Smemoratezze dal sottosuolo

Un blog che è uno spettacolo anche quando è offline

La neocultura da file sharing

with 8 comments

Sappiamo tutti che la Rete è una lama a doppio taglio: potente nel diffondere le informazioni corrette, altrettanto nel diffondere quelle errate.

Parlando di qualcosa di terribilmente illegale: avrete notato come, su circuiti p2p, capiti spesso di vedere opere dell’autore X riassegnate all’autore Y, solo perché Y è più noto/bravo/bello, o per un semplice errore, o per una dannosa tendenza alla sineddoche (se ci chiappo, avvertitemi se no), per cui “Walt Disney” vuol dire in realtà “cartone animato”.

Ma il p2p è solo uno degli esempi. Prendete anche una ricerca su un motore di medesima: volete sapere chi è l’autore di un pezzo quasi misconosciuto. Trovate un risultato che lo attribuisce a, mettiamo, Art Tatum. Voi ovviamente non siete fessi, e dite “sì, ma facciamo un doppio controllo”. Trovate altri tre risultati che danno lo stesso responso, e a quel punto direte “ok, mi basta”. Così scrivete magari il vostro post in un forum, in un newsgroup, in un blog, dando credito a quella interpretazione. Problema: e se la vera risposta alla ricerca si fosse trovata a pagina 2 dei risultati, e quelli a pagina 1 fossero solo viziati e corroborati da autoreferenzialità? Io linko te, tu linki me, siamo d’accordissimo noi due, google ci alza il pagerank e le nostre pagine sono le prime nei risultati… anche se diciamo cazzate.

Per qualcuno un’informazione sbagliata è meglio di nessuna informazione. Per me no. Io, prima di dare un’informazione, voglio essere più che certo di darla corretta. E non la do finché non sono sufficientemente confidente. Perché in rete il proliferare di informazioni sbagliate può essere devastante - pensiamo alle manìe anti-storiografiche di certe “fonti” o alla tendenza giornalistica copiata da certo utentame internettiano di dare maggior risalto al particolare scabroso (magari bufala) rispetto al quadro d’insieme (comprovato). Risultato? Litri e litri di parole per far capire a chi è entrato in contatto con quei memovirus che si tratta di cazzate.

Riflettendoci, ci accorgiamo che, senza voler entrare nella tragica questione della politica nei libri di testo, la riscrittura della storia e della memoria non sono novità dell’era internet - anzi, forse chissà, magari internet ha più anticorpi di quanti ne avessero le biblioteche. In un mondo ideale Wikipedia diventerebbe davvero una fonte affidabile come mai nessuna prima - nel nostro mondo, un giorno o l’altro diventerà una voce tra le tante, magari contradditorie, cosicché l’ignoranza continuerà ad avere mille scuse per esistere, per la gioia dei soliti chissà chi. “Se non posso sapere le cose come stanno per davvero, perché devo preoccuparmi di sapere alcunché?”.

La verità. Battiamo sempre su quel chiodo lì. Ne abbiamo davvero bisogno? Be’… fa, banalmente, rima con libertà.

Written by StM

October 15th, 2006 at 5:44 pm

8 Responses to 'La neocultura da file sharing'

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  1. interessante questo blog. carino anche il carattere delle parole che giova alla mia miopia.
    hai poi scoperto che fine fanno i ragazzi che non passano mai per il mio blog? aspetto notizie.

    pinkaholic

    16 Oct 06 at 14:27

  2. Grazie.

    Sul carattere dici sul serio o perculi xD? (cioè, mi sembra che sia sul leggibile, e pure in costante, irrevocabile e proattivo miglioramento)

    Riguardo ai ragazzi che girerebbero al largo dal tuo blog ancora non so :O

    E’ un mistero :O

    Cioè, non ci ho visto niente di strano :O

    StM

    16 Oct 06 at 14:41

  3. Ah, ho notato ora che in Internet Explorer il carattere è alquanto gigante. Evabbe’, non è un male.

    StM

    17 Oct 06 at 9:10

  4. Nessuna informazione è meglio di un’informazione sbagliata. Secondo me.
    In più. L’informazione, se non diventa conoscenza è inutile.
    Ed in ogni caso hai ragione, internet ha in sè una natura revisionista, per fortuna non è proponderante, non per ora almeno.
    Louie

    louie

    18 Oct 06 at 9:54

  5. Già, anche quella dell’informazione che in genere NON diventa conoscenza è una bella grana. Si abusa della memoria di internet e si sottoutilizza la propria. Ma la vita si indirizza con la memoria, e se la memoria che hai non è tua, o meglio (peggio) è condivisa con quella di milioni di altri…

    Ho letto giusto ieri “Ukbar”, una storia di Zona X numero 9 (fumetto del ‘96 o giù di lì), che ipotizzava la riscrittura costante della storia dell’umanità ad opera di una misteriosa società segreta, per dirigere la comunità umana verso determinati obiettivi (belli e buoni). Se una tale società esistesse, oggidì sarebbe dedita al Google Bombing…

    StM

    18 Oct 06 at 10:05

  6. Uhm…curioso…non sono totalmente convinto di avere inquadrato la tua identità.
    Fatti vivo…o qualcosa del genere…

    vampiri(di)luce

    18 Oct 06 at 14:07

  7. Il nick è lo stesso dal ‘91 o giù di lì…

    Poi magari ho sbagliato io :D

    StM

    18 Oct 06 at 14:25

  8. [...] del mondo, però il pressapochismo mi fa flottare i genitali, ecco, e quando s’ingrandisce nella cassa di risonanza della rete ancora di [...]

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