due settimane di ascolti la stima non può che essere inaffidabile; oh, indovinate perché mi è venuto da cliccarci sopra, al suo avatar). Ho trovato le sue foto molto belle, e il suo modo di utilizzare flickr molto intelligente.

Gioiamo della decisione di Charlie B di tornare sui suoi passi: il geniale porco trio allieterà ancora le allegre menti di chi non ne può più di risate preregistrate. Accorrete prima che si involino sulla rotta del successo planetario e i milioni diano loro alla testa!

Ha commentato su Ars Ludica, e sono capitato sul suo blog de L’Omino della Matematica e La Linea. E’ magnetico. C’è del talento fumettistico, là.

L’ho scoperto tramite The Blog Observer; è il blog di CuloDritto. Da tempo immemorabile, è il primo blog con cui ho sentito il bisogno di mettermi in pari, perché miscela con grande sapienza umorismo al fulmicotone e pillole (o suppostone) di sapienza. Un vero peccato che al momento le attività siano ferme, ma magari mi andrà di lusso e ricominceranno quando avrò finito il pregresso (voi non sapete quanto spesso abbia dovuto sentire questa parola, e perché :’( ).

A dire il vero ci sarebbe un altro blog con cui ho sentito il bisogno di mettermi in pari, ma era partito da poco e quindi non vale: Balloons, il blog delle comic strip. Sono sempre stato un fagocitatore di strip, e questo blog è per me una sorta di paradiso: non c’è stato finora un solo articolo che abbia trovato noioso o superfluo. E poi potrete gustarvi una volta di più Deco (con cui le trattative per il matrimonio sono in alto mare, mi sa).

Non dico niente di nuovo, ma Eriadan è uno splendido genio. Nei giorni scorsi mi ha fatto commuovere, e se lo seguite sapete perché. E subito è riuscito nuovamente a farmi ridere. Di cuore. Come uno stregone voodoo, gli basta muovere un po’ la matita che io perdo ogni libero arbitrio. Quindi, signorine, se mi scappa una mano nella vostra scollatura non è colpa mia ma sua. Oh.

Fine parte interessante

Poi.

Ho da schifare Technorati perché si ostina a non indicizzare Ars Ludica, e perché mi sta aumentando il rank quasi solo per via di qualche fLEttuto bot che inserisce miei post in blog dai nomi inequivocabilmente porno-keyword-like. Dove andrà a finire la mia rispettabile rispettabilità? :(

Ditemelo, così vado a prenderla e finalmente ne avrò una.

Poi.

Ho da bacchettare wordpress.com perché è lento come la fame, e lì sopra ci sono diversi blog che leggo volentieri TRANNE CHE per l’affamante lentezza.

Infine.

Non so come finire quindi bon.

