Je sais pas
(sottotitolo: Qui est-ce que je suis?)
Mi manca un po’ la voglia di scrivere. Non leggetelo come un testamento, o come uno dei tanti post “qui si chiude” che in genere vengono regolarmente disattesi. No. Magari troverò qualcosa che sia *obbligatorio* scrivere, anche domani stesso. Nessun tabù. Però sto passando il tempo a sopprimere idee. Non l’ho mai fatto prima d’ora (e ve ne sarete accorti tutti)… rientra nel mio percorso di sperimentazione caratteriale: cosa succede alle idee uccise nella culla? Non potrei rispondere se non mi sporcassi le mani. E allora via, che il momento è propizio.
Da molto tempo vado dicendo che sto cambiando, che forse sto diventando un’altra persona… non è vero, eppure è vero. Sono cambiati alcuni miei aspetti esterni senza che siano cambiati i motivi che li sottendono, e viceversa sono rimasti identici alcuni miei atteggiamenti pur con un quasi radicale sovvertimento alla base. Forse, nelle mie reminiscenze di Hermann Hesse (a rileggerlo ora non credo mi piacerebbe, ma mi è rimasto l’imprinting), sono allo stato “Siddharta”, nel momento di abbandono della vita ascetica. Con i dovuti distinguo, lungaggini e ridimensionamenti.
Non mi sono mai sentito così lontano dal timone del mio destino. E forse per questo, invece, non sono mai stato così vicino.
Non sono mai stato così avvolto nella nebbia delle possibilità. E forse per questo, chissà, saprò orientarmi nel mare delle opportunità.
In realtà non cambia, non cambierà, e non è cambiato nulla. Non perché sia tutto immobile, ma perché mi sono andate giù dallo sciacquone tutte le categorie per monitorare il cambiamento. Attendo fiducioso un’illuminazione.
E con questo fanno 5 post da malato mentale. Suvvìa, forse ci salverà Google Notebook o qualche mia impresa di installazione funambolica di sistemi operativi. Resistete. Tre volte.

e quando mai hai fatto ascetismo te??
ribadisco in ogni caso quel che già ti dissi: mi pare una transizione positiva. va’ tranquillo.
the_lamb
14 May 06 at 18:33