Sempre a proposito di fiori

StM - Monday, 28 April 2008, 0:20 - fotografismi

Non tengo proprio voglia di arrivare a casa alla sera e avere ancora da sistemare le foto. E tuttavia nemmeno di pubblicarle così, come sono. Quindi ho deciso che me le godo io e bon :]

(scheerzo, vedrò di pubblicare qualcosa nei prossimi giorni) (ma sul penultimo reportage ho forti dubbi che pubblicherò mai qualcosa) (sapete, le regole di bluehost sulla pubblicazione di contenuti porno) (mai meno di 30 centimetri, dannazione).

E magari nel frattempo avremo anche un primo responso da parte della pellicola, giacché qui se non si fa un po’ i fighi con un residuato degli anni ‘80 non si è contenti. Per il secondo responso dovremo invece attendere che i miei fotografi di fiducia si rendano conto di quanto sia incapace a maneggiare il bianco e nero a 100 iso, e vadano quindi a rifare ogni singolo scatto, abducendo da casa loro eventuali sventurati soggetti che fossero di passaggio nell’originale. No, davvero, a dar retta all’esposimetro i 100 iso sono solo per fotografare la luce diretta del sole grossomodo dall’orbita di Mercurio :|.

Per la serie delle mie amatissime note a margine: le ho provate tutte ma non ho portato a casa un’insolazione. Next time.

Apine e fiorellini

StM - Wednesday, 23 April 2008, 22:36 - lettere alla redazione

Oggi la mia piccola nipotina di 28 anni mi ha brasato con la fatidica domanda. Beata innocenza.

Immaginatevi un coito tra un uomo e una donna: il petting, il pene che entra nella vagina, la stimolazione meccanica, l’eiaculazione, gli spermatozoi che raggiungono l’ovulo dentro l’utero e lo fecondano; tutte cose che voi bimbi conoscete benissimo; ebbene, tra fiorellini succede esattamente la stessa cosa! Anche se loro spesso hanno bisogno dell’aiuto del vento o delle apine, mentre noi no.

Stami

Fig. 1 - stami (foto di pippoapg)

Quelli che vedete nella figura 1 sono stami. Si tratta dell’equivalente floreale di un organo genitale maschile, perché sono portatori del polline, equivalente del liquido seminale.

Pistillo

Fig. 2 - pistillo (foto di eliale76)

Quello che vedete nella figura 2, invece, è il pistillo; nonostante le possibili, facili assonanze, è l’equivalente dell’organo genitale femminile: qui infatti finirà il polline che ingraviderà il fiore. Come fa il polline a balzare dagli stami al pistillo? Ci pensa qualche giocatore di basket? No, bambini: come detto ci pensano il vento, o le apine. Il polline è qualcosa di estremamente leggero, e ben lo sanno gli allergici di quanto il vento sia efficente nel trasportarlo; è anche qualcosa di un pochino appiccicoso: perciò, quando le apine incaricate di fare rifornimento per l’alveare infilano il muso in un fiore maschio, facilmente ne escono fuori tutte impollinate; e quando nella loro ronda si saranno infilate tra i petali di un fiore femmina, tutto ciò che rimarrà da fare ahinoi sarà informare della frittata ormai fatta i genitori della fioressa.

Ma quindi esistono fiori maschi e fiori femmina??? Sìiii! E anche fiori ermafroditi! E il bello è che i fiori ermafroditi non possono autoimpollinarsi, probabilmente a meno di togliersi un paio di costole, e devono perciò anch’essi fare affidamento sulle api, e il vento, e il caso.

E poi cosa succede quando un fiore viene ingravidato? Be’, il risultato finale è sempre questo: in qualche modo saltano fuori dei semi che, raggiunta la terra, daranno vita a una nuova pianta; come questo avvenga nei fatti, però, varia da specie a specie. Ci sono specie che generano frutti, di modo che qualche rappresentante del mondo animale se ne cibi e avvolga i semi con un po’ di fertilizzante a-gratis; altre specie fanno una specie di lancio promozionale di palloncini; altre ancora le ritrovi, secche, ripiene di semi come maracas, che finiranno a terra alla fine del loro ciclo vitale. E’ un mondo meraviglioso.

E così, cari bimbi, ora sapete che la placidità e il candore dei prati in fiore sono in realtà solo apparenti, e che se parlaste il fiorese avreste più d’una occasione, passeggiando in un prato, di intendere qualche urletto di piacere. Sapete anche che le piantine non vengono portate dalle cicogne, e che non nascono sotto i cavoli; a meno che non siano cavoli, s’intende. Avete finalmente anche un pratico dizionario bigottese-mondo reale. Fatene buon uso!

Per l’utilizzatore di telefonia cellulare (Nokia 6290, smart2go/Nokia Maps)

StM - Friday, 18 April 2008, 0:00 - geek, acaro e nerd, il criticone

Il Nokia 6290 è il tipico cellulare “fa tutto quello che fa il modello che costa il doppio, quindi dev’esserci la magagna”. In quasi un anno che lo possiedo di magagne non ne ho trovate tante, se non consideriamo la cover che perde i pezzi. Non la consideriamo, vero? E’ la maledizione del Siemens S55, quello che perdeva i tastini, e che tuttavia mi ha dato tante soddisfazioni. Vaaabbe’. Insomma, la prima cosa che volevo dirvi su questo telefono è che, a causa dei due “tappini” per i connettori di caricabatterie e mini-jack, prima o poi la cover si allenterà e/o si romperà.

