Barbaric Yawp

Questo post AVEVA una dedica, ora non più.

Stasera volevo parlare del film Le invasioni Barbariche… ma già che ci sono ne parlo lo stesso.

E’ curioso come uno ripensi a posteriori alle cose che ha imparato e gli sembrino improvvisamente straordinarie. Pensateci, un *impero* che collassa su sé stesso. Lo avete pensato? Ovviamente avrete pensato all’impero romano. Be’, non è straordinario? Non è successo dall’oggi al domani, come magari si è indotti a pensare visto che 400 anni di storia si fanno in 2 mesi di scuola, ma il popolo che ha dato i natali a tutta quelle persone che spaccavano le palline con le loro versioni da tradurre dal latino, Cicerone, Orazio, Virgilio, Seneca, Tacito, ebbene questo popolo a un bel momento ha deciso che non ce la faceva più, che passava la mano.

Il film prende il titolo dall’analogia, non so se esposta realmente o inventata appositamente per il film (credo la prima), che un opinionista ha ravvisato tra le invasioni barbariche che portarono alla caduta dell’impero romano e gli attentati dell’11 settembre 2001: per la prima volta nella loro storia, gli Stati Uniti d’America non hanno combattuto una guerra lontana, ma sono stati colpiti nel loro stesso paese.

A posteriori, possiamo (forse) dire che visioni del genere erano troppo catastrofiste (ho iniziato allora ad odiare Lucia Annunziata, con la sua terza guerra mondiale). Ma la curiosità di vedere se altri particolari combaciano ormai ci è venuta… e allora facciamo il nostro gioco privo di alcun valore storiografico ma dalle connotazioni spassose (che vedremo):

  • preferisco assimilare l’attentato alle Twin Towers ad Annibale che attraversa le Alpi con gli elefanti… questo perché abbiamo anche noi adesso il nemico per eccellenza, Osama Bin Laden, che odia gli Stati Uniti con tutto sé stesso e non si sa bene perché;
  • le “invasioni barbariche” non erano costituite esclusivamente da gigantesche mandrie umane che arrivavano, facevano i loro comodi e se ne andavano; ci fu anche uno scambio continuo e lento di uomini e culture, com’era ovvio che succedesse in un impero che circondava l’intero Mediterraneo; una cosa del genere è sotto i nostri occhi, nei nostri paesi, ormai da anni: se ripensando all’impero romano vi sembra che quella che chiamiamo “integrazione” non sia altro che l’inizio della fine, come allora, mi vien da chiedervi se ritenete che ciò sia un bene o un male - perché io, guardando l’Italia di oggi, non posso che avere forti dubbi sull’opportunità che ci pariamo ancora dietro a grandi nomi di 500 anni fa. Se abbiamo fatto il nostro tempo, con calma, senza panico, facciamoci da parte.
  • ma veniamo alla parte divertente; ricordate Catone il Censore e i suoi fichi? Ma sì, quando in maniera del tutto inusuale si presentò in Senato con un cesto di fichi, ne offrì ai senatori, ricevette i loro complimenti, e poi gelò tutti dichiarando che quei fichi erano giunti quel giorno nientemeno che da Cartagine, la sconfitta Cartagine. “Cartago delenda (est)”, l’unica Cartagine buona è quella morta. E alla fine li convinse. Bene, ora immaginatevi quanto calza a pennello Colin Powell che fa la sua presentazione PowerPoint per convincere le Nazioni Unite che Saddam Hussein è una minaccia. Da morire dal ridere.

Il film in realtà parla di invasioni barbariche e della nostra decadenza in modo marginale, incentrandosi invece sulla storia di un uomo morente e di suo figlio, rappresentanti emblematicamente il divario tra gli uomini del ‘900, travolti e stimolati da continue rivoluzioni intellettuali, e gli uomini di oggi, per i quali non esistono più ideologie valide se non quella del self-made-man, che non ha bisogno di leggere nessun “testo sacro” per sapere la propria strada. La critica al lento svanire della cultura ai giorni nostri è indubbia, ma è addolcita dall’approvazione che siamo portati a provare per il machiavellico eppur giusto personaggio del figlio, e da un lume di speranza concessoci alla fine.

Consiglio fortemente la visione… non fatevi impressionare dalle mie masturbazioni intellettuali.

Un commento a “Barbaric Yawp”

  1. Mr. StM’s blog » Blog Archive » Pico-passeriformi - Il rondone said, on October 22nd, 2006 at 20:59 #

    [...] A dire il vero, oltre a Focus (biasimo su di lui) conosco solo Le Scienze, quindi magari mi sono perso l’anello di congiunzione tra le boiate ammiccanti e le discettazioni un po’ cattedratiche. Resta tuttavia l’impressione che avevo già prima di vedere il film Le invasioni barbariche: la cultura, anche quella con la c minuscola, quella modesta della lettura di 20 minuti fatta prima di addormentarsi, sta andando giù dallo sciacquone. [...]

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