Il divo sorrentinino
“Il divo” di Paolo Sorrentino è uno di quei film che ti illude con i primi 20 minuti di fuoco e fiamme, o per meglio dire di immagini e musica che solleticano i sensi e l’intelletto; già gongolavo sulla scena surreale a cui faceva da sfondo “il gardellino” di Vivaldi… e poi invece niente, il tutto è tornato sui binari tranquilli di un collage di eventi politici e personali raccontati con dialoghi ben costruiti, massime memorabili (anche se magari un po’ troppo aforistiche, ma va dato atto del tentativo di non svuotarle di significato), e straordinaria capacità di caratterizzazione (principalmente di Toni Servillo e della sua carismatica voce).
Il ritratto che si fa di Andreotti non è quello negativo che vi aspettereste (principalmente dai trailer e dalla varia pubblicità); così come per l’Italia: di Andreotti viene fatto un ritratto molto umano, e dell’Italia è rimembrato e riproposto il periodo in cui, ancora, avevamo una classe politica, pur corrotta e collusa; oggi abbiamo corrotti e collusi non-politici, come a dire: “così facciamo prima”.
Tornando al film: ho perso diottrie a leggere le didascalie *piccole e rosso scuro* che ogni tanto apparivano di fianco ai personaggi (e che giustificano, a ripensarci, gli “effetti 3D” che sfilavano tra i credits e che inizialmente mi avevano lasciato perplesso), e ovviamente qua e là non ci ho capito molte fave (e salame) nell’intreccio storico.
La visione è consigliata senza riserve a chiunque venga anche vagamente solleticato dal soggetto, e con qualche riserva modesta agli appassionati di frasi celebri con taccuino appresso; sarei però curioso di sapere il parere di chi Andreotti non sa nemmeno chi, e l’Italia non sa nemmeno cosa, sia: lì forse il film mostra un po’ il fianco, ma non credo potesse essere diversamente, giacché non si tratta di un documentario.
P.S: io ero il maniaco che è rimasto nella sala vuota fino alla fine dei titoli di coda; non dovreste lasciarmi andare al cinema da solo tanto spesso, nossignori.










Didascalie?
Andreotti ha definito questo film “una mascalzonata”. :asd:
Obi-Fran Kenobi
18 Jun 08 at 12:31
Erano etichette con nome e incarico, giacché non tutti gli attori erano somigliantissimi (Cossiga ad esempio non c’azzeccava quasi per nulla).
Se non altro Andreotti ha classe… altri farebbero molto più baccano.
StM
18 Jun 08 at 12:36
.. ma almeno indossavi l’impermeabile? :D
Nightlight
18 Jun 08 at 23:37
Indossavo un orologio a cucù dove serviva. Vabbenelostesso?
StM
19 Jun 08 at 0:13
Il divo: gran film, grottesco e cattivo quanto basta
Sorrentino: era già uno dei miei registi italiani preferite dopo “Le conseguenze dell’amore”, adesso sta salendo in cima allamia classifica personale
Tony Servillo: camaleontico e staordinario
Le didascalie: peccato non vedo bene da lontano! Però, secondo me, più grandi sarebbero state troppo urlate. I personaggi erano ben riconoscibili
Congratulations!
Chiara
26 Jun 08 at 18:34
…ma sei QUELLA Chiara! Ciao :D
StM
29 Jun 08 at 21:15
Anch’io resto sempre a leggere i titoli di coda, fino alla fine. Se chi è con me me lo permette, almeno. Ma di solito sì. Ciao!
Carlo
11 Jul 08 at 9:02