La congiura della carta igienica

StM - Sunday, 26 February 2006, 23:18 - belinate

E’ uno scandalo.

Te la vendono a veli, a piani di morbidezza, a pacchi, a rotoli gonfi, a rotoli schiacciati salvaspazio, te la vendono a tempo (”dura molto più a lungo”), te la vendono bianca, te la vendono coi disegnini in pigmenti nocivi che nessuno ha mai chiesto. E a metro? Perché non la vendono a metro?

Che uno si presenta lì, al supermercato, con le mani già occupate e tipicamente di fretta, e ancora gli tocca: forare furtivamente una confezione per ciascuna marca di carta igenica; prendere col calibro lo spessore della carta, il diametro del rotolo di cartoncino, quello del rotolo nel suo insieme, e impostare un’equazione differenziale per ottenere un’approssimazione della metratura totale della carta contenuta nel pacco; valutare la resistenza della carta alla trazione e alla foratura, per sapere se è utilizzabile in modalità singolo foglio o se va ripiegata (in tal caso la metratura va divisa per due); solo una volta ottenuta la “metratura efficente” (convertibile, a scelta, in unità PDC), si può passare finalmente alle solite valutazioni prezzo/prestazioni che ogni massaia sa ben fare.

Ora, visto che il procedimento descritto andrebbe ripetuto per ogni acquirente… perché non ci pensa direttamente chi produce? Rotoli di carta igenica a metro. Pare così semplice! Cos’è, dobbiamo chiedere in cartoleria? Aggiungiamo il rotolone di fianco a quelli per la carta da regalo? Grandi carte per grandi regali.

Forse che si sentano autorizzati, dato il prodotto, alla [inserire battuta scontatissima 3x2 soci coop qui]?

Disclaimer: anche i migliori hanno bisogno di rilassarsi un po’, ogni tanto. OCCHEI???

Desertica distesa di palloni, fango e scale

StM - Friday, 24 February 2006, 0:20 - diario, opere altrui

Oggi ho visto un ragazzino correre. Uh che cosa straordinaria direte voi, perculando, ma quella corsa lì mi ha ricordato qualcosa.

Mi ha ricordato di quando *non esistevano* il freddo, il fango, la ghiaia, l’acqua del retano mangiapalloni, il sudore, il fiatone, la necessità di mostrarsi impeccabili (presentabili, va’). In effetti mi capita stupidamente di sentirmi già vecchio. Ma non meno felice. Anzi. anzi.

* * *
da Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari

Giovanni aspetta paziente la sua ora che non è mai venuta, non pensa che il futuro si è terribilmente accorciato, non è più come una volta quando il tempo avvenire gli poteva sembrare un periodo immenso, una ricchezza inesauribile che non si rischiava niente a sperperare.

Eppure un giorno si è accorto che da parecchio tempo non andava più a cavalcare sulla spianata dietro alla Fortezza. Si è accorto anzi di non averne nessuna voglia e che negli ultimi mesi (chissà da quanto esattamente?) non faceva più le scale di corsa a due a due. Sciocchezze, ha pensato, fisicamente si sentiva sempre lo stesso, tutto stava a ricominciare, non c’era neppure dubbio; una prova sarebbe stata ridicolmente superflua.

No, fisicamente Drogo non è peggiorato, se riprendesse a cavalcare e a correre su per le scale sarebbe benissimo capace, ma non è questo che importa. Il grave è che lui non ne sente più voglia, che lui preferisce dopo colazione starsene a sonnecchiare al sole piuttosto che scorazzare su e giù per la spianata sassosa. E’ questo che conta, solo questo registra gli anni passati.

Oh, se ci avesse pensato, la prima sera che fece le scale a un gradino per volta! Si sentiva un po’ stanco, è vero, aveva un cerchio alla testa e nessun desiderio della solita partita a carte (anche in precedenza del resto aveva qualche volta rinunciato a salire le scale di corsa per via di malesseri occasionali). Non gli venne il più lontano dubbio che quella sera fosse molto triste per lui, che su quei giardini, in quell’ora precisa, terminasse la sua giovinezza, che il giorno dopo, per nessuna speciale ragione, non sarebbe più ritornato al vecchio sistema, e neppure dopodomani, né più tardi, né mai.

