Ken Parker - Sciopero
StM - Tuesday, 27 September 2005, 18:54 - opere altruiDall’introduzione (”Le cronache di Lungo Fucile”) di Gianni di Pietro a Ken Parker Collection n° 29.
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Il valore di questa scommessa di Giancarlo Berardi appare in tutto il suo significato se si pensa che in Italia la storia del movimento operaio era arrivata tardi, e quasi mai con piena dignità, nei libri scolastici, risultando quindi poco conosciuta, soprattutto al pubblico dei lettori dei fumetti da edicola. Essa, poi, conserva anche oggi una sua drammatica attualità, a vent’anni dalla prima pubblicazione, soprattutto nel nostro paese. La nostra abitudine ai diritti, tipica delle generazioni successive alla Seconda Guerra Mondiale e al boom economico, spesso tende a far dimenticare da dove essi sono venuti e quanto la loro conquista è costata a chi ci ha preceduto. In più, i guasti operati nel nostro paese dalla follia del terrorismo rosso hanno favorito la confusione, da sempre avallatta dalle classi dirigenti, fra lotta per le conquiste sociali e pratiche criminali. Infine, l’isterico richiamo al pericolo del comunismo come male assoluto in un mondo in cui i regimi comunisti non esistono più storicamente e come modelli realmente proponibili, ha finito per oscurare del tutto quello che anche un’enciclica pontificia ha riconosciuto come movimento nato dall’anelito a una società più giusta in condizioni di vita tremende. In questa operazione culturale tesa ainfluenzare la mentalità collettiva, ancora una volta un ruolo fondamentale ha avuto nel nostro paese un’informazione televisiva asservita e pronta a ogni espediente, anche il più grottesco, per nascondere la verità e non disturbare il manovratore. Come nella Boston del giornalino, quasi una metafora den nostro paese, qualche giornale ancora indipendente e qualche giornalista con la schiena dritta hanno permesso, almeno in certi casi e parzialmente, l’emergere della verità oltra la coltre delle menzogne.
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Potete trovare questo numero 29 di KP Collection ancora in edicola, riconoscibilissimo dalla sua splendida copertina rifacentesi al famoso dipinto “Il quarto stato” (si nota infatti, in basso a sinistra, la quasi ironica firma “Milazzo + Pelizza da Volpedo”); nel volume sono presenti due storie ben riuscite e coinvolgenti, “Il sicario” e “Sciopero”. Nella seconda storia, a cui si riferiva lo stralcio di Gianni Di Pietro sopra riportato, si narra la vicenda (verosimile, in quanto ispirata ad eventi storici realmente accaduti) di un Ken Parker, detective della National Agency of Investigation, che si infiltra (facendosi assumere regolarmente) tra gli operai di un’industria tessile, con lo scopo di identificare il capo di un sindacato clandestino (nel contratto di assunzione gli operai devono sottoscrivere l’accordo di non iscriversi mai ad alcun sindacato). La coscienza di Ken lo preverrà dal portare a termine il lavoro per cui viene pagato, ma ciò non gli impedirà di essere travolto dagli eventi.
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Sempre in tema di fumetti in edicola in questo periodo, ho trovato splendido anche il n° 100 di Magico Vento. Non fatevi ingannare dal nome apparentemente sciocco, e non crediate che si tratti di un semplice “fumetto western”: Gianfranco Manfredi ha poco o nulla da invidiare a Giancarlo Berardi, ed entrambi hanno la fantasia brillante e la cura artigianale dei VERI scrittori. Sarà tutto effetto di quel Gian- che hanno davanti al nome. Ok, via, d’ora in poi chiamatemi GianStM, mi porterà bene.

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