Disattivo il pilota automatico

StM - Wednesday, 28 February 2007, 23:11 - estensioni digitali, segnalazioni

Rieccomi in plancia per un po’, a perdere le serate a fare nulla invece che a fare niente. Spero non vi abbiano offeso gli ultimi tre post, che erano col pilota automatico… sapete com’è, li avevo scritti uno di fila all’altro ma postarli insieme pareva brutto :(

Eppoi mentre stavo in faccende lavorative affacendato, puCCioppo non tenevo tempo per fare molto altro che sguazzare nel giovane forum di Ars Ludica, leggere di fretta qualcheduno dei miei blog preferiti, ricevere e rispondere alle letterine dei letti (essì, io punto a ricevere lettere da coloro che leggo, non dai lettori - incidentalmente qualche lettore ogni tanto scrive, essì - sicuramente cercava qualcun altro), disturbare/farmi disturbare via IM (con tutto lo sbattimento che Google Talk sta causando a me e ad altri con utenti che sono online ma non li vedi, utenti che vedi correttamente online ma a cui non riesci a spedire messaggi, e tutta ’sta bea roba)… insomma, come vedete ero presissimo e non riuscivo proprio a fare altro che lavorare, praticamente. Altro che postare sul blogghe.

E a proposito del Giovane Forum… perdindirindina, sta esplodendo. Non di utenti, ma di discussioni interessanti. E quando un forum diventa troppo vivo comincia a mettermi soggezione, non ci sto più dietro. Perciò in realtà non dovrei stare qui a pubblicizzarlo, sennò voi vi iscrivete tutti e mi fate venir matto. Insomma, vado contro il mio stesso interesse. Eggià. Mi raccomando, eh. Non seguitelo, e non iscrivetevi(ci).

Dico sul serio.

Cerco di vincere la repulsione ad essere Soggetto

StM - Wednesday, 28 February 2007, 9:49 - fotografismi, nosce te ipsum

Ma belìn che non ci riesco. Non sono mai serio, mai. Uffa.

Il nonno, questa volta

StM - Tuesday, 27 February 2007, 11:28 - cronache

Pare che a mio nonno paterno durante la seconda guerra mondiale sia capitato di dover andare in Germania a prestare le sue braccia al lavoro (come alternativa al prestarle alla guerra, credo). Gli facevano spostare mobilio dalle case bombardate a quelle ancora agibili, e cose di questo genere. A lui, e a Otto, che suppongo fosse il suo referente germanico.

Un giorno Otto venne a sapere che in Italia il mio nonno era verniciatore. Allora potresti riverniciare il nostro camioncino, gli disse, che ha bisogno di una sistemata. E mio nonno eseguì.

Otto ostentò indifferenza, quando vide il suo camioncino colorato di verde, bianco e rosso.

Rinchiudete li arbori, che scappeno sennò

StM - Sunday, 25 February 2007, 19:51 - pensieri

Io e il mio babbo ci siamo rimasti male, a scoprire che i boschi nel mio paesino non sono più agibili. Tu prendi una stradetta bello tranquillo, la percorri per un chilometrino, due, tre. E poi trovi un cancello, e un recinto, fin dove giunge l’occhio. Quella strada era aperta ancora 10 anni fa, era aperta da un secolo, anche tre in qualche caso. E ora qualcuno ha deciso che è terreno suo.

Io capisco che magari il bosco sopra e il bosco sotto sono davvero di questo qualcuno. Ma la strada, diamine, la strada non l’hai costruita tu, e nemmeno tuo padre o tuo nonno, e per usarla solo tu scommetto che non ti saresti nemmeno sbattuto, a farla. Mi rifiuto di pensare che quando hai comprato il terreno ti abbiano anche concesso l’uso esclusivo della strada. Quindi stai cercando di fare il furbo, secondo me.

C’era una storia di Lupo Alberto in cui tutti gli abitanti della fattorie McKenzie impazzivano e ciascuno recintava il proprio fazzoletto di terra, col risultato di rendere impossibile la vita comunitaria. Ecco. Io, ad andare avanti e indietro perché i signori Io-dentro-Voi-fuori hanno deciso di fare il loro oculato investimento, mi sono sentito sbattuto in un fumetto comico. Magari è per difendere il loro terreno dai cinghiali; magari è per tenere dentro le loro caprette; ma una volta, mi chiedo, come si faceva allora a vivere senza recinti, cancelli, porte?