Share on Twitter

Written by StM

January 16th, 2007 at 11:54 pm

Commentare un blog, HOW-NOT TO

with 11 comments

Provo un moderato fastidio riguardo a

  1. Chi visita un blog, non tiene una fava da dire ma lascia comunque un commento nell’ultimo post del tenore di “Ehi ciao, bel blog, vieni a vedere il mio se ti va”. Aggravante: se il post a cui si è lasciato il commento è scritto con particolare trasporto, magari in seguito ad un lutto, alla fine di un amore, alla scoperta che Babbo Natale non esiste (oltre a non dover dimostrare più nulla).
  2. Le discussioni portate avanti alla “filo di Arianna”, mezze in un blog, mezze nell’altro, magari un po’ anche su forum chat e.mail. Eccheccacchio. Che poi uno crede di essere diventato scemo perché non capisce niente di quello che sta succedendo e nel giro di 2 anni si trova in analisi. Aggravante: quando negli N commenti di un post si incrociano N discussioni FDA (Filo Di Arianna) diverse.
  3. In prima persona, mi dispiaccio se abbondo nel commentare. Mi immedesimo in uno spambot dotato di coscienza (insomma una macchina da suicidio). Cerco di limitarmi ma a volte nunglielafò. Quindi, se vi spammo nel blog, sappiate che se non altro mi sento in colpa. Aggravante: se appena schiacciato “invia commento” mi viene in mente qualcosa che dovevo aggiungere e che quindi dovrei mettere in un SECONDO commento; in genere lascio perdere e rimando al quasi certo commento successivo ^_^”’.
  4. Blog “forum”. Non mi capacito di come si possano superare i 50 commenti per un post di un blog. Soprattutto se poi deviano in argomenti completamente disgiunti dal post. I forum esistono ancora, perdindirindina! Aggravante: oltre una certa soglia i commenti aumentano in ragione fattoriale, perché nessuno si sbatterà mai a leggerne mille, e si premurerà invece di dire la propria NONOSTANTE sia stata esposta UGUALE da 28 persone prima di lui.
  5. Usare i commenti invece delle e.mail. Perché? Perché? “Ciao, volevo dirti per quella cosa là che poi ho risolto e cicìn e cicià”. Ma mandagli una mail, no? Usa il messenger. Telefonagli, mandagli un sms. Incontralo al bar. Perché devi usare il blog e mettere i fatti vostri in piazza? Aggravante: se invece di commentare il blog del destinatario del messaggio scrivete un post nel VOSTRO blog.

Poi, be’, non vi preoccupate, sono un tipo flessibile. Ci sono i commenti generosi fatti per pietà (“po’rello, nessuno lo commenta mai” – che commuovono e toccano il cuore ^_^), oppure quelli che chiedono “come va?” senza secondi fini, per fare una domanda troppo oziosa da richiedere una mail, ma che nella vita “reale” ha l’equivalente nell’incontrarsi per caso per strada e scambiare due chiacchiere.

Vabbe’, diciamolo, in questo blog di problemi come quelli sopra elencati non ne ho mica. Vorrei averne? Certo che coff coff no. In realtà ci sono blog molto belli che ricevono pochissimi e composti commenti, e blog molto inutili che ne sono inondati. Quindi no, avere di questi problemi non sarebbe necessariamente sintomo di alcunché di positivo.

(pensavo di mettere una data per definire un “prima” e un “dopo”, un separatore tra “blog-mescolone” e “blog-bello-da-leggere”: vi va bene il 13 marzo 2007? Troppo tardi? Eh, ma ragazzi, prima di allora ho da sfogarmi parecchio…)

Share on Twitter

Written by StM

November 8th, 2006 at 10:41 pm

Posted in estensioni digitali,oblòg

Tagged with

Di marchette, scambi link, prosieguo e ufficializzazioni

with 5 comments

S’ha da mettere in chiaro una cosa: io non linko per semplice cortesia, per fare pressioni del tipo “io ti linko, dai linkami anche tu”, per fare lo chic ostentando le mie letture. Se un blog è messo tra i link della mia ormai gargantuesca barra laterale, può essere perché

  1. lo leggo (semplice, banale) e ve lo consiglio
  2. mi piace (e può anche essere che non lo legga spesso) e ve lo consiglio
  3. per un motivo qualsiasi, ve lo consiglio

Se un blog non lo trovate nella barra, può essere perché

  1. non lo leggo e nemmeno mi piace (banalissimo)
  2. è linkato da tutti i blog della terra e quindi anche se lo leggo è perfettamente inutile che ve lo segnali anch’io (no, non è il caso del blog di Beppe Grillo… per quanto continui a stimare il comico e il cittadino Beppe Grillo, non linkando il suo blog voglio dare il mio modesto contributo per un paese che non abbia bisogno di eroi)
  3. lo leggo di tanto in tanto ma lo sto ancora ponderando
  4. lo leggo e mi piace ma c’è un quid che mi dissuade dal linkarlo – ehehe gioco il jolly…
  5. la barra laterale sta diventando paurosamente lunga (lo so che esiste il blogroll, che visualizza solo un tot di blog linkati alla volta per non appesantire la pagina, ma non mi garba granché)

Insomma, in definitiva, se io vi linko non sentitevi in obbligo di contraccambiare; e viceversa, se mi linkate mi fate piacere, ma non offendetevi se non contraccambio – nella maggior parte dei casi non è un non-apprezzamento.

