Seguite il sentierino luminoso, mi raccomando!
Quello dell’assistente di volo è un lavoro che trovo molto nobile, ma non invidiabile. Per come sono fatto io, ovvio, non in generale.
Alla terza volta ormai la sai, la tiritera della maschera dell’ossigeno, del salvagente, della scia luminosa sul pavimento, della posizione fetale e di quella del missionario (le ultime due sono inventate or ora). Ma dispiace, continuare come niente fosse a leggere in pace il proprio giornale mentre l’assistente profonde così tanti sforzi e faccia di bronzo nell’inutile, pardon, obbligatoria dimostrazione. Fight Club ci spiega che la maschera dell’ossigeno serve giusto per morire più contenti; l’evidenza ci mostra come un salvagente sia meno utile di un fucile, in caso di caduta in acqua (col fucile almeno puoi farti strada verso le uscite, ma anche se riesci a raggiungerne una prima che l’aereo affondi, facile che vieni risucchiato comunque); il paradosso della completa assenza di qualsiasi lucetta sul pavimento, pur dove l’assistente indica un immaginario sentiero della salvezza, ci rivela giusto come il messaggio globale sia “se volete credere a queste cazzate, bene, altrimenti fatevi il vostro viaggio da sardine e non rompete le balle”.
Dicevo, dispiace ostentare indifferenza durante la dimostrazione delle misure di (ahaha) sicurezza; così come dispiacerebbe trovarsi in un teatro semivuoto e avere voglia di andarsene, lasciando soli soletti gli attori. Qualcuno deve pur fare il lavoro di assistente di volo. E qualcun altro deve pur fare il lavoro di passeggero. ‘a l’è cuscì.
(Cinismo, episodio 4)

