Smemoratezze dal sottosuolo

Nella vita precedente questo è stato un blog cattivo

Bolle

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Da ragazzino avevo questa fenomenale capacità, ormai perduta, di vivere in un mondo tutto mio. Capita anche agli adulti di estraniarsi e fantasticare, ma quello che è irripetibile della (mia) infanzia era l’idea di non essere proprio visti da nessuno aldilà di coloro con cui si interagiva. Pedalare a perdifiato dava forse l’illusione di essere visibili solo come scia; delimitare un campo ideale suggeriva che chiunque ne fosse fuori non avrebbe visto nulla, in quanto non erano stati venduti biglietti né diritti tv; stare seduti sulla gradinata delle scuole a parlare a voce alta era la massima garanzia di privacy.

Andando indietro nel tempo trovo nei miei ricordi dei mondi ancora più grandi e inaccessibili.

Genitori ingrati, godiamo della gioventù dei nostri mondi e poi li abbandoniamo come se fossero stati capricci.

(Dal concorso di fotopoesia 2004 in The Underground)

Mi capitava di piazzarmi sul terrazzo con il bottiglino delle bolle di sapone e guardarle volare in alto e lontano, ma mai tanto in alto e lontano quanto desideravo (puff!). I miei sogni arrivavano sempre un poco più in là.

Written by StM

October 16th, 2008 at 10:08 pm

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