Approposito, scoprii qualche tempo fa di essere linkato da Agaponeo. Ho ancora un po’ di timore reverenziale verso i blog dall’aspetto figo, fascinoso e professionale, io che dal 2004 scrivo su blog che sembrano sempre avere lavori in corso (e, se vi ricordate, ci sono regole ferree sui lavori in corso), figuriamoci poi se mi linkano! Il blog di Agaponeo non l’ho ancora piazzato tra i link stabili, rientra nel punto 3… è curioso, ogni volta che ci ricapito parla di cose diverse… bellina anche la galleria su flickr (uff, devo ammettere che l’effetto scenico di gallery, il software che uso per le mie gallerie, non ci si avvicina proprio, a flickr – per non parlare della qualità delle foto, ma per quella mi sono attrezzato).

E a proposito di gallerie belline su flickr, sono OVVIAMENTE rimasto rapito da quella di nastenka… dico “ovviamente” perché è la stessa persona che a suo tempo mi rapì con Visioni Binarie (e non solo). Bella cosa flickr, già.

Conchiudo questo post con l’annuncio importantISSIMO che questo blog cambia nome, se non ve la siete ancora data. “Mr. StM’s blog” è troppo freddo, impersonale, e boriosamente egocentrico. “Smemoratezze dal sottosuolo” riprende ovviamente il nome da un lungo racconto, o piccolo romanzo, che molto mi colpì in gioventù (lo fagocitai in poche ore); epperò altrettanto ovviamente lo stravolge in un modo che un po’ mi si addice, e perciò spero che sappia dare al visitatore una visione impressionista della mia personalità. E poi spero nella pace nel mondo.

Infine vi segnalo che sto facendo modifichine qua e là, la più evidente delle quali è l’aggiunta dei gravatar ai commenti degli utenti; spero apprezzerete l’immaginetta di default per chi è sprovvisto, perché da qualche tempo e per chissà quanto tempo ancora non è possibile effettuare nuove registrazioni ^_^”’. Se poi capite perché, a dire il vero, non sempre la detta immaginetta viene caricata, fatemi sapere.

Per stasera è tutto. Andate in pace, almeno voi.

P.S: per qualche tempo avrete notato della pubblicità in cima alla pagina… l’ho tolta perché stupida per il 90% delle volte, ma prima o poi ci riproverò.

Share on Twitter

Written by StM

November 1st, 2006 at 1:58 am

Il tizio con la G, e quel che leggo

with 8 comments

Leggere blog e notizie sta diventando complicato, quasi un mestiere. Ci sono molti modi di farlo, a partire dalla visita di ogni singolo sito fino all’uso di aggregatori e feed reader che dei singoli siti se ne sbattono. Sebbene io vada molto orgoglione del mio sprecato talento per i template (non è vero), sebbene la lettura tramite aggregatori disincentivi i visitatori dalla partecipazione, sebbene qui e sebbene là, da parte mia voglio fare il possibile per dare a ciascun lettore gli strumenti che preferisce per farmi sentire importante (^_^).

Io non amo gli aggregatori. Leggere roba da varie fonti in una specie di grande mescolone, con in genere la seccatura che si pretenda da parte tua la lettura di TUTTO (o la marcatura di tutto come letto), non mi garba. D’altra parte visitare sempre e comunque ogni benedetto blog porta via del tempo, specie se lo si fa alla cieca. Però c’è la soluzione:

http://www.google.it/ig

Visito quella pagina diverse volte al giorno, scruto i titoli alla ricerca di quelli non ancora letti e, se ne ho voglia, vado pure a leggermeli nella pagina originale.

