Smemoratezze dal sottosuolo

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Il diritto alla memoria

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Panchina stanchina

Era da molto tempo che non andavo su dalla stradina che porta alla “fonte del lupo”: un duecento metri scarso, con un tubo di plastica sgorgante acqua alla fine. Quando ero ragazzino era una tappa periodica, così come lo erano decine di altri posti che magari distano uno sputo da casa mia, ma in cui non vado più da secoli; perché qua non è che ci sia mai stato molto da fare, ma di posti in cui arrivare per poi dire “Bene, e adesso?” ce n’è in sovrabbondanza. Orbene, dicevo, molto tempo. Se dico dieci anni probabilmente non esagero. E sono alquanto sicuro che l’ultima volta questa panchina non ci fosse.

La natura ha senso dell’umorismo. Un giorno di qualche anno fa, quest’albero si è lasciato piantare un chiodo nel sedere senza fare obiezioni; e adesso eccolo lì, che disarciona al ralenti gli incauti viandanti che si azzardano a cercare ristoro dalle loro fatiche. Ahr ahr ahr, sembra di sentirlo.

Non so come mi è venuto da collegare le due cose. Voglio dire, la panchina e quanto sto per dire. Mettiamo che sappiate per certo di avere da tirare le cuoia di lì a poco. Non dico proprio 24 ore, ma entro l’anno. La domanda non è tanto “cosa fate?”, ma “quanto responsabili vi sentite nei confronti degli altri?”. Quanto credete di aver diritto di influenzare la loro vita anche a cuoia tirate?

A proposito delle assicurazioni sulla vita, Vance Packard illustra un approccio perdente e uno vincente per quel che riguarda la loro promozione pubblicitaria. Perdente: i familiari del defunto assicurato se la spassano grazie, ma soprattutto alla faccia, sua. Vincente: i familiari saranno grati per tutta la vita al nobile, lungimirante tiralecuoia, che continua a vegliare su di loro magari da una fotografia poggiata gloriosamente su di un trumeau. E’ inutile girarci intorno: non ci arrendiamo con la morte del corpo, crediamo di avere diritto alla memoria eterna.

Pur nella mia modestia di grande genio incompreso (gh) che aborrisce i riflettori, ho questo dilemma, questo nodo inscioglibile (volevo solo vedere come veniva scritto, brr, inscioglibile, brr): mettiamo che ci sia una persona a cui volete bene, ma tanto bene, un botto di bene; e questa persona sa che le volete bene, ma non immagina quanto; orbene, non è forse peccato di vanità, concessione al desiderio di immortalità, cercare di farle capire, nel tempo che rimane, questo quanto? Non è forse meglio tenere la mano leggera e facilitare il corso della vita altrui, senza intromettersi?

Insomma, la vogliamo mollare questa cadrega, quando non ci spetta più?

Written by StM

September 17th, 2007 at 11:43 pm

18 Responses to 'Il diritto alla memoria'

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  1. Che poi si può citare Vittorio Gassman:

    Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del padreterno. Io non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me… che farete da soli?

    StM

    18 Sep 07 at 8:37

  2. Bisogna vedere meglio per chi.

    AnniKa

    18 Sep 07 at 14:15

  3. Eh, appunto, mica per noi: noi ci tiriamo le cuoia. Quindi cos’è meglio per chi rimane?

    (ho scritto questo post per mettervi tutti di buonumore)

    StM

    18 Sep 07 at 14:20

  4. Perché, scusa, chi rimane poi non le tira, le cuoia, a suo tempo?!

    (me ne sono accorta)

    AnniKa

    18 Sep 07 at 15:08

  5. Sì, e tutti quanti alla fine ci tirano le cuoia, ma Il ricordo può viaggiare di persona in persona e non morire; la questione si limita comunque all’immediato intorno: quando e come è bene lasciare il proprio segno, e quando non lo è?

