Smemoratezze dal sottosuolo

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Torino & Museo del Cinema

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Fino al ventiquattresimo anno di età non ho mai sfruttato granché le opportunità che mi sono capitate. Ventiquattro anni, sì. Tra le altre cose, sono stato quasi 5 anni a Torino a scopo università e non l’ho mai degnata di molti sguardi. Certo, diranno i colleghi studenti di ingegneria: è una facoltà che (in teoria) ti fa stare tanto a lezione, (in teoria) ti fa studiare tanto a casa e in più (meno in teoria) c’è di tanto in tanto la giUoia del laboratorio, che non guasta mai (salvo i corsi di programmazione, in cui “non fa rima con obbligatorio ma fa rima con consigliato“). Quindi, o esci di sera per andare a travoni (ehm, così pare che sia Corso Peschiera/Einaudi, vicino al Poli e a dove stavo), oppure durante il giorno non hai tutto questo tempo; specie considerato che le lezioni me le sparpagliavano a caso e quindi nei giorni peggiori avevi 2 ore di lezione, 2 di buco, 4 di lezione, 2 di buco, 2 ore fino alle 20.30; cose così; il Poli poi è più o meno lontano da ogni segno di civiltà, perciò nelle 2 ore di buco avevi appena il tempo di giungere alle propaggini di un qualsiasi essere umano non ingegnere, e subito dovevi prendere l’autobus per tornare.

Il fante d'Italia davanti al Politecnico

Comunque.

Visto che i ventiquattro anni di cui all’incipit li ho compiuti da un po’, ho accettato prontamente un invito che non si poteva rifiutare (mi sono trovato una testa d’acaro mozzata nel letto, anche se forse è stato un caso), e in due giorni ho visto probabilmente più (e soprattutto, migliore) Torino di quanta ne abbia vista nei suddetti 5 anni. E dire che ci fu anche chi mi avrebbe pure preso come cicerone torinese, a me -.-

Ora, il Museo Nazionale del Cinema sta a Torino non a caso: anche solo il giro per il Balon mi ha richiamato alla mente un film; ma a pensarci bene la città sembra un agglomerato di location da set molto più di quanto possano esserlo Milano, Genova, Firenze, persino Roma (e sì che tengono Cinecittà, ma non vale; non dico che a Roma non basti puntare la cinepresa a caso per tirar fuori un bel film, ma che la città ha una sua personalità indistinguibile: se giri un film a Roma, parli di Roma). Se poi consideriamo che la mia simpaticissima guida per la capitale del Regno di Sardegna era la ragazza più cinefila (e di buon gusto, a riguardo) che abbia mai conosciuto, be’, capirete che la ri-visita mi è piaciuta parecchio.

Casomai voleste un giorno visitare il Museo Nazionale del Cinema, siete gente che non vuole perdersi nulla, e avete una resistenza fisica non indifferente, tenetevi buone 6 ore.

Il Museo Nazionale del Cinema (Torino)

La visita comincia con l’archeologia del cinema, o con il pre-cinema, con un assortimento di stereoscopie (i ricordi di quando “giocavo” col ViewMaster!), barbatrucchi ottici (come il crudele taumatropio ingabbia-uccellini :( ), cinetoscopi di Edison, e insomma tanta roba divertente anche per i bimbini, o per i bimbini cresciuti (gli stessi che magari si visitano il NEMO di Amsterdam…). Ed è un ottimo antipasto.

Si prosegue quindi per un altro piano, forse il meno interessante a dire il vero, in cui il cinema viene un po’ presentato dietro le quinte, con “nicchie” dedicate ai vari personaggi (umani o tecnologici) che fanno sì che il rito magico della creazione del film si compia. Grazioso il documentario del making-of di un mini-corto di esempio.

Il cuore del museo, quello per cui siete moralmente obbligati a sbavare copiosamente, è il piano con le nicchie a tema debordanti di spezzoni di film. A vederseli tutti sono svariate ore… sì che ci sono i posti a sedere (nel settore del cinema onirico e surreale poi sono comodissimi), ma sono risicati e lo ribadisco, le ore sono proprio svariate, eh. Le nicchie, oltre a trasmettere film a tema, a tema sono addobbate, e devo dire che alcune sono davvero riuscite.

A metà tra la seccatura e la curiosità caratteristica, di tanto in tanto (forse ogni ora?) potrete gustarvi suggestivi giochi di luce sul cupolotto della Mole. Ho detto potrete? Dovrete, invece, perché durante tali giochi di luce tutti i monitor e proiettori vengono spenti. La cosa mi lascia un po’ perplesso, ma va riconosciuto che il biglietto d’ingresso non dà accesso solo a cose che si possono vedere, bensì anche a cose che si possono esperire. Meno male comunque che avevo l’eroica guida, sennò di fronte agli schermi improvvisamente neri sarei impazzito molto prima di capire cosa stava succedendo.

Non ebbi invece modo di giungere all’ultimo piano, dove, mi si dice, alberga una galleria di locandine e cose del genere. Essaràperunaltravolta.

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Written by StM

April 16th, 2007 at 11:54 am

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4 Responses to 'Torino & Museo del Cinema'

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  1. Sono commossa!
    :-D

    djlàmu

    16 Apr 07 at 12:21

  2. …non mi avevano mai dedicato un post!
    :-)

    djlàmu

    16 Apr 07 at 12:25

  3. Forza, su, tutti a dedicare un post alla signorina, qui u_u

    StM

    16 Apr 07 at 12:39

  4. Vorrei precisare che la storia dell’acaro era metaforica…:-P

    djlàmu

    16 Apr 07 at 12:45

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