Guardi Antonio Di Pietro e ti domandi dove abbia nascosto la navicella spaziale dalla quale è sceso. In un paese in cui la politica è fatta nei corridoi, nei vertici tra pochi intimi, nella calotta cranica di chi ormai può fare quel che cacchio gli pare, lui è ancora capace di sostenere che la politica andrebbe fatta alla luce del sole. “Veltroni può andare all’incontro con Berlusconi; ma ci deve andare anche quella telecamera lì”.
Segue pistolotto che ho cancellato nella speranza che sarebbe stato riconosciuto come l’accrocchio di ovvietà che era.
Questa la domanda del piffero che poneva ieri sera La7 ai suoi teledisperati; domanda a cui era possibile rispondere solo sì, oppure no. Che uno potrebbe pensare “che significato hanno la domanda, o la risposta, se non specifichi il colore, la matrice, il movente del detto terrorismo?”. Questo che si pone la domanda ovviamente è un ingenuo e non ha visto il calendario o non ha visto la copertina di La7, dedicata alla memoria di Aldo Moro (della cui morte ieri ricorreva l’anniversario): chiaramente si sta parlando preferibilmente di terrorismo rosso, visto che il verbo usato è “tornare”.
La mia opinione personale su quali forme di terrorismo possiamo ragionevolmente aspettarci per il futuro non interessa ai sondaggisti di La7: loro vogliono un sì, oppure un no. Al che io di no gliene ho rifilato qualcuno, diciamo una decina, qundicina; tanto da spostare l’ago della bilancia da 57% sì e 43% no a 52% sì e 48% no (possiamo quindi stimare che a questi sondaggi non rispondono più di 500 persone); purtroppo il responso finale è stato 58% sì e 42% no, perché devo aver dato un voto di troppo (dallo stesso indirizzo IP) e tutti i miei voti sono stati azzerati (li ho visti ritornare ai valori di partenza improvvisamente); oppure è un sondaggio falsato in partenza e impostato per oscillare solo in un certo range, ma non sono stato a verificare perché gli spaghetti mi diventavano molli.
Insomma diamo atto alla redazione di La7 di non contribuire affatto (AFFATTISSIMO) a ventilare quell’allarmismo che permette che gente come Bush faccia un po’ i cazzi che vuole con i soldi e ai danni dei contribuenti, con la scusa di doverli proteggere; dico Bush perché in Italia non abbiamo davvero bisogno della giustificazione di un pericolo imminente per comportarci come i coglioni decerebrati che siamo; a noi ci blandiscono anche in altre maniere. Davvero complimenti a La7. E poi è quell’essere un po’ televisione 2.0 che è importante… stare attenti all’opinione della gente, vedere se la gente preferisce dire di sì (ottimista) o se preferisce dire di no (disfattista).
Già che parliamo di giornalismo. Qualche giorno fa Grillo ha risposto piccatamente ad Eugenio Scalfari, cercando ogni appiglio possibile per denigrarlo. Personalmente credo che chi dica qualcosa come
“Grillo impersona, secondo me, meglio di molti altri personaggi, il peggio dell’Italiano. E’ l’arci-italiano del peggio.”
si commenti da solo; ma Grillo no, non ha resistito e si è abbassato agli stessi mezzucci utilizzati dal peggior giornalismo, quello alla Emilio Fede, quello per cui se fai l’elemosina a una zingarella sei un adescatore di minorenni, se sei andato all’asilo con uno che poi sarebbe diventato mafioso sei un mafioso, se hai cambiato la tua Fiat seicento vecchio modello con una Peugeot 106 di seconda mano chissà dove hai trovato i soldi.
Il punto in cui Grillo dice
Dopo una breve riflessione diventa socialista e consigliere comunale. Fa carriera. Diventa deputato e firmatario di un documento contro il commissario Luigi Calabresi.
cosa mi rappresenta? Se il lettore sa di cosa si sta parlando, o si preoccupa di informarsi (il link di Wikipedia NON è sufficiente), nessun problema; se però il lettore, come bene osservava la copertina di La7, non ha memoria storica, o semplicemente ti legge col prosciutto sugli occhi, il risultato non può essere che quello di caricare di connotazioni negative ANCHE la firma sotto quel documento (”un” documento, uno a caso, trovato per strada). Non ho alcun titolo né intenzione per rimettere in discussione il giudizio della magistratura sulla non colpevolezza di Calabresi e polizia nella morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, ma qualche dubbio più generale sulla liceità dei suoi metodi mi viene; va certamente considerata la particolarità del periodo storico, di cui porto ad esempio il seguente cortometraggio, (per quel che ne so) ad opera di Elio Petri: la violenza di quanto ivi sostenuto non è paragonabile ad alcunché si senta pronunciare oggigiorno; il cortometraggio è palesemente, oserei dire al limite del vergognosamente, tendenzioso; ma è molto interessante, ed istruttivo; comunica rabbia, una rabbia che potrebbe avere ragione d’essere, e che certo chiarisce più di mille parole quale fosse il tono dello scontro, e il limite superiore della libertà di parola, negli anni di piombo.
Su youtube trovate i due spezzoni qui e qui. Interessante anche questo.
Giunti al traguardo del decimo post su questo bellissimo argomento, inauguriamo il tag “messaggi di stato dementi” - quindi stavolta niente più link della gioia.
Basta, triste e incompreso me ne vado via sul viale del tramonto, prima che sia invaso di libere professioniste e mi si smorzi la vis drammatica
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Benvenuti all’acquario di Genova. In questa vasca potete osservare il Programmator Patiens (progenitore del Programmator Scatiatus e del Programmator Catiegiantis).
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There would have been a witty status message, here, hadn’t I forgotten it
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Ricordatevi di me nelle vostre atee preghiere
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Do cows feel the romance of moooooonlight?
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(a proposito di server morti)
Il mistero è risolto: per un errore, invece di criceti sono stati infilati nel server dei lemmings
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(a proposito di appelli di esami tristi)
Qualcuno dichiari obsoleto e inutile il bus AMBA, please. Oggi, però, domani potrebbe essere troppo tardi
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Giorgio il pusher, detto Navarone
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(e questi non mi ricordo per quale occasione li avessi coniati, ma paiono buffi)
“How’s it that your feet and this 5-tons machinery don’t get along.”
“Why death is not a bright idea.”
“Be cautious when you cut off your fingers, they might get in somebody else’s eye.”
“If god exists or not, it’s a matter you’ll verify another time.”
“No, we won’t come to your funeral.”
“Don’t point the laser in the good eye too.” (questa è la parafrasi di messaggi realmente affissi in laboratori di ottica)
Benvenuti nel blog più letto nel mondo tra quelli che non fanno uso di aggregatori e che sono scritti da utenti italiani il cui nickname è StM. E che sono aggiornati con frequenza indisponente.