    (e mi voglio rovinare, aggiungo questa mountain bike a 36 marce)

    StM

    18 Sep 07 at 15:33

  6. Dipende. L’immortalita’ affascina ma annoia. Lasciare un segno non dovrebbe essere per noi perche’ noi ce en andiamo, dovrebbe essere per “gli altri” e questo pero’ vuol dire arroganza ed egoismo.
    Il pensare che agli altri importi che noi crepiamo non dovrebbe essere diverso
    se sappiamo con precisione il “quando”
    no?

    virginiamanda

    18 Sep 07 at 23:05

  7. Si vive diversamente se sai di avere un tempo limitato, soprattutto se non ritieni ancora di avere vissuto. Se hai 90 anni, boh, magari non cambia…

    Stasera mi sa di no, ma il prima possibile cambio argomento xD

    StM

    19 Sep 07 at 21:32

  8. ma il tempo di vita non e’ comunque per sua natura “limitato”?

    virginiamanda

    19 Sep 07 at 21:41

  9. Sì, ok, volevo dire qualcosa come “mesi contati” ma mi pareva brutto :P

    StM

    19 Sep 07 at 23:18

  10. Questo mi ha ricordato di un film: “mortacci” (1989, di Segio Citti, con Vittorio Gassman, per l’appunto) in cui i morti non potevano lasciare, da fantasmi, la terra, finche’ anche l’ultimo dei viventi si fosse dimenticato di loro.

    Dei miei cari dipartiti vive qualcosa in me, quello che mi hanno lasciato dentro, non necessariamente il ricordo, ma il tempo speso insieme, un’idea, una decisione, un modo di agire e pensare riguardo ad un certa cosa. O strane cose, tipo mia nonna che mi ha insegnato a riconoscere al tatto il cotone sintetico da quello naturale, o i pomodori da sugo da quelli da insalata.

    Hai ragione. Se dovessi dipartire domani, non vorrei fare la fine di “mortacci”, ma vorrei solo che chi amo capisse quanto.

    A proposito, domani devo fare 6000km in aereo passando per tre aeroporti e i soliti insiders prevedono un evento storico importante per domani 21 settembre. Speriamo non si tratti di un attentato :)

    prometeo

    20 Sep 07 at 11:06

  11. Magari si riferiscono all’inizio dell’Autunno 2007 :D

    Grande evento, bisogna assolutamente esserci :D

    (grazie della segnalazione del film, che mi sa avevo già sentito nominare, ma dimenticaimene)

    StM

    20 Sep 07 at 11:13

  12. ahem, e io che domani ci lavoro in aereoporto?? ahhh.. si, ma tanto le bombe le mettono sugli aerei in volo!

    virginiamanda

    20 Sep 07 at 11:27

  13. Massì, niente di preoccupante 8)

    Giusto se soffri di cuore può causarti problemi l’esplosione, ma altrimenti vai liscia 8)

    StM

    20 Sep 07 at 11:31

  14. come rassicuri tu, StM, nessuno al mondo

    virginiamanda

    20 Sep 07 at 19:11

  15. Uno che aspetta la fine della vita per far capire quanto ama il suo prossimo si ritrova un karma talmente malmesso che minimo minimo rinasce scolopendra.
    Sì, ho una gran paura di fare quella fine.

    lamb-O

    1 Oct 07 at 11:55

  16. Eh, ma mettiamo che tale condizione cambi completamente una prospettiva che induce ragionevolmente a tenere ascosa la notizia dell’amore…

    StM

    1 Oct 07 at 12:01

  17. Se la mettiamo così… mbof! Mi sembra tautologico. “Se le condizioni cambiano in modo tale che sia giusto fare X, è giusto fare X?” ò__O

    Di certo non ho capito, spiegami meglio plis.

    lamb-O

    1 Oct 07 at 20:28

  18. Non ho proposto il caso in cui diventi improvvisamente giusto, ho proposto quello in cui diventi non più sbagliato xD, quindi potenzialmente equivalente (magari nell’essere nel dubbio) ad altri comportamenti.

    StM

    1 Oct 07 at 22:21

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