Purtroppo fino a qualche giorno fa c’era un’unica homepage. Per evitare confusione, ci tenevo solo poche cose alla volta. Poi, finalmente, quello che aspettavo dal giorno in cui l’ho scoperto:

google_ig_blog.gif

Hanno messo i tab! Ora me lo sto riempiendo e aggiustando per bene :-Q____

Approfitto dell’occasione per farvi una piccola panoramica (non esaustiva) di ciò che abitualmente leggo in ambito blog.

Agli albori del mio interesse per la blogosfera (termine orribile, sì), avevo preso a frequentare il blog di Maya, stupitissimo dall’esistenza di una donzella linara; epperò ultimamente il suo impegno si è sparso un po’ in varie altre iniziative, scrutatevi il blog per sapere quali, e così l’ho persa un po’ di vista. Fortunatamente, da un po’ di tempo è aperto il blog del suo moroso (evito l’utilizzo di uno qualsiasi dei nomignoli che tra loro si scambiano, ma moroso è sicuramente riduttivo… si sono trovati quei due ^_^), ora trasformato addirittura in un “network” di blog a tema – gls è una persona piena di interessi e di talenti, e il suo modo di bloggare è uno dei miei preferiti.

Due persone che ho conosciuto prima che aprissero il blog sono ABS e zeta; una grafomania eclettica e coinvolgente affligge il primo, una vena ironica irresistibile e lucidità intimista affliggono il secondo. Un unico appunto a zeta: forse una scelta dei colori po’ meno cupa gioverebbe, suvvìa ^_^ (e anche la visualizzazione dei post per intero e non solo in riassunto, secondo me – salvo racconti, al limite). Per il resto, due letture consigliate – sempre poi che incontrino il vostro gusto (dopotutto c’è gente di gusti pessimi, in giro).

Passo un attimo a due blog che non si può dire che legga veramente, ma anche questi di persone che conoscevo già prima che si blogdotassero. Uno è quello di Greenwich. Il ragazzo ha carisma, intelligenza e sa scrivere; e tuttavia fo un po’ fatica a seguirlo perché è di umiltà che è carente (bacchettata). L’altro è quello della Madama, santa ragazza che nell’anno passato ha sopportato senza mai lamentarsi tutte le mie lagne di cuore in panne. Devo anche averle promesso un monumento, anche se finora non ho sfornato nulla più che una vignetta fatta in fretta. Mi ha stupito più di una volta imparando cose a tempo record (è stata più veloce di me nell’imparare a fare template, pur non essendo “informatica”). Purtroppo la “vita reale” se l’è un po’ rapita e quindi non la leggo da un po’. Peccato.

Poi viene Obi-Fran. Anche lui lo leggo da parecchio, anche lui lo conoscevo già prima che aprisse il blog. In effetti sto facendo una panoramica di blogger che sento a me vicini, forse perché hanno fatto un percorso simile al mio. O forse sto cercando di farvi conoscere il mio microcosmo. Obi è uno scrittore pieno di idee, e sta imparando ad usare il proprio talento. Tra le altre cose ha seguito un corso di cinema che gli ha permesso di realizzare del materiale promettente che vi invito a visionare.

Qui sta in gran parte lo zoccolo duro delle mie letture blogghiche. Noterete l’assenza di un quintale di nomi noti, blogstar, gente sfortunata che disturbo quotidianamente commentando il loro blog. Oppure di marchette che ho fatto non troppo tempo fa ^_^’. Be’, diavolo, bisogna scegliere. Non si può rompere le balle più di un tot. Forse ci sarà una seconda parte in futuro, anche perché ora mi sto attrezzando per leggere più efficacemente e quindi di più ^_^

(ai più non sarà sfuggito il fatto che elenco blog di maschietti e poi vado a spammare in quelli delle femminucce)

Share on Twitter

Written by StM

October 28th, 2006 at 6:59 pm

Musimarchetta meritevole

with one comment

Che ci crediate o no, fino a non molto tempo fa la musica nella mia vita ha avuto una sorta di ruolo marginale. Da bambino (e ancor prima, pare), la musica che ascoltavo era scelta da DJ Mamma. Da ragazzino, mi sono sorbito (con gusto, comunque) la musica da fine anni ’80 – inizio ’90 che ascoltava mia sorella. Qualche tempo dopo, il controllo è tornato alla Madre.

