L’uomo moderno fa ancora riferimento al guerriero
come simbolo di forza. Anche se oggigiorno la forza predominante è quella intellettuale (predominante come importanza, diciamo, non come diffusione). Da secoli si registrano scontri di cervelli, ma la mente torna sempre al confronto fisico, l’intellettuale come il gladiatore.
La cosa poi è buffa, se si pensa che i gladiatori di oggi possono essere in realtà esili fuscelli, o imponenti chiatte. Perché non esistono parole per definire efficacemente un lottatore del pensiero? Perché abbiamo sempre difficoltà al pensiero astratto, e dobbiamo per forza visualizzare, anche nella nostra mente, azioni, cose, corpi? Questo pensiero metafisico, allora?
