Vulgaris

Il pulcino Stranzo era triste. Becchettava svogliatamente per l’aia giusto per non perdere il suo peso-forma di 7,2 kg, ma era evidentemente triste. La sua carriera nel mondo del bowling era avviata e promettente, e aveva ormai fatto il callo ai doloretti anali post-partita, oltre che alla lieve emicrania: ogni sport richiede qualche sacrificio, e Stranzo riteneva più che accettabili quelli che si trovava a fare. Da quel lato, Stranzo aveva solo da gioire.

In effetti un sacco di gente al mondo gioisce quando si prende qualcosa nel culo.

No, la tristezza di Stranzo aveva radici profonde nel suo animo, nella sua storia personale e familiare, nella sua vita quotidiana e futura, nelle sue speranze, nei suoi sogni, nelle luci e nelle ombre dei risvolti del suo essere: il suo autore gli aveva trovato un nome un po’ troppo del cazzo.

Un commento a “Vulgaris”

  1. Obi said, on June 26th, 2006 at 13:24 #

    lol

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