Morti in varie salse

Tutto è cominciato quando ho pensato che sarebbe stato buffo vedere “stm.sottosuolo.org” su una pietra tombale. Dove meglio che lì? Poi ho ucciso l’idea buffa constatando che non sarebbe stata abbastanza buffa. Tuttavia ho provato lo stesso, e il risultato è niente più che una sperimentazione di tratto e font.
Sempre sul tema della morte, porgo le mie sentite condoglianze alla moglie dell’alimentatore del mio portatile, e alla capacità residua della batteria, che non ne avrà per molto tempo.
Oh, e può darsi che abbia ucciso la lingua inglese… ricordo dal corso per il FCE che c’era qualche stranezza nella consecutio, sia al passato che al futuro, ma sono anche passati due annetti…
Sembrerebbe insomma che l’unico a non morire qui sia io. Oh, non vi preoccupate, ce la sto mettendo tutta (è anche una di quelle cose che comunque riesce più o meno a chiunque), anche se forse il concentrarmi in maniera troppo esclusiva e poco volontaria in sofferenze da magonegenesi, notoriamente tanto più odiabili quanto più durano (e perciò per esigenza di sfiga quanto più durano tanto più vivi), ecco, temo non darà il risultato “sperato” tanto presto.

Più probabile: “What will it happen if this blog would die?”
(anche se non mi piace)
StM
18 Dec 06 at 8:47
no, dovrebbe essere: what could it happen if this blog died?
pinkaholic
18 Dec 06 at 16:07
Allllllooooraaaaa… l’intento è “Cosa succederebbe se questo blogghe morisse”. Quanto al would non ci sono dubbi, ma sulla consecuZZio qualcuno mi rimane (e peste se ho un briciolo di voglia di andare a controllare…).
StM
18 Dec 06 at 16:09
dipende da quale periodo ipotetico intendiamo usare… realtà? eventualità?
pinkaholic
18 Dec 06 at 16:56
Periodo ipotetico delle ipotesi -.- (tu cerchi di sconfondermi :’( )
StM
18 Dec 06 at 17:10
oh, sì, io adoooooro sconfondere la gente
pinkaholic
18 Dec 06 at 17:17