Smemoratezze dal sottosuolo

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Prevedo e auspico (sistemi operativi commerciali)

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Oggi il tipico sistema operativo commerciale (aka Windows) usa sistemi di licenze buffe, del tipo “puoi installarlo solo su un computer, solo per il numero stabilito di processori (e il dual core così ti frega), non puoi trasferirlo ad altri computer nemmeno dopo che l’hai disinstallato, NON PUOI spostarlo su un altro computer se l’hardware di quello lì s’è fritto”, con derive oltretutto non solo di licenza ma anche tecniche, per alcune versioni, che arrivano fino al limite di processi o connessioni contemporanee (e lasciamo stare tutta la questione di Digital Rights Management, ché possiamo anche ammettere che si sia in rodaggio, e quella di trustworthy computing ancora di là da venire).

Un domani spero, auspico, che le licenze saranno al più per singolo utilizzatore, qualsiasi sia il computer che costui si trovi ad utilizzare. Sempre, ovviamente, restringendo il campo ai software commerciali, giacché i software gratuiti, liberi o che altro non avranno certo bisogno di limitare l’accesso da parte degli utenti; e tuttavia, potranno beneficiare del criterio di autenticazione centralizzata che sarà necessario per verificare le licenze nei software commerciali - più in generale, infatti, si farà profilazione dell’utente (metto in grassetto una parola che nemmeno so se esiste in italiano, ottima mossa).

Immaginatevi una specie di via di mezzo tra Steam, un account Google/Windows Live ID e un utente di dominio. Per quelli come me che sono cresciuti tra computer che erano entità indipendenti, la prospettiva può causare un certo dolore al cuore; ma già vedo come il mio modo di interagire con i calcolatori stia cambiando, vada “disperdendosi” piuttosto che perpetuando a concentrarsi su un computer singolo. Finora ho provveduto manualmente (trovando anche gusto nell’automatizzare la cosa) a migrare impostazioni e dati da un computer all’altro, ma già per molte cose è possibile farlo in modo centralizzato (solo che mi fido poco, ecco). Prima o poi sarà vita vera il sedersi ad un computer qualsiasi nel mondo, e magari indipendentemente dal sistema operativo o dal tipo di account (riusciranno a mettersi d’accordo? Speriamo in una virtualizzazione standardizzata che gestisca il login e il successivo caricamento delle cose giuste al posto giusto?) ritrovarsi davanti al “proprio” desktop.

A grandi linee: vi sedete davanti ad un computer (collegato alla rete, almeno per la prima volta che lo usate), e inserite il vostro Unique Stocasso Identifier; il login viene effettuato in un sistema di virtualizzazione figlio (illegittimo) degli odierni bios, che si preoccupa di verificare le vostre preferenze dal Stocasso Database, carica il sistema operativo (e chissà che forma avrà, quello che oggi chiamiamo così), i software e le impostazioni che volete (e/o per cui avete la licenza); non ci sono driver da installare perché, appunto, tutto è virtualizzato, una cosa tipo Java Virtual Machine (ma si spera meglio); fate le vostre cose e, al logout, viene tutto salvato sul server di qualcuno che, onestissimamente (forse non gratuitamente), conserva i vostri dati; e poi l’erba cresce, il vento soffia, e il cielo è blu.

Ok, fin qui la (una) teoria. Computer come una evoluzione di dumb terminal, browser e console. La pratica NON sarà così. Sarà ragionevolmente una porcata. Ma noi si spera sempre (soprattutto che la realtà superi la fantasia).

Written by StM

November 15th, 2006 at 8:50 pm

9 Responses to 'Prevedo e auspico (sistemi operativi commerciali)'

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  1. Qualche tempo fa ragionavo all’incirca sullo stesso argomento. La mia personale conclusione fu che non possiamo sfuggire all’implementazione di un identificativo personale univoco, per forza di cose supportato da una piattaforma mondiale di autenticazione. Solo così salveremo quello che resta del più tradizionale significato di proprietà privata, ovvero il diritto di godere di un bene in modo pieno ed esclusivo. Sarebbero contenti i vampiri dell’infotainment e saremmo contenti noi, finalmente liberi di comprare un DVD per vederlo in Italia o nell’Isola di Pasqua, se così ci piace. Nonchè di accendere un computer e usare il nostro software ovunque, finchè il detentore della licenza sia davanti al monitor. Certo, ci sono un paio di minuscole controindicazioni…

    casper

    15 Nov 06 at 21:31

  2. devo aver dimenticato di chiudere il tag ;)

    casper

    15 Nov 06 at 21:32

  3. Correggetti :)

    Il problema delle minuscole controindicazioni è, appunto, una bella grana. E quel che è paradisiaco nella prospettata visione teorica diventerà sicuramente infernale nella realizzazione pratica.

    StM

    15 Nov 06 at 21:37

  4. Poco ma sicuro.

    casper

    16 Nov 06 at 0:18

  5. Oh sì, possiamo sognare il Grande Fratello Unificatore e tutti con un codice a barre nell’ iride, che ci apre le porte (quelle che il nostro conto in banca ci permette, cioè). Io però la vedo diversamente: il massimo dell’ unificazione si è avuto forse con l’ avvento del 33 giri, che un po’ è durato. Ma non esisteva ancora l’ informatica, microchip ecc ecc. Poi è stato tutto un proliferare di standard diversi ed ognuno a proclamarsi migliore del precedente e nuovo standard di riferimento fino a che oggi, anzi ieri, vado a comprare un SD card (che per me era il top del top) e scopro che è già stata sostituita con una nuova identica ma ovviamente incompatibile con la precedente…
    Morale della storia? La stessa per cui non ci sarà mai una moneta unica mondiale: la gente sulle differenze (di cambio o di standard o di che altro) ci campa, come pure le multinazionali che, mi dicono, governano il mondo.
    Quindi andremo avanti così, in un mondo dove ognuno dice la sua e in una lingua diversa. E continueremo a litigare, uomini e macchine.

    seamaster

    16 Nov 06 at 16:52

  6. figata, è il mio sogno

    Shuren

    16 Nov 06 at 20:38

  7. Magari! Speriamo va..

    J4cK

    17 Nov 06 at 0:04

  8. Meno ottimismo, meno ottimismo!

    StM

    17 Nov 06 at 10:15

  9. Figata… a parte le prevedibili, leggerissime controindicazioni, una volta si diceva “vado in ferie così stacco per un po’ dal PC, da internet, dal capufficio, ecc.”, mentre tra un po’ con il desktop che fa le valigie e ti raggiunge alle Bahamas, e probabilmente pure in coppa al cesso, la connessione sarà definitiva e permanente!

    (Una bella console unica, comunque, non la vedrei malissimo, mi sembra un po’ demenziale prenderne tre a giro quando poi chi le fa i soldi li fa sul software. Magari la Nintendo - o chi per lei - poi potrebbe sbizzarrirsi sulle periferiche…).

    ABS

    19 Nov 06 at 12:01

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