Dedicata a qualcuno… ma anche a tanti.
StM - Thursday, 31 August 2006, 0:28 - disegni
E’ sublime masochismo, quello che mi porta a sbattermi per questo blogghino un po’ così, con quegli occhi un po’ così, che ho io quando vado a Ge… ehm, insomma.
Ho traghettato un bel po’ di cose dal vecchio sito su Altervista in questo bel dominio nuovo. Sto facendo l’esperimento di usare Wordpress come CMS (Content Management System), e quindi gli faccio gestire anche quel pugno di pagine html “statiche” di cui sono ancora provvisto (e che non intendo abbandonare). Per le gallerie sono passato nientemeno che a Gallery, con il miraggio di coinvolgere qualche altro fotografo/artista, oltre all’umile qui presente GENIO (-.-”’), data la possibilità di multiutenza.
Veniamo al nome di dominio: perché sottosuolo.org? Ottima domanda, per cui ho pronta un’ottima risposta: è il primo dominio che mi è venuto in mente che superasse la soglia di decenza e non fosse già preso; un discreto misto di serietà e autoironia che per la maggior parte delle persone risulterà completamente idiota, e pertanto meritevole di attenzione.
Per chi ha seguito le mie precedenti vicende di hosting, posso dire che con Bluehost mi sto trovando piuttosto bene - ho giusto da verificare che non sia proprio possibile utilizzare i sottodomini per qualcosa più che il redirect.
E come mai al momento non c’è nulla nella root, in sottosuolo.org? Altra buona domanda. Quel posto è già prenotato da qualcosa di oscuro e misterioso che probabilmente verrà la luce tra parecchio tempo. Vi avviserò quando sarà il momento.
Mentre scrivo queste righe rimane ancora da fare:
E le solite varie ed eventuali.
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_haarlem_cielo.jpg)
Guardo le foto della mia vacanza olandese. La prima risposta alla domanda è: l’esigenza di una fotocamera decente, giacché l’autofocus e il point-and-shoot funzionano così bene che in certe foto della Gay Pride Canal Parade di Amsterdam ho tutto un campionario di nitidissime crape della gente davanti a me, con le cose interessanti sfocate sullo sfondo… uau.
Rimane qualcosa di una cittadina particolare, Haarlem, le cui offerte di vita e di svago sembrano davvero più facili a cogliersi che in molte delle città che ho conosciuto in Italia. Chissà perché mi è tornata alla mente Siracusa… forse perché, nei miei ricordi, alla sera un po’ le somiglia.
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_haarlem_sera.jpg)
(senza cavalletto mi sono ridotto a fare foto notturne da terra; carucce, via)
Non ci siamo ancora ripresi dallo shock dei treni che partono all’ora esatta, allo scoccare della lancetta sull’orologio della stazione. E al fatto che l’ultimo è all’una e passa di notte. Voi direte: bella forza, là è tutto piano, sgombro, agevole; qui in Italia ci sono monti, gallerie, dossi, incroci, attraversamenti pedonali e scioperi, tutti integrati nell’ambiente naturale. Ve la passo, ma ciò non toglie che di sognare v’è libertà :(
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_treni.jpg)
(ho fatto anche di queste foto senza senso, sì)
Ora immaginatevi una bella foto di un cielo nuvolosissimo e carico, magari con scrosci di pioggia, sopra al Mare del Nord con un gabbiano che passa a pochi metri proprio al momento dello scatto. Siete stati bravissimi.
(tale foto non esiste, ma facendo un patchwork di 3-4 foto potrei anche ottenerla…)
Passiamo alla prossima.
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_kennemerduinen.jpg)
Sembra un albero come tanti, ma lassù stavano appollaiate delle mucche olandesi pronte a saltarci addosso non appena avessimo voltato le spalle. Sissignori. Vacanza ad alta tensione. Cartelli esplicativi da noi correttamente interpretati davano istruzioni di lanciarsi contro il bestiame sullo stile dei kamikaze, urlando come ossessi; era espressamente vietato stare a più di 25 metri di distanza.
Sabato 5 agosto, nei canali di Amsterdam si è svolta la Gay Pride Canal Parade. Qualche foto decente ce l’ho, ma me la conservo per un altro momento. A voi faccio vedere quanto è ganza l’ascella di questo tipo:
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_gpcp_unol.jpg)
Proprio un bijou.
Una manifestazione più composta di quello che mi aspettavo, ma comunque bella. Vedete questi tipi qui?
