Aggiornate le vostre nutrie!

StM - Wednesday, 28 June 2006, 23:07 - estensioni digitali

Ovvero aggiornate i vostri feed rss. Se li seguite, chiaro. Può essere che fino ad ora abbiate usato questi, ma già da un po’ di tempo ho attivato questi, che sono anche quelli riconosciuti automaticamente da Firefox all’apertura della pagina.

Non sono un grosso fan di feedburner, ma il motivo di tutto questo è… la transizione. Già, può essere che mi trasferisca in un bel dominio che mi sono testè accattato. Niente stm-qualcosa, il nome è stato un grosso sforzo di fantasia. Il genere di hosting che ho acquistato è forse sovradimensionato rispetto alle esigenze di un singolo, e sicuramente lo sarà per almeno un anno - nonostante questo singolo sia io. Ma c’è spazio per crescere. E poi avere un accesso ssh al proprio sito è troppo figo, non posso farne a meno °_°.

Quindi, insomma, se volete stare tranquilli tranquillini il giorno che cambierò casa (che potrebbe arrivare nel prossimo mese), cominciate ad usare i nuovi feed.

Al momento ho questa checklist per il mio bel spazietto:

Step 1: trovare un software per fotogallerie non meno che STUPENDO (ma non più che GRATUITO)
Step 2: decidere quale software per blog usare (probabilmente wordpress), e rifargli il look
Step 3: importare post dal mio vecchio blog al nuovo formato (nota di colore, dovrò scrivere io il programma per farlo ^_^”’, sempre che il buon Alex o qualche suo fan non ci abbiano già pensato)
Step 4: trasferire le altre sezioni del sito (da decidere se rimarranno html o no)
Step 5: progetto misterioso…

Nel frattempo, spero che Strato cominci a supportare domini di terzo livello (è l’unica cosa che mi manca, il resto spacca dibbrutto e dittutto, apparentemente).

Poi, può anche essere che questo rimarrà solo un esperimento. Ma ho smesso di usare i condizionali sul serio* da quando sono uscito dalla culla e non sapevo nemmeno l’indicativo presente del verbo “essere stuprato da una ragazza-copertina”. Essì che il passivo aggiungeva difficoltà…

*=mentre per scherzo li uso quotidianamente. TUTTI mi odiano per questo. Sento i loro istinti omicidi urlare e soffocare nella frustrazione ad ogni mio “forse”. Bene, vi devo rivelare un segreto: gli psicanalisti che curano i poveri malati che io genero, sono coloro che hanno finanziato l’acquisto del servizio di hosting. Sissignori. Il sito qui su altervista rimarrà ancora a lungo, mi chiedete? Be’… forse.

Vulgaris

StM - Monday, 26 June 2006, 0:45 - scritti

Il pulcino Stranzo era triste. Becchettava svogliatamente per l’aia giusto per non perdere il suo peso-forma di 7,2 kg, ma era evidentemente triste. La sua carriera nel mondo del bowling era avviata e promettente, e aveva ormai fatto il callo ai doloretti anali post-partita, oltre che alla lieve emicrania: ogni sport richiede qualche sacrificio, e Stranzo riteneva più che accettabili quelli che si trovava a fare. Da quel lato, Stranzo aveva solo da gioire.

In effetti un sacco di gente al mondo gioisce quando si prende qualcosa nel culo.

No, la tristezza di Stranzo aveva radici profonde nel suo animo, nella sua storia personale e familiare, nella sua vita quotidiana e futura, nelle sue speranze, nei suoi sogni, nelle luci e nelle ombre dei risvolti del suo essere: il suo autore gli aveva trovato un nome un po’ troppo del cazzo.

Windows Genuine Rottura di Pa e Presa Per Il Cu

StM - Tuesday, 13 June 2006, 18:18 - digitalismi, software e OS

Nel 2003 ho acquistato il mio sborone Acer Travelmate 803LMI. Pur recidivo utilizzatore di linux, non mi sono fatto problemi a pagare la “Microsoft tax” per la licenza del Windows XP Professional preinstallato: non raccontiamocela, Windows ha la sua utilità: per videogiocare, come dicono tanti linari con dual boot che vedono la partizione windows come una macchia sul loro curriculum, ma anche per imparare - e io che sono feticista di software e trabbicoli elettronici ci vado a nozze. Windows XP non è un sistema operativo perfetto, non è il migliore, ma è un buon sistema operativo. E mi piace pasticciarci.

