Smemoratezze dal sottosuolo

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Casablanca

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Dire Casablanca è come dire Cinema. Fior di registi e autori in genere, in un certo momento o nell’altro della loro vita, hanno avuto l’accortezza (e ci mancherebbe) di guardarselo; e la sua forza ha avuto spesso una tale presa da illuminar loro la via, o da indurli a fargli addirittura omaggio di loro opere, in modo completo o parziale, in giochi di citazioni, rimandi e metacinema, o in veri e propri sacrifici votivi di celluloide.

Woody Allen costruì attorno a Casablanca, e in particolare al suo perfetto, memorabile finale, quasi un film nella sua interezza – a cominciare dal titolo: Provaci ancora, Sam. E se vi state chiedendo “ma che sta a ddì’?”, in realtà nel titolo originale la citazione è più esplicita: “Play It Again, Sam”, cioè il tormento… pardon, la celebre frase rivolta al pianista del Ricky’s Bar (o Rick’s Café), e riferita ad una canzone che è al tempo stesso una speranza e un ricordo.

As Time Goes By ci ricorda di come certe cose non cambino, non debbano e non possano cambiare, anche quando le vicende umane vengono vergate, giorno dopo giorno, di rosso sangue su pagine nere.

And when two lovers woo
They still say, “I love you.”
On that you can rely
No matter what the future brings
As time goes by.

Casablanca è un film del 1942, e parlava di guerra a guerra in corso, ma metteva i riflettori sulle influenze collaterali della guerra sulla vita di persone, che fossero comuni o straordinarie e che, pur stando in territorio neutro, dalla guerra non riuscivano a fuggire o star completamente lontane.

In “Provaci ancora, Sam”, Woody Allen mette in campo una memorabile caricatura di Humphrey Bogart, e riesce a fondere senza forzature un’intera scena del film di Michael Curtiz nel suo; per il resto non è uno dei migliori film dell’autore newyorkese, e ammetto di provare una certa epidermica repulsione per l’eccessiva, caricaturale goffaggine del protagonista. Tuttavia ne consiglio la visione senza troppe riserve, perché non è privo di sparsa originalità ed è portatore di quell’umorismo alleniano di cui non credo esista in circolazione un erede (nemmeno nello stesso Allen, e non lo dico con rammarico).

Non solo la fantasia dei registi ha subito l’impatto del mito. Nel 1998, la Lucas Arts sfornò l’avventura grafica Grim Fandango, forse primo esempio di videogioco del genere che utilizzasse un motore tridimensionale (ABS ovviamente potrà smentire – altro che Google, è ABS la minaccia alla conservazione della memoria individuale), e forse uno dei videogiochi più “cinematografici” della storia del videoludo: le citazioni a generi e a film specifici si sprecavano, che fossero evidenti e coscienti o meno, partendo dal noir di fondo e arrivando, appunto, a omaggi quasi sfacciati al film del ’42 in questione.

Ancora nel 1998, Emir Kusturica dedicò a Casablanca una sorta di cammeo in Gatto nero, gatto bianco. E, anche lui, mostrò di essere stato particolarmente colpito da quel finale che credo qualsiasi regista sogna di filmare almeno una volta nella vita.

Come finale di un post invece non ce lo vedrei molto bene, quindi *evito*.

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Written by StM

March 26th, 2007 at 10:56 pm

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6 Responses to 'Casablanca'

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  1. Il finale del recente “A Good German” -”Intrigo a Berlino” in italiano-, il lavoretto di forma di Soderberg con Clooney e la divina Blanchett, ha il finale identico a Casablanca. Giusto per buttare lì l’ultima citazione in ordine cronologico.

    Altri riferimenti nello stupendo “True men don’t wear plaid” di Carl Reiner con Steve Martin. Assolutamente imperdibile.

    “Ne dicevi di stronzate, Marlowe” :sbrofl:

    Obi-Fran Kenobi

    27 Mar 07 at 2:11

  2. :*

    ^_^

    StM

    27 Mar 07 at 8:44

  3. Ah, in italiano il film di Reiner si chiama “Il mistero del cadavere scomparso”.

    Obi-Fran Kenobi

    27 Mar 07 at 12:38

  4. Aggiungiamo.
    Prima di tutto la frase che da il titolo al film di Allen in realtà in Casablanca non viene mai pronunciata se non erro.
    Leo Ortolani cominciò a scrivere “La lunga notte dell’ investigatore Merlo” ispirandosi a “Il mistero del cadavere scomparso” poi vide “Casablanca” e cambiò totalmente registro.

    Zeta

    27 Mar 07 at 12:57

  5. Grazie (comunque non ho molto da obiettare… di giochi precendenti a GF mi vengono in mente Mean Streets, che però non era un’avventura grafica “pura”, e Normality, 3D ma “alla Duke Nukem”).

    ABS

    27 Mar 07 at 14:34

  6. Vero, Normality non me lo ricordavo. Era in prima persona, se non erro (dici appunto “alla Duke Nukem”).

    @Zeta: non so… è quell’”again” che non ricordo, lo riguarderò per controllare.

    StM

    27 Mar 07 at 14:39

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