In prima persona, fino ad una certa età, non mi sono quasi mai preoccupato di formarmi un gusto musicale a 360°. Mi creavo alibi giustificativi a questo mio atteggiamento comprando cd di Betty, Mozzy, Bramhsy, Dvorakky (:P) e compagnia sinfoniando. Capitava magari il giorno in cui prendevo un Gershwin, un Rachmaninov qualsiasi in LP e me lo sparavo a tutto volume nel gracchiante amplificatore a valvole, insediandomi in poltrona in posizioni da mangrovia e dandomi arie da intenditore (con nessuno). Eh, quanto avrebbero da raccontare, quei dischi, di come facevo finta di studiare sotto esami…

Improvvisamente un giorno mi sono reso conto del fatto che l’ignoranza musicale è raramente perdonabile. Più raramente che quella letteraria. E ho deciso che basta, la Fossa delle Marianne dell’Ignoranza Musicale ha spadroneggiato abbastanza a lungo con la sua vacua profondità: a colpi di cucchiaino trovato in un Kinder Merendero™, la riempirò di sabbia fino a farla impallidire di fronte alla spiaggia di Rimini. Piano, piano.

Chi mi aiuterà in questa impresa risibile (ah, la Fossa delle Marianne, ah!) è nientemeno che un nuovo blog vecchio:

http://artedelnastrone.blogspot.com/

Di relativamente vecchio c’è l’idea; di nuovo ci sono l’indirizzo, il team, la voglia di fare. Mi basta leggere i primi tre post, e conoscere un poco il cocchiere che sta, guardacaso, a cassetta, per pronosticare che questo blog ci terrà incollati allo schermo tutti, nessuno escluso.

Altro che Lost.

Share on Twitter

Written by StM

October 9th, 2006 at 10:20 pm

Posted in diario,oblòg,segnalazioni

Tagged with

Piattaforme blog gratuite – paninoramica

with 5 comments

Una paninoramica è una panoramica che cerca di strutturarsi come un panino di Clemente Mimun. Buon appetito.

Nella scelta di una piattaforma per cominciare a bloggare, si possono scontrare due scuole di pensiero: quella di colui che vuole esprimersi il più liberamente possibile, e quella di colui che vuole fare più conoscenze possibili. Per farla breve, blogger snob VS blogger intortatore. A seconda che siate del lato luminoso o di quello oscuro (vabbe’ che tutti e due…), la piattaforma che fa per voi cambia.

Se volete un’ottima piattaforma gratuita per blog, ormai Blogger Beta è la scelta decisamente preferenziale. Rispetto al vecchio blogger, vengono introdotti i tag ai post e non occorre più “ripubblicare” il blog dopo ogni (per quanto stupida) modifica alle impostazioni. Rispetto alla versione gratuita di Splinder, il feed rss può anche essere il post completo e non solo un abstract. Rispetto a diverse piattaforme, permette blog multiutente ed è possibile conservare bozze prima di pubblicarle. La personalizzazione dei temi (tra l’altro molto migliorati rispetto a quelli predefiniti che sono stati disponibili fino ad oggi) può essere sia visuale che completamente controllata via codice. Le opzioni del pannello di controllo sono tante e utili. In ultimo, avendo già un account google la creazione di un account blogger e di un nuovo blog è questione di attimi.

