Smemoratezze dal sottosuolo

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Estensioni digitali

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Ci pensavo giusto stasera mentre sboroneggiavo in treno col portatile e la solita connessione gprs. Sentivo crescere in me una certa inquietudine. Ero lì nel posto solitario dell’Eurostar, quello da asociali senza nessuno a fianco (quindi perfetto per me); e pensavo: ci vorrebbe uno specchietto retrovisore per vedere se c’è qualcuno che sbircia, là dietro. Perché da dietro si poteva vedere sia lo schermo che la tastiera. Ed era soprattutto la visibilità della tastiera a turbarmi - e se qualche mente particolarmente sveglia ma particolarmente stronza avesse cercato di carpirmi le password che, sempre, capita di dover mettere qua o là durante l’utilizzo di un elaboratore “moderno”? Proprio me turba ’sta roba, perdiana. Ciò. Fischia.

Il baricentro del turbamento è questo: quando parlo di questo sito, dei miei account di posta, messaggistica, telefonia, mi ci riferisco sempre come a “estensioni digitali” - perché è vero, sono un’estensione delle mie capacità comunicative. Il problema sorge col fatto che senza il corpo fisico la mia identità elettronica è facilmente falsificabile - rubando password, sottraendo computer, facendo uso di miei computer incustoditi, cammuffando la voce, eccetera eccetera; e non dite che in futuro saremo in botti di ferro grazie all’uso di keyword come “dna”, “iride”, “impronte digitali”, perché la prima cosa è facilmente ottenibile, la terza riproducibile, la seconda probabilmente non definitivamente sicura.

Insomma, per qualcuno la cui vita digitale è intensa, il problema di essere sempre riconoscibile diventa rilevante; ché non viviamo nel mondo dei cuochi Barilla, qualche pezzo di busa con cattive intenzioni lo trovi sempre.

Quindi? Al rischio di furto d’identità c’è forse soluzione?

E chi lo sa. Chi lo sa. Sono un diffidentone, io, ma non si può mica fare tutte le volte che un amico ti spamma un po’ in messenger un test per verificare che lui sia davvero lui. Eh. Non vedo una soluzione, no. Salvo, forse, imparare a non preoccuparsi e ad amare la bomba.

Written by StM

November 14th, 2006 at 1:41 am

3 Responses to 'Estensioni digitali'

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  1. uhm… ho da rifletterci…

    comunque, come è andato il week end romano?

    pinkaholic

    15 Nov 06 at 10:19

  2. Bene andò :)

    Avrebbe potuto essere anche in una qualsiasi altra città del mondo, comunque Roma ha fatto il suo dovere :D

    StM

    15 Nov 06 at 10:29

  3. [...] Per la maggior parte del tempo (per fortuna?), affrontiamo il problema dell’identità unicamente sotto l’aspetto legale/giuridico/tecnico, per l’esigenza di sapere chi ha fatto che cosa come e quando (e dove, ma in tempi digitali ha importanza solo per il fuso orario - poi, be’, c’è il tempo UTC a dire il vero). Come si sa il “chi”, aldilà di ogni ragionevole dubbio? E’ un periodo in cui la questione mi torna alla mente spesso, e neanche a farlo apposta me lo ricordano Punto Informatico e Slashdot. [...]

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