Da tanto tempo aspettavo questo momento
Ho visto La fabbrica di cìcolata, sì, insomma, quella roba lì di Tim Burton. E colgo l’occasione per lamentarmi, per sfogare una frustrazione che mi porto dietro fin da quando ero bambino.
Appello per sceneggiatori e registi: se non siete in grado di raccordare una scena recitata con una cantata/ballata, fate la cortesia, ASTENETEVI, e fate solo una o l’altra. Specie se una delle due è orribile e priva di senso.
Grazie dell’attenzione.
Devo ammetterlo, da bambino ero molto più insensibile (o insofferente?) alla musica nei film: se potevo, Julie Andrews la mandavo avanti veloce quando si metteva a gorgheggiare di questa benedetta cattedrale con i benedetti piccioni e la benedetta vecchietta; va bene, era un mio limite, INGIUSTAMENTE non apprezzavo. Però un conto è parlare di Mary Poppins; un altro è parlare dei personaggi di alcuni cartoni animati, che tuttavia non saprei indicare perché ho rimosso, i quali ti tenevano lì per dei minuti interi a sentire quanto fossero bravi nel playback. Uff. Fremevo nella sedia, cercavo qualcos’altro da fare, odiavo il responsabile di tali torture con tutto me stesso. Ci ritorniamo dopo.
Cosa distingue “Charlie and the Chocolate Factory” da “Willie Wonka and the Chocolate Factory”? Ah, un momento, prima di vedere le differenze - una cosa li accomuna: hanno i titoli sbagliati, anzi invertiti; nel film di Tim Burton, la presenza di Charlie è ININFLUENTE, è solo uno dei tanti comprimari, e perciò meglio vi si sarebbe accordato il titolo del film del 1971. Avete visto il barcone “commento serio” abbattersi sull’iceberg “sarcasmo”? Bravi, siete stati attenti, io quasi me lo perdevo. In realtà non mi va di confrontare i due film. Basta e avanza fare le pulci a quest’ultimo, l’altro rimarrà sempre nel mio cuore e nella mia dvdteca (ebbene sì, mi sono lasciato coinvolgere da questa bassa operazione commerciale di ripubblicare il primo film in concomitanza con l’uscita del “remake”, e l’ho ordinato).
Come ho già detto, un paio di scene con balletto (degli Umpa Lumpa) sono raccordate male, maluccio, malino… e su questo sorvolerei anche, ma come se non bastasse erano brutte. Non è un giudizio definitivo, magari è solo la traduzione ad averle rese molto stupide (mmm… “Augustus Gloop, Augustus Gloop, a great big greedy nincompoop / Augustus Gloop, so big and vile so greedy and so infantile…”), e ad averle sforzate sul binario dell’incomprensibilità, ma insomma anche musicalmente o visivamente non mi prendevano proprio e non aspettavo altro che finissero; e se è vero che sono in parte “colpa” di Danny Elfman, mi dispiace un po’ (il tema musicale di apertura però fa la sua figura… sullo strumentale a Danny non lo freghi).
Cosa non funziona, soprattutto, in CatCF (per i newbie, è un acronimo)? Non posso fare altro che sottoscrivere in pieno il parere di Obi-Fran Kenobi, manca la sceneggiatura. Già domani mattina, al mio risveglio, di quel film non mi sarà rimasto niente. Se non il ricordo della noia di fronte ad alcune scene che si strascinavano, e un vago senso di deja-vu… sì, mi ricorda quando alle medie abbiamo fatto una recita partendo da un racconto, e ci abbiamo costruito sopra un monologo, qualche dialogo, qualche balletto (mi avevano convinto a prendervi parte… questa cosa aveva demolito le certezze di molte persone che poi per causa mia si sono convertite al confucianesimo protestante), una scena di estrema violenza: come avevamo fatto? Ci eravamo divisi i compiti, ciascuno faceva una parte e poi si metteva tutto insieme. Non era venuto poi così male… ma eravamo dei ragazzini delle medie. Non eravamo gli sceneggiatori di uno dei registi più originali del mondo. I compitini fateli a scuola, finché siete in tempo, NON quando vi si carica della responsabilità di un budget milionario.
Se vi ricordate, poco sopra ho detto che dovevo ritornare su un certo discorso, la musica e le canzoni nei film. Non so se sono strano io o è normale, ma perché io apprezzi un film, il corretto utilizzo della musica nello stesso è FONDAMENTALE. Per rimanere in tema Tim Burton, è Danny Elfman a metterci del suo nel farmi apprezzare Mars Attacks!, così come Ennio Morricone ha reso per lungo tempo “La leggenda del pianista sull’oceano” il mio film preferito, e come Arancia Meccanica ha una colonna sonora che è una droga. Arancia Meccanica… Singing in the rain. Quanto è bello Singing in the rain? Un film meraviglioso, e divertentissimo. E in cui ti rendi conto di cosa significhi VERAMENTE il concetto “uomini di spettacolo”: ottimi attori, ottimi cantanti, ottimi ballerini, tutto insieme, nella stessa persona. Una volta gli artisti di razza, quelli che facevano la gavetta a teatro, erano la norma; ora devono forzatamente essere l’eccezione, perché così richiede il mercato di massa e la grande diffusione del cinema e della televisione: quantità e qualità sono da sempre grandezze inversamente proporzionali.
Da bambino credevo che il musical non mi piacesse. Non lo conoscevo. Poi un giorno, molti anni dopo, ho visto Alessandra Martines ballare in un film di Claude Lelouch; e mi ha stupito scoprire di trovare bella quella scena (nonché lei, ma non stavamo parlando di questo). E’ passato altro tempo, ho visto Moulin Rouge e poi Chicago (quello con Renée Zellweger, Richard Gere e Catherine Zeta-Jones): carini, mi son detto, ma c’era qualcosa che non andava… c’era qualcosa di troppo, di inutile, di fuori posto. Infine ho visto Cantando sotto la pioggia; figlioli, la classe non è acqua, se perdonate la battuta a tema meteorologico: là, tutto o quasi era essenziale, funzionale, piacevole. Ora, non pretendo che gli attori odierni diventino tutti improvvisamente bravi ballerini e cantanti, ma almeno, per cortesia, che la si smetta di usare la musica nei film esclusivamente come sottofondo, come suggerimento sentimentale (musica struggente quando lo spettatore deve struggersi, musica fracassona per le scene d’azione, crescendo improvvisi per i salti sulla sedia)… cos’è, è diventata il parmigiano cinematografico, metti un po’ di musica grattugiata quando c’è da insaporire?

Mi tocca quotare. :
Lucea
9 Oct 05 at 22:14
Una volta tanto :’)
Ma cosa? o_O
StM
9 Oct 05 at 22:57
Gah, non avevo preso un abbaglio allora.
Obi
10 Oct 05 at 1:52
A me è piaciuto tanto tanto,invece. Sarò di bocca buona? :)
Madama
10 Oct 05 at 14:43
oggi ho visto le cioccolate “Wonka bar” al supermercato :)
Prima di ripartire devo provarne una
shuren
14 Oct 05 at 1:08