Windows XP ha sempre avuto ai miei occhi un solo, grande difetto: la Product Activation. E’ una procedura semplice e indolore se siete connessi ad internet, è una questione di pochi minuti se avete a disposizione un telefono, ma l’idea non mi piace. Non mi piace l’idea che non posso avere un sistema operativo funzionante se mi trovo nella foresta equatoriale e le uniche cose che ho sono un portatile, un cd e un gruppo elettrogeno (magari anche un ombrello…); non mi piace l’idea che se disgraziatamente si danneggia un file sensibile non potete più loggarvi al vostro sistema operativo, nemmeno per configurare una connessione di rete e riattivare il vostro prodotto; non mi piace l’idea di dipendere da un server piazzato in qualche posto sconosciuto, magari oltre una dorsale oceanica, per avere accesso alle più basilari funzioni per utilizzare un computer; non mi piace l’idea che comunque il mio lavoro e financo molte mie attività personali possono dipendere dalle politiche di qualcuno che pensa solo al suo profitto. L’ho già detto, ma mi ripeto: Microsoft ha ragione a pretendere il pagamento delle licenze dei propri prodotti (sebbene i loro EULA siano generalmente vessatori e quindi rispettabili raramente), e mi auguro che prima o poi ci riesca - senza rompere le balle a me.

La rottura di balle

Ribadiamo che sono detentore di una licenza valida per Windows XP Professional. Un giorno, un paio d’anni fa, volendo reinstallare il sistema operativo e non considerando nemmeno lontanamente l’ipotesi di usare i dischi di ripristino Acer (che rasano via tutto il disco fisso, ripristinandolo come uscito di fabbrica), avevo due opzioni: usare un cd di installazione di windows xp che mi ero autocostruito partendo dal contenuto del disco fisso del portatile (roba facile), oppure usare un cd che avevo scaricato abusivamente, interessato dal fatto che fosse Corporate (quindi senza bisogno di attivazione) e con il Service Pack 2 integrato. Sciaguratamente, scelsi la seconda opzione. Di lì a un anno, Microsoft avrebbe lanciato il programma Windows Genuine Advantage, che sotto l’apparenza di uno slogan biologico nascondeva molta, molta vaselina geneticamente modificata.

All’inizio che il tuo prodotto non fosse “genuino” (ma che cazz’ di termine è per un software?) ti veniva solo detto; poi la non “genuinità” aveva iniziato a determinare l’impossibilità di scaricare gli update, a meno di usare gli aggiornamenti automatici; infine è spuntato il programmino delatore e cocco della maestra (chouchou de la maitresse, come si diceva ne Le petit Nicolas) che ti si installa sul computer e ti dice che la tua copia di windows potrebbe essere CONTRAFFATTA (altro termine del menga), che sei uno stronzo e che mangi i bambini.

Sia chiaro, io *immaginavo* a cosa andavo incontro quando ho visto che era disponibile quel download; ma mi piace essere messo alla prova, sapete… e così non basta Gentoo a tenermi in allenamento, ci si mette anche Windows… non che in effetti non succedesse anche prima…

Alla fine quello che mi ha salvato è stato il cd autocostruito di cui sopra. Gli ho integrato il SP2, ho “riparato” l’installazione di windows, l’ho attivata, e ora forse la mia copia di windows non è più CONTRAFFATTA ( :polizia: :guardiadifinanza: :esercito: :steveballmerconlarabbia: ). Ma, permettetemi di dire, che palle.

A margine.

Non diamo sempre solo addosso a Microsoft, perché quello che fanno loro è usanza comune in un po’ tutto il mondo dell’informatica; anche la YellowTab del recente Zeta OS (figlio di BeOS), a quanto pare, usa un sistema di attivazione simile (anche se, perlomeno, esiste un live cd per provare prima di acquistare, quindi non potete usare la scusa della pirateria per dire “eh, ma se non provo non compro”). Devo ammettere che è questo a rendere molto interessante, dall’altro lato, il mondo open source. Ma a Cesare quel che è di Cesare, e per favore poca ipocrisia: con Microsoft si ha da fare i conti, ed è giusto sia così.

…tuttavia la politica di MS mi piace sempre meno. Per dirne una, le DirectX 10 funzioneranno solo su Windows Vista, il che vuol dire che da un certo momento in poi, chi ad esempio vorrà gingillarsi sui videogiochi più recenti dovrà fare l’upgrade; ho il sospetto che la cosa sia puramente artificiosa, e che non ci siano giustificazioni architetturali, nella più squisita tradizione della peggiore branca dell’informatica - quella che si prostituisce al commercio. Sorvolando sul fatto che ho ancora dei giochi per dos che voglio giocare (e credo non riuscirò mai a giocarli tutti), questo vorrà comunque dire che forse alla fine abbandonerò il campo. Mais vraiment? Wii!

“Catooo, sono io, sono a casa!”

StM - Thursday, 8 June 2006, 19:22 - IT and me, geek, acaro e nerd, software e OS

Se ci penso è proprio così: anch’io ho un servitore personale che mi aspetta a casa infrattato in qualche pertugio, pronto a saltare fuori di sorpresa per darmele di santa ragione.

Si chiama Gentoo Linux.

Le altre persone, le persone normali, installano un sistema operativo sul loro computer perché renda la loro vita più facile, facendo il proprio lavoro in maniera trasparente, silenziosa ed efficiente. Io no. Io arrivo a casa, e invece di godermi la pace domestica mi piazzo davanti al monitor e vedo cosa mi riserva la mia amata distribuzione questa volta: un kernel compilato di fresco a cui nei momenti meno opportuni scopro mancare dei moduli? Oppure un errore che covava da mesi, per via del cambio di una ebuild, e di cui non mi sono accorto per il semplice inutilizzo del programma vittima? O ancora, l’ebrezza di disinstallare incautamente qualche software essenziale per il corretto funzionamento di tutto quanto il sistema? Mai abbassare la guardia!

