Smemoratezze dal sottosuolo

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Cinque strane abitudini

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(in cui escluderò i tick, sennò famo notte. E’ già notte… sennò famo mattina)

Stavolta mi presto perché è simpatico e me l’ha chiesto una donna con le poppe affòra. E siccome che io parlo il poppese, ho capito perfettamente quello che mi stavano dicendo ed eseguo alla lettera.

(Lasciatemi nel mio mondo fatato di draghi, cavalieri, dame e orge, grazie)

1. Al computer disegno per minuti interi rettangolini di selezione sul desktop o ovunque si possano fare, e mentre leggo seleziono compulsivamente tutto il testo che mi capita sotto il cursore. Sto cercando di smettere.

2. Se sono solo e la situazione lo richiede, a volte mi giro verso la telecamera e faccio una faccia da sit-com. No, se ve lo siete chiesto, la telecamera non c’è veramente.

3. Non sopporto le mie unghie se sono più lunghe di un tot. Se arrivano al tot, comincio a soffrire come un eschimese claustrofobico rinchiuso in un maglione a girocollo e abbandonato all’equatore a mezzogiorno dentro una botte fino ad allora adibita alla stagionatura delle aringhe. Finché una sana morsicata non rimette le cose in ordine, faccio pressione sulla punta dei polpastrelli, a turno, per liberarli un po’ dal giogo delle unghie. Lo so, non si è capito niente.

4. Anche se so già cosa devo dire, nel momento in cui dovrei cominciare a parlare ho il reset della memoria, e passano 5 interminabili secondi prima che possa dirlo. Più un disturbo che un’abitudine, ma le metamorfosi che possono subire le facce del tuo interlocutore in quei 5 secondi sono impagabili (in genere al quinto hanno la faccia da “è successo qualcosa a mia madre? L’hai uccisa?”).

5. Entro in edicola, guardo il settore fumetti, quello riviste piccì, quello film in dividì, poi un occhio ogni volta a un settore diverso. Poi saluto ed esco, in genere senza comprare nulla. Una volta ci stavo le ore, ora sono più efficente e sto sui 5-10 minuti, ma il pattern è sempre lo stesso. L’edicola è il mio riempitivo quando non so che cacchio fare per quell’ordine di grandezza di tempo.

A chi passo la men… il testic… testimone? A Eladar, ma senza pretendere che lo faccia davvero - è solo che ho notato che ha ripreso a scrivere e allora approfitto per vedere cosa combina.

Written by StM

January 15th, 2006 at 9:38 pm

Posted in nosce te ipsum, oblòg

4 Responses to 'Cinque strane abitudini'

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  1. io piscio nei lavandini

    jovi

    16 Jan 06 at 18:51

  2. Toh, il punto cinque lo attuavo sempre pure io, ai tempi d’oro, sistematicamente, ma terrorizzando molto di più gli edicolanti, ed estendendo le molestie anche a quelli più distanti…

    ABS

    17 Jan 06 at 0:11

  3. Non si scriver “orgie”?

    Vurdak

    1 Feb 06 at 18:55

  4. Non ne ho idea… sai, anche al singolare non sono molto pratico.

    StM

    1 Feb 06 at 23:12

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