Difetti? La comunità. Che non esiste. Su Splinder o iobloggo c’è l’innegabile valore aggiunto di una comunità aggregata in qualche modo piuttosto efficiente, grazie alla quale non di rado capita che vi troviate visitatori nuovi senza pubblicizzarvi più di tanto. E sto parlando delle alternative valide, perché poi possiamo anche sparare sulle croci rosse come Windows Live Spaces, il regno dell’intortatore e dei blog illeggibili (sia dal lato tecnico che, ehm, da quello contenutistico…)… ma lasciamo fare il lavoro sporco alle bombe intelligenti. Qualcuno alzerà la manina: “come sarebbe che su Blogger la comunità non esiste? Dietro c’è Google, quelli del motore di ricerca più usato al mondo, quelli di gmail, di google talk, quelli che si sono pappati Orkut… vuoi che non ci abbiano pensato?”. Certo che ci hanno pensato, caro il mio lettore dotato di manina alzata. Non per nulla mi risulta sia possibile il pingback, il trackback e altre belle cosucce che permettono ai blog di tutto il mondo di essere interconnessi anche se ospitati su servizi differenti. Ma per ora non vedo in azione una vera alternativa alle comunità citate (poi l’idea che siano una cosa necessaria è tutta da dimostrare).

Vedo altre mani alzate. “E gli altri servizi di blogging? Bloggers.it, livejournal.com, wordpress.com…?”. Non li conosco bene tutti, figlioli… però di wordpress.com vi posso dire che è come usare una carrozzeria Ferrari su una due cavalli: non si possono personalizzare i temi predefiniti, se non a pagamento – e anche in questo caso credo che sia possibile modificare solo il css, non la struttura della pagina (per forza: i temi wordpress usano pesantemente php, ed è un pochino, come dire, insicuro permettere a un utente qualsiasi l’accesso a una risorsa pelo pelo potentina come un linguaggio di programmazione completo sul proprio server).

E wordpress installato standalone, su un proprio server? Eh. Se ci sapete fare, potete tirarci fuori di tutto. Ma qui si parlava di piattaforme blog preconfezionate, epperciò non approfondiremo.

Ite ac bloggate.

Share on Twitter

Written by StM

October 2nd, 2006 at 4:43 pm

Posted in how stuff works,oblòg

Tagged with

Cinque strane abitudini

with 4 comments

(in cui escluderò i tick, sennò famo notte. E’ già notte… sennò famo mattina)

Stavolta mi presto perché è simpatico e me l’ha chiesto una donna con le poppe affòra. E siccome che io parlo il poppese, ho capito perfettamente quello che mi stavano dicendo ed eseguo alla lettera.

(Lasciatemi nel mio mondo fatato di draghi, cavalieri, dame e orge, grazie)

1. Al computer disegno per minuti interi rettangolini di selezione sul desktop o ovunque si possano fare, e mentre leggo seleziono compulsivamente tutto il testo che mi capita sotto il cursore. Sto cercando di smettere.

2. Se sono solo e la situazione lo richiede, a volte mi giro verso la telecamera e faccio una faccia da sit-com. No, se ve lo siete chiesto, la telecamera non c’è veramente.

3. Non sopporto le mie unghie se sono più lunghe di un tot. Se arrivano al tot, comincio a soffrire come un eschimese claustrofobico rinchiuso in un maglione a girocollo e abbandonato all’equatore a mezzogiorno dentro una botte fino ad allora adibita alla stagionatura delle aringhe. Finché una sana morsicata non rimette le cose in ordine, faccio pressione sulla punta dei polpastrelli, a turno, per liberarli un po’ dal giogo delle unghie. Lo so, non si è capito niente.

4. Anche se so già cosa devo dire, nel momento in cui dovrei cominciare a parlare ho il reset della memoria, e passano 5 interminabili secondi prima che possa dirlo. Più un disturbo che un’abitudine, ma le metamorfosi che possono subire le facce del tuo interlocutore in quei 5 secondi sono impagabili (in genere al quinto hanno la faccia da “è successo qualcosa a mia madre? L’hai uccisa?”).

5. Entro in edicola, guardo il settore fumetti, quello riviste piccì, quello film in dividì, poi un occhio ogni volta a un settore diverso. Poi saluto ed esco, in genere senza comprare nulla. Una volta ci stavo le ore, ora sono più efficente e sto sui 5-10 minuti, ma il pattern è sempre lo stesso. L’edicola è il mio riempitivo quando non so che cacchio fare per quell’ordine di grandezza di tempo.

