Smemoratezze dal sottosuolo

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11 apostoli alla vendemmia (e il dodicesimo dov’è?)

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L’11 settembre 2001 era il giorno dell’esame di Tecniche e Linguaggi di Programmazione (TLP per chi ormai l’aveva dato 2-3 volte, per me era la prima - negli altri appelli ero stato impegnato a fallire altri esami). Perché “linguaggi” fosse al plurale, visto che si faceva solo il c, è oscuro.

Il tema d’esame era fattibile, dopotutto: dato un elenco di parole, trovare quali di esse sono costituite da sigle automobilistiche (esempio: TANARO, Taranto Napoli Rovigo - credo). C’era una postilla: minimizzare l’utilizzo di memoria. Era sottinteso: non caricate tutto il file delle parole in memoria, perché potrebbe essere molto lungo. Io ho letto: non tenete in memoria nemmeno le sigle automobilistiche, sia mai che quei 190 byte intasino tutto.

E così il mio listato leggeva le sigle da file senza metterle in memoria: il che vuol dire che ad ogni parola si leggeva quel file N volte, dove N era il numero di coppie di lettere contenute nella parola. “Eh, è un po’ poco performante, si preferisce evitarlo in genere”, mi aveva poi fatto bonariamente osservare l’esercitatrice, alla discussione dell’elaborato. Ehm, già.

Esco dall’aula verso le 16, se ben ricordo. Come al solito avevo lasciato nella penna giusto la parte essenziale del programma, anche se era ovvio come l’avrei implementata (seee). In corridoio incontro un certo coinquilino con il nome che comincia per F con cui dovevo fare uno scambio di chiavi, credo perché lui se le fosse dimenticate, ma sapete com’è la faccenda di Coppi, Bartali e la borraccia… queste cose sfumano e si dimenticano. Mi dice che l’America è stata attaccata, o qualcosa del genere - era una faccenda di adesivi, comunque. Non si sapeva ancora bene cosa fosse successo. Boh. Io dovevo prendere il treno, chissene. Prendo il treno, anche lì, boh vari sull’attacco all’America. Arrivo a casa, mi spupazzo la cena, mangio la tv, e guardo la mia rag… insomma che capisco che cosa è successo.

Credo fosse quella sera che la Annunziata è partita in quarta a paranoiare sulla Terza Guerra Mondiale. E’ la cosa che ricordo più nitidamente… spiacente Lucia. Comunque avevo un listato scritto a mano (e carta carbone, mioddio, ci facevano usare la carta carbone) da buttare sul calcolatore, un debug da fare, una relazione da scrivere per due giorni dopo; finito di buttare l’occhio alla tv che aveva sempre le stesse immagini a ciclo continuo, sono passato ai miei doveri.

E con che freddezza.

No, la televisione non avvicina per un piffero i luoghi lontani. Dà anzi l’illusione che non sia necessario andarci di persona. Li allontana.

E’ un po’ come la memoria: i ricordi sono cose che hai, sì, ma sono ombre di cose che hai perso.

Poi l’esame è stato un 21. Accettato istantaneamente (ero affamatissimo di crediti). Anche perché ho avuto il didietro notevole di non passare alla discussione con il docente, ché credo mi avrebbe tolto una ventina di punti, ma con l’esercitatrice, che caricaturalmente veniva dipinta come un talento incarnato nel farti passare l’esame anche con un foglio bianco; semplicemente persona preparata e giusta, dai, malvagioni.

Written by StM

September 11th, 2006 at 1:13 pm

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