What do you want? What are you really thinking about?
Vado da tempo ripetendo come un disco rotto il concetto che poche persone sono coscienti delle loro opinioni e dei loro desideri. Poi c’è chi riesce a condurre una vita piena e soddisfacente anche facendosi latore di opinioni altrui e soddisfacitore di desideri non avuti, e chi no. Ma rimaniamo alla prima idea.
Dustin Hoffman in Tootsie, travestito da donna, riceve la confidenza di una ragazza (parmi Geena Davis) che sostiene di non sopportare più la falsità degli uomini, che se la vogliono solo portare a letto ma fingono di essere interessati ad altro; un po’ più di sincerità sarebbe sicuramente maggiormente apprezzata, ecco, tagliassero corto e dicessero “voglio venire a letto con te”, che male ci sarebbe? Dustin mette alla prova tale dichiarazione, e si piglia del porco.
Se siete venditori, saprete sicuramente che se qualcuno vi entra nel negozio cercando una canna da pesca, sarà perfettamente normale che alla fine ne esca impugnando invece un fucile a pompa o un set da cucito.
Le opinioni si basano quasi sempre sull’ignoranza, più o meno volontaria, di porzioni più o meno cospicue dell’oggetto in esame; non di rado, più si conosce il problema e meno è facile costruirvi sopra opinioni. Inutile fare esempi nel campionario di opinioni cambiate radicalmente a causa della venuta a conoscenza di elementi prima incogniti: sono infiniti (”Non sono mai stato razzista, certo però che quel campo nomadi sotto casa mia…” “Ah, ma quindi non c’erano armi di sterminio di massa?”). Sarebbe invece da fare qualche esempio sulle opinioni circostanziate e a formulate a ragion veduta ma completamente folli, che schiettamente seguono il principio “people are idiots” estesamente esemplificato da Scott Adams nel suo “The Dilbert Principle” (che vi consiglio in audiobook); sarebbe, ma non lo farò, perché in fondo sono meno suscettibili di cambiamento radicale, assimilandosi alle questioni di (cieca) fede.
Veniamo al nocciolo. I rapporti interpersonali in massima parte funzionano perché sono imperniati sulla falsità, o almeno sull’omissione della verità. Cosciente o no, ma in buona parte direi non cosciente. Nessuno ha abbastanza intelligenza e tempo libero per poter essere conscio dei propri processi mentali; anche senza pensare alle “idee” che sono in realtà automatismi del cervelletto, molte idee presunte coscienti sono in realtà formulate in modo completamente irrazionale, e quel che è peggio in modo scarsamente correggibile: la vita, se non la mera sopravvivenza, ci richiede velocità decisionali che l’elaborazione approfondita delle informazioni non permetterebbe. “Istinto”, chiamiamo questo meccanismo di codifica dei processi decisionali inconsci, costruito in parte per genetica e in parte per apprendimento non volontario (è possibile anche influenzare l’istinto in modo volontario, ma per la maggioranza degli uomini questo non succede).
Quando dico che sono più inadatto alla vita della maggior parte delle persone, dico questo: il mio istinto, il mio agire involontario hanno enormi carenze; molto passa al vaglio del pensiero cosciente, impiegando un’eternità. L’unica cosa che mi salva è uno strano modo di gestire i pensieri e le attività concorrenti… rendo meglio a fare più cose insieme, sempre che non abbiano caratteristiche di contingenza.
Una domanda mi è sorta, riflettendo sulla mia ottimistica opinione che senza fiducia non vi possano essere né amore né amicizia (che poi sull’amore rivela di essere opinione fallace, data la scarsa razionalità del sentimento): su cosa si basa, la fiducia? Per forza di cose, finisce per basarsi su ciò che ci diciamo, perché a pochi capita che essa venga messa alla prova sul campo (e a una netta minoranza di questi capita che la fiducia si conservi, dopo la prova sul campo). Ma se quello che ci diciamo è fuffa? Anche senza raccontare palle per portarci le persone a letto finché possiamo; anche senza malizia; non sarà un po’ alto il rischio che quanto diciamo non corrisponda a verità? Tutti abbiamo presente quale comunemente è ritenuto un comportamento esemplare in talune situazioni, quindi in molti saremo disposti a dire che noi sì, proprio così ci comporteremmo. Ma poi? Faremmo davvero così? Non avremo dato eccessivo - e ottimistico - ascolto al superego (mi sfugge perché Eriadan lo usi nel senso opposto; ma Eriadan ha sempre ragione, ecco), che poi siamo sempre pronti a calceggiare nel culo appena nessuno è girato da questa parte?