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_gpcp_aids_funds.jpg)
Ad ogni ponte c’era magari qualche bambino che buttava qualche simbolica offerta nei loro… sacchi…
Chissà perché in Italia una cosa così, pur nella sua banalità, non me la figuro. Quando ho accennato al NEMO (Museo della Scienza e della Tecnologia) non vi ho detto della sezione “Teen Facts”, vero? In quella sezione si parla, o per meglio dire si *informa* in modo quasi semplice, diretto e quasi completo su sesso e droghe. Altro mondo.
Mi ha un po’ stupito vedere una forte sponsorizzazione della GPCP, ma del resto è normale, no? Lo slogan della manifestazione era I amsterdam. Qualcuno ha pensato, giustamente…
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/olanda2006_gpcp_ibmsterdam.jpg)
Questa vacanza la rifarei? Sì, forse con alcune modifiche, ma forse no. Anche la - da me - bistrattata Maastricht, in fondo, ci ha dato occasione di farci un giro per dei cunicoli al buio, al freddo, con una guida che dava le spiegazioni in olandese… salvo poi gentilmente elargirci qualche pillola in inglese (come “Let’s wait for the others… I may lose only 10%…”)… e chissà cosa avrà detto di noi, “i tre italiani”, nel discorso di commiato, giacché ho distintamente afferrato che di noi parlava… mah. I presenti non hanno riso subito, deve essere stato cortese tutto sommato ^_^
Buona serata. Per questa puntata, Mr. Experiment vi illustrerà le magie e i segreti del meraviglioso mondo dei domini.
Voi volete un dominio, e volete un hosting, e volete anche una modella disinibita e vogliosa nel letto. Allora vi guardate un po’ in giro e vedete che le offerte di Strato sembrano interessanti, allora vi buttate e provate.
Niente da fare, ci sono cose belle ma anche cose insopportabili, come il mod_rewrite disattivato e il php safe mode attivo. Per chi non lo sapesse, il mod_rewrite è un modulo del web server Apache che permette di transcodificare url da una certa forma ad un’altra forma; in genere serve a scrivere indirizzi “belli” che poi vengono transcodificati dietro le quinte in indirizzi “brutti”. Sempre per l’ignoranza galoppante (si sa che il php safe mode s’insegna all’asilo), il php safe mode è un’opzione stupida di php che viene in genere impropriamente usata a scopo di sicurezza: in sostanza, attiva una modalità in cui è impossibile effettuare tramite php alcune modifiche al filesystem (ora mi viene in mente la creazione di directory); questo perché l’”utente apache”, altrimenti, potrebbe fare dei bei casini in lungo e in largo in postazioni con spazi web multiutente, avendo egli i diritti di scrittura su ciascuno degli spazi; in realtà se per evitare questo si usa il php safe mode si è proprio alla frutta, visto che sarebbe il caso di usare altri sistemi (virtual server, jail, altro). Ovviamente stiamo parlando di una soluzione a relativo basso costo, per quello che offre, quindi non dovremmo lamentarci troppo. Anche se la modella era davvero troppo poco vogliosa.
Comunque decidete che Strato non fa per voi, e disdicete. Mandate il fax, specificate che il dominio appena registrato deve essere cancellato. Nella vostra ignoranza credete che avverrà subito. Sbagliato.
Una volta cancellato un dominio, a meno che questo non succeda nei primi 5 giorni dalla sua creazione, occorre aspettare 30 giorni calendariali (posti come limite massimo, ma in realtà in genere è anche la durata totale), il REDEMPTIONPERIOD, in cui il dominio non viene risolto e può essere riattivato solo da chi lo aveva registrato.
A proposito: ricordatevi che se registrate un dominio, alle richieste di whois su quel dominio verranno visualizzati i VOSTRI dati (nome, cognome, indirizzo di casa, telefono, indirizzo e.mail). E così vi arriveranno mail di spam che vi inviteranno a cambiare hosting, e cose del genere.
Terminato il REDEMPTIONPERIOD, se non lo avrete riattivato, il dominio passerà nello stato PENDINGDELETE per 5 giorni.
Allo scadere dei 5 giorni, uno sciacallo registrerà il vostro dominio, e andando sul sito indicato dal whois potrete decidere se fargli un’offerta, a partire da 200$. Se registrare un dominio costa in genere 10 dollari l’anno, vuol dire che l’attività dello sciacallo è remunerativa se più di 1 utente su 20 decide effettivamente di cedere al ricatto.
Vabbe’. Tanto era un dominio del cazzo.
