Connaissance de soi
C’è stato un tempo in cui scrivevo tantissimo ad amici di “penna digitale”, e parlavo loro di me, e loro parlavano a me di loro. E ci sembrava in quel modo di conoscerci, di saperci capire, prevedere. Non ci si tacevano i rispettivi difetti, ci si consigliava, all’occorrenza ci si sfogava.
Sono convinto che le persone che ho conosciuto in quel modo, in quel periodo, siano effettivamente in grado di dire chi io sia, cosa io possa fare. Nel bene e nel male.
Ora questo non sarebbe più possibile. Mi sono “bruciato” tutta la capacità di spiegarmi, di dire chi sono a partire dal primo giorno della creazione. Non mi piace ripetermi (perlomeno, rendermi conto di ripetermi), e quando è necessario farlo non ci metto probabilmente tutta la cura che ci vorrebbe.
Sarà questo, sarà la memoria che tradisce, sarà che da un anno non so cosa diavolo sto facendo. Grossomodo sto perdendo la conoscenza di me. Salvo per i particolari peggiori, che mi saltano agli occhi come sabbia. Un po’ come quando, nel momento in cui si rompe, bestemmiate contro un apparecchio che ha funzionato senza problemi per 12 anni. Non che io abbia funzionato sempre senza problemi. Ma tra le problematiche passate e l’impressione odierna c’è la stessa differenza che passa tra un veniale difetto di design che incide marginalmente sull’ergonomia, e un improvviso cambio tecnologico che rende obsoleto l’apparecchio nel suo insieme.
Mi scopro fastidiosamente umorale, mi diventa palese di come per soli pochissimi istanti nell’arco della giornata io sia partecipe nei rapporti con gli altri, sto chiarendo nuovi aspetti in cui si manifesta il mio egocentrismo, cresce a dismisura il mio senso di inferiorità nei confronti di un numero sempre maggiore di persone, mi trovo costantemente con la testa fra le nuvole, faccio propositi e progetti in base a certe premesse e mi sento colpevole di cambiarli, anche se sono le premesse che vengono a mancare.
E vedo correlazione tra tutto questo e il fatto che sto vendendo o gettando via pezzi della mia vita senza rimpianto alcuno. Ma forse questo è un aspetto positivo: le cose, nella vita, sono un peso.


Diagnosi:vecchiaia incipiente. Fatti un controllo della prostata.
Ora capisci perchè avevo staccato la spina a mia volta tanto tempo fa?
(e perchè dopo un carteggio furioso per qualche giorno neanche io scrivo più mail?)
Non è per inimicizia o menefreghismo o altro. Panta rei. Tutto scorre. E va.
Orsù, apriamo il circolo geriatrico tutti insieme :]