Punten e Puntalla

Cicciu Baricciu avea ‘na fìa
Tarabanara la vujiva
Cicciu Bariucciu voleva nun deila
Tarabanara voleva rubeila
Cicciu Baricciu aveva rasòn
Tarabanara è finito in prisòn

O qualcosa del genere. Frammenti di dialetto dalle pieghe della memoria. Scrivetevi da voi tre paragrafi di lamentazioni sulla perdita di questa risorsa di pluralità culturale, di questa ricchezza dell’umanità. Io mi limito a dire che un dialetto va parlato; e per essere parlato ci devono essere persone con cui parlarlo. Un po’ difficile, quando le scuole ti portano da una parte dell’Italia, il lavoro da un’altra, e magari la vita in giro per il mondo. Il dialetto italianizzato ormai già dalla generazione precedente alla mia è moribondo; il dialetto scritto sui libri di ricerche antropologiche e linguistiche è già morto; il dialetto parlato dai miei coetanei che lo usano in maniera stentorea, perché ci devono pensare, è già morto; il dialetto pubblicato da un tizio a corto di idee su un blog frequentatissimo solo dai motori di ricerca (terzo posto per “filmati porno” su yahoo, yeah), è già morto.

Il dialetto è morto, e neanch’io mi sento molto bene.

Fig. 1: Il dialetto è morto, e neanch’io mi sento molto bene

Ma di morti se ne riesumano tutti i giorni e a tutte le ore, non solo nottetempo e di nascosto, quindi proseguiamo un po’ con i ricordi. Avete presente il giochino che si fa con i bambini poco svegli (quindi io ero adattissimo) dei due indici con sopra un fogliettino di carta? Gigino e Gigetto che vanno sul tetto? Che infatti tiri via le mani, poi le rimetti giù, e Gigino e Gigetto non ci sono più? Io a quel punto credevo di aver capito tutto, tiravo via le mani a velocità di curvatura, facevo saltar via i fogliettini, e saluti a Gigino e Gigetto. E lì mi fregavano, perché poi Gigino e Gigetto invece tornavano. Cosmico! Colpa di queste cose se poi mio padre me l’ha menata fino ai 17 anni con lo “spirito d’osservazione”. A quel punto è andato ad abitare altrove e abbiamo finalmente cominciato ad essere amiconi. Ma è un’altra storia. Cosa c’entra questo col dialetto? Niente! Prima di cominciare a scrivere ho confuso i ricordi, credevo esistesse una versione dialettale di Gigino e Gigetto e invece no!

Infatti Punten e Puntalla non andavano sul tetto, bensì spazzòvan la cameralla, e a un certo punto hon truvà’ un denarèn, “Cosa en fùmma, Puntèn?”. Cosa ne faranno del denarino trovato? E qui comincia una fiabetta che mi ricordo essere buffa, ma che in sé non mi ricordo (credo fosse un canovaccio, in realtà). Me lo segno qui, e me la faccio ri-raccontare da mia madre. Poi mi premurerò di riferirla pure a voi u_u.

(psst… se non ci risentissimo, buone feste. Vi ricordo il mio ottimismo natalizio, senza ripetermi. E quanto al non risentirsi… è più che probabile, visto che forse sono stato disatteso, e dicono che quando uno non è malinconico/triste/sofferente la qualità della produzione si riduce u_u; e io produco solo se vi è qualità u_u)

16 commenti a “Punten e Puntalla”

  1. Nightlight said, on December 21st, 2007 at 23:36 #

    Allora.. Bon Tzalende!. Dialetto valdostano, Buon Natale.. o almeno credo :P.
    ahah che foto simpatica :-)))) ;)

  2. Obi-Fran Kenobi said, on December 22nd, 2007 at 15:05 #

    Auguri Elio, ma cambia espressione ogni tanto!

  3. StM said, on December 23rd, 2007 at 2:10 #

    Obi, in realtà volevi dire “cambia faccia”, vero? ^^”’

  4. StM said, on December 23rd, 2007 at 2:19 #

    Grazie a entrambi degli auguri :]

  5. virginiamanda said, on December 23rd, 2007 at 5:33 #

    mi non me par càl diaeto sia sparjo magari l’è soo cambià, l’è diventà pì vizìn aj’itajàn ma nol’è sparjo… sè difizie parlarlo ben, ma se è robe non se fasesse fadiga farle noe sarìa gnianca bee, ossa itto tì?
    Buon Natale caro, sembra sia un periodo di secca collettivo, fai incetta di espressioni rilassate durante le feste che non sembri messo proprio bene… ;)
    un abbraccio forte ed un bacio sotto al vischio;)

  6. StM said, on December 23rd, 2007 at 12:38 #

    A ti te sembrerìa no, ma a mi sì ^^

    (in Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia, Calabria, eccetera… forse resiste ancora; ma dalle mie parti scompare)

    Grazie dell’ennesimo bacio, così ben contestualizzato poi ^^

    E buon Natale anche a te u_u

  7. ABS said, on December 24th, 2007 at 11:15 #

    Un’altra foto? Sbaglio o mi stai diventando più vanitoso del Giò nazionale? :D

  8. StM said, on December 24th, 2007 at 11:38 #

    Se fossi vanitoso non pubblicherei *queste* foto -.-

  9. ABS said, on December 24th, 2007 at 17:37 #

    Eh, anche perché lo so che sei ben fornito (di simpatia, ovviamente), ma pubblicare *quelle* foto forse non mi sembra il caso. ;D

  10. StM said, on December 24th, 2007 at 17:41 #

    Non gratuitamente comunque u_u

  11. Rhadamanth said, on December 25th, 2007 at 22:55 #

    Buone Feste!

  12. Mau said, on January 25th, 2008 at 17:58 #

    Belin at dag rasgion…ma ti tei dl’Atè?
    Mi sun ed Coiri
    Steme ben fioei…

  13. StM said, on January 25th, 2008 at 18:39 #

    Mi sun d’l'Atè, scì. A Coiri ce travaggiu :D

    Stomme bain anca ti, figeu :D

  14. Rossella said, on January 27th, 2008 at 16:37 #

    non ci credo…. un altarese nel web!!
    Anche mi sun ed Coiri… e ti do ragione, il dialetto dalle nostre parti s’è perso parecchio… io ad esempio non lo so parlare… e in effetti parlo male anche l’italiano… provo con il Giapponese?

  15. Rossella said, on January 27th, 2008 at 16:41 #

    ah… sappi che verrai linkato nel mio blog :P

  16. StM said, on January 27th, 2008 at 17:24 #

    Io consiglierei il danese :]

    Subirò il link senza reagire u_u

    :D

    (ma come ci arriva tutta questa gente dei miei luoghi, qui? :O)

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