…che introiettare è sinonimo di sputtanare.
Ho avuto per tutto il giorno una miracolosa sensazione di rilassatezza e tonicità. Succede una volta l’anno, tra abissi di mattinate strascinate nella sofferenza, pomeriggi agonizzanti e serate barzotte: in questa cuspide di desiderata normalità la giornata sembra eterna, e porta con sé ogni sorta di lieti eventi.
In effetti, la mia to-do list si sta assottigliando a vista d’occhio, e i pochi nuovi compiti che vi si inseriscono non riescono a invertire la tendenza; dopo tanto tempo, ho un’occasione di progettare un punto relativamente lontano della mia vita futura, smettendo di vivere alla giornata; l’odiosa estate (ebbene sì, la odio) sta levando le tende; ho buttato via un po’ di cose dalla mia stanza, e mi sento più leggero.
Immaginatevi che abbia da dire ancora delle cose, con una componente di stronzate ancora più rilevante; e ringraziatemi che non le dico.
Trasformiamo quindi questo post in una speranzosa segnalazione di servizio.
Non sto più aggiornando la pagina “A proposito di me” con i link ai nuovi post perché *spero* di riuscire a tirar fuori dal cappello a breve un wordpress sul mio novello spazio web.
Ho un mare di componentistica hardware vecchiotta, che funzionare funziona ma che servirmi non mi serve. A provare a venderla su ebay ci divento scemo, oltre che povero (tutte le belle commissioncine che ebay piazza per ogni oggetto messo in vendita…). Qualche passante ha un’idea di dove/come potremmo assistere al miracolo dell’incontro della domanda e dell’offerta? In ogni caso, nei prossimi giorni con grande pazienza farò un inventario dei miei possedimenti (e che commozione sarà, veder bootare il mio vecchio 486… forse un po’ meno che NON vederlo bootare).
Infine, un appello di tipo medico. Se qualcuno sa di una cura per la Sindrome dell’Elettrone di Conduzione (così l’ho battezzata io), mi faccia un fischio. Cos’è la SdEdC? Quando uno comincia a fare una cosa e poi si accorge che ne deve fare un’altra e allora si mette a fare l’altra; ricorsivamente, all’infinito. Grazie dell’interessamento.
Alle volte mi pare quindi di stare facendo un prestigioso master. Ma almeno l’attestato, me lo daranno mai?
Neanche per idea starò a spiegarvi cosa intendo. Perché poi ci sono quelle due-tre, quattordici cosette, che da elencare son tediose. No, quindi vi parlerò di altro. Fortunato quindi chi non si sarà fermato al banale titolo.
Non ho memoria dell’ultima volta che ho sentito un’eco. Una di quelle ben fatte, da montagna. Sicuramente ero piccolo, piccolino, l’ultima volta. E così il pensiero di questa mancanza così prolungata mi ha stranamento intristito. Se ci pensate, l’eco è una cosa straordinaria, epperò un filino troppo ingannevole: la voce della vostra piccola esistenza è l’umile sorgente acustica; qualche ettaro di territorio privo di superfici fonoassorbenti (sciò alberi!) l’imponente cassa acustica; le vostre orecchie, chi si lascia fregare.
L’eco illude. Sentite la vostra smilza vocina diventare un vocione della terra; ogni vostro sussurro vi sembra poter raggiungere schiere e schiere di potenziali discepoli. Ma badate: i discepoli sono fonoassorbenti; e soprattutto: i discepoli non stanno dove siete voi.
Eh, già. Per sentire l’eco bisogna anche trovarsi nel luogo in cui l’onda sonora viene riflessa. E Magari questo luogo è anche l’UNICO in cui l’onda sonora viene riflessa con una potenza sufficiente, magari per via di somme costruttive di onde riflesse provenienti da più direzioni. Perciò avete fatto la voce grossa, e ve la siete anche ri-ascoltata in esclusiva. A che pro?
Beware, Bloggy Boy, as you’re not as new a creature as you think you are…
![[image]](http://sottosuolo.org/stm/wp-content/uploads/altervista/rifornimento_in_volo.jpg)
(Disclaimer: l’autore non, ripeto NON, si fa le canne)
Farsi due giorni a Maastricht è stato un errore. La mia guida Lonely Planet dell’Olanda così recitava:
Maastricht è la stella - in realtà la fiammeggiante supernova - del Limburgo. Poco altro giustifica anche solo una piccola parte del tempo che la visita di Maastricht richiede.
