Les sanglots longs des violons de l’automne…
Ero sempre a volermi sentire diverso. “Che cioccolato ti piace?” “Il fondente”. “A che squadra tieni” “A nessuna”. “Qual è la tua stagione preferita?”.
Ero indeciso. Tra l’autunno e l’inverno. Poi un giorno leggo che l’autunno è la stagione preferita di Dylan Dog (numero 39, “Il signore del silenzio”), e allora propendo per l’inverno. E vabbe’, si cresce anche con queste cretinate.
Ma davvero preferisco quelle due stagioni lì? Non lo so, non saprei dirlo, ma è probabile… non sono un patito della spiaggia, odio il caldo eccessivo, sono essenzialmente sedentario. Anche se l’ultima è solo una convenzione… datemi un motivo, o toglietemi un motivo-per-non (basta uno), e vi giro il globo in quattro e quattr’otto. Sì.
Non dico che le giornate buie e fredde non mi abbiano mai oppresso. Ma ricordarne alcune di molti anni fa mi fa come sentire di nuovo a casa. Ah, già, in effetti SONO a casa. Dopo 5 anni, sono di nuovo qui, presumibilmente in pianta stabile… per un po’. Per qualche mese mi sono trovato fuori posto, ora mi sto riambientando, o meglio, riappacificando. Brutta cosa non andare d’accordo con il luogo che ti ha preso in consegna fin da quando eri bambino… anche se forse c’è una cosa peggiore, cioè andarci d’accordissimo e doverlo lasciare.
Ma bandiamo le nostalgie. Volevo dirvi che Pennac è un furbastro. Oggi ero lì che sfidavo i conati di vomito, leggendo un po’ di “Comme un roman” sull’autobus, quando leggo:
personne n’a jamais le temps de lire
Cosa ciancio continuamente su questo blog e altrove? Che non ho tempo di leggere. E come me milioni di altri. “Vorrei, ma non ho tempo“. Balle, il tempo si trova.
Le temps de lire est toujours du temps volé.
Volé à quoi?
Disons, au devoir de vivre.
C’est sans doute la raison pour laquelle le métro -symbole rassis dudit devoir- se trouve ètre la plus grande bibliothèque du monde.
Chissà quante persone hanno letto quelle righe mentre ne stavano comprovando la veridicità, come me. Va bene, Pennac pensa a quei raccomandati dei parigini che hanno la metropolitana, ma stava parlando di coloro che leggono sui mezzi pubblici, per rubare o per meglio dire mordere quel tempo che altrimenti ci scivolerebbe addosso senza lasciare segni. E io ho letto questo proprio mentre stavo rubando la mia razione di lettura quotidiana, sull’autobus. Potere della letteratura.
Questo libro è un gioiello; è uno di quei libri che ti verrebbe da citare tutto dall’inizio alla fine. Mi dovrò trattenere, e fare una scelta difficile. Mi raccomando, se non lo sapete imparate il francese, ché vale la pena, anche solo per Le petit prince (ma anche qui) :’)
La lecture, acte de communication? Encore une jolie blague de commentateurs! Ce que nous lisons, nous le taisons. Le plaisir du livre lu, nous le gardons le plus souvent au secret de notre jalousie. Soit parce que nous n’y voyons pas matière à discours, soit parce que, avant d’en pouvoir dire un mot, il nous faut laisser le temps faire son délicieux travail de distillation. Ce silence-là est le garant de notre intimité. Le livre est lu mais nous y sommes encore. Sa seule évocation ouvre un refuge à nos refus. Il nous préserve du Grand Extérieur. Il nous offre un observatoire planté très au-dessus des paysages contingents. Nous avons lu et nous nous taisons. Nous nous taisons parce que nous avons lu.
(riferimento: Daniel Pennac, Comme un roman, forse 1992)


Ho una brutta notizia da darti: l’inverno è già la MIA stagione preferita da sempre, sei arrivato tardi :D
Io ODIO l’estate e sopporto la primavera. L’autunno… boh, viene prima dell’inverno.
Vabbe’, ma l’inverno lì da te è un po’ come la guerra termonucleare qui da me… xD
Tsè, se fossi un vero alternativo tiferesti per le mezze stagioni, come me.
E non è nemmeno vero che non esistono più… Anzi, mi sa che ormai esistono solo quelle. *_*
Mi sa che hai ragione… quest’anno estate fredda, e adesso siamo quasi a novembre e se tengo le finestre aperte non sento nemmeno l’esigenza della stufetta accesa (ehm, sì, sapete, stando seduto e non muovendomi la stufetta a volte ci vuole :P).
Sei Gay! Lascia stare Verlaine!
Comuqneu a me piccione l’inverno e anche l’autunno!
Ho avuto dei problemi con la Tastiera! ^_^
Davvero sei convinto che il tempo passato sui mezzi pubblici a NON leggere sia tempo altrimenti sprecato? non trovi che guardare campi uguali fuori dal finestrino, persone diverse sedute accanto a te, ascoltare dialoghi estemporanei ed osservare il cielo siano comunque delle gran belle attività?
Mmm…
il paesaggio del percorso casa-lavoro ormai lo conosco a memoria, e non è questa meraviglia
le persone, se le osservi, tendono a prendersela a male
l’autobus è silenzioso, tecnicamente non ho persone accanto, la maggior parte delle volte, e la probabilità di ascoltare un discorso interessante tra sconosciuti è una su ottomila
il cielo è scarsamente visibile, spesso piovoso, spesso già (o ancora) buio
MA…
…non hai torto ;)