Con Trenitalia vai sul sicuro (e non sul treno)
Rispetto al post precedente, ho appreso che le prenotazioni si possono cambiare un numero infinito di volte fino all’ora della partenza, e si può invece fare un solo cambio nelle 3 ore successive; e questo per tutti i due mesi della validità del biglietto (forse). Be’, che dire, uau, fico, mi sembra più umano, così.
Tu provaci.
Vai alla macchinetta, e cambia la tua prenotazione. Potresti riuscirci. Salvo… salvo nel caso in cui la tariffa del treno che vuoi prendere differisca da quella del treno che non vuoi più prendere. Anche se costa di meno, eh (per esempio se una tratta è regionale e non Intercity). L’amichevole macchinetta proprio non te lo lascia fare. E così puoi salire lo stesso sul treno ambito, sapendo come potrai ingannare il tempo: discutendo col controllore.
Fanno tenerezza, i controllori. Messi lì come martiri a difendere l’indifendibile. A farsi piovere addosso odio, scherno, improperi, rabbia, sgomento, inaccettabile (dal loro punto di vista) logicità. Il loro lavoro è tutt’altro che essere ragionevoli: loro devono far rispettare il Regolamento. Anche se è fatto col culo; anche se da sotto il culo glielo cambiano ogni pochi mesi e loro alla fine non lo conoscono nemmeno più; anche se lo scompartimento in cui ti stanno notificando la contravvenzione sta cadendo a pezzi e sta mettendo a rischio la tua vita. Anche se sei in ritardo di 40 minuti o sei compresso come una sardina.
Ma torniamo al cambio della prenotazione. Si può fare comodamente anche online. Trovo logicissimo, su questo come su altri siti, che dopo mezzanotte chiudano le saracinesche. Come dite? Dice 24 ore su 24? Ah, ma se lo dice il sito… sarà vero, anche se fino alle 23.59 il cambio della prenotazione ha funzionato e alle 00.01 risultava non disponibile. E’ quello che uno si aspetta da internet, no? Di avere gli orari come alla biglietteria. Perché l’omino là dietro allo schermo avrà le sue rivendicazioni sindacali anche lui, no? Può mica fare sempre straordinari, le ore piccole, sottrarre tempo prezioso alla sacralità della sua vita famigliare.
Eppure io resisto: niente automobile. Ci sono i mezzi pubblici. C’è il treno.
Il treno.

Un viaggio in treno da San Cassiano a Brisighella, parecchi anni fa. Salgo, vado a cercare il controllore e gli spiego molto cortesemente che sono sprovvista di ‘titolo di viaggio’ perché a San Cassiano non esiste una biglietteria e perché il tabaccaio che vende i biglietti li ha finiti da giorni e sta aspettando che gliene mandino altri. Non mi sembra eccessivamente difficile da capire. E invece.
Lui lì s’incazza e dice che mi deve fare la multa perché, se anche a San Cassiano non ci sono più biglietti, sta a me andare nel posto più vicino in cui li vendono e comprarne uno. Rimango calma e gli spiego che il suddetto posto più vicino è, guarda caso, Brisighella, e che io sto appunto cercando di andarci, a Brisighella, e che se avessi potuto andarci con un altro mezzo di trasporto allora non avrei avuto bisogno di salire su quel treno. Cotanta aquilaggine continua a sbraitare e a dire che insomma, come ci arrivo a Brisighella è un problema mio, ma che io in qualche modo ci devo andare, comprare il biglietto e poi prendere il treno con titolo di viaggio regolarmente convalidato. Geniale, no?! Vado a Brisighella (non si sa bene come), compro il biglietto, torno a San Cassiano e poi prendo il treno per andare a Brisighella. Al che io mi incazzo molto più di lui, e gli dico senza mezzi termini che non capisce un emerito accidente, e che è pure un gran cafone.
Poi, essendo il treno arrivato in quel di Brisighella, nel frattempo, giro i tacchi e scendo, serafica come non mai.
AnniKa
5 Mar 07 at 20:47
E’ lapalissiano parafrasare qualcuno e dire che taluni commenti sono meglio dei post xD
(comunque ufficiosamente trenitalia fornisce al cabaret tanta aneddotica quanto la politica e i rapporti di coppia…)
StM
5 Mar 07 at 21:28
Io, pensa, mi sono arreso prima ancora che la macchinetta potesse opporsi. E’ una piccola vittoria.
Sw4n
6 Mar 07 at 10:12
considera che in spagna (e dico spagna, non giappone), se l’equivalente dell’eurostar fa 5 minuti di ritardo ti restituiscono il prezzo di TUTTO il biglietto. E là sono quasi tutti “eurostar”.
Il problema è che in Italia, a infrastrutture, siamo messi maluccio. E’ per questo che mentre le autostrade fanno la terza corsia, in certi punti ci sarebbe già bisogno della quinta.
Evviva noi.
greenwich
6 Mar 07 at 12:07