Dylan Dog 250
StM - Saturday, 30 June 2007, 12:50 - il criticoneForse le celebrazioni sono ormai troppe [1], ma, insomma, male non fanno[2]. Tanto più se vi offrono un capolavoro [3] come questo che state per leggere, dove Bruno Brindisi è alla vetta della sua arte (con Sclavi dietro le quinte, citiamo pure lui, va’, anche perché è vero che i dialoghi sono pochi [4], ma se non c’era il Tiziano a scrivere le scene grandiose, il Brindisi che cosa disegnava? [5]). Non possiamo poi davvero esimerci dal dedicare una menzione per lo splendido lavoro svolto a tutto lo staff dei coloristi (Cristina Toniolo, Chiara Fabbri Colabich, Claudia Boccato, Federico Toffano, Andres José Mossa, Micaela Tangorra, Oscar Celestini) capitanato con passione e pazienza infinite da Emanuele Tenderini [6].
[1] oltretutto non si capisce cosa sia rimasto da celebrare
[2] lo dite voi: io ho preso un Dylan Dog dopo tanto tempo, effettivamente attirato dalla splendida colorazione di ottimi disegni, e voi bruciate questa occasione di riconvincermi sbrodolando lì una non-storia che nemmeno in seconda media mi sarei osato di produrre? Lo stratagemma del sogno e dell’allucinazione? Ma scherziamo???
[3] un cosa?
[4] e fanno cagare… voi non vi immaginate la quantità di puntini di sospensione che ci sono
[5] per esempio poteva meglio impiegare le proprie energie a disegnare una sceneggiatura vera; scherzare sopra allo scarso impegno di Sclavi è un autogol
[6] davvero bravi
Non ho altro da aggiungere, vostro onore, se non passare la parola al sempre esaustivo Obi-Fran Kenobi: Ma Dylan Dog che fine ha fatto?
(io intanto ho deciso di far fuori la maggior parte della mia fumetteria Bonelli, fatta eccezione per Dampyr e Magico Vento, che al momento leggo ancora volentieri; se vi interessa una barcata di Dylan Dog, una barchetta di Nathan Never, una manciata di Napoleone, una manciatina di Legs, vari altri albi sparsi, chiedete pure…)