Liberatemi dai MCR!

StM - Saturday, 24 February 2007, 13:40 - diario

Mi sto ascoltando a raffica “Radio Rebelde” dei Modena City Ramblers, e Una perfecta excusa in particolare. Il tara-rara-rara™ della tromba mi fa impazzì’, mi fa. Che magari a vedermi non lo pensereste, che mi ascolto certe cose… tutto calmo calmino e rilassato come appaio… e invece…

Già che ci sono, elargisco qualche consiglio di ascolto in base ai miei gusti, senza giustificarlo più di tanto perché non tengo il lessico musicale per spiegarmi (tiè).

Per mesi, nell’ultimo anno, ho avuto la fissa di The Spell (mmm… a questa pagina manca la prima, “Tangled”, che è una delle mie preferite) dei The Black Heart Procession. Un rock pulito e che riesce a sbatacchiarvi l’anima senza scomporsi (”The Letter” un giorno avrà sicuramente per me un effetto madeleine). Se non conoscete i BHP, vi posso dire che il mio punto d’ingresso al loro mondo è stata It’s a Crime I Never Told You About the Diamonds in Your Eyes, contenuta in 2, consigliatami con lungimiranza da qualcuno (che non è che si stesse crucciando di non avermi mai detto che tengo i diamanti negli occhi, eh…). Non è detto che se vi piace quella vi piaccia anche tutto il resto, ma loro sono davvero bravi e vi assicuro che ognuno dei loro dischi ha qualcosa da dire.

Sicuramente conoscete tutti Goran Bregovic; se per disavventura non avete nessun suo disco in casa, potete accattarvi in un sol colpo molte delle sue musiche migliori con Ederlezi, anche se personalmente ho un debole per la colonna sonora di Arizona Dream (film splendido, tra l’altro).

Poi, be’, c’è la supermegahit galattica del secolo ventesimo, quella Mao Mao di (credo) Claude Channes che così bene impreziosisce il film migliore mai concepito, quella Chinoise di Godard che mette il coperchio alla cinematografia di tutti i tempi (coff coff). Due minuti di canzone, ma che vi cambieranno la vita. :|.

Questo post è stato eseguito in accordo con gli standard di Blogage correnti; immaginatevi che inferno sarebbe stato se avessi usato Snap.com.

E non avete visto il pigiama

StM - Wednesday, 21 February 2007, 23:24 - belinate, fotografismi

(in realtà ho pigiami piuttosto ordinari; niente orsetti fronte-retro, fiorellini o pagliaccetti)

Ogni tanto impazzisco e associo le lenzuola così:

dsc_2935_letto.jpg

Medicina e Mulini

StM - Tuesday, 20 February 2007, 21:22 - diario, pensieri

Sono uno di quei tizi che guardano la medicina con sospetto. Di quelli che preferiscono che le malattie facciano il loro corso senza forzarle, che scoppiano di salute, che un giorno all’improvviso scoppiano e basta perché c’era giusto quel male nascosto che “ah se l’avesse preso in tempo, ma non si faceva vedere da un dottore da anni”.

(In effetti quanto prima dovrò andare dal mio medico; sarà comico dirgli “sa, mi succede questo da un paio d’anni, quest’altro s’è manifestato la prima volta volta tre anni fa, questo ormai sono 10 anni e ci ho fatto l’abitudine…”)

Mentre il frullato di banana qui a fianco mi guarda sconsolato da sotto il sottile strato di cacao sotto il qual… uhm… insomma, io e il mio amico frullato stavamo interrogandoci su quanto sia diverso rivolgersi a un cattivo idraulico piuttosto che ad un cattivo medico. Intendiamoci: non mi rivolgo ad un idraulico se sono incontinente, era per fare il parallelo dei mestieri.