La lenta ascesa di Google Talk (e come connettersi a icq e msn)

StM - Sunday, 19 February 2006, 16:02 - how-tos, online life, risorse e link, software e OS

Dopo le varie pulci nell’orecchio messemi a riguardo, a più riprese, dal quasi collega sandr8 (il “quasi” è colpa mia), ho cercato e trovato una bella pagina che permette di tenere traccia di cos’è successo ultimamente nel servizio di messaggistica istantanea di Google:
http://www.bigblueball.com/forums/google-talk-news/

In particolare segnalo: Google Talk si federa con i server jabber. Questo significa che chiunque usi GT può, dal 17 gennaio, parlare con gli utenti degli altri server jabber, e viceversa. Da questa possibilità è derivata quella, molto più succosa, di potersi collegare ai network di icq, msn, yahoo e altri attraverso Google Talk e i “transport” un server jabber d’appoggio: ecco come. Finora purtroppo non ho trovato altri server, oltre a quello indicato nell’articolo, che permettessero il login ai transport da server jabber esterni.

Che diavolo sono i transport jabber?

jabber è un protocollo, NON un programma di messaggistica, pazientemente messo insieme dalla Internet Engineering Task Force. Programmi in grado di usare questo protocollo sono Psi, Gaim, Gajim, per dire solo alcuni di quelli multipiattaforma (altrimenti Kopete, Miranda… e altri elencati qui). Se siete interessati, potete dare un’occhiata a un sottoinsieme dei server jabber pubblici disponibili a questa pagina.

I transport sono dei “contatti” particolari da scorrere tramite la funzione di “service discovery” (così la chiama Psi) e sottoscrivere: al momento della sottoscrizione, vi verrà richiesto di immettere username e password del servizio di messaggistica a cui quel determinato transport fa riferimento (esempio: icq.jabber.linux.it vi logga alla rete di icq, se usate il server jabber jabber.linux.it); dopodiché, lui si preoccuperà di loggarsi al vostro account per voi e di recuperare tutti i vostri contatti che stanno lì; infine, potrete finalmente chattare con i contatti aggiunti come se fossero utenti jabber!

(Molte funzioni dei vari network non sono disponibili - ad esempio il trasferimento di file con utenti msn non è ancora possibile -, mentre altre sono solo un po’ laboriose da eseguire - ad esempio la chat multiutente su msn; ricordatevi che ogni cosa dipende sia dal client che dal server - non tutti i server sono uguali)

Chiarito questo (maddeché, direte voi)… perché dovrei volermi connettere agli altri network usando Google Talk? Perché ultimamente sono spuntate altre novità. Intanto date un’occhiata alla vostra casella gmail: soprattutto se avete l’interfaccia in inglese, è molto probabile che abbiate nel menu a sinistra un nuovo elemento, “Chats”, che vi conserva (se gli specificate voi di farlo) tutte le chiacchierate che effettuate attraverso il network GT. L’utilità della cosa potrà forse sfuggirvi se non avete mai cambiato il vostro programma di messaggistica e se vi connettete sempre dallo stesso computer, ma in tutti gli altri casi mi pare evidente.

Poi che altro? Be’, la possibilità di chattare direttamente da dentro gmail, che non ha equivalenti, come comodità, in altre interfacce web. Questo potrebbe essere MOLTO interessante per chi, per mancanza di client installati o per occlusione di porte ad opera di firewall, non volesse rinunciare a discutere con i propri contatti sparsi per le decine di network di messaggistica.

