Smemoratezze dal sottosuolo

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Bittorrent sta diventando cattivo? Forse no.

with one comment

Bittorrent al principio era solo un protocollo di condivisione di file un po’ diverso dagli altri, con la stranezza che per scaricare un file ne dovevi prima scaricare un altro. Non aveva un suo dominio e infatti il suo client stava un po’ defilato in una sottocartella di bitconjurer.org; eppure non ci volle molto perché venisse adottato entusiasticamente dalla comunità pirata (e fin qui ormai pare normale), e da comunità legali come quella di linux, che ne ha fatto presto uno dei mezzi preferenziali per scaricare diverse distribuzioni (e questo è stato forse inaspettato da parte dei più ciechi). Recentemente il supporto ai .torrent è stato addirittura inserito direttamente nel browser Opera.

Oggi bittorrent è diventato anche un portale (in senso lato) che strizza l’occhio (e forse è un eufemismo) alle major. I timori sui possibili sviluppi negativi si sprecano, ma qui si è in un periodo ottimista e dunque si dice: dopo YouTube/Google Video, bittorrent sarà una possibilità ulteriore per gli utenti di distribuire in modo poco costoso i prodotti della loro creatività e ingegno (che, mi auguro, esistano). Voi direte: non è già così? Che cosa cambia?

Forse l’idea non piacerà a tutti, ma se bittorrent si scrollerà di dosso la cattiva nomea di prodotto per pirati se ne avranno soprattutto benefici. Sapete come funziona il protocollo? In parole molto semplici (su wikipedia trovate anche la gif animata con sotto la spiegazione in inglese; oppure leggetevi la pagina italiana):

  1. mettete su un server il file che volete far scaricare
  2. avviate il tracker bittorrent, cioè il “server” centralizzato che lo distingue da altri protocolli p2p
  3. create un file .torrent che contiene informazioni sul file e su dovi si trovi il tracker, e lo mettete a disposizione del pubblico (per esempio su una pagina web)
  4. i primi utenti che faranno uso del .torrent useranno la vostra (costosa) banda per scaricare il file, giacché il tracker non troverà “seeder”, “seminatori”, utenti già in possesso di parte del file e dunque candidati a metterle in condivisione
  5. col tempo, sempre più utenti saranno in possesso di sempre maggiori porzioni del file, e quindi, idealmente, la banda direttamente demandata al vostro server sarà minore.

Ora, se questo è già possibile oggi per chi amministra server o occasionalmente trasforma il proprio desktop in un server, in futuro potrebbe diventare una funzione talmente comune e ritenuta “sicura” da essere, magari, compresa in pacchetti di hosting a fianco degli ormai stradiffusi servizi apache, php, mysql, e permettere, per un modesto costo in termini di risorse di calcolo, di ridurre drasticamente le esigenze di banda (per chi non lo sapesse, la maggior parte dei webhoster seri pone e comunica un limite alla velocità di trasmissione di ciascun sito - non sempre questa è resa nota agli utenti -, e alla quantità di dati trasmissibili in un mese - per esempio Altervista dovrebbe avere un limite di 10 GB mensili e bluehost di 999).

I movimenti nel mondo della content delivery sono sempre guardati con sospetto dal punto di vista del *consumatore*, dimenticando che esiste tutto un mondo di “produttori “e “distributori” che non sono le major, le star, gente carica di soldi ma persone con talento e buone idee che hanno solo l’ostacolo della scarsità di risorse. Finora la Rete è riuscita ad essere sempre dalla loro parte, nonostante i numerosi, continui, reiterati tentativi di imbavagliamento; nostri compiti sono lo stare in guardia, far sì che nessuno ponga mai ostacoli illiberali tra chi ha qualcosa da dire e chi lo vuole ascoltare, e cercare contemporaneamente di cogliere le opportunità che ci si presentano.

Written by StM

December 12th, 2006 at 12:22 pm

One Response to 'Bittorrent sta diventando cattivo? Forse no.'

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  1. non ho mai ben capito come funzionano i torrent, ma non importa. So cosa fare se devo scaricare qualcosa e tanto mi basta.

    Shuren

    12 Dec 06 at 21:38

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