Yeah, of course. Non è brutta, eh. Poi siamo anche noi che siamo capitati nel mezzo del festival del Limburgo, con spettacoli teatrali all’aperto, ma ce li siamo persi tutti. E poi vabbe’, non è stato furbo nemmeno provare a visitare il Bonnefantenmuseum nel giorno di chiusura. Ma co’ cazz’ che è la fiammeggiante supernova di alcunché, a me sembra una città come ne ho viste tante. Non brutta, anzi graziosa, ma non sbrodoliamo. Oh.
Haarlem d’altra parte ha il suo perché. Proprio bellina, oltre che estremamente vitale. Anche qui… la sera che siamo stati ad Amsterdam, al nostro ritorno abbiamo trovato 1000 persone in 20 metri quadri, di fianco al nostro hotel, che gozzovigliavano allegre per un post-concerto, credo a tema jazz (gli olandesi col jazz ce l’hanno proprio, lo si trova ovunque si vada): dopo aver ponderato qualche minuto se era il caso di mangiarci le mani o meno per esserci persi l’evento, ce ne siamo andati a dormire e bon. Non teniamo ancora il fiuto da vacanziero professionista :(
Poi volevo protestare contro il destino per avermi fatto scoprire il NEMO (Museo della scienza e della tecnologia, ad Amsterdam) così tardi :’(
Un venticinquenne non ha spazio, dove dominano i bimbi in età quasi prescolare :’(
:’(
Nonostante la chiusura per belve feroci, qui si è prodotta qualche riflessione estemporanea, primo esperimento di quello che sarà forse mio compagno per il futuro, il diario di viaggio.
Bergamo stangona, Bergamo nana
Nota per la Pro Loco: “Biblioteca Caversazzi” non è un valido indirizzo per un forestiero; specie se, interpellati, i bergamaschi della parte alta mandano a colpo sicuro dentro una porta e poi dritti e poi ci arrivi.
Nota per la ATB: in realtà solo un ringraziamento, per il fatto di suggerire così amabilmente di farsela a piedi se disgraziatamente si dovessero tirare le 23.30. E il ringraziamento si allarga a chi ha deciso che la proiezione del film dovesse cominciare alle 21.30.
Escursione termica
Fa freschino, in Olanda. Che non è male, se l’alternativa è graticolarsi come si fa in Italia, ma a ripensarci forse ha il suo valore, andare al mare senza impermeabile…
Eh già, perché piove anche. Piove, pioviggina, scroscia, alluviona. Che alla fine o non fai nessun programma, o li fai sbattendotenedel tempo. Piove? Sei nizzo come una patella su uno scoglio? Non è vero, è falso. I tuoi occhi devono vedere sempre e comunque sole. Squish squish? Inganni, illusioni. Entusiasta, a bracciate (ma non provenendo dal mare) dirigiti alla spiaggia per prendere la tintarella.
Biciclette
In Olanda si viaggia in bicicletta. Oppure si rischia la vita su una bicicletta a noleggio con i bulloni della ruota davanti allentati, la cui catena salta e i cui raggi della ruota posteriore non sono tutti al loro posto. Oh, e poi grande l’idea di una bicicletta che frena se pedali all’indietro. Comoda. Ti ammazzi, o cambi sesso all’improvviso, ma comoda.
Orari
E’ reato entrare in una Teehuis (Tea House) e chiedere del té, alle 9 di sera. Non te lo fanno. Proposta: fate il cartello dinamico, che a una certa ora cambia nome. Non so, mettetevi a vendere scarpe, la sera.
Alle 9 in certi locali smettono di fare da mangiare. Io mi chiedo cosa possa succedere a qualcuno che alle 10 di sera, per un motivo o per l’altro, non ha ancora messo sotto i denti nulla. O è un’idea troppo improbabile a concretizzarsi e mi sto facendo delle pare? In Olanda ci dev’essere quindi un marchingegno magico che impedisce che lo stomaco di chiunque sia vuoto dopo le 9 di sera, ecco.
Come giustamente ha osservato il nostro estemporaneo amico messicano, che ha atteso fino alle 12 l’apertura di una Pancake Bakery ad Amsterdam: “Pankaces at 12… why not for dinner, then?”.
Italiani
Non c’è niente da fare, siamo riconoscibili. Ma dopo una dura lotta intestina si è riusciti a deviare su un ristorante indiano, quando la maggioranza stava cedendo alle lusinghe della Pizzeria Caruso (uè uè). La cucina indiana spacca, e l’autore s’è innamorato della cameriera. Quindi prossimo viaggio India.