UPDATE: Se volete configurare il vostro client preferito per usare Google Talk, vi agevolo un paio di link:
http://www.google.com/talk/otherclients.html
http://psi-im.org/wiki/Google_Talk_HowTo

UPDATE2: Riporto dai commenti una lista di server jabber e vari transport:
http://www.chrome.pl/knownservers

Buon San Valentino

StM - Tuesday, 14 February 2006, 23:32 - disegni

[image]

(Good ol’ Charlie Brown…)

La vignetta cinica e triste

StM - Sunday, 12 February 2006, 23:14 - disegni

[image]

(A questo punto l’autore tenderebbe ad accertarsi di essere ancora amico del suo pubblico…)

La sertivù

StM - Saturday, 11 February 2006, 17:19 - informazione e TV, pensieri

Non dico che siamo servi della televisione, ma lo dico (ahaha, che incipit del menga). Il Grande Fratello è solo la manifestazione più innocua di questa dipendenza: il “se non vai in televisione non sei nessuno” è solo un altro modo per distrarre chi comunque sarebbe banderuolabile a piacimento in mille altri modi. No, il vero problema sono ben altre cose, sottratte dai loro luoghi deputati e sparate al tiggì in prima serata.

Forse qualcuno credeva che la televisione avrebbe permesso un maggiore controllo sull’operato dei nostri politici? E invece no, ha solo aumentato la quota di politici inutili alle nostre dipendenze… quando vedete qualche cretino di eletto a dire banalità di inutile buon senso in televisione, smetterete di sorridere se pensate che quello è lì perché noi lo paghiamo con le nostre tasse. Già prima la politica vera si faceva nei corridoi, ma ora abbiamo la terza camera, “Palazzo Tivù”, che aggiunge un ulteriore livello di virtualizzazione, un’inutile ridondanza coriandolizzata della foglia di fico che era il nostro Parlamento.

Pensateci: un mezzo potente come la televisione com’è utilizzato? Come una vetrina, un catalogo. Tivù cumprà. Spesso non distinguiamo il linguaggio televisivo da quello commerciale, pubblicitario. Diamo per scontato troppo spesso che siano la stessa cosa, che sia normale andare in televisione a proporre prodotti, in qualsiasi forma questi si presentino - idee politiche, modelli di vita, le solite collanine di specchietti per consumatori, eccetera.

Anche la guerra è un prodotto, e così la pace. In Medio Oriente i ragazzini palestinesi lanciavano le pietre contro i carri armati israeliani non appena sapevano di essere inquadrati dalle telecamere; se queste si spegnevano, smettevano (vedere in AA. VV., 2002, L’informazione deviata, Zelig editore, l’articolo di Amedeo Ricucci, “Le pietre di Arafat, i carri armati di Sharon, i kamikaze, l’assedio e le telecamere”, pag. 48).

Le manifestazioni di piazza non sono importanti per sé stesse, ma per l’eco che hanno in televisione. E allora ciao ciao Gaber; la strada è l’unica salvezza, sì, ma non ci possiamo più contare.

E internet? La Rete è il luogo dove il Contenuto dovrebbe prevalere sull’Immagine e l’Apparenza, no? Mi spiace deludervi. La banda larga è un’arma a doppio taglio: vanno più veloci a contenuti, ma può veicolare “finalmente” tanta, tanta apparenza anche lei. La grande diffusione che l’accesso a banda larga sta presumibilmente avendo in Italia non è altro che l’ennesima rete (notare l’iniziale minuscola) accalappia-consumatori, pigri animali paffuti dai denti allenati che sempre mangiano e mai sono satolli.

Non esiste ancora una via per svincolare la nostra vita dall’influenza dei persuasori occulti; ma qualche battaglia che possiamo e dobbiamo combattere c’è sempre - prima fra tutte, la difesa di Internet come spazio pubblico; e allora, chissà, forse un giorno potremo considerarci in strada anche senza uscire di casa (o proprio non uscendo di casa); è una delle tante speranze possibili, Giorgio.

Siam proprio messi male

StM - Thursday, 9 February 2006, 21:27 - nosce te ipsum

Se di tutte le cose al mondo che potrei pensare, mi viene da pensare a me medesimo, siam proprio messi male.