A chi passo la men… il testic… testimone? A Eladar, ma senza pretendere che lo faccia davvero – è solo che ho notato che ha ripreso a scrivere e allora approfitto per vedere cosa combina.

Share on Twitter

Written by StM

January 15th, 2006 at 9:38 pm

Siete troppi

without comments

“Io non leggo mai, non leggo libri, cose… pecché che comincio a leggere mo’ che so’ grande? Che i libri so’ milioni, milioni, non li raggiungo mai, capito? pecché io so’ uno a leggere, là so’ milioni a scrivere, cioè un milione di persone e io uno mentre ne leggo uno… ma che m’emporta a me?”

Troisi, per chi non avesse capito. Semper lu.

I blog stanno diventando veramente tanti. In fin dei conti, qual è il criterio per cui dovrei leggerne uno invece che un altro? Perché dovrei leggere il blog di qualcuno che non sa scrivere ma mi è simpatico, piuttosto che quello di qualcuno che sa scrivere ma non dice nulla? Devo dare la precedenza all’amicizia? Devo seguire l’istinto e fare zapping? Devo fare come nella Casa delle Libertà, cioè un po’ come cazzo mi pare?

Non devo usare il verbo “dovere”?

Nell’era in cui i servizi “pull”, “on demand”, stanno soppiantando i servizi “push”… non vogliamo fermarci un attimo e riflettere? Ma davvero conviene andarci a cercare tutto per conto nostro? La rete ci da la possibilità di cercare notizie, comprare cose, comunicare, bypassando tutti coloro che per secoli hanno fatto di queste attività un mestiere: giornalisti, mercanti, postini. La base dell’economia è che tutti hanno da guadagnare se ciascuno impiega il proprio tempo a fare ciò in cui è più ferrato ed efficiente, usando poi il denaro come mezzo di scambio tra i prodotti di ciascuno. Siamo sicuri che i mestieri di cui sopra abbiano fatto il loro tempo? E se sì, non c’è forse un ampio spazio di manovra per reinventarli? La domanda non è retorica, perché per fare l’esempio del commercio online, trovo molto più comodo ordinare quello che effettivamente voglio e aspettare che arrivi, piuttosto che andarlo a cercare come uno scemo, negozio per negozio, consumandomi le suole come i giornalisti di un tempo… ops, ho confuso gli argomenti.

Torniamo ai blog. E’ davvero il caso averne uno per ciascuno? Nel mio caso dico sì, a me serve perché è il mio archivio distribuito (aggettivo pomposo e neanche tanto corretto per dire “online”). Chiunque abbia un blog avrà i suoi buoni motivi. Ma se è lecito, è anche conveniente? I blog sono solinghe cattedrali nel deserto, divise e perciò sottomesse, o riescono a unire persone in una rete più resistente di quella, per esempio, di un semplice forum? Voi mi dite “Beppe Grillo”. Non sto parlando di quello, signori miei, e lo sapete (non è una constatazione, è un ordine… delego agli studenti l’esercizio di capire cosa intendeva il docente, e poi di spiegarglielo pure).

Detestando giungere alle conclusioni (che schifo), salto di palo in frasca e segnalo a chi se lo fosse perso questo importante esperimento scientifico condotto dal Porco Trio. I blog, ebbene sì, servono anche per beccare. Molto più comodi delle chat, poiché la vetrina è già bella che pronta e non la si deve reinventare ogni volta. Avere un blog ormai è lo stesso che avere un indirizzo di posta elettronica o un account in un servizio di messaggistica istantanea, è embedded all’utente internet.

Insomma, signori, io quasi quasi chiudo.

Stavo scherzando. Ho ancora almeno un paio di post da fare, prima di lasciare questa valle di l…etame. Ma sarebbe mia intenzione lasciar passare diverso tempo tra uno e l’altro, prendere un po’ di pausa per le mie dita stanche e svuotate. Sto provando a disimpegnarmi da alcune cose, per impegnarmi in altre. Chi vivrà e non si sarà fatto troppe pippe, vedrà.