Il bello è uscirne fuori tutte le volte. Il top è quando si riesce senza passare da Google, o dai forum di supporto di Gentoo. Sebbene gli anni di esperienza si vadano accumulando sulle mie spalle, sono pur sempre un pivello; rimane poi aperta la questione se diventare prima o poi “esperto” abbia più lati positivi che negativi… forse dovrei preferire qualche minimo miglioramento in altre mie capacità, piuttosto che raggiungere l’eccellenza in quelle che, in definitiva, non fregano più di tanto a nessuno.

Va bene. Intanto informo i lettori un po’ gechi e un po’ nerd dello stato della personalizzazione del mio Toshiba Libretto 100CT (il 110CT del link è quasi un gemello): Xubuntu Dapper installata, riconosciuta la risoluzione 800×480 dello schermo, riconosciuta la scheda wi-fi pcmcia, in generale la funzionalità dell’ambiente linux è al 60%; Windows 2000 per ora si limita ad una schermata blu, perché l’ho installato da un altro portatile e allora s’inalbera; devo ancora capire dove piazzare la partizione per l’ibernazione.

C’est tout. Con la speranza che il periodo geco-nerd finisca presto, ché è estate ormai.

L’inimici soverchiano

StM - Sunday, 4 June 2006, 23:02 - belinate, diario

Ricetta: Sciacquonata di weekend lungo

Ingredienti:

  • Lampada al neon che ha deciso di smettere di funzionare con la rapidità e silenziosità di un ninja
  • Impianto elettrico fatto con una parte anatomica solitamente adibita a ben altri usi, quali il riposo, l’escrezione, o svariate attività sessuali
  • Scheda di rete wireless Netgear WG311v3 che vi ha sfrantumato per due mesi un’altra parte anatomica, adibita in genere ad usi come sopra tranne il riposo (salvo lo sforamento di uno o più ordini di grandezza rispetto alla media), perché funziona con ndiswrapper, sì, a parte addormentarsi se non punzecchiata costantemente e incriccare tutto il sistema se provate ad usarla in quei giorni
  • Scheda di rete wireless Digitus con chip Ralink che avete preso per sostituire quella di cui sopra, che ha i suoi driver ma capite quali sono dopo 3 giorni
  • L’istituzione estemporanea della Giornata Mondiale del Backup, in cui è vietato masterizzare meno di 10 dvd
  • Un sole della miseria
  • Un Toshiba Libretto 100CT su cui installare Windows 2000 e Linux Debian, non badando al fatto che nell’adattatore I/O appena preso manca giusto l’inutile e desueta presa usb, la qual cosa rende di fatto impossibile l’installazione di qualsiasi sistema operativo da cd (ma, oh, se avete i 150 dischetti di windows 2000, accomodatevi)*
  • Una carta d’identità da rifare
  • Un’automobile da andare a riprendere dal meccanico, con l’opzione di farsi 5 km a piedi per arrivarci
  • Stanchezza cronica
  • ecc. ecc.

Preparazione:
Non importa cosa fate, ma cercate di perdere più tempo possibile. Servite bella calda e fumante.

*=i fans non si preoccupino, ci sono ovviamente altri metodi.

Insomma, qui sono mesi che ho dei gatti rabbiosi attaccati con le unghie a due parti anatomiche parenti di una di quelle di cui sopra, e se ne attaccano di nuovi di continuo. Eccheppartianatomiche! Qui il problema produttore/consumatore, che non è una roba di supermercati ma di informatica, vede il produttore soverchiare il misero consumatore, che risolve problemi meno velocemente di quanti gli se ne (santa grammatica ora pronobis) presentino. Soluzioni? Oh, be’, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La mia preferita è “fai finta di nulla”. Semplice, chiara, ed efficace: provare per credere! Un sacco di problemi si risolveranno da soli, se li trascurerete per un lasso di tempo sufficiente! Questa la chiamerei Regola di Wally, chi legge Dilbert capirà.

Questo post è stato fatto per tre scopi. Primo, “posto ergo sum”, ricordarvi che io vivo, o perlomeno sono più vivo di una roccia di origine magmatica quando non va in giro incandescente a seminare il panico. Secondo, cominciare a ricordarmi com’è che riuscivo a scrivere cose divertenti, una volta (sarà lunga). Terzo, ricordarmi il terzo motivo.

Ah, mi sono reso conto di non rispondere sempre a tutti i messaggi dei visitatori, il che a volte mi fa sentire antipatico. Perdonatemi, è che se quello che risponderei non supera la soglia di qualità (corrispondente a “-1″ in una scala da 0 a 10) non mi va di postarlo. In ogni caso vi amo tantISSIMO ^_^ :* :* :*

^_^”’