Pensavo in particolare al mio modo di presentarmi. In ogni occasione, sia nel mondo fisico che in quello digitale. Guardate il mio nick scialbo (StM), l’username incomprensibile che uso un po’ per tutti i servizi (stmsat), il layout spartano del mio sito (nonché l’url scarsamente memorizzabile), guardate con quale cocciuto mutismo riesco a manifestare la mia presenza di persona, con che imbarazzo mi rapporti alla maggioranza delle persone. Per la serie “salviamo le apparenze”… io ne sono l’episodio peggio riuscito, esatto.

Un mondo di persone come me sarebbe già morto da un pezzo. Non mi sono mai azzardato a credere che io possa fare a meno dell’esistenza di persone estroverse… quindi, persone estroverse, non crediate che il mio mutismo racchiuda disprezzo nei vostri confronti. Anzi, un po’ vi invidio (e magari ve lo aspettavate, stronzi xD); ma di quell’invidia di colui che è, dopotutto, molto affezionato a sé stesso, al proprio modo di essere, al principio secondo cui la diversità è ricchezza - non solo per chi è diverso, ma per tutti. E’ un principio darwiniano, se siete di quelli che vogliono mettere la scienza anche nel buon senso.

Ora, il punto fermo l’abbiamo detto: sono affezionato a come sono.

Veniamo all’altro punto fermo: non sono infallibile, e s’intende anche negli affetti. Sono troppo indulgente. Cioè, io mi voglio bene, ma magari appena mi volto le spalle sparlo di me e mi tratto da bastardo. Ecco, sono un’anima candida così, io. E allora forse dovrei chiedere di più, da me stesso.

Già fatto. Arrivo sempre prima di tutti, anche prima di me, quando si tratta di chiedermi qualcosa. Quanto al rispondere… rispondo sempre, sì (non sono mai stato io a interrompere una corrispondenza epistolare, ad esempio… anche se casualmente per la prima volta proprio in questo periodo mi ritrovo alla frusta xD), ma sul tempo non garantisco mai. Non so quando mi darò quel “di più” che mi sono chiesto. Negli ultimi mesi, nell’ultimo anno, ho avuto l’impressione di cambiare tanto; mi guardo ora: sono cambiato così tanto che… che sono tornato indietro di 6 anni.

Se vogliamo assecondare la banale metafora della vita come una strada, tutta dritta, tutta a curve, o un po’ e un po’, almeno gettiamola in uno spazio di Riemann. Se invece vogliamo fare uno sforzo in più (ma fermandoci un attimo prima che i peli delle orecchie esplodano)… perché non la vita come orbitale elettronico? Puoi essere in infiniti luoghi diversi, ma tutti racchiusi in uno spazio limitato; grande per le tue dimensioni, ma limitato. Solo se ti danno un calcio nel tuo culo quantico abbastanza forte, puoi uscire da lì; ma non illuderti: se verrai ricatturato da un altro nucleo potresti non avere una seconda occasione di fuggire.

Segnaletica

StM - Wednesday, 8 February 2006, 23:51 - belinate, disegni

[image]

[image]

[image]

[image]

La vignetta idiota dell’anno

StM - Saturday, 4 February 2006, 13:10 - disegni

[image]

(e neanche particolarmente originale, per carità…)
(comunque promossa sul campo a TormentoniSpot #4)

Da qualche parte devono pure uscire

StM - Thursday, 2 February 2006, 19:06 - diario

Sintomi: loquacità diffusa, tendenza alla puttanata verbale, preferenza data all’intervento inutile piuttosto che al silenzio.

Anamnesi: silenziosità scritta fin dai giorni precedenti al primo insorgere dei sintomi; casi simili di loquacità nel paziente sono riscontrabili nel periodo delle medie e, in misura inferiore, in quinta liceo.

Diagnosi: il paziente cerca una valvola di sfogo per il nulla che ha da dire.

Prognosi: non appena ne avrà detta una veramente grossa, da vergognarsi per tutta la vita, subentrerà nuovamente il normale silenzio ostentato di qualcuno a cui conviene fingere di essere saggio e riflessivo.