Share on Twitter

Written by StM

December 11th, 2005 at 9:06 pm

Posted in oblòg,pensieri

Polemizziamo, è gratis!

with 5 comments

Non puoi fare più niente che trovi orde di tirabelino che ti fanno le pulci. A volte a ragione, a volte ti chiedi se li pagano per rompere le balle. Qualche giorno fa, Luca Sofri aveva chiesto ai suoi lettori un contributo di 100 euro per l’acquisto dell’archivio in dvd del New Yorker. Il post è un po’ incerto, s’intorciglia un po’, forse in cuor suo gli sembra di stare effettivamente chiedendo l’elemosina, ma razionalmente giustifica la richiesta con il fatto che i suoi lettori potranno sicuramente beneficiarne, se lui avrà a disposizione questa miniera d’oro di informazione e cultura. E a me pare una buona idea. Senza contare il fatto che non è che minacci chissà che cosa, non tiene una pistola in pugno: le donazioni sono volontarie.

And then came the tirabelino, secondo cui Sofri dovrebbe fare gavetta con Google AdSense, il che, scusate il gioco di parole, mi pare un nonsense. Più calzante invece la critica alla non completa trasparenza di una richiesta fatta a titolo personale e non tramite servizi appropriati, ne dò atto. Per il resto, tuttavia, la tendenza alla polemica a tutti i costi mi irrita come cascare a mucose all’ingiù in un campo di ortiche. Nei commenti al post linkato, si accenna al fatto che i blogger sembrano aver dimenticato l’uso della posta elettronica: vero. Si sarebbe risolto tutto più facilmente se il polemista tirabelino (lo chiamo così perché non gli fischino le orecchie ^_^) avesse mandato 3 righe di lettera a Luca Sofri: “Perché non usi http://www.fundable.org per garantire la trasparenza dell’operazione?”. Basta, tutto qui. E invece no, vai di egoostentazione (mi piacciono le parole che iniziano per ego-).

Ah, già, poi se l’è presa anche con Beppe Grillo e l’acquisto di spazi pubblicitari sui giornali. Dice che il problema comunque non è il cosa, ma il come (la già citata mancanza di trasparenza). Vabbene, chiudiamo qui con Totanus.

Di certo Grillo non ha bisogno di rubare soldi ai suoi lettori, se è vero che avrebbe potuto comprare la pagina su Repubblica da solo. “Ah, e allora perché ha accettato contributi dai lettori?”. Esempio di democrazia diretta. Smettiamola di delegare, che ultimamente ormai è tristemente sinonimo di lasciarsi inculare. “Ma appunto, l’ha comprata lui, è stato in pratica delegato…”. Pedanti. Un sacco di gente ha preso ed è andata a fare versamenti, impiegando parte del proprio tempo e del proprio denaro (non dimenticando che ANCHE il tempo è denaro). Questo non è delegare, è incaricare, ed esprimere la propria opinione. Una pagina pubblicitaria su un giornale, comprata da UNA PERSONA SOLA, e “firmata” da centinaia di figuranti (tanto cosa costa fare una firma?), non avrebbe avuto alcun senso: avrebbe espresso il parere di quell’unica persona.

Già che carrelliamo, finiamo la carrellata. Da ormai molto tempo Paolo Attivissimo risolve elegantemente il problema di contenere le spese, o addirittura avere un (pur minimo, non so quantificarlo) ritorno economico da quello che fa online, appoggiandosi su donazioni volontarie eseguibili tramite PayPal. Il succo è che per mezzo del suo sito offre un servizio aperto a tutti, tra l’altro effettivamente utile (in particolare il mai abbastanza citato “servizio Antibufala”): lo fa a titolo volontario, ma certo lo farà più volOntieri, se ogni tanto gli si dà un contributo per una fetta di focaccia…

Share on Twitter

Written by StM

October 8th, 2005 at 1:20 am

Posted in oblòg