Io pescivendolo, tu pescivendoli

Il mio bisnonno Carletto è stato pescivendolo, tra le altre cose. Ha avuto un negozio, ma vendeva anche per strada. Ancora quando ero bambino io, a Savona, di tanto in tanto si sentiva il vociare di qualche pescivendolo ambulante… “pé-scioooo… anciùeeeee”… cose ormai d’altri tempi.

Il bisnonno si alzava di buon’ora, prendeva mio padre (allora ragazzino), l’ape (o motocarro, ma pare fosse proprio un triciclo a motore), e si dirigeva all’imbocco dell’autostrada, che -ricordo- allora non si pagava. Per chi non è di queste parti, c’è da sapere che la strada Altare-Savona è quasi tutta discesa, con un dislivello di 450 metri per una quindicina di chilometri, e curve… molte curve. Il mio bisnonno, che non mancava di fiuto per gli affari e per il risparmio, una volta presa un po’ di velocità spegneva oculatamente il motore e metteva l’ape in folle. Mio padre ha un ricordo vivido di quelle discese a novanta all’ora su strada tutta curve e triciclo a motore. E’ ancora vivo. Strano.

Arrivati in qualche modo a Savona, i casi potevano essere due: il tempo era buono, e allora si andava normalmente al mercato del pesce; oppure il tempo era cattivo, o meglio era stato cattivo in nottata, e allora il bisnonno diceva “possiamo prendercela comoda”. Se il tempo era stato cattivo, infatti, i pescherecci non avevano potuto uscire in mare e il pesce che si trovava sui banchi era ancora quello del giorno prima; aspettando un po’, invece, sarebbe arrivato sui banchi il pesce dell’Adriatico, autotrasportato.

Era uno dei tanti mestieri che il mio bisnonno sapeva fare.

Non so di preciso in quale periodo avesse il negozio; anzi, non sono nemmeno sicuro se questo episodio che sto per raccontare sia da attribuirsi a lui o a qualche altro famigliare (o estraneo addirittura)… oh, be’, noi raccontiamo, che certe storie possono anche lasciar da parte il rigore della cronaca.

Pare che il bisnonno, ad un certo momento della sua vita, avesse una pescheria a Mallare, un paese qui vicino. Finché una sera, eseguito il dovere perentorio (e irrevocabile) di scolarsi qualche litro di vino, non sentì il bisogno di liberare la rigonfia vescica da qualche parte; ma non in un posto qualsiasi: scelse appositamente il retro della chiesa, per aggiungere il politico al dilettevole. Non fu ahimé scelta saggia, poiché qualcuno fu testimone del blasfemo atto e ne informò il parroco; costui, a sua volta, si premurò di informare tutti i pii fedeli, alla successiva funzione, del fatto che il negozio del bisnonno non era più posto per loro - manco fosse una setta satanica. Non so se il bisnonno decise di cambiare aria o del tutto il mestiere, ma certo è che il negozio chiuse. Viva i pii fedeli, viva il Mullah.

Un commento a “Io pescivendolo, tu pescivendoli”

  1. Shuren said, on August 23rd, 2005 at 17:46 #

    direi che tutti i paesini sono uguali e non sono cambiati molto dai tempi del tuo bisnonno, purtroppo

Lascia un commento

Nei commenti sono permessi questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>