Un trucco moralmente accettabile è svelare le cose poco alla volta. Generare hype. Non è che le cose non le dici, le dici al momento opportuno - o meno inopportuno. Ma i casi della vita spesso ti forniscono di materiale inconfessabile anche con l’Anima Gemella™, o con l’Amico del Quore™. Non parliamo della fase di corteggiamento, in cui da principe azzurro devi far passare il tuo triciclo come un valente destriero, per carità; ma dividendo la propria vita con una persona (coniuge o amico che sia), pur partendo coi migliori buoni propositi, finisci sempre, per un motivo o per l’altro, a occultarle sempre più della tua vita, in particolare tutto ciò che è collegato a quello che tale persona non ha mai mostrato di accettare appieno (se non quello che non le hai mai detto perché pensi non sarebbe per lei d’interesse o accettabile). A periodi, nella mia vita, ho considerato la “convivenza pluriennale con persone a tasso crescente di non conoscenza reciproca” come inevitabile, oppure no. Ora sono in un periodo “oppure no”, sebbene questo post sembrerebbe contraddirmi. In effetti credo che sia evitabile, ma non che sia una passeggiata evitarlo. Sapete, la faccenda delle persone giuste. Mi sto interrogando se io le conosco, queste persone giuste; se le persone che ritengo “giuste”, che credo non mi deluderanno mai, perlomeno in ciò che mi aspetto da loro, lo siano davvero; in fondo il mio “mai” tiene anche conto della non infallibilità umana, lezione appresa e pure ripassata più volte, ultimamente; quindi, magari, sarà proprio così (sebbene la mia capacità di comprensione dell’altro si sia dimostrata più volte deficitaria; magari, perché no, obnubilata da desideri più o meno nobili). Ma mi chiedo, anche: ha senso pretendere di vivere una vita così ideale? Non è, magari, il caso di accettare l’intersezione dei limiti propri e altrui, cogliendone le opportunità e dimenticando il resto?


Non esistono le persone “giuste”, ma quelle giuste per noi. Quelle che scegliamo nonostante i loro difetti (o proprio per quelli, che sai? :P). Sarebbe bello in effetti non avere aspettative e pretese, ma se non ne abbiamo noi le hanno gli altri, quindi ciccia.
E comunque è da molto che non credo al valore assoluto della verità. Ciao Stm!
Tundra
Ciao Thund :ciaociao:
Coraggiosa, anzi impavida, eh, a leggere tutto? :D
Leggere tutto, e tanto, è il mio dannatissimo lavoro :D
Eh, ma anche nel tempo libero lo fai!
Non troverai le persone giuste fino a quando tu non ti sentirai giusto con te stesso. E non è una cosa facile, o scontata.
Lo sai che ho cercato a lungo la forza di commentare questo post? ogni volta che venivo a dare un’occhiata sul tuo blog stava lì e mi prudevano le mani ed ogni volta ho scritto un commento che ho puntualmente cancellato. E’ che è un post così benfatto e perfetto che non merita commenti ed ho commentato solo per dirtelo.
Grazie :)
Anche a me capita la piaga del commento che scrivo (più volte) e poi non posto, so che seccatura sia :D
(il numero di coraggiosi che hanno letto tutto il post aumenta, sono basito!)
Congrats per il post! Bellissimo!
Un paio di considerazioni:
1. anche gli aspiranti ingegneri hanno un anima! Anzi ce l’hanno proprio per quello! :)
2. Io ho tradito tante donne, alcune delle quali mi amavano. Decisamente io non ero la persona giusta per loro, ma se potessi, oggi, non le tradirei. Il valore dell’amore e’ nella fiducia. Ma siamo umani, e la donna che alla fine ho sposato (dopo un matrimonio fallito dopo 14 anni) e’ quella che mi ha perdonato, e mi ha mostrato che c’e’ un’altro e alto modo di amare.
Grazie anche a te :)
1. Gli ingegneri sono tenerissimi, altroché, la loro professionalità è tutta scena per autodifesa
2. Una persona che perdona ama veramente tanto