Bene. Se ti rivolgi ad un cattivo idraulico male che vada rimani senz’acqua per il tempo necessario a chiamarne uno più capace (o lo stesso, se ami il rischio e puoi non pagarlo perché quello che è successo è senza dubbio colpa sua), ti ritrovi con i muri ad acquerello da ridipingere e con i vicini del piano di sotto alla porta con in mano l’ombrello dal manico nodoso. Giù soldi, giù sbattimenti, ma salvo il problema di trovare un idraulico disponibile, ce la si cava in poco tempo.

Nella mia famiglia e dintorni si è avuto a che fare con molti più medici che idraulici. E di cattivi medici se n’è avuto un discreto campionario (probabilmente sono in maggioranza ma solo perché li si cambiava subito, mentre quelli buoni ce li si tiene a lungo, no?).

Personalmente ho avuto qualche esperienza negativa solo in campo dentistico, con culmine nella croce dell’apparecchio correttivo mobile che la dentatura non me l’ha raddrizzata, ma in compenso ha la responsabilità dei miei tre denti più storti (”mamma, a me sembra che faccia più male che bene”, ma chi lo ascolta un diecenne o giù di lì?); non saprò mai se ero io in errore, perché al raggiungimento della massima stortura dei tre smisi di metterlo.

Qualcun altro un dì si fece un’operazione a un gomito, una sciocchezzuola, e il mese e mezzo successivo (FORTUNA che era fine LUGLIO così io ero a CASA e potevo AIUTARLO) lo passò ad andare e venire dall’ospedale perché l’avevano dimesso troppo alla svelta e s’era formato un ematoma. Credo sia stata la migliore estate della sua (e mia) vita, senza dubbio.

E poi be’, il campo psichiatrico è la manna del mugugnone. Pazzi furiosi che invece di starci davanti, alla scrivania del medico, ci stanno dietro e prescrivono farmaci. Gente in camice che ti dice con la massima naturalezza di impasticcarti con veleni che poi scopri essere usati nei centri “di salute mentale” (e allora ti viene il dubbio che, quelli che ci stanno dentro, prima di entrarci fossero in realtà persone normali), e che ti portano a un passo dalla morte per 3 volte nel giro della stessa giornata; persone senza scrupoli che preferiscono liberarsi dalle seccature prolungando le somministrazioni ben (BEN) oltre il consigliato, e chissenefrega se si crea un esercito di farmacodipendenti (con l’impatto che questo ha poi su tutto l’organismo, non solo a livello cerebrale); incompetenti che brancolano nel buio e procedono a tentoni a spese delle menti, e delle vite (”come ti cambio la personalità da così a così in 10 giorni”), dei loro assistiti.

Ma quel che è più seccante sono i medici di due campi “avversari” che tirano ciascuno acqua al proprio mulino. Per il chirurgo, l’unica è operare; per il fisiatra no, figuriamoci, non deve nemmeno vedere le lastre: basta la fisioterapia.

Nel mentre che l’amico frullato mi espone il suo punto di vista riguardo all’onestà professionale, sapreste dirmi qual è il termine medico per “presa per il culo”? Sono sicuro che esiste.

Uffa, ecco

StM - Sunday, 18 February 2007, 3:12 - diario, oblòg

Improvvisamente mi sembra di essere una rock/pop/bohstar in tour, visto che non passa settimana senza che debba andare in qualche posto inculato in qualche altra regione d’Italia (ma ci sono quelli inculati anche nella MIA, di regione). Magari è solo un periodo. Magari no. Magari mi vedrò costretto a mettere nella sidebar uno specchietto delle prossime mete del StM Show, e a vendere ambitissimi biglietti per i pochissimi posti disponibili (la penultima volta c’erano le sedie giusto per noi; il mio portatile poggiava su uno scatolone mentre altri lo tenevano sulle ginocchia, in un groviglio di alimentatori e cavi di rete; notabile anche il fatto che a un certo punto abbiano cominciato a farci lo spurgo davanti alla porta).

