Camerieri
I miei cari amici Black Heart Procession hanno scritto finora cinque canzoni intitolate “The waiter”, seguito da un numero progressivo. Ma qui per qui non so se intendessero il cameriere o un più suggestivo “colui che aspetta”, magari un mostraccio lovecraftiano dormiente da secoli. E col cravattino. Ehm.
Sono un ammiratore del mestiere di cameriere, e derivati. Forse avrei dovuto farlo, in qualcuna delle mie giovanili estati di sciallo, ma mi sa che ormai è tardi.
Le persone più eleganti che ho incontrato in vita mia erano spesso camerieri. Ovviamente l’eleganza di cui dico non ha nulla a che vedere con l’abbigliamento: è un’eleganza interiore, che si manifesta esternamente in cortesia e movenze aggraziate. Una persona dotata di eleganza riesce a dirti qualsiasi cosa, a chiederti qualsiasi cosa, mantenendo il sorriso sul volto di entrambi, e senza artifizi quali la plastica facciale. Una persona dotata di eleganza non disturba mai, ma sa sempre capire quando hai bisogno di lei.
A volte mi scopro a fissarli, uomini, donne, ragazzi o ragazze che siano, mentre si muovono con leggerezza eterea da un capo all’altro della stanza, aprono le porte che sembrano telecinetici, tengono sulle braccia dieci piatti *pieni* alla volta e non li fanno cascare nemmeno se gli tiri addosso i cestini dei grissini (non che lo faccia, eh). Sgrano gli occhi quando una barista tiene a mente 10 ordinazioni alla volta, si ricorda chi ha preso cosa, e con 4 gesti fa 5 cose.
Poi, be’, delle cameriere mi capita ovviamente anche di innamorarmi istantaneamente. Amori fugaci, nati senza speranza, senza basi, senza futuro. E senza corrispondenza. Ohi me derelitto. Figure esili di cui ammiro l’inarrivabile grazia mentre traslano senza rumore in giro per il locale, agitando durante l’ispezione visiva della sala una giovane coda di cavallo che sembra raccolta in fretta, e che abbozza nell’aere figure uniche, irripetibili, che narrano storie bellissime e che non si fa tempo a leggere e immaginare. Qual tristezza, qual dolore.
Vabbe’.
Rimane giusto questo dubbietto, per quelli che tanto cortesemente riescono ad essere d’accordo con qualsiasi “me” su qualsiasi cosa: ma se poi mi trovate in giro per strada, fuori servizio, me la fate pagare per tutte le cazzate che vi ho obbligato a condividere?

Spera che non ti riconosca!!!! ;D
Aahahaha scherzo, mi piacciono le tue visioni del mondo! ^^
Mella
19 Mar 07 at 9:18
Ah, ma dato questo post quindi sei un potenziale bersaglio di istantaneo innamoramento da parte mia? xD
StM
19 Mar 07 at 9:23
io ha fatto la cameriera per 3 anni e odiavo profondamente le tavolate di 20 persone con richieste assurde e inimmaginabili…ma dovevo fare capire che non era possibile sempre col sorriso sulle labbra…:-/
quelli che mi piacevano di più erano i russi che pasteggiavano con la wodka e spesso mi invitavano a brindare con loro :-)
djlàmu
19 Mar 07 at 10:01
Ecco, c’è anche il lato eroico del cameriere, che ho trascurato :)
StM
19 Mar 07 at 10:06
ovvio che le pagherai tutte
soprattutto quella del bagnodoccia qui sotto!
emauff
19 Mar 07 at 15:04
Me tapino :’(
StM
19 Mar 07 at 18:36
Uh…non saprei… io non è che sono uqesto bell’esempio di leggerezza… non per il peso, ma perchè vado a sbattere contro qualunque cosa… :P
Mella
19 Mar 07 at 19:59
Vabbe’, pazienza, farai simpatia xD
StM
19 Mar 07 at 20:33