La seconda cosa che volevo dirvi è che non è vero che il Nokia 6290 supporta le schede SDHC. Lo trovate scritto nei forum, ma nessuno si è mai preoccupato di provare. Bene. Io ho provato. Non le supporta. Ho inserito una schedina SDHC da 8GB, ed ero lì tutto gioioso che la riempivo di musica e cretinate, quando tutto a un tratto, superata la soglia dei 4GB… tac! Non si riempiva più. Provato sia su windows che su linux, l’effetto era identico: l’unità usb (che poi sarebbe il telefono attaccato con cavo) si disconnetteva. Quindi forse supporterà anche le schede SDHC, ma fino al massimo di 4GB (e quindi forse NO). Oh, be’. Non è che abbia poi così tante cretinate da metterci, dopotutto.

Passiamo a smart2go, altrimenti detto Nokia Maps. Lo vedete questo disegnino a lato che ha richiesto mezz’ora per essere cavato fuori da Pixel (indirizzo alternativo)? E’ tratto da una storia vera. Nokia Maps non è malvagio; ha la voce-guida un po’ floscia, è un po’ macchinoso, ama certi giri dell’oca, non ha mappe aggiornatissime, e ha *almeno un* bug fastidioso/pericoloso; ma no, non è male.

Voce Guida: diciamo, non ci andreste a letto; piuttosto, le consegnereste i compiti.

Macchinosità: bisogna *sempre* dire esplicitamente che il punto di partenza del viaggio è la posizione gps attuale; e bisogna *sempre* scegliere manualmente la modalità 3D per la mappa, ché di default c’è la 2D; non ho trovato un modo di avere un colpo d’occhio comprensibile dell’itinerario, quindi se vi fa passare da Beirut per arrivare dietro casa non potete saperlo.

Giri dell’oca: dopotutto, quale navigatore non ve li fa fare?

Mappe: scaricate due mesi fa, non erano presenti un sacco di rotonde.

Bug: è capitato che non dicesse nulla in corrispondenza di alcune diramazioni, come se fosse logico che si stava proseguendo sempre sulla stessa strada (ma non era così). Ma questo è triviale. Il pezzo forte è questo: ogni tanto vi fa fare le gasse agli incroci. Spiego: se siete in una strada principale, con una corsia di uscita e una di entrata per una strada secondaria, invece di farvi proseguire su quella principale pretende che prendiate l’uscita, e poi facciate la curva a gomito per rientrare subito. Mi è successo due volte: una in una stradina provinciale deserta (e vabbe’), e c’ero praticamente cascato; l’altra in una superstrada, in cui sarebbe stato impossibile rientrare senza avere *almeno* un incidente. Non sarà un caso che vi assilla con i disclaimer…

Che dire quindi di smart2go/Nokia Maps? Che l’ho preferito a TomTom Navigator 6 semplicemente perché era possibile scaricarlo e non era obbligatorio farsi mandare a casa un inutile dvd… e poi costava meno (oh, sì, io i software li acquisto; scioccati?). Se viaggiare è il vostro lavoro, guardate altrove; se pensate che vi servirà giusto una volta ogni tanto, avete un cellulare symbian, e vi siete acquistati per sbaglio un ricevitore gps da 30 euro, non disdegnate l’ipotesi.

50 mm

StM - Sunday, 6 April 2008, 16:27 - fotografismi

Angioletti del presepe

(riciclo questa foto perché foto più recenti ritraggono persone che non so se vogliano apparire o meno online… chiederò e vi farò sapere :D)

Proprio vero che per avere le maggiori soddisfazioni bisogna assumersi i maggiori rischi. Puoi andare in giro con l’obiettivo tuttofare e raccogliere un bel po’ di foto che tutto sommato se la cavicchiano; oppure vai in giro con il 50 mm e rastrelli foto sovraesposte, fuori fuoco, o che tolgono il fiato; con poche vie di mezzo.

Ho cominciato ad usare il 50 mm al compleanno di Lucea, perché sapevo che sarebbe stato di sera e quindi avrei avuto bisogno di un obiettivo luminoso (flash, lungi da me!); poi l’ho portato a Napoli, quando sono andato a trovare Emack, giusto perché in fondo avrei dovuto fare qualche foto al chiuso (ma non mi aspettavo che le conferenze al Gamecon fossero in uno sgabuzzino… che fatica inquadrare qualcosa senza zoom!), e giusto perché non era un obiettivo così costoso, in caso di, ehm, perdita; e via di questo passo: nel seguito ho praticamente sempre usato solo quello (ci si domanda cosa me l’ero preso a fare, allora, quell’altro da mezzo rene; ehm, vedremo di usarlo).

Poi, be’, “sempre” è una parola grossa, visto che non posso lamentarmi della mancanza di lavoro e arrivo al weekend che 24 ore di sonno bastano appena, ma in termini relativi è adeguata. Spero ci rivedremo presto su queste url con ritmi più socievoli, cari lettori.