Comunque, questo è un post di rammarico. Fatico a star dietro ai miei blog preferiti. Fatico a conoscerne di nuovi (questo comporta che io abbia attualmente un lock-on su una maggioranza netta di blog di talentuose puelle… vi assicuro però che il raid in campo maschile era schedulato u_u). Più o meno riesco a leggere tutto, sì, ma comincia a mancarmi il tempo di spammare (lo sapete, è il mio modo di designare i miei commenti). E trovo un po’ poco raccomandabile considerare il weekend come un momento per recuperare questo genere di arretrati, soprattutto se il sabato ti alzi e ti chiedi che ora sarà, forse le undici, mezzogiorno, e poi sono le due e te ne stupisci; e poi ragioni che in fondo sono due settimane che non dormi un cazzo, e magari ci voleva; e però ti dici anche che così il sabato è già andato a donne leggere; e quindi decidi di rimandare il pranzo alle 17 così non devi fare cena, e magari un po’ di tempo gratis esce fuori.

In definitiva tra una cosa e l’altra ti dici che sì, nella tua vita sta andando tutto benissimo; fatta eccezione per un po’ di ragionevoli e pervasivi dubbi su… tutto.

Probabilmente dovrei dare ascolto alla Meringa - che si sa, le meringhe sono bianche perché sono sagge, sissignori - e dedicarmi di più alla, ehm, boxe. Sì sì, alla boxe u_u

Ihihi… ehm, scusatemi tanto

StM - Thursday, 15 February 2007, 16:41 - diario, estensioni digitali

Ieri è capitata qui un sacco di gente da Google Immagini, cercando cose tipo “disegni san valentino”. Perché in effetti un disegno per San Valentino, l’anno scorso, l’avevo fatto.

Solo che un mesetto fa ho cambiato l’indirizzo della cartella degli upload di wordpress, così, per sfizio, e quindi i tardivi ricercatori (ma che, vi pulite la coscienza giusto l’ultimo giorno?) non hanno trovato l’immagine. E visto che neanche quest’anno il San Valentino qui lo si festeggia (come del resto è successo anche per tutti gli anni in cui avrei potuto), be’, sono perfidamente contento della cosa. Come se il mio disegno potesse interessare gli innamorapiccipiccibaciobacio -_-. E poi no, in realtà spero abbiano avuto la presenza di spirito di usare la barra di ricerca, che è lì mica per niente eh. Se non trovate potete anche domandare, eh. Potete anche mandare lettere d’ammòre al limite, mica ci si offende. Eh.

Comunque tanti auguri per oggi ai colleghi.

Il viaggio di Capitan Fracassa

StM - Monday, 12 February 2007, 0:38 - nosce te ipsum

Il cinema italiano è ancora una miniera dalla quale non capisco perché la televisione pubblica non attinga a piene mani. Forse costano di più i diritti dei buoni film italiani rispetto a quelli dei passabili e mediocri film americani?

Il Morandini parzialmente lo cassa: “girato interamente in studio, il film di E. Scola non si discosta da una barocca dimensione scenografica: tutto qui è teatro. Bello, ma senza cuore. Elegante, ma senza energia e, in fondo, senza una vera ragion d’essere”. Ed è ben giusto che si cassi il Fracassa, appropriato eccome.

Sarà che io vado matto per qualsiasi cosa coinvolga Troisi, per una qualche affinità nascosta o che altro (c’è chi dice che a volte faccio pause da Celentano, ma gradirei maggiormente mi si paragonasse a Massimo, ecco); sarà che mi lascio affabulare dalla finzione così ostentata e retorica da apparire realtà; sarà che Emmanuelle Béart è sempre bellissima (non parliamo poi della Muti, eh); sarà che in qualche modo ho sentito per un po’ soddisfatto il mio mai domo desiderio di fiabesco (che vado a cercare col lumino parimenti tra fantasy da ragazzini, capolavori di Miyazaki, varie ed eventuali).

Io “Il viaggio di Capitan Fracassa” ve lo consiglio. Queste suggestive scenografie da studio, poi, di cui ci informa il Morandini, m’hanno riportato alla mente come figuravo fossero le Fiabe Italiane narrate da Calvino (sapete, quando vi si materializza ciò che leggete nella penombra generosamente offerta dal vostro abat-jour). Perciò se siete drogati di fiabe e ammiratori del teatro, fatelo vostro (nella maniera più pudica possibile, dico).