Smemoratezze dal sottosuolo

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La solitudine filmica

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Mi è capitato talvolta di domandarmi che accidenti di vita conducessero taluni personaggi di film; che fossero protagonisti, comprimari, o comparse, la loro vita sociale rasentava l’inesistenza, se non per quei pochi minuti in cui comparivano a schermo, e con l’ovvia eccezione dell’amoredellalorovita, a cui stavano regolarmente attaccati come simbionti. Quando ci sono, gli amici sono i vicini di casa, i colleghi, perfetti sconosciuti che diventano miglioriamicimorireiperte dall’oggi al domani.

Non so se dire “grazie al cielo la vita vera non è così”. Perchè chiaramente avere amici, magari *tanti*, consolidati amici, è una bella cosa; ma può capitare, nella vita vera, di pensare: “ok, amici a bordo, possiamo salpare; gli altri si fottano”. E questo è un po’ meno bello.

(ovviamente so che ci sono esigenze di snellezza della sceneggiatura, e so anche che molti film sono figli della cultura americana, che a volte produce cose sconcertanti come le case “chiavi e amici in mano”; ma non approfondiamo, lasciamolo come flash)

Written by StM

June 10th, 2007 at 6:37 pm

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8 Responses to 'La solitudine filmica'

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  1. Per questo piacciono i serial, perché puoi conoscere i dettagli più intimi dei tuoi supereroi quotidiani. In due/tre ore è proprio impossibile. Il pensiero “ok, amici a bordo, possiamo salpare; gli altri si fottano” per me ha sempre avuto un retrogusto di chiusura mentale, traducendolo in “mi vanno bene solo quelli che non mi riservano troppe suorprese e che mi incensano, non mi va bene chi potrebbe mettere in discussione le mie certezze, non mi va di sbattermi per conoscere Tizio o Caio con il quale non sono entrato in perfetta e magica sintonia dopo un nanosecondo”.

    ABS

    12 Jun 07 at 16:26

  2. Riguardo alla solitudine filmica c’era un mio amico che aveva la sue teoria secondo cui “chi ha visto un sacco di film ha vissuto una vita di merda”. Io ne ho visti molti ma la mia vita non fa troppo schifo.

    djlàmu

    12 Jun 07 at 17:29

  3. La mia vita è un po’ meno di merda, quando ho tempo di vedermi un film, in realtà :D

    StM

    12 Jun 07 at 17:43

  4. E se uno vive una vita da film il tuo amico che gli dice?;)

    virginiamanda

    14 Jun 07 at 1:16

  5. Cavolo. Io di film ne ho visti ma non saprei dire quando abbia fatto schifo la mia vita. Forse sono stati i videogiochi a rovinarmela non certo i film!

    In ogni caso quando si scrivono le sceneggiature, tutti i personaggi hanno dei dettagli che poi nei film non vengono mai mostrati. Se per lo spettatore quei personaggi sono marginale e privi di spessore, per lo sceneggiatore essi sono esistiti. Conqua qualcosa questo?

    NEO-GEO

    19 Jun 07 at 11:36

  6. Mmm… vado dicendo da sempre di preferire la visione di un film a quella di serie tv. Perché nei film tutto è (dovrebbe essere) essenziale, e se sono fatti bene da 2 ore di film ricavi molte più ore di storia. Però poi mi lamento dell’essenzialità. Sempre incontentabile e ingrato, sono…

    NEO-GEO, certe cose si inventano per mettere in moto le rotelle, altre *colpevolmente* vengono utilizzate male… conta, sì, come contano i mesi di prove del teatro, ma mai quanto conta il *palcoscenico*.

    StM

    19 Jun 07 at 11:43

  7. io sono dell’opinione che non abbia tanta più importanza quello che vede il “pubblico” rispetto a quello che c’è davvero nell’intimita di un personaggio, o di una persona.

    NEO-GEO

    20 Jun 07 at 14:20

  8. Io credo che conti quel che viene messo in atto; ciò che è in potenza deve essere visto in quell’ottica: conta se vuoi che all’occorrenza si traduca in atto.

    Una volta montato e distribuito il film, quello che era in potenza non è più in potenza: non è più nulla. A meno che tu non faccia un SEGUITO.

    StM

    20 Jun 07 at 14:48

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