How lucky I am to be normal (Che bello essere normali)

Quanto è consolante darsi un’occhiata al colore della pelle e scoprirlo chiaro. Poi ti dicono che sei bianco come il latte (o come la forfora, dipende dalla simpatia) e dovresti prendere un po’ di sole, ma insomma, è meglio così, no?

Approccio 1.

“Non siamo mica razzisti, questo no, a noi i neri (sarebbe più corretto negri, ma sembra spregiativo, sìssì) non danno alcun fastidio, nonnò. Però ecco, la vita è già difficile a essere persone normali, ci mancherebbe anche che avessimo un colore della pelle diverso dagli altri. Comunque io non mi faccio problemi a parlare con la gente nera, sono persone come tutti gli altri. Però non tutti sono come me… una volta non ho potuto assumere una ragazza nera, bravissima peraltro, sarebbe calzata proprio a pennello, ma voi capite, mi serviva una commessa per trattare con la clientela, e la gente ha ancora pregiudizi. In compenso però ho preso una colf, questo sì, l’ho cercata nera quasi apposta… è brava, sapete? Sembra che non sia nata per fare altro… e poi è pulita, checché ne dica la gente, non è vero che puzzano.”

Approccio 2.

Chi ha bisogno di vedere riconfermata la propria normalità, in genere mentale. Allora procede a scegliere una vittima sacrificale, una persona EVIDENTEMENTE anormale o strana, e si adopera a precisare e sottolineare come tra sé stesso e costui passino secoli di evoluzione della specie. E dovreste vedere con quale sottigliezza esamina, per la miseria, e con quale dedizione divulga i risultati delle sue osservazioni!

Ma io mi chiedo… di cosa ha paura questa gente? E soprattutto, perché invece di farsi gli affari suoi rompe le balle?

Approccio 3.

La storia di Laura, 6 anni.

Note personali:
-il galantuomo che ha vaticinato un futuro da prostituta per la piccola protagonista, è sicuramente un esperto del ramo (probabilmente ha imparato dalla madre fin da piccino);
-i razzisti fatti e finiti non lo sanno, se lo sapessero si impiccherebbero per la disperazione, ma credo proprio che siano una fottuta minoranza;
-che schifo.

Approccio 4.

Poi ci sono quelli che passano dalle parole ai fatti. Cosa non fa la paura nelle menti deboli e poco dotate…

Ma allora.

Facile parlare da un tranquillo paesello di provincia, direte voi. Per l’approccio 2 avrei molta polvere da darvi, ma per il resto avete ragione. Ammetterete però che è facile anche dire fanfaronate come “bisognerebbe ammazzarli tutti”. Eh. Alla fin fine siamo pari.

4 commenti a “How lucky I am to be normal (Che bello essere normali)”

  1. Vurdak said, on September 16th, 2005 at 16:06 #

    Che Schifo. Veramente. Vabbè che l’articolo di repubblica è pomposo in una maniera esagerata, però sono cose inaccettabili. Posso capire (e appoggio) il ognuno a casa sua, ma il comportamento da discriminatore è inaccettabile. Quel padre che ha difeso il ragazzino lo voglio picchiare. E picchiare molto forte.

  2. Val said, on September 18th, 2005 at 16:55 #

    io ho sempre difeso a spada tratta tutti gli immigrati. ho sempre rispettato Alessio (albanese, anche se non si direbbe dal nome), Yasser e Abdallah con famiglia (tutti egiziani), la famiglia Abbih e Nabil famiglia (marocchini), Hassan (senegalese), Otman e famiglia (tunisini), una discreta quantit� di argentini, Anne e famiglia (ugandesi), mi duole dire che sono eccezioni. più ho a che fare con gli immigrati, più li odio. non per ragioni culturari, ma di ordine pubblico. purtroppo, ne ho viste troppe durante la mia carriera di volontaria del soccorso ed essere caduta nella spirale dell’odio razziale è una delle mie più grandi sconfitte.

  3. StM said, on September 18th, 2005 at 18:13 #

    Già che ci sono linko il post di Vurdak sul suo blog a proposito della notizia di Repubblica:

    http://blog.natostanco.it/index.php?/archives/46-Laura,-6-anni,-sporca-negra.html

    Sì, l’articolo è pomposo, infatti mi fa invidia chi l’ha scritto.

    Val, non so se il tuo possa essere considerato odio razziale, io lo chiamerei davvero odio interculturale - inteso come odio verso la cultura della violenza, della sopraffazione, in cui purtroppo si ascrivono molti immigrati, vuoi per reazione vuoi per partito preso. Un imprenditore e uno spacciatore senegalesi sono della stessa *razza*, ma non sono latori della stessa *cultura*.

    Io capisco benissimo chi ha i nervi a fior di pelle per quella che vede come una sgradevole invasione (quando ho visto la stazione di Brescia non credevo ai miei occhi… ma lì non è che gli stranieri avessero l’esclusiva, tra l’altro), capisco chi ha avuto troppe cattive esperienze, ma il linciaggio indiscriminato, materiale o morale che sia, non dovrebbe passare per la testa a NESSUNO.

  4. Vurdak said, on September 21st, 2005 at 18:29 #

    Posto una cosa interessante…

    Incredibile ma vero, ma il partito NPD (l’estrema destra filo nazista tedesca) sta avendo dei contatti con i partiti/gruppi/movimenti di estrema destra di immigrati turchi per affrontare politicamente parlando una serie di attività di sensibilizzazione del tipo “ognuno a casa propria, ma prima di tutto miglioriamogliela”, ovvero non risolvendo l’immigrazione cacciando via gli immigrati, ma sistemando tutto dalla radice, ovvero da tutta la serie di politica che costringono le persone ad emigrare. Magari anche forza nuova fosse così intelligente dalle nostre parti…

Lascia un commento

Nei commenti sono permessi questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>